Sampdoria tra errori e lampi, il campionato di Corradi deve ancora cominciare

di Maurizio Michieli

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Sampdoria tra errori e lampi, il campionato di Corradi deve ancora cominciare

La sconfitta della Sampdoria a Palermo è il frutto di macroscopici errori in fase difensiva e della mancanza di concretezza in quella offensiva. In mezzo si è vista una squadra in grado di giocare alla pari - anzi meglio - degli avversari, almeno sinché Insigne e anche Verschaeren sono rimasti in campo. Purtroppo l'assenza di ricambi (oltre che di titolari, Lauritsen su tutti) ha penalizzato i blucerchiati e il 3-1 finale pesa come un macigno, anche perché a firmarlo è stato quel Palumbo che probabilmente non avrebbe dovuto finire la partita.

Il primo gol è stato una mazzata e ha riaperto il dibattito sul portiere, peraltro l'ultimo responsabile nella catena delle responsabilità: Augello libero di crossare e Strefezza di colpire non sono dipesi da Vindahl, che tuttavia è parso non riuscire a fare tutto il possibile per metterci una pezza. E il rimpianto per Martinelli - in questo momento il miglior portiere della serie B - continua a crescere. Va anche detto che dopo l'estremo difensore danese si è riscattato con un paio di interventi incoraggianti, ma è ancora troppo poco per considerarlo abile e arruolato.

La seconda rete - se possibile - è stata ancora peggio, poiché autoinflitta. Vecchi difetti, antiche disattenzioni che la Sampdoria si porta dietro da anni e che nessun allenatore riesce a cancellare o a limitare: mancanza di organizzazione? Limiti individuali? Scarsa concentrazione? Nessuno sembra in grado di dare una risposta esaustiva. Fatto sta che partire da -2 non è il massimo contro l'avversario più forte della B e in uno stadio tutto esaurito.

Eppure la Samp ha saputo riemergere e riaprire la partita, trainata da Lorenzo il Magnifico, generoso persino in copertura, un esempio per tutti. Sono pesati gli errori sotto porta, specie di Tutino che dopo l'illusione con la Juve Stabia sembra di nuovo essersi smarrito. E alla lunga sono mancate le soluzioni alternative (il gioco aereo, per esempio) e i ricambi (peraltro Begic si sta rivelando fumoso in questo avvio di stagione).

Resta l'impressione di avere annusato qualcosa di buono, nonostante tutto. Ma rimane anche il misero punto in classifica. A Mantova è vietato sbagliare, sia come prestazione ma anche per il risultato perché non è accettabile dover inseguire ogni anno. Si sapeva che pescando dagli svincolati e/o da giocatori reduci da infortuni ci sarebbe stato da soffrire, ma tra Coppa Italia e campionato la casella delle vittorie è ancora vuota. Troppo poco per una Sampdoria minimamente ambiziosa. Bisogna cominciare a far parlare (anche) i numeri, oltre alle intenzioni.

 

 

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