Scatta l'obbligo dei corridoi di lancio sulle spiagge, Del Cielo (Municipio Levante): "Ok sicurezza, ma serve flessibilità e analizzare caso per caso"
di Luca Pandimiglio
"Si passa dai circa 70 metri dell’anno scorso ai 200 metri attuali. Inoltre vengono richiesti spazi a terra dedicati esclusivamente alla nautica secca, con corsie larghe tra i 15 e i 20 metri”
Con l’estate ormai alle porte, sulle spiagge del levante genovese si accende il confronto sulla nuova ordinanza della Capitaneria di Porto che introduce l’obbligo dei corridoi di lancio per la nautica, estendendolo anche alla cosiddetta “nautica secca” come canoe, sup e pedalò. Un cambiamento che punta ad aumentare la sicurezza in mare, ma che rischia di creare difficoltà soprattutto negli arenili più piccoli.
A fare il punto della situazione dalla spiaggia di Vernazzola sono stati Marco Del Cielo, consigliere del Municipio Levante con delega allo Sport, e Roberto Vagge, segretario della società Urania.
“La nuova ordinanza della Capitaneria – spiega Del Cielo – prevede corridoi di lancio molto più lunghi rispetto al passato: si passa dai circa 70 metri dell’anno scorso ai 200 metri attuali. Inoltre vengono richiesti spazi a terra dedicati esclusivamente alla nautica secca, con corsie larghe tra i 15 e i 20 metri”.
Una novità che, secondo il consigliere, rischia di mettere in difficoltà molte spiagge del territorio: “Il problema riguarda soprattutto gli arenili di piccole dimensioni, non solo nel Levante cittadino ma in tutta la Liguria. In diversi casi non esistono gli spazi necessari per installare questi corridoi”.
Dal canto suo, la società Urania si è già mossa per adeguarsi alle nuove disposizioni. “Abbiamo predisposto un progetto con un geometra da presentare in Capitaneria – racconta Vagge –. Abbiamo già separato gli spazi e predisposto le corsie, ora aspettiamo soltanto l’autorizzazione definitiva per poter installare le boe”.
Secondo Vagge, la misura ha comunque una sua logica: “Dal punto di vista della sicurezza è giusto creare percorsi dedicati per evitare rischi ai bagnanti. Però servono tempi rapidi, perché nel fine settimana le spiagge sono già molto affollate e anche le società sportive devono poter svolgere le proprie attività”.
Il nodo principale resta infatti quello della convivenza tra sicurezza balneare e attività sportive. Le nuove regole coinvolgono infatti canoe, kayak e sup utilizzati quotidianamente dalle associazioni nautiche e dagli sportivi.
“La nautica sociale e sportiva non può essere penalizzata – sottolinea Del Cielo –. Parliamo di attività ludiche, inclusive e sportive che fanno parte della tradizione del nostro territorio. È giusto garantire la sicurezza dei bagnanti, ma bisogna valutare ogni situazione caso per caso”.
Un lavoro complesso, anche perché ogni spiaggia presenta caratteristiche differenti. “Il nostro litorale è molto particolare – aggiunge Del Cielo –. Ci sono spiagge strette, scogliere e società sportive che mettono in acqua le imbarcazioni direttamente dagli scali. Sarà necessario un confronto continuo tra Capitaneria, Demanio e Comune”.
La Capitaneria di Porto, spiega Del Cielo, avrebbe già mostrato disponibilità ad affrontare singolarmente le varie situazioni. Restano però i timori legati ai tempi burocratici e alla possibile riduzione degli spazi per la balneazione.
“È inevitabile che una parte di spiaggia venga destinata ai corridoi di lancio – conclude Vagge – ma questo significa anche aumentare la sicurezza per tutti, compresi anziani, famiglie e persone con disabilità che frequentano il mare”.
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