Marittimo ligure bloccato dal 1° marzo nel porto di Doha

di R.C.

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Marittimo ligure bloccato dal 1° marzo nel porto di Doha

La storia di Francesco Genesio, 24 anni, racconta una quotidianità sospesa tra incertezza, dovere e responsabilità. Il giovane di Borghetto Santo Spirito lavora come secondo ufficiale di navigazione su una nave da crociera ferma dal 1° marzo nel porto di Doha, a causa del conflitto in corso nella regione.

Nonostante la possibilità per molti di lasciare l’imbarcazione, Francesco è rimasto a bordo perché inserito nella tabella minima di armamento, ovvero il contingente indispensabile per garantire sicurezza e operatività della nave. Attualmente sono 56 le persone ancora presenti tra ufficiali ed equipaggio, un gruppo ridotto ma essenziale per mantenere il controllo della situazione.

Nei giorni più critici, grazie al lavoro coordinato della compagnia e del personale, è stata portata a termine una complessa operazione di evacuazione: circa 2.500 passeggeri e 800 membri dell’equipaggio sono stati fatti sbarcare in sicurezza. Un intervento delicato, gestito con grande professionalità in un contesto particolarmente instabile.

Oggi, sebbene il conflitto sembri per certi aspetti distante, la tensione resta palpabile. La routine quotidiana è profondamente cambiata: durante le guardie in plancia arrivano continui alert sui telefoni, i ponti esterni vengono chiusi rapidamente e, in alcune circostanze, è possibile osservare intercettazioni di missili e droni. Episodi che rendono evidente la fragilità del momento e impongono massima attenzione, oltre a un costante sangue freddo.

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