Depositi chimici, il Comitato: “La nostra vittoria non deve essere la sconfitta di nessuno”

di Anna Li Vigni

Otto anni di proteste e cinque vissuti "con il fiato sospeso": un passaggio decisivo che segna una svolta per i residenti

Siamo in diretta dal balcone della signora Silvia Giardella, punto simbolico di una battaglia durata anni e diventata emblema della mobilitazione cittadina. È qui che è nato il Comitato Lungomare Canepa contro il progetto dei depositi chimici, una realtà ormai conosciuta ben oltre il quartiere.

Dopo otto anni di proteste e cinque vissuti "con il fiato sospeso", è arrivata la sentenza del Consiglio di Stato. Un passaggio decisivo che segna una svolta per i residenti.

Dal balcone decorato con un olivo della pace, simbolo di speranza e rinascita, Fabio Valentino, responsabile documentale del Comitato, commenta: "Questa vicenda sottolinea ancora una volta il ruolo positivo che i comitati e i cittadini possono e devono svolgere". E aggiunge con amarezza: "Sconcerta aver trovato come controparti le istituzioni nei tribunali. Ci auguriamo che in futuro ci sia maggiore condivisione delle scelte".

La lunga incertezza ha avuto effetti concreti sulla vita del quartiere: "Ci sono state persone che volevano trasferirsi qui e altre che temevano di dover andare via", racconta Valentino. Ma dalla crisi è nata anche una forte unità tra territori: "C’è stata una convergenza positiva tra comitati di diverse zone, da Cornigliano a Palmaro. Un’unione vincente".

Il problema, spiegano i residenti, resta quello di un territorio sbilanciato: "Oggi vediamo enormi aree logistico-industriali con annessi piccoli quartieri residenziali. Questo equilibrio va rivisto".

Tra le priorità, la realizzazione delle barriere acustiche attese da anni: "I fondi ci sono stati, ma non sono mai stati utilizzati per questo scopo. Questa potrebbe essere l’occasione giusta", sottolinea Valentino.

La voce dei cittadini si fa ancora più diretta con Maria Mittica, residente storica: "Il nostro sogno è vivere e respirare come tutti. Invece troviamo polveri ovunque, anche metalliche. I nostri figli si ammalano, noi ci ammaliamo: non va bene così". E denuncia: "Ci parlano di snellire il traffico, ma sarà solo più inquinamento".

Il Comitato, però, non si ferma. Anzi, si rafforza con nuovi ingressi, come quello del professor Mauro Froldi: "Qui c’è un’attività identitaria forte. Valori come sostenibilità, inclusione e riqualificazione sono fondamentali per un quartiere come questo".

In chiusura, Silvia Giardella ribadisce lo spirito della mobilitazione: "È stato un risultato collettivo. Abbiamo dimostrato che uniti si può fare la differenza". E lancia un messaggio chiaro anche ad altri quartieri coinvolti: "La nostra vittoria non deve essere la sconfitta di nessuno. Non vogliamo spostare il problema altrove".

Poi conclude con determinazione: "Chiediamo rispetto, protezione e salute per i cittadini. Questo viene prima di tutto".

Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagramsu Youtube e su Facebook.