Diga foranea, pescatori in crisi: “Così il mare si svuota e noi restiamo senza lavoro”

di Carlotta Nicoletti

Spariscono pesce e aree di pesca nel Golfo di Genova

La nuova diga foranea ridisegna il porto e il futuro della città, ma per i pescatori della Darsena rischia di cancellare un mestiere. Tra aree interdette, fondali alterati e pesce sempre più raro, il grido d’allarme è chiaro: “Non riusciamo più ad andare avanti”.

Allarme pesca – In Darsena restano circa 17-18 imbarcazioni, ma solo cinque o sei escono regolarmente in mare. Il motivo è semplice: lo spazio si è ridotto drasticamente. “Ci hanno tolto quasi quattro miglia di mare, una zona vitale soprattutto d’inverno”, racconta il pescatore per quarta generazione, Felice Mammoliti.

Cantiere – La costruzione della diga ha trasformato un’area tradizionalmente ricca. Lavori, divieti e nuove infrastrutture hanno limitato ulteriormente l’attività. “È giusto farla, ma per noi è un problema enorme e nessuno ne parla”, denuncia.

Ambiente – Secondo i pescatori, i materiali scaricati in mare starebbero modificando l’equilibrio dell’ecosistema. “L’acqua è diventata gialla e opaca, il pesce scappa”, spiegano. Specie stagionali come seppie, palamite e ricciole sarebbero ormai sempre più rare lungo la costa.

Economia – Le conseguenze sono pesanti: meno pesca in inverno e maggiore pressione nei mesi estivi per compensare. A questo si aggiunge il caro carburante, passato da 0,85 a 1,45 euro al litro. “Molte barche restano ferme perché uscire costa più di quello che si guadagna”.

Richieste – I lavoratori chiedono interventi concreti: nuove aree di pesca o sostegni economici. “Non vogliamo essere super pagati, ma almeno riconosciuti. Se ci tolgono il lavoro, devono darci un’alternativa”.

Tradizione – Dietro la protesta c’è anche una storia familiare lunga generazioni. “Siamo pescatori da sempre. Così si rischia di perdere non solo un lavoro, ma una cultura”.

Futuro – Gli incontri con istituzioni e autorità portuale proseguono, ma senza risultati concreti. Intanto, il timore cresce: senza interventi, la piccola pesca locale potrebbe scomparire.

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