Punta Vagno nel degrado, Rinaldi: “È l’unico buco nero del Municipio: a rischio sicurezza e vivibilità del litorale”
di Luca Pandimiglio
“Questa zona diventa rifugio di persone senza fissa dimora e questo comporta problemi seri sotto il profilo della sicurezza e dell’igiene pubblica”
GENOVA - L’area ex Punta Vagno, dove un tempo sorgevano la storica pizzeria e il Caribe Club, continua a versare in condizioni di forte degrado. A denunciarlo è Luca Rinaldi, vicepresidente del Municipio Medio Levante.
“Questo è davvero l’unico vero buco nero del nostro municipio – ha dichiarato Rinaldi – ed è ancora più grave perché parliamo di una delle aree potenzialmente più belle e strategiche del nostro litorale”.
Alle spalle del vicepresidente, l'edificio abbandonato dell’ex complesso affacciato sul mare: un tempo luogo di ritrovo, corsi di danza e serate caraibiche, oggi trasformato in una zona degradata, con rifiuti, odori nauseanti e segni evidenti di occupazioni abusive.
“Situazione destinata a peggiorare in estate”
Secondo Rinaldi, il problema si aggraverà con l’arrivo della bella stagione. “Questa zona diventa rifugio di persone senza fissa dimora – spiega – e questo comporta problemi seri sotto il profilo della sicurezza e dell’igiene pubblica”.
Il Municipio, insieme alla presidente Anna Palmieri, continua a sollecitare interventi da parte degli enti competenti. Tuttavia, la situazione risulta complicata dalla frammentazione delle proprietà: il piazzale appartiene al Comune, parte dell’area è del Demanio e lo stabile principale è anch’esso demaniale.
“Dialoghiamo continuamente con tutti i soggetti coinvolti – sottolinea Rinaldi – ma al momento gli interventi tampone non bastano. La polizia locale rimuove tende e accampamenti, ma nel giro di poco tempo la situazione torna come prima”.
Riqualificazione del quartiere, ma Punta Vagno resta indietro
Il contrasto appare ancora più evidente considerando i numerosi progetti di riqualificazione in corso nella zona: dai Giardini Govi al nuovo skate park, passando per il cantiere della scuola Nazario Sauro, il parco di piazzale Kennedy e il recupero dell’area ex Mondo Bimbo.
“Non possiamo permettere – afferma il vicepresidente – che a poche decine di metri da dove giocheranno bambini e famiglie esistano sacche di degrado come quelle che abbiamo visto la scorsa estate”.
Proprio il futuro skate park e i nuovi spazi pubblici rendono ancora più urgente una soluzione per Punta Vagno, che rischia di compromettere la vivibilità dell’intero fronte mare.
Nessun progetto concreto, solo ipotesi
Il Municipio ha chiesto chiarimenti al Demanio riguardo al futuro dell’area. La risposta, però, non ha soddisfatto gli amministratori locali.
“Ci è stato detto soltanto che esiste una progettualità allo studio – racconta Rinaldi – ma non conosciamo né la tipologia dell’intervento né le tempistiche. È difficile sentirsi rassicurati da indicazioni così vaghe”.
Nel frattempo, il vicepresidente auspica l’intervento di privati interessati al recupero dell’area: “Ha enormi potenzialità turistiche e commerciali. È sorprendente vedere un luogo così strategico ridotto in queste condizioni”.
“Genova valorizzi il suo litorale”
È emersa anche una riflessione più ampia sul destino dei locali storici sul mare a Genova. Mentre in molte città costiere italiane i locali sul lungomare rappresentano punti di eccellenza e attrazione turistica, nel capoluogo ligure molte strutture risultano chiuse, degradate o sottoutilizzate.
Da Punta Vagno alla Baia degli Angeli, passando per altri immobili lungo il levante cittadino, il tema della valorizzazione del waterfront resta centrale.
“Questi luoghi potrebbero creare lavoro, turismo e indotto – è stato sottolineato durante il dibattito – ma sembra esserci sempre qualche ostacolo che impedisce il recupero definitivo”.
Per il Municipio Medio Levante, però, la priorità resta chiara: mantenere alta l’attenzione sull’area e accelerare un percorso di rinascita che possa restituire a Punta Vagno il ruolo che aveva un tempo nel panorama del litorale genovese.
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