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		<title>Notizie di Genova e della Liguria | TELENORD</title>
		<description>Le ultime notizie di Telenord.it</description>
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			<title><![CDATA[Sampdoria tra errori e lampi, il campionato di Corradi deve ancora cominciare]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[La sconfitta della Sampdoria a Palermo &egrave; il frutto di macroscopici errori in fase difensiva e della mancanza di concretezza in quella offensiva. In mezzo si &egrave;...]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 14:45:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sconfitta della Sampdoria a Palermo &egrave; il frutto di macroscopici errori in fase difensiva e della mancanza di concretezza in quella offensiva. In mezzo si &egrave; vista una squadra in grado di giocare alla pari - anzi meglio - degli avversari, almeno sinch&eacute; Insigne e anche Verschaeren sono rimasti in campo. Purtroppo l'assenza di ricambi (oltre che di titolari, Lauritsen su tutti) ha penalizzato i blucerchiati e il 3-1 finale pesa come un macigno, anche perch&eacute; a firmarlo &egrave; stato quel Palumbo che probabilmente non avrebbe dovuto finire la partita.</p>
<p>Il primo gol &egrave; stato una mazzata e ha riaperto il dibattito sul portiere, peraltro l'ultimo responsabile nella catena delle responsabilit&agrave;: Augello libero di crossare e Strefezza di colpire non sono dipesi da Vindahl, che tuttavia &egrave; parso non riuscire a fare tutto il possibile per metterci una pezza. E il rimpianto per Martinelli - in questo momento il miglior portiere della serie B - continua a crescere. Va anche detto che dopo l'estremo difensore danese si &egrave; riscattato con un paio di interventi incoraggianti, ma &egrave; ancora troppo poco per considerarlo abile e arruolato.</p>
<p>La seconda rete - se possibile - &egrave; stata ancora peggio, poich&eacute; autoinflitta. Vecchi difetti, antiche disattenzioni che la Sampdoria si porta dietro da anni e che nessun allenatore riesce a cancellare o a limitare: mancanza di organizzazione? Limiti individuali? Scarsa concentrazione? Nessuno sembra in grado di dare una risposta esaustiva. Fatto sta che partire da -2 non &egrave; il massimo contro l'avversario pi&ugrave; forte della B e in uno stadio tutto esaurito.</p>
<p>Eppure la Samp ha saputo riemergere e riaprire la partita, trainata da Lorenzo il Magnifico, generoso persino in copertura, un esempio per tutti. Sono pesati gli errori sotto porta, specie di Tutino che dopo l'illusione con la Juve Stabia sembra di nuovo essersi smarrito. E alla lunga sono mancate le soluzioni alternative (il gioco aereo, per esempio) e i ricambi (peraltro Begic si sta rivelando fumoso in questo avvio di stagione).</p>
<p>Resta l'impressione di avere annusato qualcosa di buono, nonostante tutto. Ma rimane anche il misero punto in classifica. A Mantova &egrave; vietato sbagliare, sia come prestazione ma anche per il risultato perch&eacute; non &egrave; accettabile dover inseguire ogni anno. Si sapeva che pescando dagli svincolati e/o da giocatori reduci da infortuni ci sarebbe stato da soffrire, ma tra Coppa Italia e campionato la casella delle vittorie &egrave; ancora vuota. Troppo poco per una Sampdoria minimamente ambiziosa. Bisogna cominciare a far parlare (anche) i numeri, oltre alle intenzioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, mercato (tecnicamente, non economicamente) logico ma con un rimpianto e una lacuna]]></title>
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						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Partiamo dall'aspetto economico. Non &egrave; stato - per la Sampdoria - un calciomercato all'insegna degli investimenti: i soldi spesi nell'acquisto di calciatori sono stati...]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:55:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Partiamo dall'aspetto economico. Non &egrave; stato - per la <strong>Sampdoria -</strong> un calciomercato all'insegna degli investimenti: i soldi spesi nell'acquisto di calciatori sono stati appena due milioni e potenziali plusvalenze future non se ne intravvedono poich&eacute; sono arrivati molti elementi svincolati e <em>"maturi"</em>. Inoltre, sono stati elargiti, come sempre da parte di questa propriet&agrave;, lauti ingaggi (i soli <em>nuovi</em> drenano ben 9 milioni, a cui vanno aggiunti quelli dei <em>"vecchi"</em>).</p>
<p>Insomma, parlando di denari la strategia non &egrave; chiarissima: la societ&agrave; chiude pesantemente il bilancio in perdita ogni anno ma non fa nulla per migliorarlo attraverso il trading dei giocatori (cosa che peraltro dichiara apertamente di voler fare). Ma questi, se vogliamo, sono problemi che potrebbero non riguardare n&eacute; i tifosi n&eacute; la critica. <em>Se a Pantalone (Tey? Walker? Radrizzani? Tutti e tre in uno?) piace arricchire calciatori e procuratori e ripianare passivi, &egrave; affar loro.</em></p>
<p>Guardiamo allora soltanto all'aspetto tecnico. Il lato positivo &egrave; rappresentato dal fatto che <strong>Branco</strong> e <strong>Fredberg</strong> potrebbero avere pensato di allestire un <strong>Instant Team,</strong> una squadra subito pronta e vincente, nel senso di competitiva almeno per l'obiettivo play off. E sulla carta dovrebbero anche esserci riusciti, perch&eacute; &egrave; innegabile che l'organico sia stato allestito con una logica e con calciatori di esperienza e dotati di un buon pedigree, anche internazionale. L'unica osservazione riguarda i terzini: ce ne sono tre a destra (Mbabu, Di Pardo e volendo Depaoli) e uno solo (rotto) a sinistra (Meijer, con l'adattato Cicconi in alternativa).</p>
<p>Resta da capire quanto conti la qualit&agrave; in un campionato malmostoso come la serie B, ma le intenzioni sono buone ed &egrave; oggettivo che i vari Ravanelli, Delli Carri, Mbabu, Sinani, Insigne, Makoumbou, Verschaeren (ne cito solo alcuni) non siano degli scappati di casa. Da qui a farne una squadra vera e propria ce ne passa, ma toccher&agrave; a <strong>Bernardo Corradi</strong> dimostrare di non essere uno che improvvisamente ha deciso di fare l'allenatore di club a 50 anni (i requisiti e il carisma per uscire dal limbo li possiede tutti).</p>
<p>Tuttavia, &egrave; davvero un peccato abbastanza grave come da questo calciomercato la Sampdoria, a mio parere, sia venuta fuori anzitutto con un grande rimpianto: <strong>Tommaso Martinelli.</strong> Il portiere bravo lo aveva gi&agrave; in casa, collaudato, giovane ambizioso. Non andava perso per avventurarsi sullo spericolato terreno di un estremo difensore esotico reduce da un lungo stop (al di l&agrave; del suo valore assoluto, che non sono in grado di giudicare). Martinelli &egrave; finito all'Avellino, non chiss&agrave; dove.</p>
<p>Oltre al rimpianto, non si pu&ograve; fare a meno di registrare la lacuna: <strong>manca un attaccante, soprattutto di peso</strong>. Numeri di gol alla mano. E visti i problemi offensivi dello scorso anno, non &egrave; una lacuna di poco conto, tanto pi&ugrave; che sia Lauritsen che Insigne hanno iniziato la stagione ai box. La speranza &egrave; il Tutino visto con la Juve Stabia (quando lo hanno rifornito...) si riconfermi a quei livelli. Ma come dice il proverbio, <em>chi vive sperando muore cantando.</em></p>
<p>La Sampdoria, invece, vuole vivere e possibilmente vuole vivere bene dopo anni di immeritate e ignobili sofferenze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, un buon punto con alcuni interrogativi. E su Corradi...]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Ho molto apprezzato - dopo il pareggio di Cesena - l'analisi di Bernardo Corradi: lucida, onesta, serena. L'allenatore della Sampdoria ha definito la prestazione e il risultato...]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 19:10:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho molto apprezzato - dopo il pareggio di Cesena - l'analisi di Bernardo Corradi: lucida, onesta, serena. L'allenatore della Sampdoria ha definito la prestazione e il risultato del "Manuzzi" un punto di partenza, ma ha anche sottolineato che non &egrave; ammissibile iniziare un secondo tempo in quella maniera (subendo due legni in due minuti) rischiando di compromettere una partita ancora aperta. Ha visto le luci e non ha nascosto le ombre per "paura" di irritare la suscettibilit&agrave; di qualche calciatore. Bene, segno di personalit&agrave;: negli ultimi tempi abbiamo trovato su quella prestigiosa panchina troppe pappemolle che si facevano andare bene qualunque cosa pur di stare l&igrave;. Non &egrave; il caso del nuovo tecnico e questo &egrave; assai positivo per il bene della squadra.</p>
<p>Ora mi auguro che, con la stessa determinazione, Corradi (con il supporto dell'abile regista Americo Branco), riesca a convincere la propriet&agrave; che per non rischiare nulla e magari ambire a qualcosa servono ancora un bel centrocampista e una punta efficace. Sinora sul mercato sono stati investiti circa due milioni, troppo poco per un club come la Sampdoria che dice di volere la serie A. Non basta affermarlo, bisogna dimostrarlo. Il direttore sportivo &egrave; stato bravo a muoversi senza troppi denari a disposizione, ma i miracoli li faceva uno con un altro nome tanti anni fa: bisogna supportare Branco nell'ultimo sforzo.</p>
<p>Perch&eacute; la trasferta di Cesena ha detto che dopo un'ora la Sampdoria poteva essere sotto di due o tre gol se non fosse stata salvata da traversa e palo. Ha detto che il portiere &egrave; una grossa incognita (santo Frabotta che si &egrave; divorato il 2-1 nel finale). E il precampionato ha ribadito che tanti calciatori sono alle prese con guai fisici importanti (normale quando si va a caccia di occasioni).</p>
<p>Ma la stessa partita ha anche detto che Corradi sta dando un'identit&agrave; precisa alla squadra, che si &egrave; visto un certo carattere e che quando l'organico fosse disponbile all'80% ci si potrebbe anche divertire. Ecco perch&eacute; non si pu&ograve; e non si deve disperdere questo patrimonio lesinando le ultime risorse per rinforzare la rosa laddove &egrave; necessario. In queste ore i dirigenti devono valutare bene anche le situazioni Vindahl e Mejer, il primo per ragioni tecniche (sia a Cremona che a Cesena &egrave; parso molto incerto), il secondo per questioni fisiche. E poi il vice Esposito (se non addirittura il titolare al suo posto) e un'alternativa alle punte. E' vietato sbagliare. Lo meritano Branco e Corradi, lo meritano i tifosi, lo meritano gli 80 anni della Sampdoria. Tey batti un colpo (meglio due).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA["Nuovo" stadio Ferraris, cum grano... Salis]]></title>
			<link>https://telenord.it/nuovo-stadio-ferraris-cum-grano-salis-102743</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Dopo la presentazione in consiglio comunale del progetto di riqualificazione dello stadio "Luigi Ferraris" di Genova, si &egrave; inevitabilmente acceso il dibattito non solo...]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la presentazione in consiglio comunale del progetto di riqualificazione dello stadio <em>"Luigi Ferraris"</em> di Genova, si &egrave; inevitabilmente acceso il dibattito non solo tra maggioranza e opposizione ma anche tra cittadini, commercianti e tifosi. Giova ricordare che lo studio, elaborato da Officina Architetti su incarico di <strong>Genoa</strong> e <strong>Sampdoria,</strong> prevede un costo di realizzare intorno ai 120 milioni che dovranno essere garantiti quasi interamente dalle societ&agrave; di calcio attraverso investitori <em>"istituzionali"</em> privati mentre la propriet&agrave; dell'impianto rester&agrave; pubblica nelle mani del Comune.</p>
<p>Nella nostra analisi partiamo da una semplice domanda. Esiste un'alternativa alla ristrutturazione dello stadio di Marassi che ha bisogno di importanti lavori di manutenzione sia ordinaria che straordinaria? Al momento la risposta &egrave; <em>"no".</em> Per costruirne uno interamente nuovo o per abbattere l'esistente e ricostruirlo servirebbe una cifra quattro/cinque volte superiore. Chi potrebbe investire una somma simile? Certamente non Tursi (al di l&agrave; dell'aspetto finanziario, non sarebbe etico), ma neanche i club o qualche privato. Dunque, bisogna <em>"accontentarsi"</em> di restituire a nuova vita l'attuale impianto.</p>
<p>L'obiezione che viene avanzata riguarda il taglio dei posti disponibili. A quanto mi risulta, &egrave; vero che sulla carta sarebbero 1.600 ma di questi circa 950 gi&agrave; sono invendibili e invenduti perch&eacute; posizionati in punti dove non si vede il campo. Ne consegue che il <em>"sacrificio"</em> - per quanto esistente - riguarderebbe qualche centinaio di posti (circa 600-700). Un quantitativo assorbibile, specie per una citt&agrave; che, dispiace dirlo, perde inesorabilmente abitanti.</p>
<p>Questa operazione - ammesso che tutte le caselle del mosaico vadano al loro posto e su questo &egrave; giusto<em> "vigilare"</em> con spirito critico - consentirebbe alla comunit&agrave; (non solo a quella di Marassi, che comunque godrebbe di una riqualificazione territoriale) di avere a disposizione un impianto a norma, con servizi accessori (a prescindere dall'abusato concetto dei <em>"sette giorni su sette",</em> &egrave; sufficiente che funzioni bene per le partite, i concerti e altre iniziative collaterali garantendo un'ospitalit&agrave; a 360 gradi) e possibilit&agrave; di sviluppo per iniziative non solo circoscritte a un singolo evento.</p>
<p>La questione degli Europei 20232 (<em>"Genova non entrer&agrave; nel novero delle citt&agrave; partecipanti"</em>) &egrave; una questione che il compianto professor <strong>Scoglio</strong> definirebbe di lana caprina: solo chi non conosce le procedure non capisce che partecipare alla "gara" nel lungo periodo significa in ogni caso ottenere dei benefici, anche e soprattutto economici. Perch&eacute; rinunciarci?</p>
<p>E qui vengo al titolo. <strong>Silvia Salis</strong> - indipendentemente da come uno la pensi politicamente, che l'abbia votata o no - sulla questione stadio dovrebbe essere giudicata su un piano amministrativo anche tenendo conto delle sue competenze. La sindaca di Genova, prima di essere eletta, &egrave; stata vice presidente vicaria del Coni, massima autorit&agrave; sportiva italiana. Conosce come pochi questo mondo, le sue pieghe burocratiche, le normative, possiede relazioni importanti, ha gestito situazioni non identiche ma simili. Perch&eacute; non darle credito su una vicenda di cos&igrave; grande impatto pubblico e pure <em>"emotivo"</em> che nessuno sinora &egrave; riuscito a risolvere?</p>
<p>Il progetto che l'amministrazione sta portando avanti sulla riqualificazione dello stadio "Ferraris" mi sembra improntato al buon senso (<em>cum grano Salis</em> appunto). Non &egrave; certo immune da dubbi, osservazioni, critiche, miglioramenti, ma la demolizione preventiva (senza peraltro alternative concrete all'orizzonte) mi sembra pretestuosa o figlia del tradizionale mugugno genovese.</p>
<p>Trattandosi di impiantistica sportiva e di un argomento di tale <em>"popolarit&agrave;"</em>, <strong>Salis si gioca molto anche a livello di immagine personale</strong>. <em>Prima di pensare che stia bluffando lanciando un martello nel buio, andrei a vedere le carte sino in fondo.&nbsp; &nbsp;&nbsp;</em></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, il pesce non puzza dalla testa perché la testa... non c'è]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-foti-e-gregucci-gli-ultimi-capri-espiatori-101113</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA["Ora urge un nuovo cambio, il duo Foti-Gregucci non ha mai dimostrato di essere veramente in controllo della squadra e delle partite; parlare di allenatori al plurale gi&agrave;...]]></description>
			<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 15:25:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>"Ora urge un nuovo cambio, il duo Foti-Gregucci non ha mai dimostrato di essere veramente in controllo della squadra e delle partite; parlare di allenatori al plurale gi&agrave; sottolinea la confusione che avete creato. La loro passione genuina per la Samp non &egrave; sufficiente in una situazione di questo tipo. Il loro sostituto non pu&ograve; essere un novizio, o un allenatore senza patentino, o uno sconosciuto selezionato dagli algoritmi: serve gente esperta e capace, serve programmazione a lungo termine".</em></p>
<p>E' un estratto del comunicato che la <strong>Federazione dei clubs blucerchiati</strong> ha diffuso dopo la sconfitta interna della <strong>Sampdoria contro il Bari</strong>, la seconda consecutiva dopo quella di Mantova. Nello stesso documento viene aspramente contestata anche la propriet&agrave; del club definita <em>"indegna"</em> e invitata ad andarsene.</p>
<p>Vero &egrave; per&ograve; che in questo momento tutti i fucili - sia della critica che dei tifosi - alla vigilia della doppia trasferta a Castellamare di Stabia e Frosinone sono puntati contro i due allenatori, certamente non immuni da responsabilit&agrave; ma <strong>destinati a ingrossare l'elenco dei capri espiatori</strong> che negli ultimi anni sono stati dati disinvoltamente in pasto all'opinione pubblica per coprire ben altre magagne. Risparmio la lista, perch&eacute; sarebbe troppo lunga da Giampaolo in gi&ugrave;.</p>
<p>Peraltro, <strong>il tandem Foti-Gregucci da chi &egrave; stato scelto?</strong> Chi - dopo avere affidato la scorsa estate la prestigiosa e onerosa panchina della <strong>Sampdoria</strong> a un semidilettante (per curriculum) - dopo il suo esonero ha puntato su un allenatore non solo inesperto ma pure senza patentino e neanche iscritto al supercorso di Coverciano? Questo al netto del suo valore futuro garantito. Sempre loro, sempre gli stessi, sempre coloro che da tre anni a questa parte stanno accumulando errori su errori, pericoli su pericoli, danni su danni (di sostanza e di immagine).</p>
<p>Personalmente non rinnego, anzi, rilancio il fatto che a gennaio sulla carta sia stato compiuto un buon mercato di riparazione. Ma &egrave; altrettanto vero che buona parte di quel mercato sia stato vanificato dagli infortuni. Esposito, Palma, Viti, Pierini, lo stesso Martinelli hanno disputato o stanno disputando meno delle met&agrave; della partite in calendario dal loro arrivo.</p>
<p><em>Cattiva preparazione atletica? Superficialit&agrave; dello staff medico? Approssimazione dello staff tecnico? Per quale motivo la Sampdoria sta di nuovo rischiando la serie C?</em> <em>Tutta colpa di Foti e Gregucci?</em> Baster&agrave; quindi eventualmente sostituirli con un mestierante per veder magicamente risorgere la squadra dalle proprie ceneri? Sar&agrave; sufficiente promuovere Lombardo - se e quando Lillo e Greg saranno squalificati - per scacciare i fantasmi?</p>
<p>Interrogativi che sono tornati ad aleggiare come macigni sul mondo blucerchiato mentre ci&ograve; che stupisce (si fa per dire...) &egrave; <strong>l'ostinato silenzio di chi &egrave; all'origine di tutto questo</strong> ed &egrave; solo capace di tirare fuori la testa rilasciando dichiarazioni organizzate quando arriva il minimo sindacale dei risultati per poi sparire e abbandonare la truppa e i soldati non appena la situazione si imbruttisce di nuovo.</p>
<p><strong>E' triste constatare come per la Sampdoria non valga neppure pi&ugrave; il detto che il pesce puzza dalla testa. Perch&eacute; la testa non c'&egrave;. </strong>Cos&igrave; a rotolare nella cesta continueranno a essere quelle dell'allenatore (o degli allenatori) di turno. E ogni campionato si trasformer&agrave; in uno stillicidio e un calvario.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Da Messina a Walker, in che mani è finita la Sampdoria]]></title>
			<link>https://telenord.it/da-messina-a-walker-in-che-mani-e-finita-la-sampdoria-95423</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Scrivo e parlo solo di quelli che ho conosciuto. Ma ce ne sono stati anche prima. Ad esempio, il mitico cavalier Mario Rebuffa, che "impazz&igrave;" come un bambino a Dortmund,...]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 10:15:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivo e parlo solo di quelli che ho conosciuto. Ma ce ne sono stati anche prima. Ad esempio, il mitico cavalier <strong>Mario Rebuffa</strong>, che <em>"impazz&igrave;"</em> come un bambino a Dortmund, dopo avere imprecato in tribuna d'onore come un tifoso qualunque per quasi tutta la partita, per il pareggio di <strong>Roberto Mancini</strong> quasi al 90&deg; contro il Borussia su un improbabile assist di Gianlucone <strong>Pagliuca</strong>. Aveva sofferto talmente tanto, per una gara vissuta in apnea, che dovettero quasi trattenerlo altrimenti rotolava gi&ugrave; dalla balconata sotto gli occhi attoniti dei tedeschi.</p>
<p><strong>Claudio Nassi</strong>. Il <em>costruttore</em>, ovviamente attraverso <strong>Paolo Mantovani</strong>, del grande sogno blucerchiato. Ebbi modo di stringergli la mano solo <em>dopo</em>, ma a lui si devono i principali colpi di mercato della Samp d'oro e persino negli anni successivi non manc&ograve; di consigliare al presidente acquisti che sfumarono per poco (<strong>Baggio</strong>,<strong> Redondo</strong>, <strong>Van Basten</strong>: chi non ci crede, chieda conferma alla famiglia Mantovani).</p>
<p><strong>Paolo Borea</strong>: probabilmente non fu il migliore dei talent scout, ma era un formidabile conoscitore di uomini e quindi l'uomo giusto al posto giusto in quel momento quando c'erano molto personalit&agrave; complesse da <em>governare</em>. <strong>Domenico Arnuzzo</strong>: lui &egrave; la Sampdoria, che vive da sempre come una seconda famiglia. Profondo conoscitore di calcio (<strong>Lippi</strong> lo volle alla Juve e in Nazionale), onesto e leale, una di quelle persone che fanno le fortune delle societ&agrave;. E che sanno pure scegliersi i collaboratori giusti, <strong>Gigi Ronca</strong> &egrave; uno di questi.</p>
<p><strong>Beppe Marotta</strong>, che port&ograve; in alto il Venezia, gett&ograve; le basi della grande Atalanta, risollev&ograve; la Sampdoria dalle proprie ceneri sino alle soglie della Champions, inanell&ograve; il record di scudetti con la Juventus sino a diventare presidente dell'Inter. Sarebbe un perfetto capo della Federazione. Magari diventer&agrave; numero uno dell'Uefa o della Fifa.</p>
<p><strong>Sergio Gasparin</strong>, che nella Samp si trov&ograve; a gestire una fase delicatissima. Commise l'errore del portiere (<strong>Curci</strong>), ma aveva in canna i colpi <strong>Iturbe</strong>,<strong> James</strong> <strong>Rodriguez</strong>, <strong>Kucka</strong> che non pot&eacute; realizzare per le vicende, anche dolorosamente famigliari, dell'allora propriet&agrave;. Persona di una seriet&agrave; e squisitezza quasi inimmaginabili.</p>
<p>Persino <strong>Pasquale Sensibile</strong>, con il quale ai tempi ebbi ai tempi acute divergenze, mi appare un gigante. Non a caso &egrave; nello staff dirigenziale del Paris Saint Germain con importanti rsponsabilit&agrave; nel settore dello scouting.</p>
<p>Anche <strong>Massimo Ferrero</strong> ha avuto la capacit&agrave;, l'intelligenza e la sensibilit&agrave; di circondarsi di collaboratori capaci e avvezzi al mondo del calcio: <strong>Riccardo Pecini</strong>, <strong>Daniele Prad&eacute;</strong>, <strong>Carlo Osti</strong>. Figure con una storia, una professionalit&agrave;, un background. Prerogative che non escludono la possibilit&agrave; di dribblare gli errori, di commettere leggerezze, di portarsi dietro il proprio bagaglio di difetti e imperfezioni. Chi non ne ha. Quanti confronti, quanti scontri, quante incomprensioni e quante amabili chiacchierate con costoro: quanto calcio, quello autentico.</p>
<p><em>E' l'elenco - sicuramente incompleto - di coloro che in tanti anni hanno cercato di fare del loro meglio per portare risultati alla Sampdoria. E anche per garantirle comunque dignit&agrave; e rispetto</em>. Che possono e devono continuare a esistere anche quando i numeri girano storto. E mi riferisco solo agli uomini di <em>"campo"</em>, dietro ai quali ci sono quelli di scrivania. Ma la lista diventerebbe troppo lunga.</p>
<p><strong>Il cumulo di umiliazioni delle ultime due stagioni portano invece un marchio di fabbrica inequivocabile.&nbsp;&nbsp;</strong></p>
<p>Gli ultimi anni infatti - culminati in una retrocessione in serie C scampata per puro miracolo e in una stagione (l'attuale) gi&agrave; caratterizzata dalla cacciata dell'ennesimo allenatore dopo un calciomercato dilettantesco pilotato dagli algortimi e una classifica umiliante - sono stati gestiti da... <strong>Alessandro Messina</strong> e <strong>Natahn Walker</strong>. Attenzione: non stiamo parlando delle persone, che tra l'altro non abbiamo mai avuto il<em> "piacere"</em> di conoscere perch&eacute; preferiscono agire nell'ombra e quasi nell'anonimato (perch&eacute;?). Ma delle competenze. Saranno dei filantropi, saranno i migliori pater familias che si possano desiderare (bene), ma che c'azzeccavano (Messina) e c'azzeccano (Walker), rispettivamente il socio di un'agenzia di procuratori e il gestore del marchio di un'agenzia di scommesse con la Sampdoria?</p>
<p><strong>Pensare che i problemi della Sampdoria siano gli allenatori &egrave; un errore che gi&agrave; &egrave; stato compiuto l'anno scorso</strong>, cambiandone quattro. Adesso stiamo per arrivare a sei in un anno (in bocca al lupo <strong>Lillo Foti</strong>). Certo <strong>Massimo Donati</strong> non si &egrave; dimostrato, com'era facilmente immaginabile anche senza algoritmi, un campione della panchina. E la sua uscita di scena &egrave; stata anche un po' patetica. Ricordo che quando noi giornalisti gli facemmo presente che forse la scelta di <strong>Coucke</strong> titolare discendeva dall'alto ci prese a male parole, sbeffeggiandoci. Ora la moglie, <strong>Luana Di Bella</strong>, fa trapelare pi&ugrave; o meno le stesse cose sui social, difficile immaginare senza il consenso o almeno l'approvazione silenziosa del marito. Insomma, non proprio un cuor di leone Donati. Figuratevi dentro uno spogliatoio.</p>
<p><strong>Ma il vero problema della Sampdoria sta in chi la guida dall'alto: anzitutto nella propriet&agrave;</strong>, che a prescindere dalle risorse spese o non spese di certo non sa (o non vuole...) scegliere le persone a cui affidare la conduzione della societ&agrave; e della squadra; poi, appunto, nei dirigenti. Non a caso l'unico seme di competenza, incarnato da <strong>Andrea Mancini</strong>, &egrave; quello pi&ugrave;<em> slegato</em> dal vertice e quello a cui si devono i germogli dei colpi di mercato tecnicamente e in alcuni casi economicamente pi&ugrave; redditizi di questi anni: <strong>Stankovic, Esposito, Kasami, Pedrola, Leoni, Cherubini, Pafundi</strong>.</p>
<p>Sono le competenze e le doti umane nell'ambito specifico che le accompagnano a fare la differenza. Se ci&ograve; non viene preso in considerazione, con una pervicacia ai confini con l'ottusit&agrave;, <em>cresce il dubbio che tutto questo sia l'espressione di una volont&agrave; ben precisa</em>. Quale, sinceramente, resta un mistero imperscrutabile. Sulla pelle della sempre pi&ugrave; bistrattata Sampdoria.</p>
<p>Nel precedente commento, subodorando l'ennesimo scempio, avevo invocato una sorta di <em>commissariamento ad acta</em>, un passo indietro dell'attuale propriet&agrave; e l'affidamento della Sampdoria a <strong>Roberto Mancini come curatore</strong> con l'impegno a garantire (da parte degli azionisti) la continuit&agrave; aziendale sino a trovare qualcuno disposto ad accollarsi l'onere debitorio della societ&agrave;. Naturalmente non avevo la presunzione che il mio modesto appello fosse raccolto, speravo semmai in un <em>motu proprio</em> da parte di chi di dovere. Le mie fonti mi riferiscono invece il contrario. <em>Si continua con la navigazione a vista</em>. Verso dove? Magari stavolta verr&agrave; <strong>Walker</strong> (letteralmente <em>camminatore</em>) a dirlo.</p>
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			<title><![CDATA[Caro Franco (Ordine), è Vieira che ha fatto venire mal di testa a Fabregas]]></title>
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			<description><![CDATA[&ldquo;Pigliate &lsquo;na pastiglia, siente a me&hellip;&rdquo;. Renato Carosone ed una delle sue popolari canzoni sono il modo migliore e pi&ugrave; leggero per rispondere a...]]></description>
			<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 10:35:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div><em>&ldquo;Pigliate &lsquo;na pastiglia, siente a me&hellip;&rdquo;.</em> <strong>Renato Carosone</strong> ed una delle sue popolari canzoni sono il modo migliore e pi&ugrave; leggero per rispondere a <strong>Franco Ordine</strong> che al Derby del luned&igrave; aveva consigliato al <strong>Genoa</strong> ed ai suoi tifosi a prendersi una pillola perch&eacute; il <strong>Como</strong> gli avrebbe fatto venire il mal di testa. A Franco va dato atto che solo chi ha il coraggio di esporsi facendo un pronostico poi lo pu&ograve; sbagliare, al contrario di certi opinionisti/buonisti che parlano bene di tutto e di tutti e che cos&igrave; quando il giocatore x azzecca finalmente una partita, perch&eacute; anche l&rsquo;orologio guasto due volte al giorno segna l&rsquo;ora esatta, esplodono nel classico: <em>&ldquo;Ecco, l&rsquo;avevo detto che andava aspettato, bisognava solo dargli tempo!&rdquo;.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ma nel calcio moderno tempo ce n&rsquo;&egrave; sempre meno. Lo sa bene Vieira che gi&agrave; alla terza di campionato deve fare punti: per la classifica ma anche per quell&rsquo;autostima che &egrave; fondamentale per tenere il gruppo motivato. Abbandonati cos&igrave; in fretta certi velleitari sogni estivi, manda in campa un <strong>Genoa pratico e determinato</strong>. &Egrave; questa la strada arrivare il pi&ugrave; in fretta possibile a quei 40 punti che sono l&rsquo;obbiettivo dichiarato anche dal presidente Sucu nel corso dell&rsquo;incontro al Palazzo della Borsa. Cos&igrave;, sulla falsariga di Zanoli lo scorso anno, sulla destra all&rsquo;ala c&rsquo;&egrave; Norton Cuffy, un terzino, con Ellertsson dalla parte opposta a svolgere i compiti che erano di Miretti. &Egrave; un Genoa duro (Ostigard dovr&agrave; per&ograve; per il futuro cercare di limitare certi eccessi agonistici) e coriaceo che prende l&rsquo;avversario a uomo in ogni zona del campo e cerca di limitarne il palleggio.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il Genoa si conferma una squadra che ti fa giocare male e questo, attenzione, &egrave; sicuramente un grande merito. Gioca un primo tempo sporco ed estremamente efficace e limita la potenzialit&agrave; offensiva del Como che in occasione della precedente gara interna con la Lazio aveva prodotto palle gol in quantit&agrave; industriale. Non dimentichiamoci che di fronte c&rsquo;erano una squadra che nell&rsquo;ultimo calciomercato ha investito pi&ugrave; di 100 milioni ed un&rsquo;altra che invece ne ha incassati 52 e speso zero.&ograve;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>L&rsquo;uno a zero &egrave; frutto di un&rsquo;invenzione di Nico Paz,</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>servito ahinoi da Colombo (e qui i ragazzi metterebbero l&rsquo;emoticon della faccina disperata con le mani nei capelli). E se davvero nessuno &egrave; profeta in patria come pu&ograve; pensare di esserlo il giovane Lorenzo nella terra che ha dato i Natali al navigatore che ha scoperto l&rsquo;America?</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La cicala Como per&ograve; non ha saputo chiudere la partita, cos&igrave; &egrave; arrivato l&rsquo;inverno e non ha cantato pi&ugrave;. Il finale &egrave; stato tutto della formichina Genoa anche quando le squadre erano in parit&agrave; numerica (Ramon, espulso all&rsquo;88&rsquo; per una entrata brutta e scomposta anche se il piede non era alto, tra Var e proteste ci ha messo due minuti per uscire). Il pareggio di Ekuban &egrave; stato strameritato, poi il Genoa ha avuto per due volte l&rsquo;opportunit&agrave; di chiudere la partita con Ekhator e soprattutto con Vazquez che ha colpito di testa a colpo sicuro ma ha recapitato la palla tra le braccia del portiere.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Siccome sono i rari i casi dove vige la meritocrazia come nel calcio, Ekuban si &egrave; guadagnato sul campo quella maglia da centravanti titolare che al momento n&eacute; Vitinha n&eacute; Colombo hanno dimostrato di meritare. Al di l&agrave; del gol &egrave; stata apprezzata una rincorsa a perdifiato, da area ad area, per stoppare un contropiede del Como. I piedi non sono saranno raffinati ma lo spirito &egrave; quello giusto.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ora la mission di Vieira sar&agrave; trovare una collocazione a Carboni in modo da poter sfruttare al meglio lo straordinario talento dell&rsquo;argentino.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Intanto, tornando all&rsquo;iniziale concetto dell&rsquo;autostima, ora il trittico Bologna-Lazio (in casa)-Napoli mette meno ansia.</div>
<div>&nbsp;</div>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Tey e Manfredi consegnate la Sampdoria (gratis) a Roberto Mancini, saprà cosa fare]]></title>
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						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Dopo essersi salvata per il rotto della cuffia dalla serie C nello spareggio con la Salernitana - peraltro con merito sul campo - al termine di una stagione in cui i difetti...]]></description>
			<pubDate>Sun, 14 Sep 2025 14:35:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo essersi salvata per il rotto della cuffia dalla serie C nello spareggio con la Salernitana - peraltro con merito sul campo - al termine di una stagione in cui i difetti principali della squadra erano risultati la difesa colabrodo e l'incapacit&agrave; di segnare, la <strong>Sampdoria</strong> &egrave; stata<em> "rinforzata"</em> dietro con un giovane proveniente dalla serie C italiana e con un biconvalescente prelevato dalla B tedesca e davanti con un attaccante che in due anni e mezzo ha realizzato due reti. E' un ragionamento tecnico terra terra, quasi <em>"volgare"</em>, esattamente come le sette reti incassate in tre giornate di campionato dai blucerchiati, gli appena due gol fatti (a partite ormai compromesse e con gli avversari in gestione di gara) e gi&agrave; l'ultimo posto in classifica collezionato.</p>
<p>Questa spruzzata di <em>"saggezza"</em> di mercato &egrave; stata condita dall'accompagnamento alla porta di chi nel finale di stagione ci aveva capito qualcosa - la triade Evani, Lombardo, Gregucci <em>"inventata"</em> dal <em>deus ex machina</em> <strong>Roberto Mancini</strong> col supporto dirigenziale del figlio Andrea e di Gianni Invernizzi - per sostituirli con un neofita un po' presuntuoso e dal curriculum traballante (<strong>Massimo Donati</strong>) che adesso per&ograve; rischia di diventare il primo caprio espiatorio dell'ennesima annata maledetta. Gi&agrave;, perch&eacute; se la Sampdoria negli ultimi tre anni ha perso circa la met&agrave; delle partite disputate, pur avvicendandosi allenatori, dirigenti e calciatori, fermo restando il minimo comune denominatore della propriet&agrave;-societ&agrave;, significa che il Problema con la p maiuscola non &egrave; la pagliuzza ma la trave. Chi compie le scelte e le attua, chi mette la Samp prima nelle mani di <strong>Alessandro Messina</strong> (un carneade come dirigente ma attivo come intermediario di calciatori attraverso la sua agenzia Acm) poi in quelle di <strong>Nathan WalKer</strong> (titolare di dell'agenzia di scommesse Fun88 neanche autorizzata in Italia e nemmeno pi&ugrave; attiva in Inghilterra perch&eacute; non avrebbe offerto le garanzie richieste al rispetto delle normative antiriciclaggio).</p>
<p>L'arrivo di <strong>Jesper Fredberg</strong>, uomo di calcio sebbene se non di primo piano e neofita del calcio italiano pure lui, era sembrato andare nella direzione di un pur blando cambiamento ma si &egrave; rivelato presto soltanto un ritocco cosmetico. Il dirigente danese, oltre ad affidare le sue scelte al famigerato <em>algoritmo</em>, ha utilizzato gli unici soldi messi a disposizione dal finanziatore <strong>Joseph Tey (</strong>poco meno di 500 mila euro) per prendere Narro e Coubis, ha affidato la panchina a un allenatore mandato allo sbaraglio e probabilmente anche, diciamo cos&igrave;, <em>"malleabile"</em>, si &egrave; reso infine protagonista di un monologo post mercato a tratti imbarazzante nei contenuti per la misura che ha dato della non conoscenza dell'ambiente blucerchiato e della sua reale portata.</p>
<p>Ecco perch&eacute; se <strong>Joseph Tey</strong> (e con lui <strong>Matteo Manfredi</strong>, che &egrave; ridimensionato nel ruolo ma &egrave; pur sempre il presidente della Sampdoria e vincolato strettamente attraverso <strong>Gestio Capital</strong> al finanziatore di Singapore) vuole evitare un'altra catastrofe sportiva e conseguentemente anche finanziaria deve trovare il coraggio di consegnare la Sampdoria - societ&agrave; e squadra - all'unica persona in grado di guidarla e forse salvarla da un crudele destino: <strong>Roberto Mancini</strong>. <em>Consegnarla gratuitamente</em> - sia chiaro- e con il pieno di risorse per concludere la stagione e correggere a gennaio gli errori di mercato. Magari Tey capir&agrave; pure che se c'&egrave; competenza e interesse di cuore, non servono neanche cos&igrave; tanti soldi come pensa per tenere a galla una squadra in serie B. Basta un po' di sale in zucca, per dirla sempre <em>volgarmente.</em></p>
<p>Io non so se Roberto sia interessato a una prospettiva del genere. So solo che l'anno scorso - da fuori - lo ha fatto. So solo che con il Cesena l'ho visto soffrire allo stadio dietro a un vetro con suo figlio e Gianni Invernizzi. So solo che di calcio ne capisce pi&ugrave; di Donati, Walker e Fredberg messi insieme. So solo che ha relazioni ovunque e ovunque &egrave; stimato, come professionista e come uomo. So solo che a Genova e dintorni una sponda locale per sostenere economicamente la Sampdoria esiste e si &egrave; gi&agrave; attivata anche per organizzare un azionariato simil popolare tra imprenditori sampdoriani: tiene le fila l'economista <strong>Andrea Pericu</strong>, si sono interessati <strong>Alessandro Novi</strong>, <strong>Aldo Sutter</strong>, <strong>Davide Rossi</strong> (che con la sua sponsorizzazione ha tenuto in piedi larga parte del settore giovanile della Samp) e molti altri nell'ombra ma pronti a uscire allo scoperto di fronte a un progetto serio.</p>
<p>So solo che, ovviamente, tutto questo non basta e serve soprattutto un grande investitore. Ma so anche che se la la Sampdoria non viene venduta (che valore ha se non quello intangibile della sua storia e del suoi tifosi?) ma viene consegnata - con l'impegno da parte di chi la acquisisce a far recuperare nel tempo una parte dell'investimento a chi in buona fede inizialmente ha creduto nell'operazione, denotando tuttavia strada facendo una totale carenza di know how calcistico - <strong>l'investitore c'&egrave;</strong> <em>(non facciamo nomi per non bruciarli)</em>. Anche perch&eacute;, bilancio alla mano, i numeri (per quanto non buoni), non sono quelli sventolati da <strong>Cellino.</strong></p>
<p>Ma &egrave; chiaro che un tonfo in serie C sarebbe insostenibile e di questo passo la strada &egrave; tracciata, inutile nascondersi dietro al dito della terza giornata di campionato. Qui <em>&egrave; tutto sbagliato, &egrave; tutto da rifare</em>, direbbe il grande <strong>Gino Bartali.</strong> E soltanto un altro grande pu&ograve; riuscire nell'impresa titanica di ribaltare la situazione, <strong>Roberto Mancini</strong>. Mettendoci competenza, passione e cuore. Non certo soldi. Ma solo invertendo la rotta e spezzando la spirale perversa dei risultati negativi figli dell'incompetenza e dell'approssimazione si possono recuperare anche i denari. Cos&igrave; si continua a perderli, dal tappo dei risultati e dalla spina delle casse sociali. Una follia. Serve un atto di coraggio da parte di Tey o di chi lo governa. Si affidi, l'uomo di Singapore, a chi la Sampdoria la conosce, la ama e la potrebbe proteggere dalla discesa all'inferno. Stavolta senza ritorno.</p>
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			<title><![CDATA[La Sampdoria in serie C e la Mala Gestio]]></title>
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			<description><![CDATA[Da "Grazie Manfredi e Radrizzani di averci salvati" al Triplete al contrario (retrocessione di Prima squadra, Primavera e Women) &egrave; un attimo. Meno di due anni. Se a...]]></description>
			<pubDate>Wed, 14 May 2025 14:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <em>"Grazie Manfredi e Radrizzani di averci salvati"</em> al Triplete al contrario (retrocessione di Prima squadra, Primavera e Women) &egrave; un attimo. Meno di due anni. Se a ci&ograve; aggiungiamo un bilancio chiuso con 40,6 milioni di perdite, il quadro &egrave; ancora pi&ugrave; sconfortante. Anche se non si pu&ograve; proprio dire che si tratti di una sorpresa, di un'improvvisata. Tanti e tali sono stati, sin dall'inizio, i buchi neri di questa operazione <strong>Sampdoria</strong>. Solo che non si sono visti. O non si sono voluti vedere. Oppure si sono visti e si sono "dimenticati" per scelta, come nel nostro caso. E spiego perch&eacute;.<br />Chi scrive nel febbraio del 2019 aveva cercato di evidenziare in anticipo i guasti (senza con questo omettere di sottolinearne anche i meriti innegabili) della gestione <strong>Ferrero</strong> e di ci&ograve; che alla lunga avrebbero comportato ma aveva rimediato da un lato querele (poi vinte) e dall'altro insulti e accuse di disfattismo, perch&eacute; <em>"sul piano dei risultati non puoi dirgli niente e poi tutto sommato negli ultimi tempi &egrave; un po' meno pagliaccio"</em>.<br />Chi scrive, supportato dal collega Stefano Rissetto, aveva successivamente smascherato, attraverso un profondo, faticoso e serio lavoro <em>"investigativo"</em>, il peraltro goffo tentativo della banda del buco, sospinta da fattucchiere, oracoli domestici, profili social farlocchi di ereditiere siliconate, leoncini da tastiera e truppe&hellip; cammellate, sfruttando ignobilmente vulnerabilit&agrave; terminali, di impadronirsi della Sampdoria, immaginate a quale scopo. Anche in questo caso, per&ograve;, rimediando soltanto scorte di Polizia (a proposito, grazie) e l'accusa di <em>"sabotatori di sceicchi</em>", ovvero difensori degli equilibri che sarebbero stati sconvolti dall'irruzione in citt&agrave; dei miliardari mediorentali.<br />Cos&igrave; quando sulla scena si sono materializzati sceicchi veri, &egrave; apparso naturale fare loro strada. Gi&agrave; perch&eacute; non si pu&ograve; dimenticare che la cordata Radrizzani-Manfredi - poi diventata Manfredi-Radrizzani e quindi Manfredi-Tey - ha sbaragliato la concorrenza del ticket Garrone-Barnaba (quello di Merlyn Partners e del Lille in Champions League) in virt&ugrave; del fatto di essersi presentata, con tanto di lettera ufficiale di accompagnamento, come rappresentante di <strong>Qatar Sports Investments</strong>. Un nome tanto convincente quanto sparito nel nulla una volta vinta la <em>"gara d'appalto"</em>.<br />Primo campanello d'allarme. Il secondo fu l'avvicendamento, mai motivato, tra il <em>"presidente"</em> in pectore di Livigno (Andrea Radrizzani), colui che mise i sei milioni per sfilare la societ&agrave; a Massimo Ferrero, con il secondo presidente-gestore, Matteo Manfredi, ex commercialista dello stesso Radrizzani, oggi manus agens del <em>misterioso</em> proprietario di Singapore Joseph Tey.<br />In mezzo la girandola di dirigenti (Legrottaglie, Andrea Mancini, Accardi, ancora Andrea Mancini), allenatori (Pirlo, Sottil, Semplici, Evani), l'icona Giovanni Invernizzi tolta e ripresa, il <em>"monumento"</em> Roberto Mancini chiamato al capezzale nel momento pi&ugrave; disperato e disperante, nel mezzo di tutto un direttore generale denominato board advisor, Alessandro Messina, prelevato dai Samp Camp e dalla sua attivit&agrave; di gestione procure calciatori in virt&ugrave; di un'amicizia personale con il presidente. Pochi mesi fa, non a caso, invocavamo l'ingaggio di un direttore generale esperto e conoscitore delle dinamiche calcistiche. Perch&eacute; l'incompetenza &egrave; un difetto, non una colpa ma la presunzione s&igrave;. Invece &egrave; proseguita una gestione dilettantistica, anzi, dilettantesca. Nonostante la buona volont&agrave; di tante brave persone, di tanti bravi professionisti che hanno lavorato e lavorano in Sampdoria e ai quali oggi va il nostro pensiero e la nostra solidariet&agrave; e amicizia. In questi 23 mesi abbiamo osservato, registrato, senza nemmeno criticare pi&ugrave; di tanto. Perch&eacute; questo passava il convento, perch&eacute; questo andava bene a tutti, perch&eacute; in questo si sperava sino all'ultimo per il bene supremo dell'U.C. Sampdoria 1946.<br />Ma il calcio &egrave; una cosa seria, <em>"la pi&ugrave; importante tra le cose meno importanti della vita"</em>. Dire <em>"ci saremo anche in serie C"</em> significa non avere compreso che la tua mission (io direi missione, obiettivo, scopo ma va bene tutto) &egrave; fare, produrre risultati. E con essi sentimenti ed emozioni. Come quelli di Samp-Salernitana. Lo specchio dell'incuria e della <strong>Mala Gestio</strong> &egrave; racchiuso nel fatto che nessuno della societ&agrave;, dopo la disfatta di Castellammare, si sia presentato pubblicamente non per chiedere scusa (&egrave; inutile e retorico) ma per esprimere una parola di doverosa circostanza, per testimoniare una presenza e soprattutto per annunciare i tempi e i modi della prima mossa, indipendentemente da quella che sar&agrave;. Personalmente ne riesco a immaginare una sola. Ma ne parleremo, se ne parleremo.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, vietato sbagliare: Marino o un altro, ma si intervenga]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
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			<description><![CDATA[Sconfitta con il Pisa al termine di una partita giocata persino bene, 20 miseri punti in classifica, quintultimo posto in piena zona play out serie C. Il 2024 della Sampdoria si...]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 Dec 2024 16:50:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sconfitta con il Pisa al termine di una partita giocata persino bene, 20 miseri punti in classifica, quintultimo posto in piena zona play out serie C. Il 2024 della <strong>Sampdoria</strong> si chiude nel peggiore dei modi e quella che doveva essere la stagione della rinascita si sta trasformando in un vero e proprio incubo, come accaduto soltanto due volte nella gloriosa storia del club blucerchiato. Fortuna volle che entrambi i precedenti si conclusero non solo con la permanenza in B ma pure con l'arrivo di <strong>Paolo Mantovani nel 1979</strong> e di <strong>Riccardo Garrone quasi 25 anni dop</strong>o. Come ha sottolineato il mio amico e collega <strong>Stefano Rissetto</strong> (uno che per la Samp soffre sempre con immensa passione), chiss&agrave; che non si verifichi il vecchio adagio del due senza il tre. E, detto da lui che solitamente &egrave; pi&ugrave; realista del re, suona come un bellissimo augurio di Capodanno. Basterebbe persino che si realizzasse soltanto una delle due cose, ovvero la salvezza.</p>
<p>Dopodich&eacute;, al netto di questo, <strong>la Sampdoria &egrave; al punto che non pu&ograve; pi&ugrave; permettersi di sbagliare un colpo</strong>. Lo affermano i numeri. Servono almeno 26/27 punti nel girone di ritorno per non rischiare. E bisogna farli sul campo, laddove la Samp negli ultimi tre anni e mezzo ha perso circa la met&agrave; delle partite disputate. Ecco perch&eacute; il mercato di gennaio diventa cruciale. E' una via senza ritorno. Giusto o non giusto affidarlo a <strong>Pietro Accardi</strong> che in estate non ci ha azzeccato? Io credo che un direttore sportivo, tanto pi&ugrave; se arrivato dalla serie A e riconosciuto come un talento, non possa e non debba essere giudicato da una sola sessione operativa, tra l'altro ancora condizionata dai paletti finanziari. Ma &egrave; altrettanto vero che avergli dato carta bianca non ha prodotto i risultati tanto attesi e, soprattutto, l'errore di assumere<strong> Sottil</strong> si &egrave; rivelato di quelli difficili da perdonare, al punto che la fiducia &egrave; in discussione. E' bastato un onesto <strong>Semplici</strong> per dimostrare che, nonostante il ko con il Pisa, questo organico sia in grado di fare un po' meglio di quanto espresso sinora sia da <strong>Pirlo</strong> che dal suo immediato successore.</p>
<p><strong>Ecco perch&eacute; da tempo sostengo che buttare via il bambino con l'acqua sporca non sia la soluzione e debba essere trovato, almeno per quest'anno, un compromesso efficace</strong>. Come? Affiancando ad Accardi un <em>direttore generale</em> con grande esperienza di calcio e di dinamiche calcistiche. Ruolo che in questo momento, sia pure come <em>board advisor</em> (consulente esterno), ricopre <strong>Alessandro Messina</strong>. Nei confronti del quale - sia chiaro - ho nulla da rimproverare a livello personale ma che non penso (e il rumors viene proprio dagli ambienti in cui opera e dalle persone con cui viene a contatto) non possieda (<em>ancora</em>) l'esperienza per guidare una societ&agrave; e una squadra complesse come la Sampdoria. <strong>Beppe Marotta</strong>, quando arriv&ograve; a Genova, aveva gi&agrave; lavorato a Varese, conquistato una promozione con il Venezia e guidato l'Atalanta.</p>
<p><strong>Credo che il presidente Matteo Manfredi sia in buona fede. Certo, qualcosina deve ancora spiegare</strong>: perch&eacute; il primo presidente in pectore (cos&igrave; tutti lo chiamavano a Livigno) <strong>Andrea Radrizzani</strong> sia sparito dai radar di Bogliasco (dove peraltro al via del primo campionato aveva arringato la folla con il megafono) e perch&eacute; la stessa fine l'abbia fatta <strong>Qsi</strong> <em>(Qatar Sports Investments</em>), in nome del quale (con tanto di comunicato ufficiale) era stata condotta la trattativa di acquisizione della Sampdoria. Non che ci sia necessariamente qualcosa di grave in questo, ma un po' di chiarezza andrebbe fatta, proprio per non alimentare dubbi e perplessit&agrave; sui benemeriti investitori di <strong>Singapore</strong> subentrati dopo. Nonostante questo, da quando si &egrave; insediato alla presidenza, <strong>Manfredi</strong> non ha lesinato risorse, ha onorato tutti gli impegni finanziari, portato avanti i lavori a Bogliasco, assunto un ds in voga e ascesa, ha acconsentito al cambio di tre allenatori e pare disposto a mettere sul piatto ulteriori denari per il mercato di riparazione.</p>
<p>Proprio per questo penso che sia il primo ad avere interesse che le cose girino e l'investimento nella Sampdoria si riveli tale e non un salasso, con il rischio di vedersi chiudere i rubinetti (oltre ai finanziatori orientali, ci metto anche <strong>Banca Sistem</strong>a, che diede il l&agrave; all'operazione con il prestito convertibile). Anche se non sa di calcio (e non parlo di moduli o caratteristiche tecniche, ma di dinamiche), Manfredi non sar&agrave; uno spovveduto e avr&agrave; tutto l'interesse a intervenire prima che sia troppo tardi per rimediare.</p>
<p><strong>Baster&agrave; un direttore generale?</strong> Non lo so, ma non vedo molte alternative a questa mossa. Sar&agrave; <strong>Pierpaolo Marino</strong>? Di certo &egrave; stato sondato, fa questo mestiere da una vita, ha ottenuto anche risultati prestigiosi, superato difficolt&agrave; e saprebbe come affrontare una situazione ai limiti del drammatico. Lui come magari qualcun altro che potr&agrave; essere nei pensieri della propriet&agrave; in queste ore (gira anche il nome di <strong>Petrachi)</strong>. Di certo il margine di errore &egrave; ridottissimo e da adesso in poi per la Sampdoria e per il bene dei suoi tifosi &egrave; vietato sbagliare. Chiunque ci riesca, sar&agrave; il benvenuto. Al resto si penser&agrave; dopo. Senza rimandare i conti, perch&eacute; non devono esserci ombre o pagine torbide nella Samp. Ma prima di tutto deve venire il mantenimento di una categoria che per l'<strong>U.C. Sampdoria 1946</strong> rappresenta il minimo sindacale di dignit&agrave;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nella foto</strong>: Pierpaolo Marino.</p>
<p>&nbsp; &nbsp;</p>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, riecco il circo dei Ciarlanthani. Ma forse basterebbe solo un dg]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[La Sampdoria &egrave; in evidente crisi di risultati e puntuali come la morte iniziano a circolare, in rete ma non solo, le solite notizie. Il campionario &egrave; vasto e...]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 16:30:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Sampdoria</strong> &egrave; in evidente crisi di risultati e puntuali come la morte iniziano a circolare, in rete ma non solo, le solite notizie. Il campionario &egrave; vasto e assortito: <strong>1)</strong> via Sottil, ecco Roberto Mancini; <strong>2)</strong> con Mancini arrivano pure gli arabi, magari in cordata con gli americani, cos&igrave; pu&ograve; realizzarsi il sogno di Vialli; <strong>3)</strong> a Bogliasco non si allenano, giusto un'oretta al giorno; <strong>4)</strong> la societ&agrave; non paga gli stipendi. E chi pi&ugrave; ha ha pi&ugrave; ne... <strong>Metta</strong>, s&igrave;, scritto in maiuscolo, come l'avvocato di quella banda di <em>Ciarlanthani</em> che tenne per messi in scacco i tifosi blucerchiati esponendoli (giustamente) alla beffa delle truppe cammellate dei <em>"cugini"</em> e trascinando il club verso il fallimento. Ma la storia, purtroppo, pare abbia insegnato davvero nulla.<br />La realt&agrave; - e lo dice e scrive chi non ha mai preteso di possedere in tasca verit&agrave; assolute - &egrave; ben diversa. Che qualcosa non quadri a livello tecnico, &egrave; ormai chiaro. I presunti rinforzi per la difesa (i tre portieri pi&ugrave; Vulikic, Riccio e Veroli) &egrave; palese che non abbiano portato un valore aggiunto, anzi, semmai un disvalore rispetto agli <em>stagisti</em> della passata stagione che per&ograve; a fine campionato avevano superato l'esame da professionisti, almeno in serie B. E' altrettanto vero che chi si trascinava i guai fisici dal passato non li ha risolti: Ferrari, Vieira, Ricci, lo stesso frenatissimo Kasami. Sempre in tema di mercato, l'anno scorso cinque giocatori<em> "veri"</em> per la categoria alla fine erano stati presi: Stankovic, Kasami, Esposito, Pedrola e a gennaio Leoni, la cui prematura cessione ha permesso di salvare il bilancio. Quest'anno la ciliegina doveva essere <strong>Gennaro Tutino</strong>, che per quanto visto sinora sembra il <strong>Cristian Bertani</strong> degli anni 2020: mancanza di phisique du role per sostenere il peso di una maglia tanto <em>"pesante"</em> o pancia piena, non ho proprio idea e nemmeno mi interessa. L'impressione attuale &egrave; che non sia all'altezza del compito. L'altro, l'ottimo <strong>Massimo Coda</strong>, paga pegno alla carta di identit&agrave; e si ferma per infortunio - non a caso - al termine di una gestione superficiale del turn over: nel miniciclo di tre partite omogenee per caratura dell'avversario, quando lo fai riposare uno come lui? In quella di mezzo, &egrave; logico. Macch&eacute; gli faccio giocare le prime due gare di fila e poi lo tengo fuori la terza. Risultato? Patatrac.<br />Tutto questo per dire che al di l&agrave; dei voli pindarici sulle ali della fantasia pi&ugrave; sfrenata, i problemi della Sampdoria sono soprattutto di natura tecnica e organizzativa, tant'&egrave; che <strong>sia Pirlo che Sottil</strong> non ci hanno capito il verso. Ma il primo, almeno, veniva seguito sia pure distrattamente dai suoi calciatori, il secondo d&agrave; l'impressione di vivere in un mondo tutto suo, dove uno 0-3 al passivo contro Canestrelli e Angori diventa motivo di euforica soddisfazione.<br />Per il resto, ecco qui: gli stipendi arrivano regolarmente, <strong>Roberto Mancini</strong> non pensa neanche lontanamente di mettersi in gioco in questa polveriera da cui pochi mesi fa &egrave; stato pure <em>"epurato"</em> suo figlio Andrea, gli arabi per loro forma mentis non intervengono in situazioni critiche bens&igrave; semmai in posizioni emergenti da trasformare in dominanti, <strong>Manfredi</strong> non ha alcun interesse finanziario a cedere la societ&agrave; proprio adesso perch&eacute; ci perderebbe un mucchio di soldi rispetto all'investimento iniziale.<br />Cosa pu&ograve; fare allora la Sampdoria per uscire da questa melassa appiccicosa, unta e persistente? Ieri una persona straordinaria che conosce benissimo l'ambiente anche per averci lavorato (mai dir&ograve; chi, neanche sotto simbolica tortura), mi ha mandato un messaggio con scritto questo: <em>"Montezemolo ricordava sempre &ldquo;noi costruiamo emozioni&rdquo;. Credo che mai Manfredi potr&agrave; avere un simile pensiero. La sua freddezza si ritrova nella squadra, non ride nessuno, vivono chiusi nel loro mondo, i tifosi esistono solo per 90 minuti la settimana. Riapra Bogliasco, rivadano nei club per far vedere che esistono anche fuori dai 90&rsquo;, parlino con le tv e i giornali. Manfredi e il calcio non si sposeranno mai, il calcio &egrave; vita, i numeri no".</em><br />Un pensiero forse un po' crudo nei confronti del proprietario-presidente, ma che condivido tranne che in una parola: mai. Ritengo, infatti, <strong>Matteo Manfredi in assoluta buona fede nella sua operazione di salvataggio e salvaguardia della Sampdoria</strong> ma, oggettivamente, ancora a corto di conoscenza delle dinamiche del calcio. Lo dimostra il fatto che ha consegnato le chiavi di Bogliasco a <strong>Pietro Accardi</strong>. Giusto in linea di principio, sbagliato in un'azienda atipica come una societ&agrave; di calcio. Serve ancora, probabilmente, una figura intermedia che sappia guidare tutti, dal presidente (neofita) al direttore sportivo (giovane) sino agli allenatori (figure sole al comando e per definizione fragili, vulnerabili, in balia dei risultati) e ai calciatori (pi&ugrave; sprovveduti di quanto non si pensi), ovvero un <strong>direttore generale</strong>. E' un'idea, che mi frulla in testa da un po'. Un punto di riferimento importante, che abbia in pugno il club a 360 gradi e la fiducia della propriet&agrave;, al punto da poterla rappresentare in tutti i variegati ambiti del mondo del pallone. E sottolineo pallone.<br />Cos&igrave; magari si riuscir&agrave; a ritrovare la via smarrita da troppo tempo e mai pi&ugrave; ritrovata, nonostante un valzer di azionisti, presidenti, allenatori, dirigenti e giocatori che ha pochi eguali nella storia recente del calcio.<strong> La Sampdoria dal 2021 a oggi ha perso il 50% delle partite disputate a Marassi.</strong> Per ricreare valore bisogna partire dalle fondamenta e pu&ograve; farlo soltanto qualcuno che conosce bene tutti gli attori del "circo". Dopo, forse, si potr&agrave; tornare a parlare di arabi, americani, Mancini e chi pi&ugrave; ne ha pi&ugrave; ne <em>metta</em> (minuscolo). Oggi &egrave; solo una barzelletta.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sampdoria sull'ottovolante verso il ciclo di ferro]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-sull-ottovolante-verso-il-ciclo-di-ferro-79801</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[La premessa &egrave; d'obbiligo: ho sempre considerato odioso l'esonero di un allenatore, qualsiasi allenatore, non fosse altro perch&eacute; l'atto rappresenta la...]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 13:50:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La premessa &egrave; d'obbiligo: ho sempre considerato <em>odioso</em> l'esonero di un allenatore, qualsiasi allenatore, non fosse altro perch&eacute; l'atto rappresenta la certificazione del fallimento di un progetto collettivo iniziale. Ho tuttavia ritenuto inevitabile il passaggio da <strong>Andrea</strong> <strong>Pirlo</strong> a un altro tecnico quando &egrave; apparso chiaro che la <strong>Sampdoria</strong> fosse al palo dopo oltre un anno di lavoro, un mercato robusto e ambizioni rinnovate. Non conoscevo, se non da giocatore, Andrea <strong>Sottil</strong> e dunque mi sono fidato di <strong>Pietro Accardi</strong>, che stimo. Dopo due mesi di lavoro, per&ograve;, siamo se non proprio al punto di partenza, quasi. Nel senso che la squadra blucerchiata assomiglia a quella di Pirlo - poco dotata sia di grinta che di organizzazione difensiva e atletismo (le tre cose che si imputavano alla precedente gestione) - senza possederne i pregi, ovvero la capacit&agrave; di andare in gol con una certa dinsivoltura compensando i limiti di una retroguardia allegra.</p>
<p>Non solo. Con Pirlo i calciatori sembravano essere tutti dalla sua parte, di seguire quasi pedissequamente il <em>maestro</em> mentre le scelte disordinate di Sottil (gente che va e gente che viene nella formazione titolare) lasciano intuire un certo malcontento anche da parte dell'allenatore, mai soddisfatto da chi va in campo. L'elenco &egrave; lungo e oltre ai vari Vulikic, Bellemo, Yepes, Benedetti, Akinsanmiro, Borini, coinvolge persino il ruolo del portiere. E il turnover non c'entra, altrimenti Coda avrebbe (giustamente) riposato nella partita di mezzo del recente trittico e non giocandone due di fila e fermandosi poi parzialmente nell'ultima (questione di logica).</p>
<p><strong>Attenzione:</strong> non sto gettando via il bambino con l'acqua sporca, non intendo sostenere che si debba esonerare Sottil e tornare a Pirlo o assumere un terzo allenatore (il fallimento dei fallimenti), ma sto analizzando la situazione. E come la analizzo io (che conto nulla), mi aspetterei che la analizzasse anche chi ha la responsabilit&agrave; della squadra allo scopo di trovare qualche soluzione alla crisi. Perch&eacute; sia chiaro che la Sampdoria - per espressa richiesta della propriet&agrave; a inizio stagione - non pu&ograve; e non deve limitarsi a vivacchiare in serie B, a un passo sia dai play off che dai play out, ma ha l'obbligo tecnico e morale di <em>lottare</em> per la promozione in serie A.</p>
<p>A Telenord, quando si concluse il mercato, avanzammo, a torto o a ragione, una tesi attraverso i nostri super opinionisti blucerchiati <strong>(Beppe Dossena, Enrico Nicolini, Francesco Flachi, Alessandro Grandoni, non proprio gli ultimi insomma</strong>): questa Samp non &egrave; attrezzata per salire direttamente su (come sosteneva la stampa nazionale specializzata), ma lo &egrave; per restare costantemente tra il terzo e il quarto/massimo quinto posto, unici piazzamenti accettabili per un club legittimamente ambizioso per quanto impegnato in un'opera di ricostruzione graduale.</p>
<p>Invece dopo la pavida prestazione di Cittadella e l'ignobile secondo tempo e sconfitta casalinga (la terza in campionato) con il Brescia, la Sampdoria si ritrova addirittura fuori dalle zone nobili della classifica e per di pi&ugrave; al termine di un ciclo di incontri sulla carta pi&ugrave; abbordabile rispetto al calendario di ferro che l'attende (dal Pisa al Palermo, dal Sassuolo alla Cremonese). Il calcio per fortuna non &egrave; matematica e tavolta sfugge, come ci auguriamo, a ogni logica ma non &egrave; assurdo ipotizzare che l'attuale nono posto ottenuto contro avversarie che stanno dietro in graduatoria sia meno facile da migliorare contro le prossime e ambiziose contendenti. Ma lasciamo stare i pronostici, che contano poco.&nbsp;</p>
<p><strong>Personalmente a preoccuparmi di pi&ugrave; &egrave; la completa mancanza di autocritica</strong>, <strong>diciamo autoanalisi per essere politicamente corretti</strong> come va di (pessima) moda negli ultimi anni. Cos&igrave; la responsabilit&agrave; - non scrivo la colpa - degli ultimi risultati negativi e di questo scomodo ottovolante sono da ricondurre agli arbitraggi, che di certo non hanno favorito la Sampdoria e su questo siamo tutti d'accordo. Ma non sono, non possono essere tutta la verit&agrave; di fronte allo <em>scempio</em> visto con Juve Stabia, Cittadella e Brescia. E poi <strong>vorrei capire perch&eacute; gli arbitri dovrebbero avercela proprio con la Sampdoria</strong>, cosa in parte smentita dalla rete annullata al Mantova (giusto farlo, secondo me, ma visto l'andazzo mi sarei potuto aspettare il contrario).</p>
<p><strong>La Samp &egrave; da sempre una meravigliosa realt&agrave; del nostro calcio</strong>, vanta il record di abbonati in serie B, possiede una propriet&agrave; mediamente solida, pulita e senza scheletri nell'armadio, dirigenti perbene e composti, elargisce un sacco di soldi in stipendi ai calciatori, fa mercato e quindi alimenta il business, perch&eacute; dovrebbe essere stata messa nel mirino dalla Federazione (da cui l'Aia dipende)? E' una domanda, n&eacute; maligna, n&eacute; maliziosa. E, soprattutto, cosa pu&ograve; fare la Sampdoria per migliorare lo stato di cose senza dipendere da un rigore in pi&ugrave; o in meno (a proposito, ce ne fischieranno uno a favore prima o poi...), da una rete annullata o convalidata?</p>
<p>Ecco, questo mi sarei aspettato, dall'allenatore e anche da Pietro Accardi, dopo il misero punto raccolto e gli zero gol segnati con Cittadella e Brescia e la conseguente uscita, speriamo provvisoria, dalla griglia play off. Magari una strigliatina anche al lassismo dei secondi tempi, magari un ritirino o un permessino annullato, magari una pi&ugrave; efficace gestione di alcuni giocatori, magari una toccatina di tempo al pur bravo Tutino, la cui accoglienza maestosa all'aeroporto potrebbe avere indotto a pensare di essere <strong>Gullit</strong>, magari un pensierino al mercato di riparazione (Accardi ha probabilmente fatto il massimo in estate, ma &egrave; innegabile che non tutti i numerosi acquisti si stiano rivelando azzeccati e lo sa anche lui) magari un richiamino alla realt&agrave; di cosa &egrave; e cosa rappresenta la Sampdoria per i tifosi e per il calcio italiano. <em>Fatte salve le eventuali e doverose lamentazioni nelle sedi opportune sugli ultimi arbitraggi scadenti.</em></p>
<p><strong>Ma buttare tutto in caciara o parlare di <em>"ottimi primi tempi"</em> non paga alla lunga, se il tutto non &egrave; accompagnato dalla giusta tensione emotiva</strong>. Continuare a dare alibi alla squadra non aiuta, non fa il bene della Sampdoria. C'erano fior di allenatori e dirigenti blucerchiati che a Bogliasco si inventavano persino dei casi inesistenti pur di stimolare l'attenzione e l'applicazione (<strong>Novellino</strong>) oppure prendevano persino per il collo i giocatori in campo (<strong>Mihajlovic</strong>). C'erano poi quelli che non ne avevano bisogno, ma perch&eacute; allenavano <strong>Mancini e Vialli o Veron e Seedorf</strong>. Oggi i tempi sono cambiati e stanno cambiando, ma forse un compromesso &egrave; possibile trovarlo per evitare di continuare a ristagnare nella melma cullandosi sulla bont&agrave; dei tifosi. A furia di vedere <strong>Dejan Stankovic</strong> battersi il petto sotto la Gradinata Sud siamo andati gi&ugrave; a piombo.</p>
<p>Mi auguro con tutto il cuore che a raddrizzare la barca riescano Sottil e Accardi, sono professionisti capaci e quindi in grado di farlo. E hanno il supporto della societ&agrave;. Ma ripartano da loro stessi, dai <em>"nostri"</em> sbagli e non da quelli degli altri. Perch&eacute; bisogna imparare a esserne pi&ugrave; forti, se si vuole davvero diventare forti non soltanto a parole.</p>
<p>&nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Derby, colpirne 50.000 per "educarne" 350: è davvero la soluzione giusta?]]></title>
			<link>https://telenord.it/derby-colpirne-50-000-per-educarne-350-e-davvero-la-soluzione-giusta-78315</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Cos&igrave; il dado &egrave; tratto: Genoa-Juventus e Sampdoria-Juve Stabia, in programma allo stadio "Luigi Ferraris" di Genova rispettivamente il 28 settembre e il 4 ottobre,...]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 14:45:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cos&igrave; il dado &egrave; tratto: <strong>Genoa-Juventus</strong> e <strong>Sampdoria-Juve Stabia,</strong> in programma allo stadio <em>"Luigi Ferraris"</em> di Genova rispettivamente il 28 settembre e il 4 ottobre, si disputeranno a porte chiuse, cio&egrave; senza spettatori sugli spalti come ai tempi del covid. Solo che stavolta la causa non &egrave; il virus venuto dalla Cina ma la violenza domestica di circa <strong>350 teppisti</strong> (fonte ufficiale). Trecentocinquanta individui su <strong>50.000</strong>, a tanto ammontano i soli abbonati complessivi delle due squadre genovesi: si tratta di una percentuale dello <strong>0,7%</strong> che, per effetto di questo provvedimento, impedisce al restante <strong>99,3%</strong> dei tifosi di assistere dal vivo alle partite.</p>
<p><strong>La domanda sorge spontanea: ma &egrave; giusto?</strong> <em>"Colpirne"</em> 50.000 per <em>punirne</em> 350 suona quantomeno come qualcosa di irragionevole. Senza tenere conto del fatto che gli stessi commercianti di Marassi, penalizzati dalla messa a ferro e fuoco del quartiere nella giornata di mercoled&igrave;, dopo avere perso dal tappo perderanno anche dalla spina per i mancati incassi (garantiti dalla gente perbene) di sabato 28 settembre e venerd&igrave; 4 ottobre. Non solo: cos&igrave; facendo, si rimette nelle mani dei facinorosi una<em> straordinaria</em> arma di ricatto nei confronti delle societ&agrave;, che come dimostrano i fatti di cronaca, genovesi e non, hanno spesso avuto rogne con le frange estreme dei loro sostenitori.</p>
<p>I fautori del <em>s&igrave; &egrave; giusto</em> partono dal presupposto che in Italia non si potr&agrave; mai attuare quanto fatto in Inghilterra per estirpare il fenomeno degli<em> hooligans</em>, ovvero chiudere baracca e burattini per due anni. E allora &egrave; meglio abbassare la saracinesca ogni tanto, anche a costo di penalizzare il 99,3% delle persone. L'argomentazione potrebbe pure reggere, se non fosse che partite a porte chiuse in passato ce ne sono gi&agrave; state molte qua e l&agrave; e il risultato &egrave; che nulla &egrave; cambiato, i problemi di ordine pubblico si ripresentano ciclicamente e vengono affrontati, si fa per dire, con lo stesso metodo. Sebbene sia dimostrato che non funziona.</p>
<p>Cos&igrave; come &egrave; abbastanza surreale vedere i teppisti armati di coltelli, spranghe, mazze, bastoni, fumogeni e bombe carta e le forze dell'ordine <em>rispondere</em> con getti d'acqua (magari pure potabile) e lacrimogeni. Difatti il bilancio dei feriti riguarda soprattutto poliziotti, carabinieri, finanzieri e cittadini innocenti che si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. E' anche vero che oggi pi&ugrave; che in passato in Italia basta un niente perch&eacute; i tutori della legge passino dal ruolo di vittime a quello di carnefici. E da qui discende il fatto che non possano usare pi&ugrave; di tanto la forza, non solo per difendersi ma soprattutto per mettere il maggior numero possibile di delinquenti in condizioni di non nuocere.</p>
<p>E allora che fare? Purtroppo il provvedimento delle <em>porte chiuse</em> conferma che non c'&egrave; la volont&agrave;<em> politica</em> di affrontare e risolvere la questione alla radice. Non c'&egrave; adesso come non c'&egrave; mai stata in passato. Toccare il calcio, il pi&ugrave; popolare degli sport, rende impopolari e fa perdere voti. Gli stessi <em>attori del pallone</em>, Figc e Lega, hanno sempre messo la testa sotto la sabbia di fronte al problema della violenza dentro e fuori gli stadi. Persino noi giornalisti, intesi come categoria, abbiamo le nostre responsabilit&agrave; perch&eacute; a seconda della geolocalizzazione anestetizziamo la gravit&agrave; dei gesti attraverso la leggerezza delle parole, al punto che a Roma le coltellate sono definite <em>puncicate</em>, un gioco da bambini insomma.</p>
<p>Viene da titolare <em>senza via di uscita</em>. Ma non &egrave; un thriller, n&eacute; una commedia. E' semplicemente, sempre e soltanto, la solita farsa all'italiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, Ferrero "liquidato" e prima vittoria: si apre una nuova fase]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Venerd&igrave; sera l'annuncio dell'avvenuto acquisto, da parte di Blucerchiati S.p.A. (la societ&agrave; veicolo di Gestio Capital di Matteo Manfredi) di 55.976.265 azioni da...]]></description>
			<pubDate>Sun, 22 Sep 2024 15:05:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerd&igrave; sera l'annuncio dell'avvenuto acquisto, da parte di Blucerchiati S.p.A. (la societ&agrave; veicolo di <strong>Gestio Capital di Matteo Manfredi</strong>) di 55.976.265 azioni da Sport Spettacolo Holding (la societ&agrave; controllata da <strong>Holding Max della famiglia Ferrero</strong>), con la conseguenza di detenere il 99,98% del capitale sociale di <strong>U.C. Sampdoria</strong>. Sabato pomeriggio la prima vittoria nel campionato che il club ha immaginato come quello della riscossa e della risalita in serie A.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Due <em>"coincidenze" </em>non soltanto simboliche, ma dal forte significato sostanziale. Gi&agrave;, perch&eacute; a questo punto il risultato sportivo diventa se non fondamentale, quantomeno importantissimo delle strategie della nuova propriet&agrave;. Con l'acquisizione della totalit&agrave; delle azioni (la quota residuale minima &egrave; ascrivibile ai piccolo azionisti), gli investimenti compiuti (sul mercato e non solo, si parla di circa <strong>60/70 milioni di liquidit&agrave; iniettata nelle casse</strong>, atto sconosciuto durante tutti gli anni della precedente gestione), la straordinaria risposta della tifoseria con circa 20.000 abbonati, la rimodulazione del debito attraverso l'accordo di omologa con il Tribunale, <strong>la Sampdoria &egrave; tornata a essere appetibile non solo per la sua storia ma anche per il suo presente</strong>, finalmente libero dai vincoli del passato, finanziariamente pi&ugrave; solido e strutturato e accompagnato dalla possibilit&agrave; di agire (anche sul mercato, a partire da gennaio).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Insomma, se la strategia e il business della nuova propriet&agrave; erano quelli di acquisire il club, <em>"ripulirlo</em>", rilanciarlo e rivenderlo, totalmente o in parte con l'ingresso di nuovi e ulteriori investitori, adesso c'&egrave; l'opportunit&agrave; di sviluppare questo percorso. Resta il freno costituito dalla serie B, che finanziariamente era e resta un <em>bagno di sangue</em>. <strong>Questo non significa che Manfredi e i suoi finanziatori non siano in grado di andare avanti in caso di mancata promozione</strong> oppure che non possa esistere qualcuno interessato alla Sampdoria anche con la squadra non in massima serie, ma in tale caso verrebbe a mancare il ritorno dell'investimento per Gestio Capital.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco perch&eacute; la scalata alla serie A &egrave; quasi vitale. E per l'attuale propriet&agrave;, che potrebbe decidere di andare avanti <em>"limitandosi" </em>a rafforzare la compagine azionaria con nuovi investitori (Manfredi questo fa di mestiere). Oppure per un vero e proprio nuovo acquirente, che troverebbe una societ&agrave; strutturata meglio di altre su un piano economico e con a disposizione i ricavi garantiti dal massimo campionato. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'operazione di venerd&igrave; &egrave; stata fondamentale ed &egrave; stata raggiunta attraverso diverse tappe. Ai primi di agosto <strong>San Quirico Holding della famiglia Garrone</strong> (detentrice della fidejussione sul marchio della Samp) aveva trovato l'accordo con Banca Intesa (titolare del leasing back sul Baciccia), facendo la propria parte (quanto ci abbia "perso" in termini economici emerger&agrave; dal prossimo bilancio della San Quirico). Questo primo passo, senza il quale non si sarebbe potuto procedere oltre, ha sbloccato la situazione. Successivamente, la scorsa settimana <strong>Manfredi ha perfezionato l'accordo con Massimo Ferrero </strong>(riconoscendogli buona parte di quanto da lui richiesto e rinunciando a qualsiasi eventuale azione legale futura) <strong>e nello stesso tempo ha rinegoziato con Banca Intesa il nuovo leasing sul marchio</strong> (&egrave; probabile che anche la Banca abbia fatto la propria parte, o rinunciando a qualche rata o concedendo un'ulteriore dilazione). Trattandosi di tre accordi separati, nulla di pi&ugrave; &egrave; filtrato, anche perch&eacute; i diversi <em>attori </em>non sono a conoscenza dei contenuti degli altri accordi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di certo a beneficiarne &egrave; stata ed &egrave; la Sampdoria, che arriva al derby e si prepara ad affrontare il prosieguo del campionato di serie B con un grosso peso in meno sulle spalle. Vero &egrave; che l'accordo <em>dovr&agrave; essere ratificato il 22 ottobre prossimo </em>dalla giudice <strong>Daniela Marconi</strong>, ma essendo stata lei stessa a spingere in questa direzione &egrave; scontato che ci&ograve; avverr&agrave; nei modi e nei tempi previsti. E da quel momento in poi conter&agrave; (finalmente) <em>"soltanto"</em> il risultato sportivo.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, perché deve iniziare un nuovo campionato]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-ora-deve-iniziare-un-nuovo-campionato-77287</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[La sosta e due settimane di lavoro, anche se senza tre difensori, impegnati con le rispettive Nazionali (Bereszinsky, Ioannou e Veroli). Andrea Sottil, "incassato" il punto a...]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 Sep 2024 11:10:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sosta e due settimane di lavoro, anche se senza tre difensori, impegnati con le rispettive Nazionali (Bereszinsky, Ioannou e Veroli). <strong>Andrea Sottil</strong>, <em>"incassato</em>" il punto a Marassi con il Bari, dove non si poteva oggettivamente chiedere di pi&ugrave; alla <strong>Sampdoria</strong> - e per avere avuto il nuovo tecnico un solo allenamento di preparazione e per la repentina espulsione di Vulikic - ora pu&ograve; e deve guardare al futuro come se si trattasse di un nuovo e differente campionato. Tanto pi&ugrave; che anche le altre big della serie B stentano e non c'&egrave; ancora un padrone vero e proprio.</p>
<p><strong>Non entro nel merito se Sottil sia la miglior scelta possibile oppure no</strong>. Non ho le competenze per <em>"giudicare"</em> un allenatore a priori e soprattutto mi fido di <strong>Accardi</strong>, oltre che del mio amico e opinionista <strong>Francesco Flachi,</strong> che di Sottil fu compagno di camera nella Fiorentina. <em>"Un grande motivatore che presta particolare attenzione alla fase difensiva"</em>, mi ha riferito. E poi credo che complessivamente chi guida una squadra di calcio, nella maggior parte dei casi, sia come un autista di autobus che ha il solo compito di condurre il mezzo da un capolinea all'altro in orario e senza incidenti. <strong>Ovvero, deve soprattutto non fare danni.</strong> Coloro che spostano davvero gli equilibri sono pochissimi, <strong>Gasperini</strong> in Italia e <strong>Klopp</strong> in Europa. Gli altri pi&ugrave; o meno arrivano dove consente di arrivare il valore dei calciatori. Oppure pasticciano. <em>Ecco l'importante &egrave; che Sottil non commetta errori, trasmetta alla Samp quel minimo di organizzazione di cui ha bisogno, metta i giocatori al posto giusto e poi si affidi alla vena dei due l&agrave; davanti, </em><strong>Coda e Tutino</strong><em>, che un gol prima o poi lo fanno</em>. Non mi sembra una ricetta troppo complicata da cucinare e Sottil possiede l'esperienza necessaria per riuscirci senza bruciare il piatto.</p>
<p>Quanto sia davvero gustoso, forse &egrave; prematuro dirlo. Continuo a pensare che l'organico - attraverso i progressivi recuperi completi di<strong> Ferrari, Kasami, Vieira, Borini</strong> <strong>e Pedrola</strong> - sia assolutamente in grado di competere per i primi quattro posti. Non una squadra <em>ammazzacampionato</em> (non so chi lo abbia affermato), ma neanche un'armata brancaleone da ultimo posto in classifica. Mi aspetto che <strong>Romagnoli</strong> entri in forma (non pu&ograve; essere quello visto sinora), che <strong>Meulensteen</strong> confermi quanto ha lasciato intravvedere, che <strong>Akinsanmiro</strong> cominci a comprendere che deve passare il pallone e altri piccoli, grandi progressi su cui lavorer&agrave; l'allenatore.</p>
<p>Quanto alle pressioni lamentate da <strong>Pirlo</strong> (in bocca al lupo per il futuro, lo merita al 100%), ci sono e devono esserci. La societ&agrave; ha sforacchiato ampiamente il tetto agli ingaggi (attraverso garanzie fidejussorie) perch&eacute; vuole venire in serie A subito. Accardi ha rivoluzionato la rosa per questo, tentando anche di patrimonializzarla un po'. <strong>Se qualcuno non &egrave; in grado di reggere questa responsabilit&agrave;, dovrebbe chiedere la rescissione del contratto</strong>. Mi racconta sempre Flachi che <strong>Novellino</strong>, quando percepiva cali di tensione, si inventava casi o situazioni limite per rialzare subito la temperatura, prendendo di mira questo o quello. Il risultato &egrave; noto: serie A al primo colpo, Europa e quasi Champions. Certo quella formazione aveva, rispetto a questa, <strong>Mirko Conte</strong> (un piccolo Vierchowod per la B) dietro e <strong>Sergio Volpi</strong> (un gladiatore geniale) in mezzo. Ma &egrave; anche vero che il livello della B di allora era molto pi&ugrave; alto rispetto a oggi. L'anno scorso, per fare un esempio, il Cittadella perse partite per due mesi consecutivi e rischi&ograve; mai nulla, anzi. Quindi, basta poco per fare bene.</p>
<p>Bisogna crederci, senza spaventarsi dei 20.000 abbonati. In quest'ottica <strong>Sottil mi ispira fiducia e speranza</strong>, il resto dovranno farlo i calciatori. Ed eventualmente la propriet&agrave; a gennaio, quando potr&agrave; spendere senza vincoli. Sono sicuro che se per risalire servir&agrave; un'ulteriore iniezione di ricostituitente, lo sforzo verr&agrave; fatto. Poich&eacute; l'obiettivo, per la Sampdoria, &egrave; uno solo: tornare a casA.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, il rischio è un altro stillicidio]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-il-rischio-e-un-altro-stillicidio-77041</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA["Siamo gi&agrave; usciti da situazioni come queste", ha detto Andrea Pirlo dopo la rocambolesca sconfitta della Sampdoria a Salerno, la seconda consecutiva, con un bilancio di...]]></description>
			<pubDate>Wed, 28 Aug 2024 10:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>"Siamo gi&agrave; usciti da situazioni come queste"</em>, ha detto <strong>Andrea Pirlo</strong> dopo la rocambolesca sconfitta della <strong>Sampdoria a Salerno</strong>, la seconda consecutiva, con un bilancio di sei reti al passivo (media di due a partita) e un solo punto in classifica che "vale" il fondo, proprio in coabitazione con il Bari, prossimo avversario sabato al <em>"Ferraris"</em>. La frase dell'allenatore della Sampdoria, a cui l'anno scorso &egrave; stato <em>"perdonato"</em> tutto e a cui in particolare &egrave; stato riconosciuto il merito di avere spremuto, pur tra alti e bassi, il massimo da una rosa deficitaria, mi ha fatto ripiombare con la mente a una condizione dalla quale si auspicava che la squadra blucerchiata fosse definitivamente uscita: quella dell'incertezza.</p>
<p>Il rivoluzionario mercato estivo, con l'arrivo di quattordici giocatori nuovi, di cui dieci titolari in campo, lasciava presagire un andamento diverso. Specie alla luce del fatto che tutti in serie B - allenatori e direttori sportivi - hanno riconosciuto la bont&agrave; del lavoro svolto da Pietro Accardi e dalla societ&agrave;. Ne consegue che o sono tutti incompetenti e l'organico non &egrave; cos&igrave; forte per la categoria oppure qualcosa non torna. E trovarsi ancora in una <em>"situazione come questa"</em> &egrave; onestamente avvilente. <strong>Il rischio &egrave; che da oggi riparta lo stillicidio della passata stagione: una partite bene e due male; un tris di vittorie e poi due sconfitte di fila; tot gol segnati ma ancora di pi&ugrave; sub&igrave;ti.</strong> Un trend che se poteva bastare l'anno scorso, non &egrave; sufficiente quest'anno per una formazione che ambisce alla serie A o quantomeno a lottare sino all'ultimo nelle prime tre/quattro posizioni.</p>
<p>Del resto a sancirlo con un comunicato ufficiale &egrave; stato lo stesso presidente <strong>Matteo Manfredi</strong>:<em> "La stagione dovr&agrave; avere tutt'altro tenore",</em> aveva scritto sul sito ufficiale dopo il k.o. interno con la Reggiana. Per non dire del medesimo Pirlo, che prima dell'avvio del campionato non si era nascosto e aveva apertamente parlato dell'obiettivo serie A nella bella intervista realizzata da Simone Galdi per Telenord. Quella attuale non &egrave; solo una falsa partenza, ma la prosecuzione di un film sconclusionato (senza capo e con Coda, quanto &egrave; bravo tra l'altro) e dal finale tutto da scrivere. Ecco, il rischio &egrave; di assistere a un sequel, ancora meno divertente del primo.</p>
<p><strong>Ho sempre ritenuto che l'esonero di un allenatore sia una sconfitta per tutti, non solo per lui.</strong> E lo considero un'estrema ratio. Ragion di pi&ugrave; nei confronti di Andrea Pirlo, persona squisita, calciatore immenso ma tecnico ancora tutto da decifrare. Un lusso che la Sampdoria non pu&ograve; permettersi. Perch&eacute; &egrave; evidente come la societ&agrave; abbia<em> scommesso</em> pesantemente su questa annata: un altro passaggio in serie B sarebbe, non dico la catastrofe, ma quasi. Finanziaria, oltre che sportiva. Il ben noto <em>bagno di sangue</em>. Per evitare il quale si &egrave; investito molto sul mercato, mettendo a disposizione di Pirlo una rosa all'altezza dell'obiettivo. Ne consegue che sabato con il Bari conter&agrave; - penso sia questo il metro di giudizio di <strong>Accardi</strong> e del club - pi&ugrave; la prestazione del risultato. Persino una vittoria - non corroborata da un cambio di marcia sul piano tecnico, tattico-organizzativo e caratteriale - servirebbe a poco, se non a dare ossigeno a una classifica tristemente anemica. Sar&agrave; importante e decisivo vedere un'altra Sampdoria, completamente diversa da quella degli ultimi tredici mesi. Altrimenti, per tentare di salvare la baracca e il progetto costruito in estate, rester&agrave; un'unica, per quanto avvilente, soluzione: il cambio di guida in panchina. Cosa che continuo a non augurarmi, ovviamente. Ma sarebbe ancora peggio lo stillicidio, un altro campionato da saltimbanchi (allo stato attuale quasi da zimbelli visti gli errori e gli orrori dei gol autoinflitti).</p>
<p><strong>Nomi per l'eventuale dopo Pirlo? Non ne faccio, anche se ho una mia idea</strong>, suffragata da elementi. Non ne faccio perch&eacute; voglio ancora credere in una via di uscita nel segno della continuit&agrave;, purch&eacute; non sia transitoria, parziale, circoscritta, estemporanea. Dovr&agrave; essere abile Pietro Accardi (e lo &egrave;) a entrare nel cuore del problema e a comprendere a fondo come stanno le cose. E poi decidere. Senza se, senza ma e senza farsi condizionare dal risultato di sabato. So che sar&agrave; cos&igrave; e questa &egrave; una garanzia per continuare a credere che le speranze di tutti i tifosi blucerchiati possano non trasformarsi per l'ennesma volta in mere illusioni.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, il dovere di non essere (più) buonisti]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-il-dovere-di-non-essere-piu-buonisti-76790</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[In altri momenti e in altre situazioni il pareggio della Sampdoria in trasferta a Frosinone alla prima di campionato in serie B avrebbe anche potuto essere accolto benevolmente....]]></description>
			<pubDate>Mon, 19 Aug 2024 10:55:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In altri momenti e in altre situazioni <strong>il pareggio della Sampdoria in trasferta a Frosinone alla prima di campionato in serie B avrebbe anche potuto essere accolto benevolmente. Stavolta no</strong>. Il risultato &egrave; un'occasione persa e all'appello mancano due punti. Bisogna dirlo con chiarezza, proseguire sulla strada del buonismo - giustificatissimo nel recente passato - ora rischia di creare soltanto alibi a una squadra che invece la societ&agrave; ha costruito per vincere, o almeno per restare dall'inizio alla fine tra le prime quattro del torneo con Palermo, Sassuolo, Cremonese e salvo l'immancabile sorpresa.</p>
<p>Due anni fa la Samp, disputando il peggior campionato della sua storia, retrocesse ignobilmente in serie B tra gli applausi del suo fantastico pubblico. <strong>Stankovic</strong>, l'allenatore, venne persino osannato. I giocatori coccolati e protetti. Una straordinaria prova di maturit&agrave; da parte di un ambiente che aveva fiutato un pericolo pi&ugrave; grande: la sparizione e la ripartenza dalla serie D. L'anno scorso, grazie al salvataggio della nuova propriet&agrave;, la Sampdoria ha disputato un campionato di serie B in linea con il suo potenziale, messo insieme in fretta e furia e con pochi mezzi. La deludente uscita di scena a Palermo nel play off &egrave; stata metabolizzata con altrettanta maturit&agrave; e senza scossoni.</p>
<p><strong>Adesso, per&ograve;, il quadro &egrave; cambiato</strong>. A Frosinone in campo c'erano dieci calciatori nuovi su undici e tutti concordano sul fatto che siano ottimi calciatori per la categoria. Lo dicono gli esperti della B, lo dicono i bookmakers, lo dice il buon senso di chi mastica un po' di pallone. Eppure si sono visti e rivisti gli stessi identici errori del recente passato. E non parlo del risultato. Pronti via e Yepes - l'unico superstite dell'epurazione - regala un pallone agli avversari che pu&ograve; innescare il vantaggio immediato dei padroni di casa. Gol al passivo che poi arriva comunque per un'uscita <em>"allegra"</em> di Ghidotti (bravo successivamente a riscattarsi con parate importanti) e un <em>"assist"</em> involontario di Romagnoli. Nonostante la reazione e il sorpasso - non a caso prodotti dai due elementi di maggior calibro della campagna acquisti, <strong>Venuti</strong> e <strong>Coda</strong> - altro patatrac con la gara in perfetto controllo da parte dei blucerchiati: <strong>Ioannou</strong> taglia il campo in orizzontale con il pallone tra i piedi, lo perde e spiana la strada al pareggio del Frosinone. Lo stesso cipriota un attimo dopo si fa cacciare fuori per un'entrata senza senso. Per non dire di Benedetti, che quando subentra commette solo danni (ammonito dopo pochi minuti). O di Tutino, che si &egrave; divorato almeno due gol davanti alla porta (con la giustificazione di uno stato di forma non ottimale). <strong>E meno male che Ghidotti al 94' ha sfoderato le unghie su Distefano</strong>, altrimenti saremmo qui a commentare addirittura una sconfitta.</p>
<p><strong>Non si tratta di fare processi, men che meno sommari.</strong> Siamo alla prima di campionato e non tutto pu&ograve; essere perfetto o quasi. <em><strong>Ma guai a lasciar passare il messaggio che quest'anno ci si pu&ograve; accontentare</strong></em>, tanto va sempre tutto bene. La propriet&agrave; e il nuovo ds <strong>Accardi</strong> hanno speso soldi ed energie per costruire un gruppo da promozione. Il tetto agli ingaggi &egrave; stato abbondamentemente sforato e garantito da f<em>idejussion</em>i. Segno che l'obiettivo &egrave; la serie A e per raggiungerla non si possono trascurare i dettagli. Ci sta perdere o pareggiare se l'avversario &egrave; pi&ugrave; forte o di pari valore, non a commettere errori, ingenuit&agrave;, cali di concentrazione, sbavature da prima elementare del calcio.</p>
<p>L'anno scorso personalmente ho difeso dalle critiche a spada tratta <strong>Andrea Pirlo</strong>, che ha tenuto ferma la barra del timone tra i marosi, con una retroguardia di stagisti e una catena di infortuni da ospedale da campo, centrando l'unico obiettivo possibile: il sesto posto (senza la penalizzazione). Quest'anno, tuttavia, anche lui &egrave; chiamato alla prova di maturit&agrave; da allenatore: basta, d'ora in poi, di vedere una squadra senza organizzazione difensiva, vittima di amnesie temperamentali e incapace di gestire un risultato di vantaggio a un quarto d'ora dalla fine contro avversari osteggiati dal loro stesso pubblico. Basta alti e bassi cos&igrave; evidenti, basta alibi ai calciatori. Ioannou, che &egrave; un elemento eccellente per la categoria, deve rendere conto della doppia ingenuit&agrave; con cui ha messo a repentaglio l'incontro. O vogliamo far passare tutto in cavalleria come la famigerata gomitata di <strong>Kasami</strong> a Marassi contro Feralpi Sal&ograve; che cost&ograve; tre giornate di squalifica a lui e una pesante sconfitta alla squadra?</p>
<p><strong>La stella polare quest'anno deve essere la Sampdoria di Garrone, Marotta, Novellino</strong>, quella del primo anno dopo la gestione Mantovani, in cui nulla venne lasciato al caso e la feroce determinazione con cui fu perseguito l'obiettivo della serie A consent&igrave; di traguardarlo. <strong>Manfredi</strong> e Gestio capital, allo stato attuale, non avranno la potenza economica della Erg di allora, ma hanno immesso molte risorse finanziarie nella Sampdoria. Accardi &egrave; un allievo di Marotta e un dirigente con i fiocchi. Il mercato &egrave; stato da 8 e potrebbe diventare da 9. Non scordiamocelo, non lasciamo la polvere sotto il tappeto, togliamola subito e incazziamoci per la mancata vittoria allo <em>"Stirpe".</em> Soltanto cos&igrave; si cresce e si punta in alto, all'unico posto dove la Samp dei quasi ventimila abbonati e di una storia memorabile merita di essere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, l'esposto e il mercato: nessuno gioca a fare il furbo]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Sar&agrave; un caso - anzi, certamente lo &egrave; - ma dopo che Pietro Accardi ha schiacciato l'acceleratore sul calcio mercato della Sampdoria, gettando le basi per...]]></description>
			<pubDate>Wed, 24 Jul 2024 16:00:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sar&agrave; un caso - anzi, certamente lo &egrave; - ma dopo che <strong>Pietro Accardi</strong> ha schiacciato l'acceleratore sul <strong>calcio mercato della Sampdoria,</strong> gettando le basi per l'allestimento di una squadra in grado di competere nella lotta per la serie A, sono iniziati i guai. O, meglio, l'avviso di guai ai naviganti e soprattutto ai&hellip; marinai. L'esposto di <strong>Massimo Cellino</strong> alla Lega di serie B, che poi ha mandato la richiesta alla Figc, <strong>chiama in causa l'articolo 90 delle norme federali</strong>, introdotto per porre dei paletti a chi, come la societ&agrave; blucerchiata (ma non solo), ha usufruito della legge del 2019 sulla crisi di impresa per ottenere il piano di ristrutturazione del debito previsto dallo Stato italiano.<br />Va ricordato che attraverso la composizione negoziata dei mesi precedenti e il via libera del Cda della Sampdoria all&rsquo;aumento di capitale e alla diluizione delle quote in capo a <strong>Massimo Ferrero</strong> il 30 maggio 2023, non solo il club blucerchiato &egrave; stato salvato dal fallimento e dalla perdita del titolo sportivo ma ha pure cambiato propriet&agrave;, passando appunto da Ferrero a <strong>Manfredi e Radrizzani</strong>. Un'operazione delicatissima di ingegneria finanziaria che &egrave; poi diventata addirittura materia di studio nelle Universit&agrave; italiane, dove sono stati invitati a parlarne l'avvocato <strong>Eugenio Bissocoli</strong> (il <em>"compositore"</em>) e <strong>Gianni Panconi</strong>, allora amministratore delegato de facto del club.<br />A tessere la tela di questo complesso meccanismo giuridico-finanziario per conto dei nuovi acquirenti era stato, oltre a Bissocoli e al Consiglio di amministrazione, lo <strong>studio Dla Piper di Milano con in testa l'avvocato Francesco De Gennaro</strong>, il cui operato &egrave; stato unanimemente riconosciuto non soltanto come efficace (visto il risultato finale) ma anche trasparente, lineare e perfettamente conforme alle normative vigenti. Lo stesso studio e lo stesso De Gennaro sono all'origine dell'interpretazione da parte della Sampdoria dell'articolo 90 delle Noif , divenuto oggetto del contenzioso sollevato da Cellino. Non solo. Per cautelarsi ulteriormente la societ&agrave; blucerchiata su questo tema si &egrave; avvalsa anche di <strong>pareri legali e tecnici di primario standing,</strong> con profonda esperienza di normative FIGC e calcio in genere. Un procedimento preciso e puntuale per presentarsi <em>"blindata"</em> all'appuntamento con il mercato e i relativi vincoli da rispettare. &nbsp;<br />Domani (gioved&igrave; 25 luglio) ci sar&agrave; il <strong>tavolo tecnico tra FIGC, Serie A, Serie B e Serie C</strong> dove si discuter&agrave; dell'esposto. Tra l'altro i club italiani in questa situazione sono una ventina. Ma il polverone si &egrave; sollevato - <em>casualmente</em>, ripetiamo - quando la Sampdoria ha dato l'impressione di alzare il livello delle ambizioni.<br /><em>"La norma &egrave; di dubbia interpretazione e la Samp le d&agrave; una sua lettura e si sente tranquilla, le altre societ&agrave; hanno tutte le antenne dritte ma solo il Brescia e il Pisa si sono esposte"</em>, scrive il collega della Gazzetta dello Sport, Nicola Binda, preparato ed esperto. Sottolineando come tutto ruoti attorno alla parola "interpretazione". Insomma, nessuno gioca a fare il furbo. Almeno dalle parti di Genova e Bogliasco.</p>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, missione (in)compiuta. Siamo tutti Sven ed Estanis]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-missione-in-compiuta-siamo-tutti-estanis-e-sven-72048</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Obiettivo raggiunto. Matematicamente e con una giornata di anticipo. Come aveva "annunciato" il giorno della presentazione: "Vogliamo andare ai play off". Cos&igrave;,...]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 May 2024 11:10:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Obiettivo raggiunto. Matematicamente e con una giornata di anticipo. Come aveva <em>"annunciato"</em> il giorno della presentazione: <em>"Vogliamo andare ai play off"</em>. Cos&igrave;, sommessamente, quasi con pudore, visto che pochi giorni prima la <strong>Sampdoria</strong> neppure sapeva se si sarebbe iscritta al campionato di serie B. Ma lui, <strong>Andrea Pirlo</strong>, ci credeva. Anche se nemmeno conosceva quale squadra avrebbe avuto tra le mani. Non immaginava, non poteva immaginare che avrebbe guidato una difesa di ventenni debuttanti, che avrebbe perso per strada la spina dorsale della formazione e durante il cammino in campionato pure numerose vertebre di sostegno, che per molti mesi non avrebbe avuto a disposizione un centravanti di ruolo, che avrebbe dovuto fare i conti con due punti di penalizzazione, che sulla sua strada avrebbe persino incontrato un ribaltone societario, che tutto, ma proprio tutto gli sarebbe girato male.</p>
<p>Eppure, ci credeva. Non lo urlava - il suo carattere e le circostanze imponevano sobriet&agrave; - ma ci credeva a tal punto da riuscire a trasmettere l'input ai giocatori, creando un gruppo unito e coeso, specie nelle difficolt&agrave;. E' stato questo il fattore che ha determinato la differenza, ha consentito di colmare il gap con le avversarie quando le risorse tecniche latitavano, anche e soprattutto per la miriade di infortuni a catena. Da Pirlo &egrave; arrivato qualche volta un sibilo di lamentela, ma mai uno sfogo o, peggio, una sensazione di resa.</p>
<p>Ecco perch&eacute; di questo traguardo la Sampdoria pu&ograve; essere fiera, a prescindere da come finir&agrave;. Ma ecco perch&eacute; adesso deve altrettanto credere che la missione compiuta possa in realt&agrave; doversi considerare ancora incompiuta. Perch&eacute; lo ha detto Pirlo, subito, quasi prima di assaporare la gioia dell'obiettivo toccato con mano: <em>"A Catanzaro dobbiamo vincere"</em>. Per provare a scavalcare il Palermo (impegnato a Bolzano con il demotivato Sudtirol), avanti di un punto per quel maledetto -2 della Samp, che sul campo sarebbe gi&agrave; sesta. E poi per giocarsi in casa la prima chance, davanti agli oltre 27 mila che potrebbero diventare 30.000. Per tentare di trasformare l'impresa in miracolo. E non importa come andr&agrave;, &egrave; gi&agrave; un lusso giocarseli questi play off ripensando al maggio del 2023.</p>
<p>Ed &egrave; stato <em>bello</em> che questo sogno si sia concretizzato nel giorno dell'omaggio a <strong>Sven Goran Eriksson</strong>, l'uomo prima ancora che l'allenatore, capace di mettere a nudo la sua vulnerabilit&agrave; fisica per <em>godersi</em> quei tributi che assurdamente si riservano a chi non c'&egrave; pi&ugrave;. Lui ha voluto e vuole provare sulla pelle quelle emozioni che viaggiano da Liverpool a Goteborg sino a Genova. Senza fingere che vada tutto bene, anzi. C'&egrave; molta tragicit&agrave; nel suo doloroso cammino, ma anche tanto amore. Lo stesso che non si pu&ograve; non provare per un ragazzo come<strong> Estanis Pedrola</strong>, che stringe il suo sogno tra le mani e ogni volta lo vede svanire come una bolla di sapone. Durante la partita con la Reggiana addirittura accasciandosi al suolo piangendo dalla disperazione. Tra lo svedese e lo spagnolo, separati da tre generazioni, c'&egrave; un'intera vita in mezzo. Quella vita che, sappiamo, &egrave; piena di <em>sorprese</em>, belle e brutte, di gioie e di dolori, di soddisfazioni e delusioni, di cadute e rinascite Sino all'inesorabile <em>livella. </em>Per questo siamo tutti Sven ed Estanis. Tranne, forse, quelli che si pestano per una partita di pallone. Ma questa &egrave; un'altra, brutta storia che non merita di essere commentata.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, Pirlo e la voglia matta di trasformare l'impresa in miracolo]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-pirlo-e-la-voglia-di-trasformare-l-impresa-in-miracolo-71879</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Anche se in molti (troppi) negli ultimi anni raccontano il calcio come fosse una materia complicatissima, chiunque minimamente esperto la scorsa estate avrebbe compilato la...]]></description>
			<pubDate>Thu, 02 May 2024 14:20:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se in molti (troppi) negli ultimi anni raccontano il calcio come fosse una materia complicatissima, chiunque minimamente esperto la scorsa estate avrebbe compilato la classifica del campionato di serie B proprio come appare cristallizzata oggi, a tre giornate dal termine della cosiddetta regular season. Posizione pi&ugrave;, posizione meno. E al netto di un paio di inevitabili sorprese. Per esempio, il Catanzaro &egrave; andato un po' oltre le aspettative e il Bari un po' al di sotto. Ma sfido chiunque a negare che, restando nelle zone alte della graduatoria, Parma, Como, Venezia e Cremonese siano le quattro squadre, anzi, le quattro "rose", pi&ugrave; forti e le immediate inseguitrici quelle deputate a giocarsi il posto nei play off. Sampdoria compresa.</p>
<p>Ecco perch&eacute;, comunque vada a finire questa stagione, la Samp di Andrea Pirlo sta spremendo il massimo da se stessa. La scorsa estate questo era stato l'obiettivo dichiarato e questo &egrave;. Con ottime possibilit&agrave; di centrarlo. Considerata la partenza in ritardo, un mercato limitato dai paletti finanziari, qualche errore in fase di costruzione dell'organico (tre terzini sinistri e nemmeno un centrale difensivo di categoria, l'incerta attribuzione del ruolo di centravanti), la sottovalutazione iniziale delle difficolt&agrave; da parte dello stesso allenatore (neofita della B pure lui), l'et&agrave; media molto giovane, addirittura giovanissima nel delicato reparto arretrato dove in B dettano ancora legge i Masiello, l'ecatombe di infortuni che hanno privato la formazione per quasi due terzi del campionato di tre elementi del calibro di Pedrola, Esposito e Borini. Tralasciando i lungodegenti e non considerando Benedetti. Misceliamo il tutto e aggiungiamo i due punti di penalizzazione.</p>
<p>Basterebbe questo a smascherare i leoni da tastiera che si lamentano del poco gioco (indubbiamente &egrave; cos&igrave;) espresso dalla Samp nelle ultime giornate. Chi storce il naso di fronte alla partita di Lecco o &egrave; in cattiva fede o non conosce il calcio. Pirlo, con il peso della rsponsabilit&agrave; di dover fare risultato a ogni costo, ha dovuto rinunciare a Depaoli, Esposito e Borini squalificati, all'acciaccato Piccini e ha perso per strada, su un terreno infame e contro un avversario in cerca di gloria effimera e senza nulla da perdere, pure Kasami e Murru. Non a caso, appena sono entrati De Luca e Pedrola (prima non potevano farlo) la partita &egrave; completamente cambiata e i tre punti sono arrivati, trasformando il pantano del "Rigamonti Ceppi" in velluto.</p>
<p>Immaginate questa Sampdoria: Stankovic/Depaoli, Piccini, Ferrari, Murru (o Barreca o Giordano); Kasami, Yepes, Benedetti (o Vieira o Darboe)/ Pedrola, De Luca, Esposito con Borini jolly per ogni ruolo dell'attacco in virt&ugrave; della sua esperienza. Questa &egrave; la Sampdoria, non quella scesa in campo obtorto collo a Lecco, in piena emergenza. Questa Sampdoria, senza tra l'altro i due punti di penalit&agrave;, sarebbe a ridosso delle quattro "grandi" del campionato di serie B. E, probabilmente, sarebbe pure in grado di competere con loro.</p>
<p>Non c'entrano l'ottimismo e l'euforia, sono dati oggettivi, certificati dai numeri. Ecco perch&eacute; a gennaio, rilevando anche come il gruppo fosse attaccato ad Andrea Pirlo, dissi e scrissi che la Samp sarebbe approdata nei play off. Non c'&egrave; ancora, ma numericamente senza il -2 &egrave; come se ci fosse. E, comunque, ha le carte in regola per arrivarci, magari gi&agrave; domenica nello scontro quasi diretto con la rediviva Reggiana. Ecco perch&eacute; sostengo che Pirlo abbia fatto un grande lavoro, pur tra alti e bassi e con inevitabili peccati di inesperienza. Per larghi tratti della stagione questa non &egrave; stata una squadra, ma un'armata brancaleone, compresa la trasferta di Lecco. Eppure ne &egrave; uscita vincente.</p>
<p>Per quanto mi riguarda, possiamo gi&agrave; parlare di impresa. Per il miracolo, speriamo che dalle parti di Bogliasco si stiano attrezzando.</p>
<p>&nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, il veleno nella Kouda e le ragioni per sperare]]></title>
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						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Una Sampdoria talmente brutta al "Picco" contro il generoso e spuntatissimo Spezia da pensare che sia stato davvero il virus intestinale rivelato da Pirlo dopo la partita ad...]]></description>
			<pubDate>Sun, 21 Apr 2024 16:35:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una Sampdoria talmente brutta al "Picco" contro il generoso e spuntatissimo Spezia da pensare che sia stato davvero il virus intestinale rivelato da Pirlo dopo la partita ad avere condizionato la prestazione dei blucerchiati sul campo. Vero &egrave; che di recente - pur in presenza di buon risultati (quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta nelle ultime sei gare) la Samp stava gi&agrave; giocando piuttosto male. Ma non cos&igrave; male e senza sangue come accaduto sabato nel derby regionale. Ecco perch&eacute; la speranza &egrave; che si sia toccato il fondo di un periodo assai poco brillante e che da sabato in poi - ore 16,15 al "Ferraris" contro l'ottimo Como - si possa vedere una squadra diversa nel poker di incontri che restano al termine della regular season di serie B.</p>
<p>A "sporcare" il pomeriggio ci si sarebbe pure messo il presunto episodio di razzismo nei confronti di Kouda da parte di un piccolo gruppo di tifosi blucerchiati. Benissimo ha fatto la societ&agrave; a emettere tempestivamente un comunicato in cui dichiara la propria assoluta disponibilit&agrave; ad assecondare le autorit&agrave; nel riconoscimento degli eventuali responsabili dello squallido gesto. Poi, resto dell'idea che certi comportamenti - da condannare, reprimere e punire - siano pi&ugrave; frutto dell'idiozia che del razzismo vero e proprio, altrimenti non si capisce perch&egrave; Darboe sia stato risparmiato dai medesimi imbecilli. Che si tratti di stupidit&agrave; &egrave; persino confermato dal fatto che il povero Kouda (in bocca al lupo sincero a questo ragazzo per il prosieguo della sua carriera) sia stato involontariamente il miglior giocatore della... Sampdoria. Si fosse chiamato Coda e non Kouda, le cose sarebbero andate diversamente.</p>
<p>Detto dunque ogni "male" della Samp vista alla Spezia, veniamo alle ragioni per le quali il sabato spezzino non &egrave; stato totalmente da buttare via. I pareggi di Brescia, Pisa, Cittadella-Sudtirol hanno anzitutto consentito alla squadra di Pirlo di conservare, con il punto miseramente raccolto senza meriti, l'ottava piazza in campionato con una giornata in meno da disputare. Poi, la sorte si &egrave; rivelata alquanto benevola. Se un rigore come quello di Borini fosse stato negato alla Sampdoria, di certo Legrottaglie e Mancini, come accaduto durante l'anno a fronte di arbitraggi discutibili sub&igrave;ti dai blucerchiati, si sarebbero fatti sentire. Sorvolo sull'episodio Ghilardi-Di Serio. O meglio concordo con D'Angelo: il Var, applicato cos&igrave;, rovina il calcio. E Ghilardi per l'ennesima ingenuit&agrave; avrebbe "meritato" di essere punito. Ma la stoccata dell'attaccante sulla testa del difensore c'&egrave; ed &egrave; bella netta e con il metro di giudizio di oggi - ripeto, di oggi - quello &egrave; fallo tutta la vita. Dopodich&eacute;, a parti invertite anche la Sampdoria si sarebbe incazzata. Resta il fatto che le cose sono andate bene alla squadra di Pirlo.</p>
<p>In terzo luogo - dopo il risultato e la sorte benevola - aggiungerei che l'avere ritrovato in un colpo solo sul terreno di gioco Piccini, Esposito e un Pedrola in crescita non pu&ograve; che essere considerato strapositivo. E' evidente che tutto questo non basta e non baster&agrave; con il Como, la Sampdoria deve alzare e di molto il livello delle sue prestazioni se vuole mantenere il posto nei play off. Ma l'obiettivo &egrave; ancora e sempre di pi&ugrave; alla portata, quindi va perseguito con ogni mezzo, traendo proprio spunto dalla sfida del "Picco", dove le fiamme dell'inferno sono arrivate a lambire la Sampdoria scottandola appena. Guai a disprezzare i regali del diavolo.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, ora la forza è (anche) nella panchina]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-ora-la-forza-e-anche-nella-panchina-70349</link>
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			<description><![CDATA[Quarta vittoria consecutiva, quattro gol segnati, una tripletta (firmata da De Luca) e il settimo posto in classifica "protetto" dall'assalto pomeridiano delle dirette...]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 13:05:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quarta vittoria consecutiva, quattro gol segnati, una tripletta (firmata da De Luca) e il settimo posto in classifica "protetto" dall'assalto pomeridiano delle dirette concorrenti ai play off. Tutto nella stessa, magica serata. Resa ancora pi&ugrave; luminosa dalla presenza di quasi 25.000 tifosi blucerchiati al "Ferraris". Una festa, sebbene la sorpresa fosse nascosta in fondo all'uovo. Eppure il risultato non &egrave; nemmeno troppo largo, considerato che l'ottimo Iannarilli, storico portiere della Ternana, &egrave; stato il migliore in campo e ha compiuto due autentiche prodezze nel primo tempo su Verre e nella ripresa su Borini.</p>
<p>Semmai stupisce come n&eacute; l'arbitro Prontera n&eacute; soprattutto l'assistente Arace abbiano visto il rigore di Amatucci, per il quale &egrave; stato determinante e provvidenziale per la Sampdoria l'intervento di Miele al Var. Roba che il penalty di Ghilardi a Bari, fischiato senza esitazioni, &egrave; acqua fresca. Eppure secondo un "collega" nazionale la Samp &egrave; pure sostenuta dalla... criminalit&agrave; organizzata. Viene da ridere, se non fosse che di fronte a certe cose ci sarebbe da piangere. L'importante &egrave; che tutto sia andato a dama, poich&eacute; se i successi con Ascoli e Bari erano stati un po' generosi, la prestazione contro le Fere ha completamente riabilitato la Samp e prodotto tre punti meritatissimi.</p>
<p>Va semmai rimarcato come, anche in questa circostanza, l'apporto della panchina, nel momento in cui la squadra era un po' spenta, sia stato decisivo. Gli ingressi di Piccini, Alvarez ma soprattutto Borini e Stojanovic hanno riacceso la luce, facendo pendere la bilancia nettamente in favore dei blucerchiati. Nell'attesa di rivedere in campo anche Esposito e Pedrola, i diamanti neanche trooppo grezzi di Andrea Pirlo.</p>
<p>Insomma, c'&egrave; di che essere ottimisti. Senza esaltazioni ma con fiducia. Questa Sampdoria non &egrave; la stessa di inizio stagione: ha cambiato diversi giocatori (Kasami, per dirne uno, non c'era; De Luca era convalescente), ha visto maturare i giovani (Stankovic, Ghiliardi, Facundo, Yepes ora hanno 30 partite di serie B alle spalle), si &egrave; rinforzata a gennaio (persino il 2006 Leoni gioca come un veterano e sta offrendo un grande contributo), si &egrave; assestata a livello societario, &egrave; cresciuta di pari passo con la maturazione di Pirlo come allenatore. Tutti ingredienti che autorizzano a sperare nel raggiungimento dell'obiettivo play off. Che non significa serie A, ma la possibilit&agrave; di giocarsela. E per un club che 11 mesi orsono era sull'orlo del fallimento si tratterebbe comunque di un traguardo insperato. Che potrebbe diventare addirittura eccezionale se pure Esposito e Pedrola fossero a disposizione nella "coda" alla regular season al massimo della condizione. Intanto, conta non abbassare la guardia e restare umili. Poi, presentarsi da dietro, a fari spenti, con 20 e non solo 11 giocatori potabili consentirebbe di sedersi al tavolo con l'ambizione di arrivare sino al dolce.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
		</item>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, dalla Sud in trasferta a Bari la spinta per l'impresa]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-dalla-sud-in-trasferta-a-bari-la-spinta-per-l-impresa-69607</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
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			<description><![CDATA[Tre vittorie di fila, quattro nelle ultime cinque partite e settimo posto agganciato nel segno di un Kasami sempre pi&ugrave; leader. Risultati che per la Sampdoria sono...]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 16:00:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tre vittorie di fila, quattro nelle ultime cinque partite e settimo posto agganciato nel segno di un Kasami sempre pi&ugrave; leader. Risultati che per la Sampdoria sono arrivati anche un po' cos&igrave;, senza brillare, esattamente come in altre occasioni erano sfumate vittorie meritatissime (vedi con il Brescia). Questa &egrave; la serie B, signori. Gli equilibri sono instabili, come dimostra il Sud Tirol che strapazza quella stessa Cremonese che a Marassi era sembrata il Real Madrid. Contano i numeri, le situazioni contingenti mentre le chiacchiere stanno a zero.</p>
<p>A otto giornate dalla fine del campionato trovo bislacco che ci sia ancora chi discetta sul fatto che la Samp a Bari ha sub&igrave;to tre ripartenze nell'ultimo quarto d'ora rischiando di perdere ma anche di vincere, come poi &egrave; avvenuto. Pretendere che Pirlo cambi la mentalit&agrave; della squadra proprio ora &egrave; come chiedere a una persona di 60 anni di mutare carattere. E' cos&igrave;, basta. Prendere o lasciare. La Sampdoria &egrave; questa e tale rester&agrave; sino alla fine, con pregi e difetti. I giocatori sono stati impiegati tutti, i moduli pure (basti ricordare che si &egrave; partiti con il 4-3-3 per approdare al 3-5-2, uno l'opposto dell'altro). Dunque, da adesso in poi valgono solo ed esclusivamente i risultati.</p>
<p>E alla ripresa del campionato - contro una Ternana che verr&agrave; a Marassi a vendere cara la pelle come ha fatto l'Ascoli - ci sar&agrave; comunque un'altra ghiotta opportunit&agrave; per allungare il passo e consolidare la posizione in vista dello sprint finale, nel corso del quale i blucerchiati potrebbero finalmente contare su un organico allargato. La potenza dei cambi &egrave; emersa sia con l'Ascoli che con il Bari. Inoltre, arrivare da dietro, lo ribadisco, pu&ograve; essere un vantaggio e la pressione sar&agrave; tutta sugli avversari che hanno occupato lungamente le zone nobili della classifica.</p>
<p>Ecco perch&eacute;, questo s&igrave; &egrave; lecito pretenderlo, la Sampdoria non dovr&agrave; pi&ugrave; fallire da qui a met&agrave; maggio l'approccio e l'atteggiamento. L'obiettivo play off &egrave; nelle mani dei blucerchiati, che sono diventati padroni del loro destino e hanno un calendario sulla carta non impossibile. La lectio magistralis di tifo impartita dalla gradinata Sud in versione trasferta al "San Nicola" deve servire come spinta propulsiva. Con un pubblico cos&igrave;, niente &egrave; impossibile a patto di volerlo. I mezzi ci sono. Anche senza l'aiuto di... agenti esterni. Visto e rivisto il rigore di Ghilardi (da un'inquadratura appare chiarissimo come il pallone sbatta addirittura sul fianco del difensore), viene da pensare che certe "organizzazioni" stiano inesorabilmente perdendo colpi.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, adesso inizia un nuovo campionato]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-adesso-inizia-un-nuovo-campionato-69310</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[La vittoria in rimonta con l'Ascoli vale molto di pi&ugrave; dei tre punti - pur "pesantissimi" - raccolti dalla Sampdoria. Vale di pi&ugrave; per come &egrave; arrivata, in...]]></description>
			<pubDate>Tue, 12 Mar 2024 12:45:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vittoria in rimonta con l'Ascoli vale molto di pi&ugrave; dei tre punti - pur <em>"pesantissimi"</em> - raccolti dalla <strong>Sampdoria</strong>. Vale di pi&ugrave; per come &egrave; arrivata, in maniera sofferta, rocambolesca e alla fine meritata. Vale di pi&ugrave; perch&eacute; i giocatori, forse per la prima volta in questa stagione al <em>"Ferraris"</em>, hanno percepito l'alchimia che il pubblico blucerchiato &egrave; in grado di generare, aiutandoli a trasformare la tensione in energia positiva. Vale di pi&ugrave; perch&eacute; l'ingresso dei "big" dalla panchina - <strong>Esposito, Depaoli, Borini</strong> - ha confermato che al completo o quasi la <strong>Samp</strong> non &egrave; inferiore alle avversarie (a parte <strong>Parma</strong> e <strong>Cremonese</strong>). Vale di pi&ugrave; perch&eacute; i play out sono sufficientemente lontani e i play off aritmeticamente agganciati.</p>
<p>Vale di pi&ugrave; perch&eacute; senza la penalizzazione la classifica sarebbe ancora pi&ugrave; favorevole, segno che nonostante le difficolt&agrave; di una partenza ritardata, un mercato frenato dai paletti e un fisiologico periodo di adattamento di <strong>Pirlo</strong> alla serie B i valori ci sono. Vale di pi&ugrave; perch&eacute; ora i giovani - ne cito quattro: <strong>Stankovic, Ghilardi, Facundo, Yepes</strong> - non sono gli "stessi" che hanno iniziato il campionato ma hanno pi&ugrave; esperienza nella testa e nelle gambe. Vale di pi&ugrave; perch&eacute; all'appello del gruppo definitivo mancano ancora <strong>Verre e Piccini</strong> e lascio fuori <strong>Pedrola</strong> per scaramanzia e per... esasperazione.</p>
<p>Vale di pi&ugrave; perch&egrave; <strong>la Sampdoria arriva da dietro</strong>, non ha nulla da perdere e pu&ograve; diventare la mina vagante, il pericolo, lo spauracchio per chi &egrave; davanti e sente il suo fiato sul collo. Vale di pi&ugrave; perch&egrave; la scorsa settimana l'amministratore delegato <strong>Raffaele Fiorella ai microfoni di Telenord ci ha messo la faccia</strong>, illustrando un progetto di consolidamento e sviluppo concreto che, sino a prova contraria, merita credito e fiducia. Vale di pi&ugrave; perch&egrave; la Sampdoria &egrave; la Sampdoria e nel suo dna non c'&egrave; la serie B.</p>
<p><strong>Tutto bello, tutto facile dunque? Neanche per idea</strong>. Logico che centrare i play off da ottava o da settima (oltre sembra francamente impossibile) significa dover sudare e molto per raggiungere l'obiettivo della promozione. Ma questo non &egrave; un buon motivo, ora, per lasciare qualcosa di intentato. Per la Sampdoria ieri sera &egrave; scattato un nuovo campionato, che deve essere giocoforza completamente diverso da quello disputato sino a questo momento, sia a livello mentale che di target finale. <strong>Sar&agrave; fondamentale , da qui in avanti, non perdere pi&ugrave; terreno e soprattutto giocatori sul piano fisico</strong> (dal Mapei Lab dovrebbero giungere le direttive giuste per non replicare gli errori di gestione della prima parte di stagione). Poi, si faranno i conti.</p>
<p>Ma &egrave; chiaro che una Samp con i giovani (di valore) maturati strada facendo, i senatori Barreca, Depaoli, Kasami, Borini stabilmente in campo, il virtuoso Esposito e il centravanti operaio De Luca ha <em>l'obbligo morale</em> di giocarsela sino alla fine, con il coltello tra i denti e smettendola di sbagliare approccio come accaduto anche con l'Ascoli. Adesso si fa sul serio. E bisogna essere seri. Dopodich&eacute;, vada come vada. A patto di non lasciare per strada neanche mezzo rimpianto. La storia sta bussando alla porta, Pirlo e i suoi la facciano entrare.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, il dovere di non sbagliare e il diritto di crederci]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
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			<description><![CDATA[La vittoria della Sampdoria a Piacenza contro la Feralpi Sal&ograve; ha riportato d'attualit&agrave; una lezione che il calcio non smette mai di insegnare: c'&egrave; un tempo...]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Mar 2024 15:30:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vittoria della <strong>Sampdoria</strong> a Piacenza contro la Feralpi Sal&ograve; ha riportato d'attualit&agrave; una lezione che il calcio non smette mai di insegnare: c'&egrave; un tempo per cadere e uno per risorgere. Protagonista della storia <strong>Valerio Verre</strong>, riabilitato dopo oltre un mese di purgatorio per effetto del braccio di ferro contrattuale con la societ&agrave;. Il fantasista &egrave; tornato in campo ed &egrave; stato il migliore con rigore procurato, assist e perla finale di un gol che ha chiuso una partita stranamente in bilico. Poco, ancora troppo poco per parlare di riscatto. La parola <em>"magica"</em> &egrave; <em>continuit&agrave;</em>. Tuttavia, Verre ha dimostrato come tutto sia possibile, anche quando non lo sembra. Risorgere dalle ceneri di una stagione grigia, anonima, all'apparenza compromessa da un mancato trasferimento in Turchia e riproporsi sulla scena con nuove ambizioni.</p>
<p>E' lo stesso percorso che pu&ograve; e deve fare la Sampdoria da qui alla fine del campionato. Luned&igrave; prossimo al <em>"Ferraris"</em>, sinora casa ostile per i blucerchiati che a Marassi vantano un bilancio misero di 4 sole vittorie, 3 pareggi e ben 7 sconfitte, per un totale di appena 15 punti raccolti, arriva l'<strong>Ascoli,</strong> squadra coriacea come il suo allenatore <strong>Castori</strong>, un tipo vecchio stampo, che non verr&agrave; a Genova per giocarsela ma per mettere il pullman davanti all porta e tornare nella Marche con qualcosa tra le mani. Nonostante questo, <strong>stavolta per la Samp scatter&agrave; una sorta di obbligo <em>morale</em></strong>, di divieto di sbagliare, l'imperativo categorico di vincere, come non accade al <em>"Ferraris"</em> dallo scorso dicembre. Non importa come, se con la classe di Verre e magari dei rientranti Esposito e Borini (staffetta?) o con la clava di Ghilardi e Facundo. Il resto del campionato passa da questa partita.</p>
<p>Gi&agrave; oggi <strong>la Sampdoria &egrave; ad appena due punti dai play off,</strong> un obiettivo per il quale - vista la minima distanza - <strong>&egrave; scattato il diritto a crederci</strong>. Play off che possono dire tanto (ancora fresca &egrave; la memoria dell'impresa targata Iachini) o nullam giacch&eacute; sono un terno al lotto, specie per chi arriva da dietro. Ma proprio l'effetto sorpresa, il rincorrere, unito al fatto di chiamarsi Sampdoria pu&ograve; rappresentare una forte pressione per gli avversari davanti. Ecco perch&egrave; luned&igrave; la squadra di Pirlo non dovr&agrave; fallire: sar&agrave;, quella sfida, la cartina di tornasole di un'intera stagione. Ma come si parla di rischio play out (cinque punti sono ancora pochi per sentirsi al riparo) cos&igrave; si pu&ograve; e si deve parlare di sogno play off. Senza con questo andare a incidere sullo stato d'animo della Sampdoria, che non deve mutare.</p>
<p><strong>L'impulso di questa fase positiva e propositiva pu&ograve; giungere anche alla societ&agrave;</strong>, che dopo la straordinaria impresa di salvataggio della scorsa estate, l'allestimento di un buon organico in fretta e furia e la realizzazione di un eccelente mercato di gennaio, adesso sembra attraversare una fase di stanca. Occorre fare chiarezza sulla situazione (perch&eacute; a maggio Qatar Sports Investments era stato indicato in un comunicato ufficiale di Gestio Capital come investitore ufficiale nell'operazione e a febbraio &egrave; diventato <em>"solo"</em> un soggetto con il quale si potr&agrave; eventualmente avere a che fare in futuro?), sui dirigenti (chi gestisce l'area sportiva? Legrottaglie o Mancini?), sull'area medica (di chi la responsabilit&agrave; dell'ecatombe infortuni?). Per quanto riguarda il Cda, la scelta &egrave; arrivata con l'ingresso di <strong>Maheta Molango</strong> al posto di <strong>Marco Lanna</strong> e l'ascesa (doverosa) di <strong>Matteo Manfredi</strong> alla presidenza. Non conosco il nuovo consigliere, al quale va augurato buon lavoro. <em>E' indubbio che la scelta sia ormai orientata a un progressivo distacco del club dal tessuto locale e dalla sampdorianit&agrave;.</em> Ma &egrave; il futuro del calcio in generale che va in questa direzione e non ha pi&ugrave; senso stupirsene.</p>
<p><strong>Resta il fatto che sarebbe folle e sbagliato gettare via il bambino con l'acqua sporca perch&eacute; questa propriet&agrave; merita fiducia sino a prova contraria</strong>. Ma occorre un po' di <em>"pulizia"</em>, di trasparenza sul presente e sul futuro. Anche per provare davvero a cavalcare, con unit&agrave; di intenti, l'onda lunga di un entusiasmo che potrebbe scatenarsi luned&igrave; 11 alle 22,30 circa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, rafting tra le rapide: serve una guida esperta]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-rafting-tra-le-rapide-serve-una-guida-esperta-68354</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Sgombero subito il campo dagli equivoci: l'espressione "il pesce puzza dalla testa" non mi &egrave; mia piaciuta e continua a non piacermi. Non perch&eacute; non sia verosimile,...]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 Feb 2024 15:50:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sgombero subito il campo dagli equivoci: l'espressione <em>"il pesce puzza dalla testa"</em> non mi &egrave; mia piaciuta e continua a non piacermi. Non perch&eacute; non sia verosimile, ma perch&egrave; penso che la testa - da chiunque (salvo qualche eccezione...) venga rappresentata nella situazione contingente- agisca in buona fede, considerato che &egrave; anche interesse proprio far andare bene le cose. Dunque, nessun processo sommario, men che meno alcuna sentenza. Specie a carico dell'attuale propriet&agrave;, che ha rilevato la Sampdoria sul filo di lana del fallimento e ha dovuto organizzare in quattro e quattr'otto un campionato di serie B che rischiava di essere addirittura di due lettere sotto.</p>
<p>Premesso ci&ograve; che dovrebbe essere scontato, &egrave; innegabile che i nodi dell'inesperienza - nel momento in cui la stagione si &egrave; per varie ragioni increspata - stiano venendo a galla. Nella Samp &egrave; nuova la propriet&agrave; incarnata dall'azionista di riferimento Matteo Manfredi. E' neofita (del calcio) l'amministratore delegato Raffaele Fiorella. Sono neofiti del ruolo l'Head of performance Nicola Legrottaglie e il direttore sportivo Andrea Mancini, &egrave; neofita della serie B l'allenatore Andrea Pirlo, &egrave; nuovo nel ruolo il team manager Lorenzo Ariaudo, &egrave; nuovo e ora pure rivoluzionato lo staff medico. Troppe novit&agrave;, troppe "scommesse", troppe incognite laddove invece la Sampdoria - proprio per le difficolt&agrave; oggettive in cui &egrave; stata ed &egrave; costretta a muoversi - avrebbe bisogno di certezze, esperienza e mestiere.</p>
<p>Le dimissioni al buio di Marco Lanna dalla presidenza, le insofferenze e gli sfoghi di Pirlo (su campo di allenamento, staff medico e gestione di Verre), la mancanza di risultati sul campo e, forse, pure gli arbitraggi poco equilibrati, non sono frutto del caso, bens&igrave; si tratta di situazioni che danno l'impressione di essere sfuggite di mano, di rotolare come un pallone, di scorrere come un fiume senza argini. Si sta facendo per la prima volta rafting tra le rapide senza una guida esperta. Intendiamoci: quelle elencate sono cose e dinamiche che possono succedere nella vita di un club, ma vanno prevenute, gestite, indirizzate o, meglio, governate. Appunto con la conoscenza profonda della materia, che attualmente alla Sampdoria nessuno possiede pienamente. L'avr&agrave;, la maturer&agrave;, le competenze e l'impegno non mancano, ma occorre una cura immediata e urgente.</p>
<p>La soluzione? Nessuna ha la bacchetta magica. Ma se si vogliono (e si debbono) scongiurare conseguenze drammatiche al termine di questo trend, bisogna che qualcuno prenda in mano la situazione e se ne faccia carico. Con decisione e decisionismo. Se &egrave; Manfredi l'uomo forte, bene, si stabilizzi a Genova sette giorni su sette e viva quotidianamente la vita della societ&agrave; e della squadra, le problematiche dell'ambiente, assumendone il controllo e la responsabilit&agrave;. Oppure si cerchi&nbsp; un direttore generale navigato (butto l&igrave; un nome solo per rendere l'idea, non so quanto sia ancora sul pezzo, tipo Ariedo Braida) e gli si attribuiscano compiti ben precisi. Ma si eviti il fatalismo, si eviti di rimandare di partita in partita, si eviti di confidare nel riscatto immediato o nel recupero di Pedrola. Perch&eacute; poi si rischia di rendersi conto della realt&agrave; quando &egrave; troppo tardi.</p>
<p>Il tempo per mettere in sicurezza il campionato e quindi il futuro c'&egrave; tutto. Ma non &egrave; un tempo illimitato. E pi&ugrave; si va avanti, pi&ugrave; il margine di manovra per una societ&agrave; gloriosa come la Sampdoria, non abituata a lottare nei bassifondi della serie B, si restringe. Si batta subito un colpo forte. Di colpi se ne sono gi&agrave; presi abbastanza.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, è l'ora della difesa in campo e fuori]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-e-l-ora-della-difesa-in-campo-e-fuori-67641</link>
			<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[A quasi due terzi della stagione calcistica e a circa quattro mesi dalla ricorrenza del primo anno del cambio di gestione, per la Sampdoria scocca l'ora di difendersi sia in...]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 15:10:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A quasi due terzi della stagione calcistica e a circa quattro mesi dalla ricorrenza del primo anno del cambio di gestione, per la Sampdoria scocca l'ora di difendersi sia in campo che fuori. Allo scopo di mettere in sicurezza il campionato e lo sviluppo del progetto societario. Intendiamoci: allo stato attuale n&eacute; l'uno n&eacute; l'altro risultano a rischio. Con la formazione al completo (l'infermeria si sta svuotando) e l'innesto dei nuovi arrivi la squadra di Pirlo non dovrebbe avere alcun problema a centrare il traguardo di una salvezza tranquilla, per non dire qualcosa di pi&ugrave;. Cos&igrave; come l'operazione di acquisizione del club appare "blindata" e un Tribunale, quello di Genova, ha gi&agrave; respinto il primo ricorso inoltrato dal proprietario precedente.</p>
<p>Esistono tuttavia due "per&ograve;"... Il primo riguarda appunto il rettangolo di gioco. La Samp ha gi&agrave; sub&igrave;to sei rimonte, segno che possiede la capacit&agrave; e il merito di imporre il proprio gioco e passare in vantaggio ma non l'abilit&agrave; di gestirlo. Nemmeno sopra di due gol, come accaduto con il Modena. Al netto della condizione fisica dei singoli (era logico che Esposito, Alvarez, Piccini, Kasami calassero alla distanza) probabilmente &egrave; anche una questione di equilibri. Abbiamo sempre sostenuto Andrea Pirlo e continuiamo a farlo, perch&eacute; ha idee e sa trasmetterle ai calciatori. Ma, forse, qualcosa in pi&ugrave; per conservare il risultato sabato scorso forse poteva farlo anche lui, magari anticipando la sostituzione di Alvarez che non riusciva pi&ugrave; a dare il suo contributo alla fase di non possesso, favorendo lo sfondamento degli avversari da quella parte parte. Magari un 4-4-2 con Stojanovic e Depaoli a protezione avrebbe potuto permettere di compensare la perdita fisiologica di energie. Siamo nel campo delle ipotesi, certamente, ma come mi suggerisce il saggio Enrico Nicolini "visto che non riesci pi&ugrave; ad attaccare e sei costretto a difenderti, almeno prova a farlo con le persone giuste".</p>
<p>Non sarebbe un'abiura alle proprie idee o un delitto grave rinunciare per qualche minuto, dentro alla singola partita, alle prerogative di partenza. Pirlo, che &egrave; grande in tutto, anche nell'umilt&agrave; e nella propensione a crescere come allenatore, potrebbe rifletterci e, specie quando finalmente avr&agrave; dolci "problemi" di scelta, potr&agrave; trovare le soluzioni pi&ugrave; idonee per sperperare meno il patrimonio meritocraticamente accumulato attraverso lo spirito di iniziativa della sua Sampdoria.</p>
<p>La seconda fase cosiddetta difensiva spetta alla propriet&agrave;, che sta cercando di non arrivare al 28 maggio (udienza sul ricorso di Ferrero al Tribunale di Milano) senza un accordo in tasca. Personalmente (ero presente) la conferenza stampa di Matteo Manfredi sabato dopo la partita con il Modena &egrave; piaciuta. Intanto, perch&eacute; ci ha messo la faccia. Poi, perch&eacute; ha suturato qualche "perdita" derivante, a mio parere, dalla visita nei giorni precedenti dell'amministratore delegato della Sampdoria, Raffaele Fiorella, alla Federclubs. Non che ci sia stato nulla di male, anzi, ma da quel momento in avanti in rete, attraverso i vocali di whatsApp e il passa parola &egrave; stato tutto un proliferare, verrebbe da scrivere un fiorire, di interpretazioni e frasi riportate riconducibili all'alto dirigente. Un conto &egrave; una visita "istituzionale", di cortesia. Un altro conversare di strategie.</p>
<p>Fiorella, che &egrave; un manager di alto livello, sapr&agrave; certamente che una cosa detta a una persona o a un gruppo di persone quando viene trasferita ad altre attraverso il tam tam assume via via significati diversi, ai limiti della stortura. Cos&igrave; se ne sono lette e ascoltate di tutti i tipi per non scrivere di tutti i colori. Questo tipo di comunicazione &egrave; sempre un pericolo e, secondo me, andrebbe evitato o ponderato bene. E lo dico non per tirare l'acqua al mio mulino informativo - dopo 33 anni di questo lavoro cerco di viaggiare un po' pi&ugrave; in alto dei personalismi - ma nell'interesse del club. Lo considero comunque un errore in buona fede e non cos&igrave; grave.&nbsp;</p>
<p>Bene tuttavia, secondo me, ha fatto Manfredi a parlare invece alla luce del sole, accettando il garbato contraddittorio (come non si pu&ograve; concedere credito e fiducia a chi ha salvato la societ&agrave; dal fallimento?) e illustrando con lucidit&agrave; e capacit&agrave; di sintesi, senza ghirigori, la situazione della Sampdoria. Il cui salvataggio &egrave; stato un capolavoro di ingegneria finanziaria che ora viene studiato nelle Universit&agrave; e copiato da altri e il cui sviluppo viene rallentato o frenato dai ricorsi (giuridicamente legittimi) di Ferrero. Ma la propriet&agrave; e la societ&agrave;, che pure hanno riconosciuto di non avere messo in conto durante la due diligence tanta veemenza da parte dell'ex proprietario, hanno voluto far sapere di non esserne intimoriti e al di l&agrave; di investitori futuri da accogliere in acque placide le risorse per andare avanti ci sono a prescindere. Quindi, fatta chiarezza, ora &egrave; giusto difendersi per poter tornare all'attacco pi&ugrave; forti di prima. Per ora &egrave; un auspicio, la speranza &egrave; che possa diventare una solida e concreta certezza.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, il "Ferraris" è diventato la casa dei fantasmi]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-il-ferraris-e-diventato-la-casa-dei-fantasmi-66973</link>
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						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Ventisette sconfitte su 49 partite disputate al "Ferraris" negli ultimi due campionati e mezzo. Ecco il dettaglio che devo al collega Marco Marchegiano, dolorosamente diligente...]]></description>
			<pubDate>Sun, 21 Jan 2024 15:05:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ventisette sconfitte su 49 partite disputate al "Ferraris" negli ultimi due campionati e mezzo. Ecco il dettaglio che devo al collega Marco Marchegiano, dolorosamente diligente nei conteggi.&nbsp; Stagione 2021-2022: 10; stagione 2022-2023: 11; stagione 2023-2024: 6. E ancora: '21-'22: 10 sconfitte, 3 pareggi, 6 vittorie; '22-'23: 11 sconfitte, 7 pareggi, 1 vittoria; '23-'24: 6 sconfitte, 1 pareggio, 4 vittorie. In sintesi, nelle ultime 49 gare a Marassi la Samp ne ha vinto solamente 11.</p>
<p>Il "brutto" &egrave; che in panchina si sono alternati diversi allenatori (da D'Aversa a Giampaolo, da Stankovic a Pirlo), dietro la scrivania si sono avvicendati dirigenti e direttori sportivi ed &egrave; persino cambiata la propriet&agrave;, per non dire i calciatori. Gli unici a rimanere fedeli a loro stessi sono i tifosi, ai quali nulla &egrave; imputabile visto il sostegno perenne alla squadra e a chi la guida, in campo e fuori. E allora? Possibile che tanta discontinuit&agrave; non sia bastata e continui a non bastare per invertire un trend pluriennale? E' verosimile che l'anno scorso i giocatori della Samp fossero i peggiori della serie A e quest'anno tra i peggiori della serie B? L'attuale campionato assomiglia terribilmente a quello passato ma con una categoria di differenza.</p>
<p>Interrogativi destinati a restare senza risposta, poich&eacute; nessuno sembra in grado di offrire risposte convincenti bens&igrave; soltanto argomentazioni parziali che in un arco temporale cos&igrave; lungo faticano a spiegare tutto. Gli arbitraggi? Certo. Dal pestone non fischiato in area di Marusic a Quagliarella al rigore grottesco con il Parma (sfido chiunque a dire che lo sia o non lo sia guardando le immagini) c'&egrave; una sottolinea linea rossa di inquietudine. Ma possiamo ridurre la sostanza solo a questo? Durante l'attuale stagione prima Legrottaglie e poi Mancini hanno alzato la voce, chiedendo rispetto. Personalmente rispetto a mia volta la loro legittima richiesta ma contemporaneamente mi domando: non sarebbe pi&ugrave; utile e costruttivo, per il bene della Sampdoria, chiedersi perch&eacute; il rispetto, pur reclamato, non arriva? E semmai trovare una soluzione pi&ugrave; efficace per ottenerlo?</p>
<p>Gli infortuni. Fuori discussione che a Pirlo, senza sette titolari, non si possa chiedere pi&ugrave; di tanto (per questo non mi allineo, pur con tutta la stima possibile verso di loro, nell'invocare Iachini o Quagliarella affiancato da un allenatore patentato). Tra l'altro la squadra, sebbene falcidiata dalle assenze, continua a mantenere un'identit&agrave; accettabile. Al tecnico, tuttalpi&ugrave;, mi sento di suggerire umilmente di evitare per un po' la parola "play off", non foss'altro che per scaramazia. Dopodich&eacute; &egrave; anche vero che malanni e squalifiche non possono essere e non sono completamente casuali. Kasami e Benedetti si sono fatti cacciare fuori da soli, ad esempio. Per non dire degli infortuni: 17 di cui 14 muscolari. Durante la gestione Ranieri furono 4. Anche in questo caso, senza caccia alle streghe, non sarebbe meglio domandarsi il perch&eacute; e provare a correre ai ripari per evitare ingenuit&agrave;, stiramenti, ricadute, degenze geriatriche e quant'altro?</p>
<p>Voglio dire che piangersi addosso o continuare a cercare alibi (per quanto esistenti) a ogni costo non aiuta a spezzare una spirale tanto lunga e perversa, certificata dai numeri enucleati in apertura. Qui si continua a precipitare indicando i problemi, anzich&eacute; risolverli. Mica &egrave; facile, d'accordo, ma &egrave; l'unica cosa da fare se si vuole evitare il baratro. Sul mercato ci sono i paletti? Vero, lo sappiamo e sappiamo anche a chi e a cosa sono dovuti. Ma anzich&eacute; ribadirlo, si riuscir&agrave; a trovare un difensore centrale per fare numero? L'operazione Alvarez in attacco lo dimostra: chiaro che la Sampdoria ha dovuto prendere un giocatore fermo da otto mesi, per&ograve; &egrave; riuscita a prenderlo e senza spendere.</p>
<p>Ecco sarebbe pi&ugrave; facile remare nella direzione comune se si abbandonassero le lotte contro i mulini a vento e ci si concentrasse su quanto si pu&ograve; mettere davvero in atto per scongiurare il peggio. E' da tre anni ormai che si sentono sempre gli stessi discorsi da interpreti diversi. E nulla cambia, anzi, la situazione peggiora. Provare a invertire la rotta, a cambiare registro magari aiuta. Magari.&nbsp;</p>
<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, l'obiettivo è salvare il salvabile]]></title>
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						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Falliti i "set ball" casalinghi di fine anno con Feralpi e Bari - che avrebbero potuto rilanciare le ambizioni di classifica - e inaugurato il 2024 con una nuova sequenza di...]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 Jan 2024 11:05:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Falliti i <em>"set ball</em>" casalinghi di fine anno con Feralpi e Bari - che avrebbero potuto rilanciare le ambizioni di classifica - e inaugurato il 2024 con una nuova sequenza di infortuni e squalifiche di big (Esposito, Kasami, Benedetti), con la rovinosa sconfitta di Venezia e il mercato bloccato, <strong>la Sampdoria si ritrova di nuovo nel bunker a otto mesi di distanza dal maggio pi&ugrave; caldo della sua storia</strong>. E' ritornato il momento di serrare le fila, asseragliarsi in trincea allo scopo di portare a casa l'unico obiettivo che conta: salvare il salvabile. Ovvero la categoria, quella serie B cos&igrave; preziosa da essere stata meritoriamente garantita dalla coraggiosa operazione di primavera firmata <strong>Radrizzani-Manfred</strong>i. Che, da quell'euforica fase in poi, ha visto l'avvicendarsi al comando dei due "soci" e successivamente una fase di stallo oggettivo. <em>"Vorrei ma non posso"</em>, sembra sussurrare <strong>Matteo Manfredi</strong> quando parla della Sampdoria. E si tratta di una posizione comprensibilmente verosimile.</p>
<p>Intanto, perch&egrave; <strong>i nuovi proprietari hanno trovato una situazione finanziaria pi&ugrave; complicata rispetto a quella che era emersa in sede di una pur accurata due diligence</strong>, tant'&egrave; che si parla della necessit&agrave; di iniettare altri 20 milioni oltre a quelli gi&agrave; messi per consolidare la continuit&agrave; aziendale. Poi, perch&eacute; <strong>l'inchiesta della Procura di Genova sulla gestione societaria dal 2018 al 2023 rappresenta una spada di Damocle sia per Manfredi che per nuovi, potenziali investitori</strong>: mettere soldi in un'azienda sotto investigazione da parte della magistratura ordinaria per malversazioni varie &egrave; un rischio troppo grande per chiunque. Da qui nascono la prudenza e l'attendismo, il rinvio di mosse come la convocazione dell'assemblea, la nomina di una nuovo cda, una rinnovata distribuzione della cariche. Insomma, la Sampdoria &egrave; ancora un cantiere aperto. E non per colpa di tizio o caio, ma per il pesante fardello che continua a portarsi dietro in eredit&agrave; dal passato.</p>
<p>La squadra per un momento aveva dato l'impressione di poter trainare la rinascita, ma alla lunga i nodi stanno venendo al pettine. <strong>I tanti infortuni non sono casuali bens&igrave; il frutto di un mercato di necessit&agrave;</strong>. Esposito &egrave; arrivato alla Samp gi&agrave; malandato, per non dire di Ricci, lo svincolato Kasami era reduce da un periodo di inattivit&agrave;, Vieira &egrave;... Vieira ovvero un mese s&igrave; e due no da quando mise piede in Italia. E si potrebbe continuare citando i lungodegenti. E tralasciando gli aspetti tecnici (tre terzini sinistri e appena due centrali di 20 anni), l'assenza di un bomber etc etc. Si tratterebbe di un mero esercizio accademico, mentre la Sampdoria ora ha bisogno di tanta sostanza.</p>
<p><strong>Ecco perch&eacute; occorre essere realisti, accantonare i sogni e concentrarsi solo sul presente</strong>. <strong>Senza isterismi</strong>. Lo devono fare la societ&agrave; (Manfredi lo sta gi&agrave; attuando, da tempo non parla pi&ugrave; di investitori bens&igrave; di <em>"progetto ambizioso che richiede tempo"</em>) e la squadra, indossando l'elmetto e rosicchiando punti qua e l&agrave; per evitare di trovarsi in acque insicure e pericolose per un ambiente non abituato a certe situazioni.<strong> Pirlo deve attingere di nuovo al serbatoio del pragmatismo</strong>, i calciatori hanno l'obbligo di abbandonare i <em>colpi di testa</em> (gli errori disciplinari di Kasami e Benedetti, l'assurda foga di Ricci in laguna stanno costando parecchio). Solo cos&igrave; si pu&ograve; sperare di mettere in sicurezza la stagione, l'unica cosa che conta allo stato attuale. Perch&eacute; il contrario sarebbe solo uno stillicidio e si tradurrebbe in un disastro di proporzioni incalcolabili. L'ambiente blucerchiato, gi&agrave; provato da mesi di sofferenze, non pu&ograve; permetterselo. E non lo merita.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, se "la felicità materiale riposa sempre sulle cifre"]]></title>
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			<description><![CDATA[Se &egrave; vero, come scriveva Balzac, che "la felicit&agrave; materiale riposa sempre sulle cifre" allora la Sampdoria ha pi&ugrave; di un motivo per essere felice. Nelle...]]></description>
			<pubDate>Sun, 17 Dec 2023 17:20:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se &egrave; vero, come scriveva <strong>Balzac</strong>, che <em>"la felicit&agrave; materiale riposa sempre sulle cifre"</em> allora <strong>la Sampdoria ha pi&ugrave; di un motivo per essere felice</strong>. Nelle prime otto partite del campionato di serie B la squadra di <strong>Pirlo</strong> aveva raccolto la miseria di 5 punti, frutto di una sola vittoria, due pareggi e ben cinque sconfitte. Nelle nove gare successive i blucerchiati hanno collezionato 19 punti, attraverso sei successi, un pari e due ko. La media attuale &egrave; di oltre 2 punti a incontro, ovvero play off sparati, raggiungibili da adesso in avanti persino con una media di 1,5 a match.<br />Dietro i numeri poi ci sono le prestazioni e la Sampdoria di oggi non &egrave; quella del'avvio di stagione, con un allenatore neofita della categoria, qualche senatore da rilanciare nel calcio italiano e una batteria di <strong>pulcini bagnati.</strong> Pirlo, che ha idee e sa costruire e gestire un gruppo, ha fatto un bagno di umilit&agrave; nel Bisagno, confermandosi campione anche in questo. I senatori come <strong>Borini, Depaoli, Murru, Kasami e lo stesso Vieira</strong> si sono calati nella parte. I giovani, sotto la guida sapiente del <strong>Maestro</strong>, stanno facendo passi da gigante: <strong>Stankovic, Facundo, Yepes, Esposito e per ultimo Giordano</strong> non sono i medesimi calciatori di tre, quattro mesi fa.<br />Ecco perch&eacute; questa rimonta e questi risultati non possono e non devono rappresentare un fuoco di paglia destinato a esaurirsi, se la testa e la concentrazione del gruppo reggeranno e la sorte assister&agrave; i rientri progressivi di Benedetti, Pedrola, Vieira e in primavera di Ferrari e Borini. I valori ci sono e di ci&ograve; va anche dato atto alla societ&agrave;, che a gennaio dovr&agrave; magari tentare di riequilibrare un po' l'organico (manca un difensore centrale, La Gumina &egrave; un corpo estraneo da "riciclare").<br />Centrare i play off &egrave; un obiettivo realistico, alla portata. Bisogna crederci. Dopodich&eacute;, vada come vada. Il resto. a proposito di cifre e finanza, &egrave; impegnato a farlo<strong> Matteo Manfredi</strong> con i suoi collaboratori: tutti gli impegni sinora sono stati onorati con seriet&agrave; e rigore. E tanto basta a portare la Sampdoria a concludere l'anno con un ottimismo che, a inizio 2023, soltanto un visionario avrebbe potuto coltivare.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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