Sanità, emergenza aggressioni: assessore Nicolò chiede l'esercito ai pronto soccorso
di R.S.
"Regione Liguria chiederà al Governo e al Ministero dell’Interno presidi straordinari dell’Esercito all’esterno dei principali Pronto Soccorso"
«L’ennesima aggressione avvenuta nella notte al Pronto Soccorso del Galliera è un fatto gravissimo e intollerabile». Lo dichiara l’assessore alla Sanità della Regione Liguria, Massimo Nicolò, che ha visitato l’ospedale per esprimere solidarietà all’infermiera colpita (leggi qui), agli operatori sanitari coinvolti e alla guardia giurata aggredita, oltre a confrontarsi direttamente con il personale e verificare quanto accaduto.
«Non possiamo più considerare episodi come questo casi isolati o semplici conseguenze delle tensioni che si registrano nei Pronto Soccorso – afferma Nicolò –. Siamo di fronte a una vera emergenza nazionale che richiede risposte immediate e straordinarie. Chi aggredisce un medico, un infermiere, un operatore sociosanitario o un addetto alla sicurezza colpisce lo Stato e un servizio essenziale per la collettività. Nessuno deve pensare di poter entrare in un ospedale e usare violenza senza conseguenze certe e immediate».
L’assessore sottolinea la necessità di garantire condizioni di sicurezza adeguate sia ai cittadini che accedono alle cure sia ai professionisti che operano quotidianamente nelle strutture sanitarie.
«Di fronte a un fenomeno che interessa ormai l’intero Paese e che continua a registrare episodi sempre più gravi e frequenti – prosegue – è necessario un deciso cambio di passo nelle misure di prevenzione e sicurezza. Per questo Regione Liguria chiederà al Governo e al Ministero dell’Interno l’attivazione di presidi straordinari dell’Esercito all’esterno dei principali Pronto Soccorso della nostra regione, sul modello di quanto già avviene per altri obiettivi sensibili».
Una proposta che, evidenzia Nicolò, punta a rafforzare l’azione di deterrenza contro le aggressioni al personale sanitario. «Parallelamente continueremo a investire nel potenziamento dei sistemi di vigilanza, nelle dotazioni di sicurezza e nel coordinamento con le Forze dell’Ordine. La tutela di chi cura è una priorità assoluta. È il momento di agire con determinazione».
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