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		<title>Sportivamente | Notizie di Genova e della Liguria | TELENORD</title>
		<description>Le ultime notizie di Telenord.it</description>
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		<copyright>Telenord srl</copyright>
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			<title><![CDATA["Nuovo" stadio Ferraris, cum grano... Salis]]></title>
			<link>https://telenord.it/nuovo-stadio-ferraris-cum-grano-salis-102743</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Dopo la presentazione in consiglio comunale del progetto di riqualificazione dello stadio "Luigi Ferraris" di Genova, si &egrave; inevitabilmente acceso il dibattito non solo...]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la presentazione in consiglio comunale del progetto di riqualificazione dello stadio <em>"Luigi Ferraris"</em> di Genova, si &egrave; inevitabilmente acceso il dibattito non solo tra maggioranza e opposizione ma anche tra cittadini, commercianti e tifosi. Giova ricordare che lo studio, elaborato da Officina Architetti su incarico di <strong>Genoa</strong> e <strong>Sampdoria,</strong> prevede un costo di realizzare intorno ai 120 milioni che dovranno essere garantiti quasi interamente dalle societ&agrave; di calcio attraverso investitori <em>"istituzionali"</em> privati mentre la propriet&agrave; dell'impianto rester&agrave; pubblica nelle mani del Comune.</p>
<p>Nella nostra analisi partiamo da una semplice domanda. Esiste un'alternativa alla ristrutturazione dello stadio di Marassi che ha bisogno di importanti lavori di manutenzione sia ordinaria che straordinaria? Al momento la risposta &egrave; <em>"no".</em> Per costruirne uno interamente nuovo o per abbattere l'esistente e ricostruirlo servirebbe una cifra quattro/cinque volte superiore. Chi potrebbe investire una somma simile? Certamente non Tursi (al di l&agrave; dell'aspetto finanziario, non sarebbe etico), ma neanche i club o qualche privato. Dunque, bisogna <em>"accontentarsi"</em> di restituire a nuova vita l'attuale impianto.</p>
<p>L'obiezione che viene avanzata riguarda il taglio dei posti disponibili. A quanto mi risulta, &egrave; vero che sulla carta sarebbero 1.600 ma di questi circa 950 gi&agrave; sono invendibili e invenduti perch&eacute; posizionati in punti dove non si vede il campo. Ne consegue che il <em>"sacrificio"</em> - per quanto esistente - riguarderebbe qualche centinaio di posti (circa 600-700). Un quantitativo assorbibile, specie per una citt&agrave; che, dispiace dirlo, perde inesorabilmente abitanti.</p>
<p>Questa operazione - ammesso che tutte le caselle del mosaico vadano al loro posto e su questo &egrave; giusto<em> "vigilare"</em> con spirito critico - consentirebbe alla comunit&agrave; (non solo a quella di Marassi, che comunque godrebbe di una riqualificazione territoriale) di avere a disposizione un impianto a norma, con servizi accessori (a prescindere dall'abusato concetto dei <em>"sette giorni su sette",</em> &egrave; sufficiente che funzioni bene per le partite, i concerti e altre iniziative collaterali garantendo un'ospitalit&agrave; a 360 gradi) e possibilit&agrave; di sviluppo per iniziative non solo circoscritte a un singolo evento.</p>
<p>La questione degli Europei 20232 (<em>"Genova non entrer&agrave; nel novero delle citt&agrave; partecipanti"</em>) &egrave; una questione che il compianto professor <strong>Scoglio</strong> definirebbe di lana caprina: solo chi non conosce le procedure non capisce che partecipare alla "gara" nel lungo periodo significa in ogni caso ottenere dei benefici, anche e soprattutto economici. Perch&eacute; rinunciarci?</p>
<p>E qui vengo al titolo. <strong>Silvia Salis</strong> - indipendentemente da come uno la pensi politicamente, che l'abbia votata o no - sulla questione stadio dovrebbe essere giudicata su un piano amministrativo anche tenendo conto delle sue competenze. La sindaca di Genova, prima di essere eletta, &egrave; stata vice presidente vicaria del Coni, massima autorit&agrave; sportiva italiana. Conosce come pochi questo mondo, le sue pieghe burocratiche, le normative, possiede relazioni importanti, ha gestito situazioni non identiche ma simili. Perch&eacute; non darle credito su una vicenda di cos&igrave; grande impatto pubblico e pure <em>"emotivo"</em> che nessuno sinora &egrave; riuscito a risolvere?</p>
<p>Il progetto che l'amministrazione sta portando avanti sulla riqualificazione dello stadio "Ferraris" mi sembra improntato al buon senso (<em>cum grano Salis</em> appunto). Non &egrave; certo immune da dubbi, osservazioni, critiche, miglioramenti, ma la demolizione preventiva (senza peraltro alternative concrete all'orizzonte) mi sembra pretestuosa o figlia del tradizionale mugugno genovese.</p>
<p>Trattandosi di impiantistica sportiva e di un argomento di tale <em>"popolarit&agrave;"</em>, <strong>Salis si gioca molto anche a livello di immagine personale</strong>. <em>Prima di pensare che stia bluffando lanciando un martello nel buio, andrei a vedere le carte sino in fondo.&nbsp; &nbsp;&nbsp;</em></p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, il pesce non puzza dalla testa perché la testa... non c'è]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-foti-e-gregucci-gli-ultimi-capri-espiatori-101113</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA["Ora urge un nuovo cambio, il duo Foti-Gregucci non ha mai dimostrato di essere veramente in controllo della squadra e delle partite; parlare di allenatori al plurale gi&agrave;...]]></description>
			<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 15:25:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>"Ora urge un nuovo cambio, il duo Foti-Gregucci non ha mai dimostrato di essere veramente in controllo della squadra e delle partite; parlare di allenatori al plurale gi&agrave; sottolinea la confusione che avete creato. La loro passione genuina per la Samp non &egrave; sufficiente in una situazione di questo tipo. Il loro sostituto non pu&ograve; essere un novizio, o un allenatore senza patentino, o uno sconosciuto selezionato dagli algoritmi: serve gente esperta e capace, serve programmazione a lungo termine".</em></p>
<p>E' un estratto del comunicato che la <strong>Federazione dei clubs blucerchiati</strong> ha diffuso dopo la sconfitta interna della <strong>Sampdoria contro il Bari</strong>, la seconda consecutiva dopo quella di Mantova. Nello stesso documento viene aspramente contestata anche la propriet&agrave; del club definita <em>"indegna"</em> e invitata ad andarsene.</p>
<p>Vero &egrave; per&ograve; che in questo momento tutti i fucili - sia della critica che dei tifosi - alla vigilia della doppia trasferta a Castellamare di Stabia e Frosinone sono puntati contro i due allenatori, certamente non immuni da responsabilit&agrave; ma <strong>destinati a ingrossare l'elenco dei capri espiatori</strong> che negli ultimi anni sono stati dati disinvoltamente in pasto all'opinione pubblica per coprire ben altre magagne. Risparmio la lista, perch&eacute; sarebbe troppo lunga da Giampaolo in gi&ugrave;.</p>
<p>Peraltro, <strong>il tandem Foti-Gregucci da chi &egrave; stato scelto?</strong> Chi - dopo avere affidato la scorsa estate la prestigiosa e onerosa panchina della <strong>Sampdoria</strong> a un semidilettante (per curriculum) - dopo il suo esonero ha puntato su un allenatore non solo inesperto ma pure senza patentino e neanche iscritto al supercorso di Coverciano? Questo al netto del suo valore futuro garantito. Sempre loro, sempre gli stessi, sempre coloro che da tre anni a questa parte stanno accumulando errori su errori, pericoli su pericoli, danni su danni (di sostanza e di immagine).</p>
<p>Personalmente non rinnego, anzi, rilancio il fatto che a gennaio sulla carta sia stato compiuto un buon mercato di riparazione. Ma &egrave; altrettanto vero che buona parte di quel mercato sia stato vanificato dagli infortuni. Esposito, Palma, Viti, Pierini, lo stesso Martinelli hanno disputato o stanno disputando meno delle met&agrave; della partite in calendario dal loro arrivo.</p>
<p><em>Cattiva preparazione atletica? Superficialit&agrave; dello staff medico? Approssimazione dello staff tecnico? Per quale motivo la Sampdoria sta di nuovo rischiando la serie C?</em> <em>Tutta colpa di Foti e Gregucci?</em> Baster&agrave; quindi eventualmente sostituirli con un mestierante per veder magicamente risorgere la squadra dalle proprie ceneri? Sar&agrave; sufficiente promuovere Lombardo - se e quando Lillo e Greg saranno squalificati - per scacciare i fantasmi?</p>
<p>Interrogativi che sono tornati ad aleggiare come macigni sul mondo blucerchiato mentre ci&ograve; che stupisce (si fa per dire...) &egrave; <strong>l'ostinato silenzio di chi &egrave; all'origine di tutto questo</strong> ed &egrave; solo capace di tirare fuori la testa rilasciando dichiarazioni organizzate quando arriva il minimo sindacale dei risultati per poi sparire e abbandonare la truppa e i soldati non appena la situazione si imbruttisce di nuovo.</p>
<p><strong>E' triste constatare come per la Sampdoria non valga neppure pi&ugrave; il detto che il pesce puzza dalla testa. Perch&eacute; la testa non c'&egrave;. </strong>Cos&igrave; a rotolare nella cesta continueranno a essere quelle dell'allenatore (o degli allenatori) di turno. E ogni campionato si trasformer&agrave; in uno stillicidio e un calvario.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Da Messina a Walker, in che mani è finita la Sampdoria]]></title>
			<link>https://telenord.it/da-messina-a-walker-in-che-mani-e-finita-la-sampdoria-95423</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Scrivo e parlo solo di quelli che ho conosciuto. Ma ce ne sono stati anche prima. Ad esempio, il mitico cavalier Mario Rebuffa, che "impazz&igrave;" come un bambino a Dortmund,...]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 10:15:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivo e parlo solo di quelli che ho conosciuto. Ma ce ne sono stati anche prima. Ad esempio, il mitico cavalier <strong>Mario Rebuffa</strong>, che <em>"impazz&igrave;"</em> come un bambino a Dortmund, dopo avere imprecato in tribuna d'onore come un tifoso qualunque per quasi tutta la partita, per il pareggio di <strong>Roberto Mancini</strong> quasi al 90&deg; contro il Borussia su un improbabile assist di Gianlucone <strong>Pagliuca</strong>. Aveva sofferto talmente tanto, per una gara vissuta in apnea, che dovettero quasi trattenerlo altrimenti rotolava gi&ugrave; dalla balconata sotto gli occhi attoniti dei tedeschi.</p>
<p><strong>Claudio Nassi</strong>. Il <em>costruttore</em>, ovviamente attraverso <strong>Paolo Mantovani</strong>, del grande sogno blucerchiato. Ebbi modo di stringergli la mano solo <em>dopo</em>, ma a lui si devono i principali colpi di mercato della Samp d'oro e persino negli anni successivi non manc&ograve; di consigliare al presidente acquisti che sfumarono per poco (<strong>Baggio</strong>,<strong> Redondo</strong>, <strong>Van Basten</strong>: chi non ci crede, chieda conferma alla famiglia Mantovani).</p>
<p><strong>Paolo Borea</strong>: probabilmente non fu il migliore dei talent scout, ma era un formidabile conoscitore di uomini e quindi l'uomo giusto al posto giusto in quel momento quando c'erano molto personalit&agrave; complesse da <em>governare</em>. <strong>Domenico Arnuzzo</strong>: lui &egrave; la Sampdoria, che vive da sempre come una seconda famiglia. Profondo conoscitore di calcio (<strong>Lippi</strong> lo volle alla Juve e in Nazionale), onesto e leale, una di quelle persone che fanno le fortune delle societ&agrave;. E che sanno pure scegliersi i collaboratori giusti, <strong>Gigi Ronca</strong> &egrave; uno di questi.</p>
<p><strong>Beppe Marotta</strong>, che port&ograve; in alto il Venezia, gett&ograve; le basi della grande Atalanta, risollev&ograve; la Sampdoria dalle proprie ceneri sino alle soglie della Champions, inanell&ograve; il record di scudetti con la Juventus sino a diventare presidente dell'Inter. Sarebbe un perfetto capo della Federazione. Magari diventer&agrave; numero uno dell'Uefa o della Fifa.</p>
<p><strong>Sergio Gasparin</strong>, che nella Samp si trov&ograve; a gestire una fase delicatissima. Commise l'errore del portiere (<strong>Curci</strong>), ma aveva in canna i colpi <strong>Iturbe</strong>,<strong> James</strong> <strong>Rodriguez</strong>, <strong>Kucka</strong> che non pot&eacute; realizzare per le vicende, anche dolorosamente famigliari, dell'allora propriet&agrave;. Persona di una seriet&agrave; e squisitezza quasi inimmaginabili.</p>
<p>Persino <strong>Pasquale Sensibile</strong>, con il quale ai tempi ebbi ai tempi acute divergenze, mi appare un gigante. Non a caso &egrave; nello staff dirigenziale del Paris Saint Germain con importanti rsponsabilit&agrave; nel settore dello scouting.</p>
<p>Anche <strong>Massimo Ferrero</strong> ha avuto la capacit&agrave;, l'intelligenza e la sensibilit&agrave; di circondarsi di collaboratori capaci e avvezzi al mondo del calcio: <strong>Riccardo Pecini</strong>, <strong>Daniele Prad&eacute;</strong>, <strong>Carlo Osti</strong>. Figure con una storia, una professionalit&agrave;, un background. Prerogative che non escludono la possibilit&agrave; di dribblare gli errori, di commettere leggerezze, di portarsi dietro il proprio bagaglio di difetti e imperfezioni. Chi non ne ha. Quanti confronti, quanti scontri, quante incomprensioni e quante amabili chiacchierate con costoro: quanto calcio, quello autentico.</p>
<p><em>E' l'elenco - sicuramente incompleto - di coloro che in tanti anni hanno cercato di fare del loro meglio per portare risultati alla Sampdoria. E anche per garantirle comunque dignit&agrave; e rispetto</em>. Che possono e devono continuare a esistere anche quando i numeri girano storto. E mi riferisco solo agli uomini di <em>"campo"</em>, dietro ai quali ci sono quelli di scrivania. Ma la lista diventerebbe troppo lunga.</p>
<p><strong>Il cumulo di umiliazioni delle ultime due stagioni portano invece un marchio di fabbrica inequivocabile.&nbsp;&nbsp;</strong></p>
<p>Gli ultimi anni infatti - culminati in una retrocessione in serie C scampata per puro miracolo e in una stagione (l'attuale) gi&agrave; caratterizzata dalla cacciata dell'ennesimo allenatore dopo un calciomercato dilettantesco pilotato dagli algortimi e una classifica umiliante - sono stati gestiti da... <strong>Alessandro Messina</strong> e <strong>Natahn Walker</strong>. Attenzione: non stiamo parlando delle persone, che tra l'altro non abbiamo mai avuto il<em> "piacere"</em> di conoscere perch&eacute; preferiscono agire nell'ombra e quasi nell'anonimato (perch&eacute;?). Ma delle competenze. Saranno dei filantropi, saranno i migliori pater familias che si possano desiderare (bene), ma che c'azzeccavano (Messina) e c'azzeccano (Walker), rispettivamente il socio di un'agenzia di procuratori e il gestore del marchio di un'agenzia di scommesse con la Sampdoria?</p>
<p><strong>Pensare che i problemi della Sampdoria siano gli allenatori &egrave; un errore che gi&agrave; &egrave; stato compiuto l'anno scorso</strong>, cambiandone quattro. Adesso stiamo per arrivare a sei in un anno (in bocca al lupo <strong>Lillo Foti</strong>). Certo <strong>Massimo Donati</strong> non si &egrave; dimostrato, com'era facilmente immaginabile anche senza algoritmi, un campione della panchina. E la sua uscita di scena &egrave; stata anche un po' patetica. Ricordo che quando noi giornalisti gli facemmo presente che forse la scelta di <strong>Coucke</strong> titolare discendeva dall'alto ci prese a male parole, sbeffeggiandoci. Ora la moglie, <strong>Luana Di Bella</strong>, fa trapelare pi&ugrave; o meno le stesse cose sui social, difficile immaginare senza il consenso o almeno l'approvazione silenziosa del marito. Insomma, non proprio un cuor di leone Donati. Figuratevi dentro uno spogliatoio.</p>
<p><strong>Ma il vero problema della Sampdoria sta in chi la guida dall'alto: anzitutto nella propriet&agrave;</strong>, che a prescindere dalle risorse spese o non spese di certo non sa (o non vuole...) scegliere le persone a cui affidare la conduzione della societ&agrave; e della squadra; poi, appunto, nei dirigenti. Non a caso l'unico seme di competenza, incarnato da <strong>Andrea Mancini</strong>, &egrave; quello pi&ugrave;<em> slegato</em> dal vertice e quello a cui si devono i germogli dei colpi di mercato tecnicamente e in alcuni casi economicamente pi&ugrave; redditizi di questi anni: <strong>Stankovic, Esposito, Kasami, Pedrola, Leoni, Cherubini, Pafundi</strong>.</p>
<p>Sono le competenze e le doti umane nell'ambito specifico che le accompagnano a fare la differenza. Se ci&ograve; non viene preso in considerazione, con una pervicacia ai confini con l'ottusit&agrave;, <em>cresce il dubbio che tutto questo sia l'espressione di una volont&agrave; ben precisa</em>. Quale, sinceramente, resta un mistero imperscrutabile. Sulla pelle della sempre pi&ugrave; bistrattata Sampdoria.</p>
<p>Nel precedente commento, subodorando l'ennesimo scempio, avevo invocato una sorta di <em>commissariamento ad acta</em>, un passo indietro dell'attuale propriet&agrave; e l'affidamento della Sampdoria a <strong>Roberto Mancini come curatore</strong> con l'impegno a garantire (da parte degli azionisti) la continuit&agrave; aziendale sino a trovare qualcuno disposto ad accollarsi l'onere debitorio della societ&agrave;. Naturalmente non avevo la presunzione che il mio modesto appello fosse raccolto, speravo semmai in un <em>motu proprio</em> da parte di chi di dovere. Le mie fonti mi riferiscono invece il contrario. <em>Si continua con la navigazione a vista</em>. Verso dove? Magari stavolta verr&agrave; <strong>Walker</strong> (letteralmente <em>camminatore</em>) a dirlo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp; &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Caro Franco (Ordine), è Vieira che ha fatto venire mal di testa a Fabregas]]></title>
			<link>https://telenord.it/caro-franco-ordine-e-vieira-che-ha-fatto-venire-mal-di-testa-a-fabregas-94128</link>
			<dc:creator><![CDATA[Gessi Adamoli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[&ldquo;Pigliate &lsquo;na pastiglia, siente a me&hellip;&rdquo;. Renato Carosone ed una delle sue popolari canzoni sono il modo migliore e pi&ugrave; leggero per rispondere a...]]></description>
			<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 10:35:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div><em>&ldquo;Pigliate &lsquo;na pastiglia, siente a me&hellip;&rdquo;.</em> <strong>Renato Carosone</strong> ed una delle sue popolari canzoni sono il modo migliore e pi&ugrave; leggero per rispondere a <strong>Franco Ordine</strong> che al Derby del luned&igrave; aveva consigliato al <strong>Genoa</strong> ed ai suoi tifosi a prendersi una pillola perch&eacute; il <strong>Como</strong> gli avrebbe fatto venire il mal di testa. A Franco va dato atto che solo chi ha il coraggio di esporsi facendo un pronostico poi lo pu&ograve; sbagliare, al contrario di certi opinionisti/buonisti che parlano bene di tutto e di tutti e che cos&igrave; quando il giocatore x azzecca finalmente una partita, perch&eacute; anche l&rsquo;orologio guasto due volte al giorno segna l&rsquo;ora esatta, esplodono nel classico: <em>&ldquo;Ecco, l&rsquo;avevo detto che andava aspettato, bisognava solo dargli tempo!&rdquo;.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ma nel calcio moderno tempo ce n&rsquo;&egrave; sempre meno. Lo sa bene Vieira che gi&agrave; alla terza di campionato deve fare punti: per la classifica ma anche per quell&rsquo;autostima che &egrave; fondamentale per tenere il gruppo motivato. Abbandonati cos&igrave; in fretta certi velleitari sogni estivi, manda in campa un <strong>Genoa pratico e determinato</strong>. &Egrave; questa la strada arrivare il pi&ugrave; in fretta possibile a quei 40 punti che sono l&rsquo;obbiettivo dichiarato anche dal presidente Sucu nel corso dell&rsquo;incontro al Palazzo della Borsa. Cos&igrave;, sulla falsariga di Zanoli lo scorso anno, sulla destra all&rsquo;ala c&rsquo;&egrave; Norton Cuffy, un terzino, con Ellertsson dalla parte opposta a svolgere i compiti che erano di Miretti. &Egrave; un Genoa duro (Ostigard dovr&agrave; per&ograve; per il futuro cercare di limitare certi eccessi agonistici) e coriaceo che prende l&rsquo;avversario a uomo in ogni zona del campo e cerca di limitarne il palleggio.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il Genoa si conferma una squadra che ti fa giocare male e questo, attenzione, &egrave; sicuramente un grande merito. Gioca un primo tempo sporco ed estremamente efficace e limita la potenzialit&agrave; offensiva del Como che in occasione della precedente gara interna con la Lazio aveva prodotto palle gol in quantit&agrave; industriale. Non dimentichiamoci che di fronte c&rsquo;erano una squadra che nell&rsquo;ultimo calciomercato ha investito pi&ugrave; di 100 milioni ed un&rsquo;altra che invece ne ha incassati 52 e speso zero.&ograve;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>L&rsquo;uno a zero &egrave; frutto di un&rsquo;invenzione di Nico Paz,</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>servito ahinoi da Colombo (e qui i ragazzi metterebbero l&rsquo;emoticon della faccina disperata con le mani nei capelli). E se davvero nessuno &egrave; profeta in patria come pu&ograve; pensare di esserlo il giovane Lorenzo nella terra che ha dato i Natali al navigatore che ha scoperto l&rsquo;America?</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La cicala Como per&ograve; non ha saputo chiudere la partita, cos&igrave; &egrave; arrivato l&rsquo;inverno e non ha cantato pi&ugrave;. Il finale &egrave; stato tutto della formichina Genoa anche quando le squadre erano in parit&agrave; numerica (Ramon, espulso all&rsquo;88&rsquo; per una entrata brutta e scomposta anche se il piede non era alto, tra Var e proteste ci ha messo due minuti per uscire). Il pareggio di Ekuban &egrave; stato strameritato, poi il Genoa ha avuto per due volte l&rsquo;opportunit&agrave; di chiudere la partita con Ekhator e soprattutto con Vazquez che ha colpito di testa a colpo sicuro ma ha recapitato la palla tra le braccia del portiere.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Siccome sono i rari i casi dove vige la meritocrazia come nel calcio, Ekuban si &egrave; guadagnato sul campo quella maglia da centravanti titolare che al momento n&eacute; Vitinha n&eacute; Colombo hanno dimostrato di meritare. Al di l&agrave; del gol &egrave; stata apprezzata una rincorsa a perdifiato, da area ad area, per stoppare un contropiede del Como. I piedi non sono saranno raffinati ma lo spirito &egrave; quello giusto.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ora la mission di Vieira sar&agrave; trovare una collocazione a Carboni in modo da poter sfruttare al meglio lo straordinario talento dell&rsquo;argentino.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Intanto, tornando all&rsquo;iniziale concetto dell&rsquo;autostima, ora il trittico Bologna-Lazio (in casa)-Napoli mette meno ansia.</div>
<div>&nbsp;</div>]]></content:encoded>
							<media:content url="https://telenord.it/img/uploads/2025/09/articolo-94128/patrick.jpg" type="image/jpeg"/>
				
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Tey e Manfredi consegnate la Sampdoria (gratis) a Roberto Mancini, saprà cosa fare]]></title>
			<link>https://telenord.it/tey-e-manfredi-consegnate-la-sampdoria-gratis-a-roberto-mancini-sapra-cosa-fare-94063</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/tey-e-manfredi-consegnate-la-sampdoria-gratis-a-roberto-mancini-sapra-cosa-fare-94063</guid>
			<description><![CDATA[Dopo essersi salvata per il rotto della cuffia dalla serie C nello spareggio con la Salernitana - peraltro con merito sul campo - al termine di una stagione in cui i difetti...]]></description>
			<pubDate>Sun, 14 Sep 2025 14:35:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo essersi salvata per il rotto della cuffia dalla serie C nello spareggio con la Salernitana - peraltro con merito sul campo - al termine di una stagione in cui i difetti principali della squadra erano risultati la difesa colabrodo e l'incapacit&agrave; di segnare, la <strong>Sampdoria</strong> &egrave; stata<em> "rinforzata"</em> dietro con un giovane proveniente dalla serie C italiana e con un biconvalescente prelevato dalla B tedesca e davanti con un attaccante che in due anni e mezzo ha realizzato due reti. E' un ragionamento tecnico terra terra, quasi <em>"volgare"</em>, esattamente come le sette reti incassate in tre giornate di campionato dai blucerchiati, gli appena due gol fatti (a partite ormai compromesse e con gli avversari in gestione di gara) e gi&agrave; l'ultimo posto in classifica collezionato.</p>
<p>Questa spruzzata di <em>"saggezza"</em> di mercato &egrave; stata condita dall'accompagnamento alla porta di chi nel finale di stagione ci aveva capito qualcosa - la triade Evani, Lombardo, Gregucci <em>"inventata"</em> dal <em>deus ex machina</em> <strong>Roberto Mancini</strong> col supporto dirigenziale del figlio Andrea e di Gianni Invernizzi - per sostituirli con un neofita un po' presuntuoso e dal curriculum traballante (<strong>Massimo Donati</strong>) che adesso per&ograve; rischia di diventare il primo caprio espiatorio dell'ennesima annata maledetta. Gi&agrave;, perch&eacute; se la Sampdoria negli ultimi tre anni ha perso circa la met&agrave; delle partite disputate, pur avvicendandosi allenatori, dirigenti e calciatori, fermo restando il minimo comune denominatore della propriet&agrave;-societ&agrave;, significa che il Problema con la p maiuscola non &egrave; la pagliuzza ma la trave. Chi compie le scelte e le attua, chi mette la Samp prima nelle mani di <strong>Alessandro Messina</strong> (un carneade come dirigente ma attivo come intermediario di calciatori attraverso la sua agenzia Acm) poi in quelle di <strong>Nathan WalKer</strong> (titolare di dell'agenzia di scommesse Fun88 neanche autorizzata in Italia e nemmeno pi&ugrave; attiva in Inghilterra perch&eacute; non avrebbe offerto le garanzie richieste al rispetto delle normative antiriciclaggio).</p>
<p>L'arrivo di <strong>Jesper Fredberg</strong>, uomo di calcio sebbene se non di primo piano e neofita del calcio italiano pure lui, era sembrato andare nella direzione di un pur blando cambiamento ma si &egrave; rivelato presto soltanto un ritocco cosmetico. Il dirigente danese, oltre ad affidare le sue scelte al famigerato <em>algoritmo</em>, ha utilizzato gli unici soldi messi a disposizione dal finanziatore <strong>Joseph Tey (</strong>poco meno di 500 mila euro) per prendere Narro e Coubis, ha affidato la panchina a un allenatore mandato allo sbaraglio e probabilmente anche, diciamo cos&igrave;, <em>"malleabile"</em>, si &egrave; reso infine protagonista di un monologo post mercato a tratti imbarazzante nei contenuti per la misura che ha dato della non conoscenza dell'ambiente blucerchiato e della sua reale portata.</p>
<p>Ecco perch&eacute; se <strong>Joseph Tey</strong> (e con lui <strong>Matteo Manfredi</strong>, che &egrave; ridimensionato nel ruolo ma &egrave; pur sempre il presidente della Sampdoria e vincolato strettamente attraverso <strong>Gestio Capital</strong> al finanziatore di Singapore) vuole evitare un'altra catastrofe sportiva e conseguentemente anche finanziaria deve trovare il coraggio di consegnare la Sampdoria - societ&agrave; e squadra - all'unica persona in grado di guidarla e forse salvarla da un crudele destino: <strong>Roberto Mancini</strong>. <em>Consegnarla gratuitamente</em> - sia chiaro- e con il pieno di risorse per concludere la stagione e correggere a gennaio gli errori di mercato. Magari Tey capir&agrave; pure che se c'&egrave; competenza e interesse di cuore, non servono neanche cos&igrave; tanti soldi come pensa per tenere a galla una squadra in serie B. Basta un po' di sale in zucca, per dirla sempre <em>volgarmente.</em></p>
<p>Io non so se Roberto sia interessato a una prospettiva del genere. So solo che l'anno scorso - da fuori - lo ha fatto. So solo che con il Cesena l'ho visto soffrire allo stadio dietro a un vetro con suo figlio e Gianni Invernizzi. So solo che di calcio ne capisce pi&ugrave; di Donati, Walker e Fredberg messi insieme. So solo che ha relazioni ovunque e ovunque &egrave; stimato, come professionista e come uomo. So solo che a Genova e dintorni una sponda locale per sostenere economicamente la Sampdoria esiste e si &egrave; gi&agrave; attivata anche per organizzare un azionariato simil popolare tra imprenditori sampdoriani: tiene le fila l'economista <strong>Andrea Pericu</strong>, si sono interessati <strong>Alessandro Novi</strong>, <strong>Aldo Sutter</strong>, <strong>Davide Rossi</strong> (che con la sua sponsorizzazione ha tenuto in piedi larga parte del settore giovanile della Samp) e molti altri nell'ombra ma pronti a uscire allo scoperto di fronte a un progetto serio.</p>
<p>So solo che, ovviamente, tutto questo non basta e serve soprattutto un grande investitore. Ma so anche che se la la Sampdoria non viene venduta (che valore ha se non quello intangibile della sua storia e del suoi tifosi?) ma viene consegnata - con l'impegno da parte di chi la acquisisce a far recuperare nel tempo una parte dell'investimento a chi in buona fede inizialmente ha creduto nell'operazione, denotando tuttavia strada facendo una totale carenza di know how calcistico - <strong>l'investitore c'&egrave;</strong> <em>(non facciamo nomi per non bruciarli)</em>. Anche perch&eacute;, bilancio alla mano, i numeri (per quanto non buoni), non sono quelli sventolati da <strong>Cellino.</strong></p>
<p>Ma &egrave; chiaro che un tonfo in serie C sarebbe insostenibile e di questo passo la strada &egrave; tracciata, inutile nascondersi dietro al dito della terza giornata di campionato. Qui <em>&egrave; tutto sbagliato, &egrave; tutto da rifare</em>, direbbe il grande <strong>Gino Bartali.</strong> E soltanto un altro grande pu&ograve; riuscire nell'impresa titanica di ribaltare la situazione, <strong>Roberto Mancini</strong>. Mettendoci competenza, passione e cuore. Non certo soldi. Ma solo invertendo la rotta e spezzando la spirale perversa dei risultati negativi figli dell'incompetenza e dell'approssimazione si possono recuperare anche i denari. Cos&igrave; si continua a perderli, dal tappo dei risultati e dalla spina delle casse sociali. Una follia. Serve un atto di coraggio da parte di Tey o di chi lo governa. Si affidi, l'uomo di Singapore, a chi la Sampdoria la conosce, la ama e la potrebbe proteggere dalla discesa all'inferno. Stavolta senza ritorno.</p>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[La Sampdoria in serie C e la Mala Gestio]]></title>
			<link>https://telenord.it/la-sampdo-89149</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Da "Grazie Manfredi e Radrizzani di averci salvati" al Triplete al contrario (retrocessione di Prima squadra, Primavera e Women) &egrave; un attimo. Meno di due anni. Se a...]]></description>
			<pubDate>Wed, 14 May 2025 14:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <em>"Grazie Manfredi e Radrizzani di averci salvati"</em> al Triplete al contrario (retrocessione di Prima squadra, Primavera e Women) &egrave; un attimo. Meno di due anni. Se a ci&ograve; aggiungiamo un bilancio chiuso con 40,6 milioni di perdite, il quadro &egrave; ancora pi&ugrave; sconfortante. Anche se non si pu&ograve; proprio dire che si tratti di una sorpresa, di un'improvvisata. Tanti e tali sono stati, sin dall'inizio, i buchi neri di questa operazione <strong>Sampdoria</strong>. Solo che non si sono visti. O non si sono voluti vedere. Oppure si sono visti e si sono "dimenticati" per scelta, come nel nostro caso. E spiego perch&eacute;.<br />Chi scrive nel febbraio del 2019 aveva cercato di evidenziare in anticipo i guasti (senza con questo omettere di sottolinearne anche i meriti innegabili) della gestione <strong>Ferrero</strong> e di ci&ograve; che alla lunga avrebbero comportato ma aveva rimediato da un lato querele (poi vinte) e dall'altro insulti e accuse di disfattismo, perch&eacute; <em>"sul piano dei risultati non puoi dirgli niente e poi tutto sommato negli ultimi tempi &egrave; un po' meno pagliaccio"</em>.<br />Chi scrive, supportato dal collega Stefano Rissetto, aveva successivamente smascherato, attraverso un profondo, faticoso e serio lavoro <em>"investigativo"</em>, il peraltro goffo tentativo della banda del buco, sospinta da fattucchiere, oracoli domestici, profili social farlocchi di ereditiere siliconate, leoncini da tastiera e truppe&hellip; cammellate, sfruttando ignobilmente vulnerabilit&agrave; terminali, di impadronirsi della Sampdoria, immaginate a quale scopo. Anche in questo caso, per&ograve;, rimediando soltanto scorte di Polizia (a proposito, grazie) e l'accusa di <em>"sabotatori di sceicchi</em>", ovvero difensori degli equilibri che sarebbero stati sconvolti dall'irruzione in citt&agrave; dei miliardari mediorentali.<br />Cos&igrave; quando sulla scena si sono materializzati sceicchi veri, &egrave; apparso naturale fare loro strada. Gi&agrave; perch&eacute; non si pu&ograve; dimenticare che la cordata Radrizzani-Manfredi - poi diventata Manfredi-Radrizzani e quindi Manfredi-Tey - ha sbaragliato la concorrenza del ticket Garrone-Barnaba (quello di Merlyn Partners e del Lille in Champions League) in virt&ugrave; del fatto di essersi presentata, con tanto di lettera ufficiale di accompagnamento, come rappresentante di <strong>Qatar Sports Investments</strong>. Un nome tanto convincente quanto sparito nel nulla una volta vinta la <em>"gara d'appalto"</em>.<br />Primo campanello d'allarme. Il secondo fu l'avvicendamento, mai motivato, tra il <em>"presidente"</em> in pectore di Livigno (Andrea Radrizzani), colui che mise i sei milioni per sfilare la societ&agrave; a Massimo Ferrero, con il secondo presidente-gestore, Matteo Manfredi, ex commercialista dello stesso Radrizzani, oggi manus agens del <em>misterioso</em> proprietario di Singapore Joseph Tey.<br />In mezzo la girandola di dirigenti (Legrottaglie, Andrea Mancini, Accardi, ancora Andrea Mancini), allenatori (Pirlo, Sottil, Semplici, Evani), l'icona Giovanni Invernizzi tolta e ripresa, il <em>"monumento"</em> Roberto Mancini chiamato al capezzale nel momento pi&ugrave; disperato e disperante, nel mezzo di tutto un direttore generale denominato board advisor, Alessandro Messina, prelevato dai Samp Camp e dalla sua attivit&agrave; di gestione procure calciatori in virt&ugrave; di un'amicizia personale con il presidente. Pochi mesi fa, non a caso, invocavamo l'ingaggio di un direttore generale esperto e conoscitore delle dinamiche calcistiche. Perch&eacute; l'incompetenza &egrave; un difetto, non una colpa ma la presunzione s&igrave;. Invece &egrave; proseguita una gestione dilettantistica, anzi, dilettantesca. Nonostante la buona volont&agrave; di tante brave persone, di tanti bravi professionisti che hanno lavorato e lavorano in Sampdoria e ai quali oggi va il nostro pensiero e la nostra solidariet&agrave; e amicizia. In questi 23 mesi abbiamo osservato, registrato, senza nemmeno criticare pi&ugrave; di tanto. Perch&eacute; questo passava il convento, perch&eacute; questo andava bene a tutti, perch&eacute; in questo si sperava sino all'ultimo per il bene supremo dell'U.C. Sampdoria 1946.<br />Ma il calcio &egrave; una cosa seria, <em>"la pi&ugrave; importante tra le cose meno importanti della vita"</em>. Dire <em>"ci saremo anche in serie C"</em> significa non avere compreso che la tua mission (io direi missione, obiettivo, scopo ma va bene tutto) &egrave; fare, produrre risultati. E con essi sentimenti ed emozioni. Come quelli di Samp-Salernitana. Lo specchio dell'incuria e della <strong>Mala Gestio</strong> &egrave; racchiuso nel fatto che nessuno della societ&agrave;, dopo la disfatta di Castellammare, si sia presentato pubblicamente non per chiedere scusa (&egrave; inutile e retorico) ma per esprimere una parola di doverosa circostanza, per testimoniare una presenza e soprattutto per annunciare i tempi e i modi della prima mossa, indipendentemente da quella che sar&agrave;. Personalmente ne riesco a immaginare una sola. Ma ne parleremo, se ne parleremo.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, vietato sbagliare: Marino o un altro, ma si intervenga]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-vietato-sbagliare-marino-o-un-altro-ma-si-intervenga-82230</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Sconfitta con il Pisa al termine di una partita giocata persino bene, 20 miseri punti in classifica, quintultimo posto in piena zona play out serie C. Il 2024 della Sampdoria si...]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 Dec 2024 16:50:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sconfitta con il Pisa al termine di una partita giocata persino bene, 20 miseri punti in classifica, quintultimo posto in piena zona play out serie C. Il 2024 della <strong>Sampdoria</strong> si chiude nel peggiore dei modi e quella che doveva essere la stagione della rinascita si sta trasformando in un vero e proprio incubo, come accaduto soltanto due volte nella gloriosa storia del club blucerchiato. Fortuna volle che entrambi i precedenti si conclusero non solo con la permanenza in B ma pure con l'arrivo di <strong>Paolo Mantovani nel 1979</strong> e di <strong>Riccardo Garrone quasi 25 anni dop</strong>o. Come ha sottolineato il mio amico e collega <strong>Stefano Rissetto</strong> (uno che per la Samp soffre sempre con immensa passione), chiss&agrave; che non si verifichi il vecchio adagio del due senza il tre. E, detto da lui che solitamente &egrave; pi&ugrave; realista del re, suona come un bellissimo augurio di Capodanno. Basterebbe persino che si realizzasse soltanto una delle due cose, ovvero la salvezza.</p>
<p>Dopodich&eacute;, al netto di questo, <strong>la Sampdoria &egrave; al punto che non pu&ograve; pi&ugrave; permettersi di sbagliare un colpo</strong>. Lo affermano i numeri. Servono almeno 26/27 punti nel girone di ritorno per non rischiare. E bisogna farli sul campo, laddove la Samp negli ultimi tre anni e mezzo ha perso circa la met&agrave; delle partite disputate. Ecco perch&eacute; il mercato di gennaio diventa cruciale. E' una via senza ritorno. Giusto o non giusto affidarlo a <strong>Pietro Accardi</strong> che in estate non ci ha azzeccato? Io credo che un direttore sportivo, tanto pi&ugrave; se arrivato dalla serie A e riconosciuto come un talento, non possa e non debba essere giudicato da una sola sessione operativa, tra l'altro ancora condizionata dai paletti finanziari. Ma &egrave; altrettanto vero che avergli dato carta bianca non ha prodotto i risultati tanto attesi e, soprattutto, l'errore di assumere<strong> Sottil</strong> si &egrave; rivelato di quelli difficili da perdonare, al punto che la fiducia &egrave; in discussione. E' bastato un onesto <strong>Semplici</strong> per dimostrare che, nonostante il ko con il Pisa, questo organico sia in grado di fare un po' meglio di quanto espresso sinora sia da <strong>Pirlo</strong> che dal suo immediato successore.</p>
<p><strong>Ecco perch&eacute; da tempo sostengo che buttare via il bambino con l'acqua sporca non sia la soluzione e debba essere trovato, almeno per quest'anno, un compromesso efficace</strong>. Come? Affiancando ad Accardi un <em>direttore generale</em> con grande esperienza di calcio e di dinamiche calcistiche. Ruolo che in questo momento, sia pure come <em>board advisor</em> (consulente esterno), ricopre <strong>Alessandro Messina</strong>. Nei confronti del quale - sia chiaro - ho nulla da rimproverare a livello personale ma che non penso (e il rumors viene proprio dagli ambienti in cui opera e dalle persone con cui viene a contatto) non possieda (<em>ancora</em>) l'esperienza per guidare una societ&agrave; e una squadra complesse come la Sampdoria. <strong>Beppe Marotta</strong>, quando arriv&ograve; a Genova, aveva gi&agrave; lavorato a Varese, conquistato una promozione con il Venezia e guidato l'Atalanta.</p>
<p><strong>Credo che il presidente Matteo Manfredi sia in buona fede. Certo, qualcosina deve ancora spiegare</strong>: perch&eacute; il primo presidente in pectore (cos&igrave; tutti lo chiamavano a Livigno) <strong>Andrea Radrizzani</strong> sia sparito dai radar di Bogliasco (dove peraltro al via del primo campionato aveva arringato la folla con il megafono) e perch&eacute; la stessa fine l'abbia fatta <strong>Qsi</strong> <em>(Qatar Sports Investments</em>), in nome del quale (con tanto di comunicato ufficiale) era stata condotta la trattativa di acquisizione della Sampdoria. Non che ci sia necessariamente qualcosa di grave in questo, ma un po' di chiarezza andrebbe fatta, proprio per non alimentare dubbi e perplessit&agrave; sui benemeriti investitori di <strong>Singapore</strong> subentrati dopo. Nonostante questo, da quando si &egrave; insediato alla presidenza, <strong>Manfredi</strong> non ha lesinato risorse, ha onorato tutti gli impegni finanziari, portato avanti i lavori a Bogliasco, assunto un ds in voga e ascesa, ha acconsentito al cambio di tre allenatori e pare disposto a mettere sul piatto ulteriori denari per il mercato di riparazione.</p>
<p>Proprio per questo penso che sia il primo ad avere interesse che le cose girino e l'investimento nella Sampdoria si riveli tale e non un salasso, con il rischio di vedersi chiudere i rubinetti (oltre ai finanziatori orientali, ci metto anche <strong>Banca Sistem</strong>a, che diede il l&agrave; all'operazione con il prestito convertibile). Anche se non sa di calcio (e non parlo di moduli o caratteristiche tecniche, ma di dinamiche), Manfredi non sar&agrave; uno spovveduto e avr&agrave; tutto l'interesse a intervenire prima che sia troppo tardi per rimediare.</p>
<p><strong>Baster&agrave; un direttore generale?</strong> Non lo so, ma non vedo molte alternative a questa mossa. Sar&agrave; <strong>Pierpaolo Marino</strong>? Di certo &egrave; stato sondato, fa questo mestiere da una vita, ha ottenuto anche risultati prestigiosi, superato difficolt&agrave; e saprebbe come affrontare una situazione ai limiti del drammatico. Lui come magari qualcun altro che potr&agrave; essere nei pensieri della propriet&agrave; in queste ore (gira anche il nome di <strong>Petrachi)</strong>. Di certo il margine di errore &egrave; ridottissimo e da adesso in poi per la Sampdoria e per il bene dei suoi tifosi &egrave; vietato sbagliare. Chiunque ci riesca, sar&agrave; il benvenuto. Al resto si penser&agrave; dopo. Senza rimandare i conti, perch&eacute; non devono esserci ombre o pagine torbide nella Samp. Ma prima di tutto deve venire il mantenimento di una categoria che per l'<strong>U.C. Sampdoria 1946</strong> rappresenta il minimo sindacale di dignit&agrave;.</p>
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<p><strong>Nella foto</strong>: Pierpaolo Marino.</p>
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				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, riecco il circo dei Ciarlanthani. Ma forse basterebbe solo un dg]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-riparte-il-circo-dei-ciarlanthani-ma-forse-basterebbe-solo-un-dg-80104</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[La Sampdoria &egrave; in evidente crisi di risultati e puntuali come la morte iniziano a circolare, in rete ma non solo, le solite notizie. Il campionario &egrave; vasto e...]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 16:30:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Sampdoria</strong> &egrave; in evidente crisi di risultati e puntuali come la morte iniziano a circolare, in rete ma non solo, le solite notizie. Il campionario &egrave; vasto e assortito: <strong>1)</strong> via Sottil, ecco Roberto Mancini; <strong>2)</strong> con Mancini arrivano pure gli arabi, magari in cordata con gli americani, cos&igrave; pu&ograve; realizzarsi il sogno di Vialli; <strong>3)</strong> a Bogliasco non si allenano, giusto un'oretta al giorno; <strong>4)</strong> la societ&agrave; non paga gli stipendi. E chi pi&ugrave; ha ha pi&ugrave; ne... <strong>Metta</strong>, s&igrave;, scritto in maiuscolo, come l'avvocato di quella banda di <em>Ciarlanthani</em> che tenne per messi in scacco i tifosi blucerchiati esponendoli (giustamente) alla beffa delle truppe cammellate dei <em>"cugini"</em> e trascinando il club verso il fallimento. Ma la storia, purtroppo, pare abbia insegnato davvero nulla.<br />La realt&agrave; - e lo dice e scrive chi non ha mai preteso di possedere in tasca verit&agrave; assolute - &egrave; ben diversa. Che qualcosa non quadri a livello tecnico, &egrave; ormai chiaro. I presunti rinforzi per la difesa (i tre portieri pi&ugrave; Vulikic, Riccio e Veroli) &egrave; palese che non abbiano portato un valore aggiunto, anzi, semmai un disvalore rispetto agli <em>stagisti</em> della passata stagione che per&ograve; a fine campionato avevano superato l'esame da professionisti, almeno in serie B. E' altrettanto vero che chi si trascinava i guai fisici dal passato non li ha risolti: Ferrari, Vieira, Ricci, lo stesso frenatissimo Kasami. Sempre in tema di mercato, l'anno scorso cinque giocatori<em> "veri"</em> per la categoria alla fine erano stati presi: Stankovic, Kasami, Esposito, Pedrola e a gennaio Leoni, la cui prematura cessione ha permesso di salvare il bilancio. Quest'anno la ciliegina doveva essere <strong>Gennaro Tutino</strong>, che per quanto visto sinora sembra il <strong>Cristian Bertani</strong> degli anni 2020: mancanza di phisique du role per sostenere il peso di una maglia tanto <em>"pesante"</em> o pancia piena, non ho proprio idea e nemmeno mi interessa. L'impressione attuale &egrave; che non sia all'altezza del compito. L'altro, l'ottimo <strong>Massimo Coda</strong>, paga pegno alla carta di identit&agrave; e si ferma per infortunio - non a caso - al termine di una gestione superficiale del turn over: nel miniciclo di tre partite omogenee per caratura dell'avversario, quando lo fai riposare uno come lui? In quella di mezzo, &egrave; logico. Macch&eacute; gli faccio giocare le prime due gare di fila e poi lo tengo fuori la terza. Risultato? Patatrac.<br />Tutto questo per dire che al di l&agrave; dei voli pindarici sulle ali della fantasia pi&ugrave; sfrenata, i problemi della Sampdoria sono soprattutto di natura tecnica e organizzativa, tant'&egrave; che <strong>sia Pirlo che Sottil</strong> non ci hanno capito il verso. Ma il primo, almeno, veniva seguito sia pure distrattamente dai suoi calciatori, il secondo d&agrave; l'impressione di vivere in un mondo tutto suo, dove uno 0-3 al passivo contro Canestrelli e Angori diventa motivo di euforica soddisfazione.<br />Per il resto, ecco qui: gli stipendi arrivano regolarmente, <strong>Roberto Mancini</strong> non pensa neanche lontanamente di mettersi in gioco in questa polveriera da cui pochi mesi fa &egrave; stato pure <em>"epurato"</em> suo figlio Andrea, gli arabi per loro forma mentis non intervengono in situazioni critiche bens&igrave; semmai in posizioni emergenti da trasformare in dominanti, <strong>Manfredi</strong> non ha alcun interesse finanziario a cedere la societ&agrave; proprio adesso perch&eacute; ci perderebbe un mucchio di soldi rispetto all'investimento iniziale.<br />Cosa pu&ograve; fare allora la Sampdoria per uscire da questa melassa appiccicosa, unta e persistente? Ieri una persona straordinaria che conosce benissimo l'ambiente anche per averci lavorato (mai dir&ograve; chi, neanche sotto simbolica tortura), mi ha mandato un messaggio con scritto questo: <em>"Montezemolo ricordava sempre &ldquo;noi costruiamo emozioni&rdquo;. Credo che mai Manfredi potr&agrave; avere un simile pensiero. La sua freddezza si ritrova nella squadra, non ride nessuno, vivono chiusi nel loro mondo, i tifosi esistono solo per 90 minuti la settimana. Riapra Bogliasco, rivadano nei club per far vedere che esistono anche fuori dai 90&rsquo;, parlino con le tv e i giornali. Manfredi e il calcio non si sposeranno mai, il calcio &egrave; vita, i numeri no".</em><br />Un pensiero forse un po' crudo nei confronti del proprietario-presidente, ma che condivido tranne che in una parola: mai. Ritengo, infatti, <strong>Matteo Manfredi in assoluta buona fede nella sua operazione di salvataggio e salvaguardia della Sampdoria</strong> ma, oggettivamente, ancora a corto di conoscenza delle dinamiche del calcio. Lo dimostra il fatto che ha consegnato le chiavi di Bogliasco a <strong>Pietro Accardi</strong>. Giusto in linea di principio, sbagliato in un'azienda atipica come una societ&agrave; di calcio. Serve ancora, probabilmente, una figura intermedia che sappia guidare tutti, dal presidente (neofita) al direttore sportivo (giovane) sino agli allenatori (figure sole al comando e per definizione fragili, vulnerabili, in balia dei risultati) e ai calciatori (pi&ugrave; sprovveduti di quanto non si pensi), ovvero un <strong>direttore generale</strong>. E' un'idea, che mi frulla in testa da un po'. Un punto di riferimento importante, che abbia in pugno il club a 360 gradi e la fiducia della propriet&agrave;, al punto da poterla rappresentare in tutti i variegati ambiti del mondo del pallone. E sottolineo pallone.<br />Cos&igrave; magari si riuscir&agrave; a ritrovare la via smarrita da troppo tempo e mai pi&ugrave; ritrovata, nonostante un valzer di azionisti, presidenti, allenatori, dirigenti e giocatori che ha pochi eguali nella storia recente del calcio.<strong> La Sampdoria dal 2021 a oggi ha perso il 50% delle partite disputate a Marassi.</strong> Per ricreare valore bisogna partire dalle fondamenta e pu&ograve; farlo soltanto qualcuno che conosce bene tutti gli attori del "circo". Dopo, forse, si potr&agrave; tornare a parlare di arabi, americani, Mancini e chi pi&ugrave; ne ha pi&ugrave; ne <em>metta</em> (minuscolo). Oggi &egrave; solo una barzelletta.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria sull'ottovolante verso il ciclo di ferro]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-sull-ottovolante-verso-il-ciclo-di-ferro-79801</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[La premessa &egrave; d'obbiligo: ho sempre considerato odioso l'esonero di un allenatore, qualsiasi allenatore, non fosse altro perch&eacute; l'atto rappresenta la...]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 13:50:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La premessa &egrave; d'obbiligo: ho sempre considerato <em>odioso</em> l'esonero di un allenatore, qualsiasi allenatore, non fosse altro perch&eacute; l'atto rappresenta la certificazione del fallimento di un progetto collettivo iniziale. Ho tuttavia ritenuto inevitabile il passaggio da <strong>Andrea</strong> <strong>Pirlo</strong> a un altro tecnico quando &egrave; apparso chiaro che la <strong>Sampdoria</strong> fosse al palo dopo oltre un anno di lavoro, un mercato robusto e ambizioni rinnovate. Non conoscevo, se non da giocatore, Andrea <strong>Sottil</strong> e dunque mi sono fidato di <strong>Pietro Accardi</strong>, che stimo. Dopo due mesi di lavoro, per&ograve;, siamo se non proprio al punto di partenza, quasi. Nel senso che la squadra blucerchiata assomiglia a quella di Pirlo - poco dotata sia di grinta che di organizzazione difensiva e atletismo (le tre cose che si imputavano alla precedente gestione) - senza possederne i pregi, ovvero la capacit&agrave; di andare in gol con una certa dinsivoltura compensando i limiti di una retroguardia allegra.</p>
<p>Non solo. Con Pirlo i calciatori sembravano essere tutti dalla sua parte, di seguire quasi pedissequamente il <em>maestro</em> mentre le scelte disordinate di Sottil (gente che va e gente che viene nella formazione titolare) lasciano intuire un certo malcontento anche da parte dell'allenatore, mai soddisfatto da chi va in campo. L'elenco &egrave; lungo e oltre ai vari Vulikic, Bellemo, Yepes, Benedetti, Akinsanmiro, Borini, coinvolge persino il ruolo del portiere. E il turnover non c'entra, altrimenti Coda avrebbe (giustamente) riposato nella partita di mezzo del recente trittico e non giocandone due di fila e fermandosi poi parzialmente nell'ultima (questione di logica).</p>
<p><strong>Attenzione:</strong> non sto gettando via il bambino con l'acqua sporca, non intendo sostenere che si debba esonerare Sottil e tornare a Pirlo o assumere un terzo allenatore (il fallimento dei fallimenti), ma sto analizzando la situazione. E come la analizzo io (che conto nulla), mi aspetterei che la analizzasse anche chi ha la responsabilit&agrave; della squadra allo scopo di trovare qualche soluzione alla crisi. Perch&eacute; sia chiaro che la Sampdoria - per espressa richiesta della propriet&agrave; a inizio stagione - non pu&ograve; e non deve limitarsi a vivacchiare in serie B, a un passo sia dai play off che dai play out, ma ha l'obbligo tecnico e morale di <em>lottare</em> per la promozione in serie A.</p>
<p>A Telenord, quando si concluse il mercato, avanzammo, a torto o a ragione, una tesi attraverso i nostri super opinionisti blucerchiati <strong>(Beppe Dossena, Enrico Nicolini, Francesco Flachi, Alessandro Grandoni, non proprio gli ultimi insomma</strong>): questa Samp non &egrave; attrezzata per salire direttamente su (come sosteneva la stampa nazionale specializzata), ma lo &egrave; per restare costantemente tra il terzo e il quarto/massimo quinto posto, unici piazzamenti accettabili per un club legittimamente ambizioso per quanto impegnato in un'opera di ricostruzione graduale.</p>
<p>Invece dopo la pavida prestazione di Cittadella e l'ignobile secondo tempo e sconfitta casalinga (la terza in campionato) con il Brescia, la Sampdoria si ritrova addirittura fuori dalle zone nobili della classifica e per di pi&ugrave; al termine di un ciclo di incontri sulla carta pi&ugrave; abbordabile rispetto al calendario di ferro che l'attende (dal Pisa al Palermo, dal Sassuolo alla Cremonese). Il calcio per fortuna non &egrave; matematica e tavolta sfugge, come ci auguriamo, a ogni logica ma non &egrave; assurdo ipotizzare che l'attuale nono posto ottenuto contro avversarie che stanno dietro in graduatoria sia meno facile da migliorare contro le prossime e ambiziose contendenti. Ma lasciamo stare i pronostici, che contano poco.&nbsp;</p>
<p><strong>Personalmente a preoccuparmi di pi&ugrave; &egrave; la completa mancanza di autocritica</strong>, <strong>diciamo autoanalisi per essere politicamente corretti</strong> come va di (pessima) moda negli ultimi anni. Cos&igrave; la responsabilit&agrave; - non scrivo la colpa - degli ultimi risultati negativi e di questo scomodo ottovolante sono da ricondurre agli arbitraggi, che di certo non hanno favorito la Sampdoria e su questo siamo tutti d'accordo. Ma non sono, non possono essere tutta la verit&agrave; di fronte allo <em>scempio</em> visto con Juve Stabia, Cittadella e Brescia. E poi <strong>vorrei capire perch&eacute; gli arbitri dovrebbero avercela proprio con la Sampdoria</strong>, cosa in parte smentita dalla rete annullata al Mantova (giusto farlo, secondo me, ma visto l'andazzo mi sarei potuto aspettare il contrario).</p>
<p><strong>La Samp &egrave; da sempre una meravigliosa realt&agrave; del nostro calcio</strong>, vanta il record di abbonati in serie B, possiede una propriet&agrave; mediamente solida, pulita e senza scheletri nell'armadio, dirigenti perbene e composti, elargisce un sacco di soldi in stipendi ai calciatori, fa mercato e quindi alimenta il business, perch&eacute; dovrebbe essere stata messa nel mirino dalla Federazione (da cui l'Aia dipende)? E' una domanda, n&eacute; maligna, n&eacute; maliziosa. E, soprattutto, cosa pu&ograve; fare la Sampdoria per migliorare lo stato di cose senza dipendere da un rigore in pi&ugrave; o in meno (a proposito, ce ne fischieranno uno a favore prima o poi...), da una rete annullata o convalidata?</p>
<p>Ecco, questo mi sarei aspettato, dall'allenatore e anche da Pietro Accardi, dopo il misero punto raccolto e gli zero gol segnati con Cittadella e Brescia e la conseguente uscita, speriamo provvisoria, dalla griglia play off. Magari una strigliatina anche al lassismo dei secondi tempi, magari un ritirino o un permessino annullato, magari una pi&ugrave; efficace gestione di alcuni giocatori, magari una toccatina di tempo al pur bravo Tutino, la cui accoglienza maestosa all'aeroporto potrebbe avere indotto a pensare di essere <strong>Gullit</strong>, magari un pensierino al mercato di riparazione (Accardi ha probabilmente fatto il massimo in estate, ma &egrave; innegabile che non tutti i numerosi acquisti si stiano rivelando azzeccati e lo sa anche lui) magari un richiamino alla realt&agrave; di cosa &egrave; e cosa rappresenta la Sampdoria per i tifosi e per il calcio italiano. <em>Fatte salve le eventuali e doverose lamentazioni nelle sedi opportune sugli ultimi arbitraggi scadenti.</em></p>
<p><strong>Ma buttare tutto in caciara o parlare di <em>"ottimi primi tempi"</em> non paga alla lunga, se il tutto non &egrave; accompagnato dalla giusta tensione emotiva</strong>. Continuare a dare alibi alla squadra non aiuta, non fa il bene della Sampdoria. C'erano fior di allenatori e dirigenti blucerchiati che a Bogliasco si inventavano persino dei casi inesistenti pur di stimolare l'attenzione e l'applicazione (<strong>Novellino</strong>) oppure prendevano persino per il collo i giocatori in campo (<strong>Mihajlovic</strong>). C'erano poi quelli che non ne avevano bisogno, ma perch&eacute; allenavano <strong>Mancini e Vialli o Veron e Seedorf</strong>. Oggi i tempi sono cambiati e stanno cambiando, ma forse un compromesso &egrave; possibile trovarlo per evitare di continuare a ristagnare nella melma cullandosi sulla bont&agrave; dei tifosi. A furia di vedere <strong>Dejan Stankovic</strong> battersi il petto sotto la Gradinata Sud siamo andati gi&ugrave; a piombo.</p>
<p>Mi auguro con tutto il cuore che a raddrizzare la barca riescano Sottil e Accardi, sono professionisti capaci e quindi in grado di farlo. E hanno il supporto della societ&agrave;. Ma ripartano da loro stessi, dai <em>"nostri"</em> sbagli e non da quelli degli altri. Perch&eacute; bisogna imparare a esserne pi&ugrave; forti, se si vuole davvero diventare forti non soltanto a parole.</p>
<p>&nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Derby, colpirne 50.000 per "educarne" 350: è davvero la soluzione giusta?]]></title>
			<link>https://telenord.it/derby-colpirne-50-000-per-educarne-350-e-davvero-la-soluzione-giusta-78315</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Cos&igrave; il dado &egrave; tratto: Genoa-Juventus e Sampdoria-Juve Stabia, in programma allo stadio "Luigi Ferraris" di Genova rispettivamente il 28 settembre e il 4 ottobre,...]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 14:45:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cos&igrave; il dado &egrave; tratto: <strong>Genoa-Juventus</strong> e <strong>Sampdoria-Juve Stabia,</strong> in programma allo stadio <em>"Luigi Ferraris"</em> di Genova rispettivamente il 28 settembre e il 4 ottobre, si disputeranno a porte chiuse, cio&egrave; senza spettatori sugli spalti come ai tempi del covid. Solo che stavolta la causa non &egrave; il virus venuto dalla Cina ma la violenza domestica di circa <strong>350 teppisti</strong> (fonte ufficiale). Trecentocinquanta individui su <strong>50.000</strong>, a tanto ammontano i soli abbonati complessivi delle due squadre genovesi: si tratta di una percentuale dello <strong>0,7%</strong> che, per effetto di questo provvedimento, impedisce al restante <strong>99,3%</strong> dei tifosi di assistere dal vivo alle partite.</p>
<p><strong>La domanda sorge spontanea: ma &egrave; giusto?</strong> <em>"Colpirne"</em> 50.000 per <em>punirne</em> 350 suona quantomeno come qualcosa di irragionevole. Senza tenere conto del fatto che gli stessi commercianti di Marassi, penalizzati dalla messa a ferro e fuoco del quartiere nella giornata di mercoled&igrave;, dopo avere perso dal tappo perderanno anche dalla spina per i mancati incassi (garantiti dalla gente perbene) di sabato 28 settembre e venerd&igrave; 4 ottobre. Non solo: cos&igrave; facendo, si rimette nelle mani dei facinorosi una<em> straordinaria</em> arma di ricatto nei confronti delle societ&agrave;, che come dimostrano i fatti di cronaca, genovesi e non, hanno spesso avuto rogne con le frange estreme dei loro sostenitori.</p>
<p>I fautori del <em>s&igrave; &egrave; giusto</em> partono dal presupposto che in Italia non si potr&agrave; mai attuare quanto fatto in Inghilterra per estirpare il fenomeno degli<em> hooligans</em>, ovvero chiudere baracca e burattini per due anni. E allora &egrave; meglio abbassare la saracinesca ogni tanto, anche a costo di penalizzare il 99,3% delle persone. L'argomentazione potrebbe pure reggere, se non fosse che partite a porte chiuse in passato ce ne sono gi&agrave; state molte qua e l&agrave; e il risultato &egrave; che nulla &egrave; cambiato, i problemi di ordine pubblico si ripresentano ciclicamente e vengono affrontati, si fa per dire, con lo stesso metodo. Sebbene sia dimostrato che non funziona.</p>
<p>Cos&igrave; come &egrave; abbastanza surreale vedere i teppisti armati di coltelli, spranghe, mazze, bastoni, fumogeni e bombe carta e le forze dell'ordine <em>rispondere</em> con getti d'acqua (magari pure potabile) e lacrimogeni. Difatti il bilancio dei feriti riguarda soprattutto poliziotti, carabinieri, finanzieri e cittadini innocenti che si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. E' anche vero che oggi pi&ugrave; che in passato in Italia basta un niente perch&eacute; i tutori della legge passino dal ruolo di vittime a quello di carnefici. E da qui discende il fatto che non possano usare pi&ugrave; di tanto la forza, non solo per difendersi ma soprattutto per mettere il maggior numero possibile di delinquenti in condizioni di non nuocere.</p>
<p>E allora che fare? Purtroppo il provvedimento delle <em>porte chiuse</em> conferma che non c'&egrave; la volont&agrave;<em> politica</em> di affrontare e risolvere la questione alla radice. Non c'&egrave; adesso come non c'&egrave; mai stata in passato. Toccare il calcio, il pi&ugrave; popolare degli sport, rende impopolari e fa perdere voti. Gli stessi <em>attori del pallone</em>, Figc e Lega, hanno sempre messo la testa sotto la sabbia di fronte al problema della violenza dentro e fuori gli stadi. Persino noi giornalisti, intesi come categoria, abbiamo le nostre responsabilit&agrave; perch&eacute; a seconda della geolocalizzazione anestetizziamo la gravit&agrave; dei gesti attraverso la leggerezza delle parole, al punto che a Roma le coltellate sono definite <em>puncicate</em>, un gioco da bambini insomma.</p>
<p>Viene da titolare <em>senza via di uscita</em>. Ma non &egrave; un thriller, n&eacute; una commedia. E' semplicemente, sempre e soltanto, la solita farsa all'italiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, Ferrero "liquidato" e prima vittoria: si apre una nuova fase]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-ferrero-liquidato-e-prima-vittoria-si-apre-una-nuova-fase-78055</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Venerd&igrave; sera l'annuncio dell'avvenuto acquisto, da parte di Blucerchiati S.p.A. (la societ&agrave; veicolo di Gestio Capital di Matteo Manfredi) di 55.976.265 azioni da...]]></description>
			<pubDate>Sun, 22 Sep 2024 15:05:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerd&igrave; sera l'annuncio dell'avvenuto acquisto, da parte di Blucerchiati S.p.A. (la societ&agrave; veicolo di <strong>Gestio Capital di Matteo Manfredi</strong>) di 55.976.265 azioni da Sport Spettacolo Holding (la societ&agrave; controllata da <strong>Holding Max della famiglia Ferrero</strong>), con la conseguenza di detenere il 99,98% del capitale sociale di <strong>U.C. Sampdoria</strong>. Sabato pomeriggio la prima vittoria nel campionato che il club ha immaginato come quello della riscossa e della risalita in serie A.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Due <em>"coincidenze" </em>non soltanto simboliche, ma dal forte significato sostanziale. Gi&agrave;, perch&eacute; a questo punto il risultato sportivo diventa se non fondamentale, quantomeno importantissimo delle strategie della nuova propriet&agrave;. Con l'acquisizione della totalit&agrave; delle azioni (la quota residuale minima &egrave; ascrivibile ai piccolo azionisti), gli investimenti compiuti (sul mercato e non solo, si parla di circa <strong>60/70 milioni di liquidit&agrave; iniettata nelle casse</strong>, atto sconosciuto durante tutti gli anni della precedente gestione), la straordinaria risposta della tifoseria con circa 20.000 abbonati, la rimodulazione del debito attraverso l'accordo di omologa con il Tribunale, <strong>la Sampdoria &egrave; tornata a essere appetibile non solo per la sua storia ma anche per il suo presente</strong>, finalmente libero dai vincoli del passato, finanziariamente pi&ugrave; solido e strutturato e accompagnato dalla possibilit&agrave; di agire (anche sul mercato, a partire da gennaio).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Insomma, se la strategia e il business della nuova propriet&agrave; erano quelli di acquisire il club, <em>"ripulirlo</em>", rilanciarlo e rivenderlo, totalmente o in parte con l'ingresso di nuovi e ulteriori investitori, adesso c'&egrave; l'opportunit&agrave; di sviluppare questo percorso. Resta il freno costituito dalla serie B, che finanziariamente era e resta un <em>bagno di sangue</em>. <strong>Questo non significa che Manfredi e i suoi finanziatori non siano in grado di andare avanti in caso di mancata promozione</strong> oppure che non possa esistere qualcuno interessato alla Sampdoria anche con la squadra non in massima serie, ma in tale caso verrebbe a mancare il ritorno dell'investimento per Gestio Capital.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco perch&eacute; la scalata alla serie A &egrave; quasi vitale. E per l'attuale propriet&agrave;, che potrebbe decidere di andare avanti <em>"limitandosi" </em>a rafforzare la compagine azionaria con nuovi investitori (Manfredi questo fa di mestiere). Oppure per un vero e proprio nuovo acquirente, che troverebbe una societ&agrave; strutturata meglio di altre su un piano economico e con a disposizione i ricavi garantiti dal massimo campionato. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'operazione di venerd&igrave; &egrave; stata fondamentale ed &egrave; stata raggiunta attraverso diverse tappe. Ai primi di agosto <strong>San Quirico Holding della famiglia Garrone</strong> (detentrice della fidejussione sul marchio della Samp) aveva trovato l'accordo con Banca Intesa (titolare del leasing back sul Baciccia), facendo la propria parte (quanto ci abbia "perso" in termini economici emerger&agrave; dal prossimo bilancio della San Quirico). Questo primo passo, senza il quale non si sarebbe potuto procedere oltre, ha sbloccato la situazione. Successivamente, la scorsa settimana <strong>Manfredi ha perfezionato l'accordo con Massimo Ferrero </strong>(riconoscendogli buona parte di quanto da lui richiesto e rinunciando a qualsiasi eventuale azione legale futura) <strong>e nello stesso tempo ha rinegoziato con Banca Intesa il nuovo leasing sul marchio</strong> (&egrave; probabile che anche la Banca abbia fatto la propria parte, o rinunciando a qualche rata o concedendo un'ulteriore dilazione). Trattandosi di tre accordi separati, nulla di pi&ugrave; &egrave; filtrato, anche perch&eacute; i diversi <em>attori </em>non sono a conoscenza dei contenuti degli altri accordi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di certo a beneficiarne &egrave; stata ed &egrave; la Sampdoria, che arriva al derby e si prepara ad affrontare il prosieguo del campionato di serie B con un grosso peso in meno sulle spalle. Vero &egrave; che l'accordo <em>dovr&agrave; essere ratificato il 22 ottobre prossimo </em>dalla giudice <strong>Daniela Marconi</strong>, ma essendo stata lei stessa a spingere in questa direzione &egrave; scontato che ci&ograve; avverr&agrave; nei modi e nei tempi previsti. E da quel momento in poi conter&agrave; (finalmente) <em>"soltanto"</em> il risultato sportivo.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, perché deve iniziare un nuovo campionato]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-ora-deve-iniziare-un-nuovo-campionato-77287</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/sampdoria-ora-deve-iniziare-un-nuovo-campionato-77287</guid>
			<description><![CDATA[La sosta e due settimane di lavoro, anche se senza tre difensori, impegnati con le rispettive Nazionali (Bereszinsky, Ioannou e Veroli). Andrea Sottil, "incassato" il punto a...]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 Sep 2024 11:10:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sosta e due settimane di lavoro, anche se senza tre difensori, impegnati con le rispettive Nazionali (Bereszinsky, Ioannou e Veroli). <strong>Andrea Sottil</strong>, <em>"incassato</em>" il punto a Marassi con il Bari, dove non si poteva oggettivamente chiedere di pi&ugrave; alla <strong>Sampdoria</strong> - e per avere avuto il nuovo tecnico un solo allenamento di preparazione e per la repentina espulsione di Vulikic - ora pu&ograve; e deve guardare al futuro come se si trattasse di un nuovo e differente campionato. Tanto pi&ugrave; che anche le altre big della serie B stentano e non c'&egrave; ancora un padrone vero e proprio.</p>
<p><strong>Non entro nel merito se Sottil sia la miglior scelta possibile oppure no</strong>. Non ho le competenze per <em>"giudicare"</em> un allenatore a priori e soprattutto mi fido di <strong>Accardi</strong>, oltre che del mio amico e opinionista <strong>Francesco Flachi,</strong> che di Sottil fu compagno di camera nella Fiorentina. <em>"Un grande motivatore che presta particolare attenzione alla fase difensiva"</em>, mi ha riferito. E poi credo che complessivamente chi guida una squadra di calcio, nella maggior parte dei casi, sia come un autista di autobus che ha il solo compito di condurre il mezzo da un capolinea all'altro in orario e senza incidenti. <strong>Ovvero, deve soprattutto non fare danni.</strong> Coloro che spostano davvero gli equilibri sono pochissimi, <strong>Gasperini</strong> in Italia e <strong>Klopp</strong> in Europa. Gli altri pi&ugrave; o meno arrivano dove consente di arrivare il valore dei calciatori. Oppure pasticciano. <em>Ecco l'importante &egrave; che Sottil non commetta errori, trasmetta alla Samp quel minimo di organizzazione di cui ha bisogno, metta i giocatori al posto giusto e poi si affidi alla vena dei due l&agrave; davanti, </em><strong>Coda e Tutino</strong><em>, che un gol prima o poi lo fanno</em>. Non mi sembra una ricetta troppo complicata da cucinare e Sottil possiede l'esperienza necessaria per riuscirci senza bruciare il piatto.</p>
<p>Quanto sia davvero gustoso, forse &egrave; prematuro dirlo. Continuo a pensare che l'organico - attraverso i progressivi recuperi completi di<strong> Ferrari, Kasami, Vieira, Borini</strong> <strong>e Pedrola</strong> - sia assolutamente in grado di competere per i primi quattro posti. Non una squadra <em>ammazzacampionato</em> (non so chi lo abbia affermato), ma neanche un'armata brancaleone da ultimo posto in classifica. Mi aspetto che <strong>Romagnoli</strong> entri in forma (non pu&ograve; essere quello visto sinora), che <strong>Meulensteen</strong> confermi quanto ha lasciato intravvedere, che <strong>Akinsanmiro</strong> cominci a comprendere che deve passare il pallone e altri piccoli, grandi progressi su cui lavorer&agrave; l'allenatore.</p>
<p>Quanto alle pressioni lamentate da <strong>Pirlo</strong> (in bocca al lupo per il futuro, lo merita al 100%), ci sono e devono esserci. La societ&agrave; ha sforacchiato ampiamente il tetto agli ingaggi (attraverso garanzie fidejussorie) perch&eacute; vuole venire in serie A subito. Accardi ha rivoluzionato la rosa per questo, tentando anche di patrimonializzarla un po'. <strong>Se qualcuno non &egrave; in grado di reggere questa responsabilit&agrave;, dovrebbe chiedere la rescissione del contratto</strong>. Mi racconta sempre Flachi che <strong>Novellino</strong>, quando percepiva cali di tensione, si inventava casi o situazioni limite per rialzare subito la temperatura, prendendo di mira questo o quello. Il risultato &egrave; noto: serie A al primo colpo, Europa e quasi Champions. Certo quella formazione aveva, rispetto a questa, <strong>Mirko Conte</strong> (un piccolo Vierchowod per la B) dietro e <strong>Sergio Volpi</strong> (un gladiatore geniale) in mezzo. Ma &egrave; anche vero che il livello della B di allora era molto pi&ugrave; alto rispetto a oggi. L'anno scorso, per fare un esempio, il Cittadella perse partite per due mesi consecutivi e rischi&ograve; mai nulla, anzi. Quindi, basta poco per fare bene.</p>
<p>Bisogna crederci, senza spaventarsi dei 20.000 abbonati. In quest'ottica <strong>Sottil mi ispira fiducia e speranza</strong>, il resto dovranno farlo i calciatori. Ed eventualmente la propriet&agrave; a gennaio, quando potr&agrave; spendere senza vincoli. Sono sicuro che se per risalire servir&agrave; un'ulteriore iniezione di ricostituitente, lo sforzo verr&agrave; fatto. Poich&eacute; l'obiettivo, per la Sampdoria, &egrave; uno solo: tornare a casA.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, il rischio è un altro stillicidio]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-il-rischio-e-un-altro-stillicidio-77041</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/sampdoria-il-rischio-e-un-altro-stillicidio-77041</guid>
			<description><![CDATA["Siamo gi&agrave; usciti da situazioni come queste", ha detto Andrea Pirlo dopo la rocambolesca sconfitta della Sampdoria a Salerno, la seconda consecutiva, con un bilancio di...]]></description>
			<pubDate>Wed, 28 Aug 2024 10:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>"Siamo gi&agrave; usciti da situazioni come queste"</em>, ha detto <strong>Andrea Pirlo</strong> dopo la rocambolesca sconfitta della <strong>Sampdoria a Salerno</strong>, la seconda consecutiva, con un bilancio di sei reti al passivo (media di due a partita) e un solo punto in classifica che "vale" il fondo, proprio in coabitazione con il Bari, prossimo avversario sabato al <em>"Ferraris"</em>. La frase dell'allenatore della Sampdoria, a cui l'anno scorso &egrave; stato <em>"perdonato"</em> tutto e a cui in particolare &egrave; stato riconosciuto il merito di avere spremuto, pur tra alti e bassi, il massimo da una rosa deficitaria, mi ha fatto ripiombare con la mente a una condizione dalla quale si auspicava che la squadra blucerchiata fosse definitivamente uscita: quella dell'incertezza.</p>
<p>Il rivoluzionario mercato estivo, con l'arrivo di quattordici giocatori nuovi, di cui dieci titolari in campo, lasciava presagire un andamento diverso. Specie alla luce del fatto che tutti in serie B - allenatori e direttori sportivi - hanno riconosciuto la bont&agrave; del lavoro svolto da Pietro Accardi e dalla societ&agrave;. Ne consegue che o sono tutti incompetenti e l'organico non &egrave; cos&igrave; forte per la categoria oppure qualcosa non torna. E trovarsi ancora in una <em>"situazione come questa"</em> &egrave; onestamente avvilente. <strong>Il rischio &egrave; che da oggi riparta lo stillicidio della passata stagione: una partite bene e due male; un tris di vittorie e poi due sconfitte di fila; tot gol segnati ma ancora di pi&ugrave; sub&igrave;ti.</strong> Un trend che se poteva bastare l'anno scorso, non &egrave; sufficiente quest'anno per una formazione che ambisce alla serie A o quantomeno a lottare sino all'ultimo nelle prime tre/quattro posizioni.</p>
<p>Del resto a sancirlo con un comunicato ufficiale &egrave; stato lo stesso presidente <strong>Matteo Manfredi</strong>:<em> "La stagione dovr&agrave; avere tutt'altro tenore",</em> aveva scritto sul sito ufficiale dopo il k.o. interno con la Reggiana. Per non dire del medesimo Pirlo, che prima dell'avvio del campionato non si era nascosto e aveva apertamente parlato dell'obiettivo serie A nella bella intervista realizzata da Simone Galdi per Telenord. Quella attuale non &egrave; solo una falsa partenza, ma la prosecuzione di un film sconclusionato (senza capo e con Coda, quanto &egrave; bravo tra l'altro) e dal finale tutto da scrivere. Ecco, il rischio &egrave; di assistere a un sequel, ancora meno divertente del primo.</p>
<p><strong>Ho sempre ritenuto che l'esonero di un allenatore sia una sconfitta per tutti, non solo per lui.</strong> E lo considero un'estrema ratio. Ragion di pi&ugrave; nei confronti di Andrea Pirlo, persona squisita, calciatore immenso ma tecnico ancora tutto da decifrare. Un lusso che la Sampdoria non pu&ograve; permettersi. Perch&eacute; &egrave; evidente come la societ&agrave; abbia<em> scommesso</em> pesantemente su questa annata: un altro passaggio in serie B sarebbe, non dico la catastrofe, ma quasi. Finanziaria, oltre che sportiva. Il ben noto <em>bagno di sangue</em>. Per evitare il quale si &egrave; investito molto sul mercato, mettendo a disposizione di Pirlo una rosa all'altezza dell'obiettivo. Ne consegue che sabato con il Bari conter&agrave; - penso sia questo il metro di giudizio di <strong>Accardi</strong> e del club - pi&ugrave; la prestazione del risultato. Persino una vittoria - non corroborata da un cambio di marcia sul piano tecnico, tattico-organizzativo e caratteriale - servirebbe a poco, se non a dare ossigeno a una classifica tristemente anemica. Sar&agrave; importante e decisivo vedere un'altra Sampdoria, completamente diversa da quella degli ultimi tredici mesi. Altrimenti, per tentare di salvare la baracca e il progetto costruito in estate, rester&agrave; un'unica, per quanto avvilente, soluzione: il cambio di guida in panchina. Cosa che continuo a non augurarmi, ovviamente. Ma sarebbe ancora peggio lo stillicidio, un altro campionato da saltimbanchi (allo stato attuale quasi da zimbelli visti gli errori e gli orrori dei gol autoinflitti).</p>
<p><strong>Nomi per l'eventuale dopo Pirlo? Non ne faccio, anche se ho una mia idea</strong>, suffragata da elementi. Non ne faccio perch&eacute; voglio ancora credere in una via di uscita nel segno della continuit&agrave;, purch&eacute; non sia transitoria, parziale, circoscritta, estemporanea. Dovr&agrave; essere abile Pietro Accardi (e lo &egrave;) a entrare nel cuore del problema e a comprendere a fondo come stanno le cose. E poi decidere. Senza se, senza ma e senza farsi condizionare dal risultato di sabato. So che sar&agrave; cos&igrave; e questa &egrave; una garanzia per continuare a credere che le speranze di tutti i tifosi blucerchiati possano non trasformarsi per l'ennesma volta in mere illusioni.</p>]]></content:encoded>
							<media:content url="https://telenord.it/img/uploads/2024/08/articolo-77041/pirlo.jpg" type="image/jpeg"/>
				
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, il dovere di non essere (più) buonisti]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-il-dovere-di-non-essere-piu-buonisti-76790</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/sampdoria-il-dovere-di-non-essere-piu-buonisti-76790</guid>
			<description><![CDATA[In altri momenti e in altre situazioni il pareggio della Sampdoria in trasferta a Frosinone alla prima di campionato in serie B avrebbe anche potuto essere accolto benevolmente....]]></description>
			<pubDate>Mon, 19 Aug 2024 10:55:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In altri momenti e in altre situazioni <strong>il pareggio della Sampdoria in trasferta a Frosinone alla prima di campionato in serie B avrebbe anche potuto essere accolto benevolmente. Stavolta no</strong>. Il risultato &egrave; un'occasione persa e all'appello mancano due punti. Bisogna dirlo con chiarezza, proseguire sulla strada del buonismo - giustificatissimo nel recente passato - ora rischia di creare soltanto alibi a una squadra che invece la societ&agrave; ha costruito per vincere, o almeno per restare dall'inizio alla fine tra le prime quattro del torneo con Palermo, Sassuolo, Cremonese e salvo l'immancabile sorpresa.</p>
<p>Due anni fa la Samp, disputando il peggior campionato della sua storia, retrocesse ignobilmente in serie B tra gli applausi del suo fantastico pubblico. <strong>Stankovic</strong>, l'allenatore, venne persino osannato. I giocatori coccolati e protetti. Una straordinaria prova di maturit&agrave; da parte di un ambiente che aveva fiutato un pericolo pi&ugrave; grande: la sparizione e la ripartenza dalla serie D. L'anno scorso, grazie al salvataggio della nuova propriet&agrave;, la Sampdoria ha disputato un campionato di serie B in linea con il suo potenziale, messo insieme in fretta e furia e con pochi mezzi. La deludente uscita di scena a Palermo nel play off &egrave; stata metabolizzata con altrettanta maturit&agrave; e senza scossoni.</p>
<p><strong>Adesso, per&ograve;, il quadro &egrave; cambiato</strong>. A Frosinone in campo c'erano dieci calciatori nuovi su undici e tutti concordano sul fatto che siano ottimi calciatori per la categoria. Lo dicono gli esperti della B, lo dicono i bookmakers, lo dice il buon senso di chi mastica un po' di pallone. Eppure si sono visti e rivisti gli stessi identici errori del recente passato. E non parlo del risultato. Pronti via e Yepes - l'unico superstite dell'epurazione - regala un pallone agli avversari che pu&ograve; innescare il vantaggio immediato dei padroni di casa. Gol al passivo che poi arriva comunque per un'uscita <em>"allegra"</em> di Ghidotti (bravo successivamente a riscattarsi con parate importanti) e un <em>"assist"</em> involontario di Romagnoli. Nonostante la reazione e il sorpasso - non a caso prodotti dai due elementi di maggior calibro della campagna acquisti, <strong>Venuti</strong> e <strong>Coda</strong> - altro patatrac con la gara in perfetto controllo da parte dei blucerchiati: <strong>Ioannou</strong> taglia il campo in orizzontale con il pallone tra i piedi, lo perde e spiana la strada al pareggio del Frosinone. Lo stesso cipriota un attimo dopo si fa cacciare fuori per un'entrata senza senso. Per non dire di Benedetti, che quando subentra commette solo danni (ammonito dopo pochi minuti). O di Tutino, che si &egrave; divorato almeno due gol davanti alla porta (con la giustificazione di uno stato di forma non ottimale). <strong>E meno male che Ghidotti al 94' ha sfoderato le unghie su Distefano</strong>, altrimenti saremmo qui a commentare addirittura una sconfitta.</p>
<p><strong>Non si tratta di fare processi, men che meno sommari.</strong> Siamo alla prima di campionato e non tutto pu&ograve; essere perfetto o quasi. <em><strong>Ma guai a lasciar passare il messaggio che quest'anno ci si pu&ograve; accontentare</strong></em>, tanto va sempre tutto bene. La propriet&agrave; e il nuovo ds <strong>Accardi</strong> hanno speso soldi ed energie per costruire un gruppo da promozione. Il tetto agli ingaggi &egrave; stato abbondamentemente sforato e garantito da f<em>idejussion</em>i. Segno che l'obiettivo &egrave; la serie A e per raggiungerla non si possono trascurare i dettagli. Ci sta perdere o pareggiare se l'avversario &egrave; pi&ugrave; forte o di pari valore, non a commettere errori, ingenuit&agrave;, cali di concentrazione, sbavature da prima elementare del calcio.</p>
<p>L'anno scorso personalmente ho difeso dalle critiche a spada tratta <strong>Andrea Pirlo</strong>, che ha tenuto ferma la barra del timone tra i marosi, con una retroguardia di stagisti e una catena di infortuni da ospedale da campo, centrando l'unico obiettivo possibile: il sesto posto (senza la penalizzazione). Quest'anno, tuttavia, anche lui &egrave; chiamato alla prova di maturit&agrave; da allenatore: basta, d'ora in poi, di vedere una squadra senza organizzazione difensiva, vittima di amnesie temperamentali e incapace di gestire un risultato di vantaggio a un quarto d'ora dalla fine contro avversari osteggiati dal loro stesso pubblico. Basta alti e bassi cos&igrave; evidenti, basta alibi ai calciatori. Ioannou, che &egrave; un elemento eccellente per la categoria, deve rendere conto della doppia ingenuit&agrave; con cui ha messo a repentaglio l'incontro. O vogliamo far passare tutto in cavalleria come la famigerata gomitata di <strong>Kasami</strong> a Marassi contro Feralpi Sal&ograve; che cost&ograve; tre giornate di squalifica a lui e una pesante sconfitta alla squadra?</p>
<p><strong>La stella polare quest'anno deve essere la Sampdoria di Garrone, Marotta, Novellino</strong>, quella del primo anno dopo la gestione Mantovani, in cui nulla venne lasciato al caso e la feroce determinazione con cui fu perseguito l'obiettivo della serie A consent&igrave; di traguardarlo. <strong>Manfredi</strong> e Gestio capital, allo stato attuale, non avranno la potenza economica della Erg di allora, ma hanno immesso molte risorse finanziarie nella Sampdoria. Accardi &egrave; un allievo di Marotta e un dirigente con i fiocchi. Il mercato &egrave; stato da 8 e potrebbe diventare da 9. Non scordiamocelo, non lasciamo la polvere sotto il tappeto, togliamola subito e incazziamoci per la mancata vittoria allo <em>"Stirpe".</em> Soltanto cos&igrave; si cresce e si punta in alto, all'unico posto dove la Samp dei quasi ventimila abbonati e di una storia memorabile merita di essere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, l'esposto e il mercato: nessuno gioca a fare il furbo]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-l-esposto-e-il-mercato-nessuno-gioca-a-fare-il-furbo-75820</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Sar&agrave; un caso - anzi, certamente lo &egrave; - ma dopo che Pietro Accardi ha schiacciato l'acceleratore sul calcio mercato della Sampdoria, gettando le basi per...]]></description>
			<pubDate>Wed, 24 Jul 2024 16:00:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sar&agrave; un caso - anzi, certamente lo &egrave; - ma dopo che <strong>Pietro Accardi</strong> ha schiacciato l'acceleratore sul <strong>calcio mercato della Sampdoria,</strong> gettando le basi per l'allestimento di una squadra in grado di competere nella lotta per la serie A, sono iniziati i guai. O, meglio, l'avviso di guai ai naviganti e soprattutto ai&hellip; marinai. L'esposto di <strong>Massimo Cellino</strong> alla Lega di serie B, che poi ha mandato la richiesta alla Figc, <strong>chiama in causa l'articolo 90 delle norme federali</strong>, introdotto per porre dei paletti a chi, come la societ&agrave; blucerchiata (ma non solo), ha usufruito della legge del 2019 sulla crisi di impresa per ottenere il piano di ristrutturazione del debito previsto dallo Stato italiano.<br />Va ricordato che attraverso la composizione negoziata dei mesi precedenti e il via libera del Cda della Sampdoria all&rsquo;aumento di capitale e alla diluizione delle quote in capo a <strong>Massimo Ferrero</strong> il 30 maggio 2023, non solo il club blucerchiato &egrave; stato salvato dal fallimento e dalla perdita del titolo sportivo ma ha pure cambiato propriet&agrave;, passando appunto da Ferrero a <strong>Manfredi e Radrizzani</strong>. Un'operazione delicatissima di ingegneria finanziaria che &egrave; poi diventata addirittura materia di studio nelle Universit&agrave; italiane, dove sono stati invitati a parlarne l'avvocato <strong>Eugenio Bissocoli</strong> (il <em>"compositore"</em>) e <strong>Gianni Panconi</strong>, allora amministratore delegato de facto del club.<br />A tessere la tela di questo complesso meccanismo giuridico-finanziario per conto dei nuovi acquirenti era stato, oltre a Bissocoli e al Consiglio di amministrazione, lo <strong>studio Dla Piper di Milano con in testa l'avvocato Francesco De Gennaro</strong>, il cui operato &egrave; stato unanimemente riconosciuto non soltanto come efficace (visto il risultato finale) ma anche trasparente, lineare e perfettamente conforme alle normative vigenti. Lo stesso studio e lo stesso De Gennaro sono all'origine dell'interpretazione da parte della Sampdoria dell'articolo 90 delle Noif , divenuto oggetto del contenzioso sollevato da Cellino. Non solo. Per cautelarsi ulteriormente la societ&agrave; blucerchiata su questo tema si &egrave; avvalsa anche di <strong>pareri legali e tecnici di primario standing,</strong> con profonda esperienza di normative FIGC e calcio in genere. Un procedimento preciso e puntuale per presentarsi <em>"blindata"</em> all'appuntamento con il mercato e i relativi vincoli da rispettare. &nbsp;<br />Domani (gioved&igrave; 25 luglio) ci sar&agrave; il <strong>tavolo tecnico tra FIGC, Serie A, Serie B e Serie C</strong> dove si discuter&agrave; dell'esposto. Tra l'altro i club italiani in questa situazione sono una ventina. Ma il polverone si &egrave; sollevato - <em>casualmente</em>, ripetiamo - quando la Sampdoria ha dato l'impressione di alzare il livello delle ambizioni.<br /><em>"La norma &egrave; di dubbia interpretazione e la Samp le d&agrave; una sua lettura e si sente tranquilla, le altre societ&agrave; hanno tutte le antenne dritte ma solo il Brescia e il Pisa si sono esposte"</em>, scrive il collega della Gazzetta dello Sport, Nicola Binda, preparato ed esperto. Sottolineando come tutto ruoti attorno alla parola "interpretazione". Insomma, nessuno gioca a fare il furbo. Almeno dalle parti di Genova e Bogliasco.</p>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, missione (in)compiuta. Siamo tutti Sven ed Estanis]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-missione-in-compiuta-siamo-tutti-estanis-e-sven-72048</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Obiettivo raggiunto. Matematicamente e con una giornata di anticipo. Come aveva "annunciato" il giorno della presentazione: "Vogliamo andare ai play off". Cos&igrave;,...]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 May 2024 11:10:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Obiettivo raggiunto. Matematicamente e con una giornata di anticipo. Come aveva <em>"annunciato"</em> il giorno della presentazione: <em>"Vogliamo andare ai play off"</em>. Cos&igrave;, sommessamente, quasi con pudore, visto che pochi giorni prima la <strong>Sampdoria</strong> neppure sapeva se si sarebbe iscritta al campionato di serie B. Ma lui, <strong>Andrea Pirlo</strong>, ci credeva. Anche se nemmeno conosceva quale squadra avrebbe avuto tra le mani. Non immaginava, non poteva immaginare che avrebbe guidato una difesa di ventenni debuttanti, che avrebbe perso per strada la spina dorsale della formazione e durante il cammino in campionato pure numerose vertebre di sostegno, che per molti mesi non avrebbe avuto a disposizione un centravanti di ruolo, che avrebbe dovuto fare i conti con due punti di penalizzazione, che sulla sua strada avrebbe persino incontrato un ribaltone societario, che tutto, ma proprio tutto gli sarebbe girato male.</p>
<p>Eppure, ci credeva. Non lo urlava - il suo carattere e le circostanze imponevano sobriet&agrave; - ma ci credeva a tal punto da riuscire a trasmettere l'input ai giocatori, creando un gruppo unito e coeso, specie nelle difficolt&agrave;. E' stato questo il fattore che ha determinato la differenza, ha consentito di colmare il gap con le avversarie quando le risorse tecniche latitavano, anche e soprattutto per la miriade di infortuni a catena. Da Pirlo &egrave; arrivato qualche volta un sibilo di lamentela, ma mai uno sfogo o, peggio, una sensazione di resa.</p>
<p>Ecco perch&eacute; di questo traguardo la Sampdoria pu&ograve; essere fiera, a prescindere da come finir&agrave;. Ma ecco perch&eacute; adesso deve altrettanto credere che la missione compiuta possa in realt&agrave; doversi considerare ancora incompiuta. Perch&eacute; lo ha detto Pirlo, subito, quasi prima di assaporare la gioia dell'obiettivo toccato con mano: <em>"A Catanzaro dobbiamo vincere"</em>. Per provare a scavalcare il Palermo (impegnato a Bolzano con il demotivato Sudtirol), avanti di un punto per quel maledetto -2 della Samp, che sul campo sarebbe gi&agrave; sesta. E poi per giocarsi in casa la prima chance, davanti agli oltre 27 mila che potrebbero diventare 30.000. Per tentare di trasformare l'impresa in miracolo. E non importa come andr&agrave;, &egrave; gi&agrave; un lusso giocarseli questi play off ripensando al maggio del 2023.</p>
<p>Ed &egrave; stato <em>bello</em> che questo sogno si sia concretizzato nel giorno dell'omaggio a <strong>Sven Goran Eriksson</strong>, l'uomo prima ancora che l'allenatore, capace di mettere a nudo la sua vulnerabilit&agrave; fisica per <em>godersi</em> quei tributi che assurdamente si riservano a chi non c'&egrave; pi&ugrave;. Lui ha voluto e vuole provare sulla pelle quelle emozioni che viaggiano da Liverpool a Goteborg sino a Genova. Senza fingere che vada tutto bene, anzi. C'&egrave; molta tragicit&agrave; nel suo doloroso cammino, ma anche tanto amore. Lo stesso che non si pu&ograve; non provare per un ragazzo come<strong> Estanis Pedrola</strong>, che stringe il suo sogno tra le mani e ogni volta lo vede svanire come una bolla di sapone. Durante la partita con la Reggiana addirittura accasciandosi al suolo piangendo dalla disperazione. Tra lo svedese e lo spagnolo, separati da tre generazioni, c'&egrave; un'intera vita in mezzo. Quella vita che, sappiamo, &egrave; piena di <em>sorprese</em>, belle e brutte, di gioie e di dolori, di soddisfazioni e delusioni, di cadute e rinascite Sino all'inesorabile <em>livella. </em>Per questo siamo tutti Sven ed Estanis. Tranne, forse, quelli che si pestano per una partita di pallone. Ma questa &egrave; un'altra, brutta storia che non merita di essere commentata.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, Pirlo e la voglia matta di trasformare l'impresa in miracolo]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-pirlo-e-la-voglia-di-trasformare-l-impresa-in-miracolo-71879</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Anche se in molti (troppi) negli ultimi anni raccontano il calcio come fosse una materia complicatissima, chiunque minimamente esperto la scorsa estate avrebbe compilato la...]]></description>
			<pubDate>Thu, 02 May 2024 14:20:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se in molti (troppi) negli ultimi anni raccontano il calcio come fosse una materia complicatissima, chiunque minimamente esperto la scorsa estate avrebbe compilato la classifica del campionato di serie B proprio come appare cristallizzata oggi, a tre giornate dal termine della cosiddetta regular season. Posizione pi&ugrave;, posizione meno. E al netto di un paio di inevitabili sorprese. Per esempio, il Catanzaro &egrave; andato un po' oltre le aspettative e il Bari un po' al di sotto. Ma sfido chiunque a negare che, restando nelle zone alte della graduatoria, Parma, Como, Venezia e Cremonese siano le quattro squadre, anzi, le quattro "rose", pi&ugrave; forti e le immediate inseguitrici quelle deputate a giocarsi il posto nei play off. Sampdoria compresa.</p>
<p>Ecco perch&eacute;, comunque vada a finire questa stagione, la Samp di Andrea Pirlo sta spremendo il massimo da se stessa. La scorsa estate questo era stato l'obiettivo dichiarato e questo &egrave;. Con ottime possibilit&agrave; di centrarlo. Considerata la partenza in ritardo, un mercato limitato dai paletti finanziari, qualche errore in fase di costruzione dell'organico (tre terzini sinistri e nemmeno un centrale difensivo di categoria, l'incerta attribuzione del ruolo di centravanti), la sottovalutazione iniziale delle difficolt&agrave; da parte dello stesso allenatore (neofita della B pure lui), l'et&agrave; media molto giovane, addirittura giovanissima nel delicato reparto arretrato dove in B dettano ancora legge i Masiello, l'ecatombe di infortuni che hanno privato la formazione per quasi due terzi del campionato di tre elementi del calibro di Pedrola, Esposito e Borini. Tralasciando i lungodegenti e non considerando Benedetti. Misceliamo il tutto e aggiungiamo i due punti di penalizzazione.</p>
<p>Basterebbe questo a smascherare i leoni da tastiera che si lamentano del poco gioco (indubbiamente &egrave; cos&igrave;) espresso dalla Samp nelle ultime giornate. Chi storce il naso di fronte alla partita di Lecco o &egrave; in cattiva fede o non conosce il calcio. Pirlo, con il peso della rsponsabilit&agrave; di dover fare risultato a ogni costo, ha dovuto rinunciare a Depaoli, Esposito e Borini squalificati, all'acciaccato Piccini e ha perso per strada, su un terreno infame e contro un avversario in cerca di gloria effimera e senza nulla da perdere, pure Kasami e Murru. Non a caso, appena sono entrati De Luca e Pedrola (prima non potevano farlo) la partita &egrave; completamente cambiata e i tre punti sono arrivati, trasformando il pantano del "Rigamonti Ceppi" in velluto.</p>
<p>Immaginate questa Sampdoria: Stankovic/Depaoli, Piccini, Ferrari, Murru (o Barreca o Giordano); Kasami, Yepes, Benedetti (o Vieira o Darboe)/ Pedrola, De Luca, Esposito con Borini jolly per ogni ruolo dell'attacco in virt&ugrave; della sua esperienza. Questa &egrave; la Sampdoria, non quella scesa in campo obtorto collo a Lecco, in piena emergenza. Questa Sampdoria, senza tra l'altro i due punti di penalit&agrave;, sarebbe a ridosso delle quattro "grandi" del campionato di serie B. E, probabilmente, sarebbe pure in grado di competere con loro.</p>
<p>Non c'entrano l'ottimismo e l'euforia, sono dati oggettivi, certificati dai numeri. Ecco perch&eacute; a gennaio, rilevando anche come il gruppo fosse attaccato ad Andrea Pirlo, dissi e scrissi che la Samp sarebbe approdata nei play off. Non c'&egrave; ancora, ma numericamente senza il -2 &egrave; come se ci fosse. E, comunque, ha le carte in regola per arrivarci, magari gi&agrave; domenica nello scontro quasi diretto con la rediviva Reggiana. Ecco perch&eacute; sostengo che Pirlo abbia fatto un grande lavoro, pur tra alti e bassi e con inevitabili peccati di inesperienza. Per larghi tratti della stagione questa non &egrave; stata una squadra, ma un'armata brancaleone, compresa la trasferta di Lecco. Eppure ne &egrave; uscita vincente.</p>
<p>Per quanto mi riguarda, possiamo gi&agrave; parlare di impresa. Per il miracolo, speriamo che dalle parti di Bogliasco si stiano attrezzando.</p>
<p>&nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, il veleno nella Kouda e le ragioni per sperare]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-il-veleno-nella-kouda-e-le-ragioni-per-sperare-71376</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Una Sampdoria talmente brutta al "Picco" contro il generoso e spuntatissimo Spezia da pensare che sia stato davvero il virus intestinale rivelato da Pirlo dopo la partita ad...]]></description>
			<pubDate>Sun, 21 Apr 2024 16:35:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una Sampdoria talmente brutta al "Picco" contro il generoso e spuntatissimo Spezia da pensare che sia stato davvero il virus intestinale rivelato da Pirlo dopo la partita ad avere condizionato la prestazione dei blucerchiati sul campo. Vero &egrave; che di recente - pur in presenza di buon risultati (quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta nelle ultime sei gare) la Samp stava gi&agrave; giocando piuttosto male. Ma non cos&igrave; male e senza sangue come accaduto sabato nel derby regionale. Ecco perch&eacute; la speranza &egrave; che si sia toccato il fondo di un periodo assai poco brillante e che da sabato in poi - ore 16,15 al "Ferraris" contro l'ottimo Como - si possa vedere una squadra diversa nel poker di incontri che restano al termine della regular season di serie B.</p>
<p>A "sporcare" il pomeriggio ci si sarebbe pure messo il presunto episodio di razzismo nei confronti di Kouda da parte di un piccolo gruppo di tifosi blucerchiati. Benissimo ha fatto la societ&agrave; a emettere tempestivamente un comunicato in cui dichiara la propria assoluta disponibilit&agrave; ad assecondare le autorit&agrave; nel riconoscimento degli eventuali responsabili dello squallido gesto. Poi, resto dell'idea che certi comportamenti - da condannare, reprimere e punire - siano pi&ugrave; frutto dell'idiozia che del razzismo vero e proprio, altrimenti non si capisce perch&egrave; Darboe sia stato risparmiato dai medesimi imbecilli. Che si tratti di stupidit&agrave; &egrave; persino confermato dal fatto che il povero Kouda (in bocca al lupo sincero a questo ragazzo per il prosieguo della sua carriera) sia stato involontariamente il miglior giocatore della... Sampdoria. Si fosse chiamato Coda e non Kouda, le cose sarebbero andate diversamente.</p>
<p>Detto dunque ogni "male" della Samp vista alla Spezia, veniamo alle ragioni per le quali il sabato spezzino non &egrave; stato totalmente da buttare via. I pareggi di Brescia, Pisa, Cittadella-Sudtirol hanno anzitutto consentito alla squadra di Pirlo di conservare, con il punto miseramente raccolto senza meriti, l'ottava piazza in campionato con una giornata in meno da disputare. Poi, la sorte si &egrave; rivelata alquanto benevola. Se un rigore come quello di Borini fosse stato negato alla Sampdoria, di certo Legrottaglie e Mancini, come accaduto durante l'anno a fronte di arbitraggi discutibili sub&igrave;ti dai blucerchiati, si sarebbero fatti sentire. Sorvolo sull'episodio Ghilardi-Di Serio. O meglio concordo con D'Angelo: il Var, applicato cos&igrave;, rovina il calcio. E Ghilardi per l'ennesima ingenuit&agrave; avrebbe "meritato" di essere punito. Ma la stoccata dell'attaccante sulla testa del difensore c'&egrave; ed &egrave; bella netta e con il metro di giudizio di oggi - ripeto, di oggi - quello &egrave; fallo tutta la vita. Dopodich&eacute;, a parti invertite anche la Sampdoria si sarebbe incazzata. Resta il fatto che le cose sono andate bene alla squadra di Pirlo.</p>
<p>In terzo luogo - dopo il risultato e la sorte benevola - aggiungerei che l'avere ritrovato in un colpo solo sul terreno di gioco Piccini, Esposito e un Pedrola in crescita non pu&ograve; che essere considerato strapositivo. E' evidente che tutto questo non basta e non baster&agrave; con il Como, la Sampdoria deve alzare e di molto il livello delle sue prestazioni se vuole mantenere il posto nei play off. Ma l'obiettivo &egrave; ancora e sempre di pi&ugrave; alla portata, quindi va perseguito con ogni mezzo, traendo proprio spunto dalla sfida del "Picco", dove le fiamme dell'inferno sono arrivate a lambire la Sampdoria scottandola appena. Guai a disprezzare i regali del diavolo.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, ora la forza è (anche) nella panchina]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-ora-la-forza-e-anche-nella-panchina-70349</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Quarta vittoria consecutiva, quattro gol segnati, una tripletta (firmata da De Luca) e il settimo posto in classifica "protetto" dall'assalto pomeridiano delle dirette...]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 13:05:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quarta vittoria consecutiva, quattro gol segnati, una tripletta (firmata da De Luca) e il settimo posto in classifica "protetto" dall'assalto pomeridiano delle dirette concorrenti ai play off. Tutto nella stessa, magica serata. Resa ancora pi&ugrave; luminosa dalla presenza di quasi 25.000 tifosi blucerchiati al "Ferraris". Una festa, sebbene la sorpresa fosse nascosta in fondo all'uovo. Eppure il risultato non &egrave; nemmeno troppo largo, considerato che l'ottimo Iannarilli, storico portiere della Ternana, &egrave; stato il migliore in campo e ha compiuto due autentiche prodezze nel primo tempo su Verre e nella ripresa su Borini.</p>
<p>Semmai stupisce come n&eacute; l'arbitro Prontera n&eacute; soprattutto l'assistente Arace abbiano visto il rigore di Amatucci, per il quale &egrave; stato determinante e provvidenziale per la Sampdoria l'intervento di Miele al Var. Roba che il penalty di Ghilardi a Bari, fischiato senza esitazioni, &egrave; acqua fresca. Eppure secondo un "collega" nazionale la Samp &egrave; pure sostenuta dalla... criminalit&agrave; organizzata. Viene da ridere, se non fosse che di fronte a certe cose ci sarebbe da piangere. L'importante &egrave; che tutto sia andato a dama, poich&eacute; se i successi con Ascoli e Bari erano stati un po' generosi, la prestazione contro le Fere ha completamente riabilitato la Samp e prodotto tre punti meritatissimi.</p>
<p>Va semmai rimarcato come, anche in questa circostanza, l'apporto della panchina, nel momento in cui la squadra era un po' spenta, sia stato decisivo. Gli ingressi di Piccini, Alvarez ma soprattutto Borini e Stojanovic hanno riacceso la luce, facendo pendere la bilancia nettamente in favore dei blucerchiati. Nell'attesa di rivedere in campo anche Esposito e Pedrola, i diamanti neanche trooppo grezzi di Andrea Pirlo.</p>
<p>Insomma, c'&egrave; di che essere ottimisti. Senza esaltazioni ma con fiducia. Questa Sampdoria non &egrave; la stessa di inizio stagione: ha cambiato diversi giocatori (Kasami, per dirne uno, non c'era; De Luca era convalescente), ha visto maturare i giovani (Stankovic, Ghiliardi, Facundo, Yepes ora hanno 30 partite di serie B alle spalle), si &egrave; rinforzata a gennaio (persino il 2006 Leoni gioca come un veterano e sta offrendo un grande contributo), si &egrave; assestata a livello societario, &egrave; cresciuta di pari passo con la maturazione di Pirlo come allenatore. Tutti ingredienti che autorizzano a sperare nel raggiungimento dell'obiettivo play off. Che non significa serie A, ma la possibilit&agrave; di giocarsela. E per un club che 11 mesi orsono era sull'orlo del fallimento si tratterebbe comunque di un traguardo insperato. Che potrebbe diventare addirittura eccezionale se pure Esposito e Pedrola fossero a disposizione nella "coda" alla regular season al massimo della condizione. Intanto, conta non abbassare la guardia e restare umili. Poi, presentarsi da dietro, a fari spenti, con 20 e non solo 11 giocatori potabili consentirebbe di sedersi al tavolo con l'ambizione di arrivare sino al dolce.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, dalla Sud in trasferta a Bari la spinta per l'impresa]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-dalla-sud-in-trasferta-a-bari-la-spinta-per-l-impresa-69607</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/sampdoria-dalla-sud-in-trasferta-a-bari-la-spinta-per-l-impresa-69607</guid>
			<description><![CDATA[Tre vittorie di fila, quattro nelle ultime cinque partite e settimo posto agganciato nel segno di un Kasami sempre pi&ugrave; leader. Risultati che per la Sampdoria sono...]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 16:00:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tre vittorie di fila, quattro nelle ultime cinque partite e settimo posto agganciato nel segno di un Kasami sempre pi&ugrave; leader. Risultati che per la Sampdoria sono arrivati anche un po' cos&igrave;, senza brillare, esattamente come in altre occasioni erano sfumate vittorie meritatissime (vedi con il Brescia). Questa &egrave; la serie B, signori. Gli equilibri sono instabili, come dimostra il Sud Tirol che strapazza quella stessa Cremonese che a Marassi era sembrata il Real Madrid. Contano i numeri, le situazioni contingenti mentre le chiacchiere stanno a zero.</p>
<p>A otto giornate dalla fine del campionato trovo bislacco che ci sia ancora chi discetta sul fatto che la Samp a Bari ha sub&igrave;to tre ripartenze nell'ultimo quarto d'ora rischiando di perdere ma anche di vincere, come poi &egrave; avvenuto. Pretendere che Pirlo cambi la mentalit&agrave; della squadra proprio ora &egrave; come chiedere a una persona di 60 anni di mutare carattere. E' cos&igrave;, basta. Prendere o lasciare. La Sampdoria &egrave; questa e tale rester&agrave; sino alla fine, con pregi e difetti. I giocatori sono stati impiegati tutti, i moduli pure (basti ricordare che si &egrave; partiti con il 4-3-3 per approdare al 3-5-2, uno l'opposto dell'altro). Dunque, da adesso in poi valgono solo ed esclusivamente i risultati.</p>
<p>E alla ripresa del campionato - contro una Ternana che verr&agrave; a Marassi a vendere cara la pelle come ha fatto l'Ascoli - ci sar&agrave; comunque un'altra ghiotta opportunit&agrave; per allungare il passo e consolidare la posizione in vista dello sprint finale, nel corso del quale i blucerchiati potrebbero finalmente contare su un organico allargato. La potenza dei cambi &egrave; emersa sia con l'Ascoli che con il Bari. Inoltre, arrivare da dietro, lo ribadisco, pu&ograve; essere un vantaggio e la pressione sar&agrave; tutta sugli avversari che hanno occupato lungamente le zone nobili della classifica.</p>
<p>Ecco perch&eacute;, questo s&igrave; &egrave; lecito pretenderlo, la Sampdoria non dovr&agrave; pi&ugrave; fallire da qui a met&agrave; maggio l'approccio e l'atteggiamento. L'obiettivo play off &egrave; nelle mani dei blucerchiati, che sono diventati padroni del loro destino e hanno un calendario sulla carta non impossibile. La lectio magistralis di tifo impartita dalla gradinata Sud in versione trasferta al "San Nicola" deve servire come spinta propulsiva. Con un pubblico cos&igrave;, niente &egrave; impossibile a patto di volerlo. I mezzi ci sono. Anche senza l'aiuto di... agenti esterni. Visto e rivisto il rigore di Ghilardi (da un'inquadratura appare chiarissimo come il pallone sbatta addirittura sul fianco del difensore), viene da pensare che certe "organizzazioni" stiano inesorabilmente perdendo colpi.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, adesso inizia un nuovo campionato]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-adesso-inizia-un-nuovo-campionato-69310</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[La vittoria in rimonta con l'Ascoli vale molto di pi&ugrave; dei tre punti - pur "pesantissimi" - raccolti dalla Sampdoria. Vale di pi&ugrave; per come &egrave; arrivata, in...]]></description>
			<pubDate>Tue, 12 Mar 2024 12:45:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vittoria in rimonta con l'Ascoli vale molto di pi&ugrave; dei tre punti - pur <em>"pesantissimi"</em> - raccolti dalla <strong>Sampdoria</strong>. Vale di pi&ugrave; per come &egrave; arrivata, in maniera sofferta, rocambolesca e alla fine meritata. Vale di pi&ugrave; perch&eacute; i giocatori, forse per la prima volta in questa stagione al <em>"Ferraris"</em>, hanno percepito l'alchimia che il pubblico blucerchiato &egrave; in grado di generare, aiutandoli a trasformare la tensione in energia positiva. Vale di pi&ugrave; perch&eacute; l'ingresso dei "big" dalla panchina - <strong>Esposito, Depaoli, Borini</strong> - ha confermato che al completo o quasi la <strong>Samp</strong> non &egrave; inferiore alle avversarie (a parte <strong>Parma</strong> e <strong>Cremonese</strong>). Vale di pi&ugrave; perch&eacute; i play out sono sufficientemente lontani e i play off aritmeticamente agganciati.</p>
<p>Vale di pi&ugrave; perch&eacute; senza la penalizzazione la classifica sarebbe ancora pi&ugrave; favorevole, segno che nonostante le difficolt&agrave; di una partenza ritardata, un mercato frenato dai paletti e un fisiologico periodo di adattamento di <strong>Pirlo</strong> alla serie B i valori ci sono. Vale di pi&ugrave; perch&eacute; ora i giovani - ne cito quattro: <strong>Stankovic, Ghilardi, Facundo, Yepes</strong> - non sono gli "stessi" che hanno iniziato il campionato ma hanno pi&ugrave; esperienza nella testa e nelle gambe. Vale di pi&ugrave; perch&eacute; all'appello del gruppo definitivo mancano ancora <strong>Verre e Piccini</strong> e lascio fuori <strong>Pedrola</strong> per scaramanzia e per... esasperazione.</p>
<p>Vale di pi&ugrave; perch&egrave; <strong>la Sampdoria arriva da dietro</strong>, non ha nulla da perdere e pu&ograve; diventare la mina vagante, il pericolo, lo spauracchio per chi &egrave; davanti e sente il suo fiato sul collo. Vale di pi&ugrave; perch&egrave; la scorsa settimana l'amministratore delegato <strong>Raffaele Fiorella ai microfoni di Telenord ci ha messo la faccia</strong>, illustrando un progetto di consolidamento e sviluppo concreto che, sino a prova contraria, merita credito e fiducia. Vale di pi&ugrave; perch&egrave; la Sampdoria &egrave; la Sampdoria e nel suo dna non c'&egrave; la serie B.</p>
<p><strong>Tutto bello, tutto facile dunque? Neanche per idea</strong>. Logico che centrare i play off da ottava o da settima (oltre sembra francamente impossibile) significa dover sudare e molto per raggiungere l'obiettivo della promozione. Ma questo non &egrave; un buon motivo, ora, per lasciare qualcosa di intentato. Per la Sampdoria ieri sera &egrave; scattato un nuovo campionato, che deve essere giocoforza completamente diverso da quello disputato sino a questo momento, sia a livello mentale che di target finale. <strong>Sar&agrave; fondamentale , da qui in avanti, non perdere pi&ugrave; terreno e soprattutto giocatori sul piano fisico</strong> (dal Mapei Lab dovrebbero giungere le direttive giuste per non replicare gli errori di gestione della prima parte di stagione). Poi, si faranno i conti.</p>
<p>Ma &egrave; chiaro che una Samp con i giovani (di valore) maturati strada facendo, i senatori Barreca, Depaoli, Kasami, Borini stabilmente in campo, il virtuoso Esposito e il centravanti operaio De Luca ha <em>l'obbligo morale</em> di giocarsela sino alla fine, con il coltello tra i denti e smettendola di sbagliare approccio come accaduto anche con l'Ascoli. Adesso si fa sul serio. E bisogna essere seri. Dopodich&eacute;, vada come vada. A patto di non lasciare per strada neanche mezzo rimpianto. La storia sta bussando alla porta, Pirlo e i suoi la facciano entrare.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, il dovere di non sbagliare e il diritto di crederci]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-il-dovere-di-non-sbagliare-e-il-diritto-di-crederci-68901</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[La vittoria della Sampdoria a Piacenza contro la Feralpi Sal&ograve; ha riportato d'attualit&agrave; una lezione che il calcio non smette mai di insegnare: c'&egrave; un tempo...]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Mar 2024 15:30:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vittoria della <strong>Sampdoria</strong> a Piacenza contro la Feralpi Sal&ograve; ha riportato d'attualit&agrave; una lezione che il calcio non smette mai di insegnare: c'&egrave; un tempo per cadere e uno per risorgere. Protagonista della storia <strong>Valerio Verre</strong>, riabilitato dopo oltre un mese di purgatorio per effetto del braccio di ferro contrattuale con la societ&agrave;. Il fantasista &egrave; tornato in campo ed &egrave; stato il migliore con rigore procurato, assist e perla finale di un gol che ha chiuso una partita stranamente in bilico. Poco, ancora troppo poco per parlare di riscatto. La parola <em>"magica"</em> &egrave; <em>continuit&agrave;</em>. Tuttavia, Verre ha dimostrato come tutto sia possibile, anche quando non lo sembra. Risorgere dalle ceneri di una stagione grigia, anonima, all'apparenza compromessa da un mancato trasferimento in Turchia e riproporsi sulla scena con nuove ambizioni.</p>
<p>E' lo stesso percorso che pu&ograve; e deve fare la Sampdoria da qui alla fine del campionato. Luned&igrave; prossimo al <em>"Ferraris"</em>, sinora casa ostile per i blucerchiati che a Marassi vantano un bilancio misero di 4 sole vittorie, 3 pareggi e ben 7 sconfitte, per un totale di appena 15 punti raccolti, arriva l'<strong>Ascoli,</strong> squadra coriacea come il suo allenatore <strong>Castori</strong>, un tipo vecchio stampo, che non verr&agrave; a Genova per giocarsela ma per mettere il pullman davanti all porta e tornare nella Marche con qualcosa tra le mani. Nonostante questo, <strong>stavolta per la Samp scatter&agrave; una sorta di obbligo <em>morale</em></strong>, di divieto di sbagliare, l'imperativo categorico di vincere, come non accade al <em>"Ferraris"</em> dallo scorso dicembre. Non importa come, se con la classe di Verre e magari dei rientranti Esposito e Borini (staffetta?) o con la clava di Ghilardi e Facundo. Il resto del campionato passa da questa partita.</p>
<p>Gi&agrave; oggi <strong>la Sampdoria &egrave; ad appena due punti dai play off,</strong> un obiettivo per il quale - vista la minima distanza - <strong>&egrave; scattato il diritto a crederci</strong>. Play off che possono dire tanto (ancora fresca &egrave; la memoria dell'impresa targata Iachini) o nullam giacch&eacute; sono un terno al lotto, specie per chi arriva da dietro. Ma proprio l'effetto sorpresa, il rincorrere, unito al fatto di chiamarsi Sampdoria pu&ograve; rappresentare una forte pressione per gli avversari davanti. Ecco perch&egrave; luned&igrave; la squadra di Pirlo non dovr&agrave; fallire: sar&agrave;, quella sfida, la cartina di tornasole di un'intera stagione. Ma come si parla di rischio play out (cinque punti sono ancora pochi per sentirsi al riparo) cos&igrave; si pu&ograve; e si deve parlare di sogno play off. Senza con questo andare a incidere sullo stato d'animo della Sampdoria, che non deve mutare.</p>
<p><strong>L'impulso di questa fase positiva e propositiva pu&ograve; giungere anche alla societ&agrave;</strong>, che dopo la straordinaria impresa di salvataggio della scorsa estate, l'allestimento di un buon organico in fretta e furia e la realizzazione di un eccelente mercato di gennaio, adesso sembra attraversare una fase di stanca. Occorre fare chiarezza sulla situazione (perch&eacute; a maggio Qatar Sports Investments era stato indicato in un comunicato ufficiale di Gestio Capital come investitore ufficiale nell'operazione e a febbraio &egrave; diventato <em>"solo"</em> un soggetto con il quale si potr&agrave; eventualmente avere a che fare in futuro?), sui dirigenti (chi gestisce l'area sportiva? Legrottaglie o Mancini?), sull'area medica (di chi la responsabilit&agrave; dell'ecatombe infortuni?). Per quanto riguarda il Cda, la scelta &egrave; arrivata con l'ingresso di <strong>Maheta Molango</strong> al posto di <strong>Marco Lanna</strong> e l'ascesa (doverosa) di <strong>Matteo Manfredi</strong> alla presidenza. Non conosco il nuovo consigliere, al quale va augurato buon lavoro. <em>E' indubbio che la scelta sia ormai orientata a un progressivo distacco del club dal tessuto locale e dalla sampdorianit&agrave;.</em> Ma &egrave; il futuro del calcio in generale che va in questa direzione e non ha pi&ugrave; senso stupirsene.</p>
<p><strong>Resta il fatto che sarebbe folle e sbagliato gettare via il bambino con l'acqua sporca perch&eacute; questa propriet&agrave; merita fiducia sino a prova contraria</strong>. Ma occorre un po' di <em>"pulizia"</em>, di trasparenza sul presente e sul futuro. Anche per provare davvero a cavalcare, con unit&agrave; di intenti, l'onda lunga di un entusiasmo che potrebbe scatenarsi luned&igrave; 11 alle 22,30 circa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, rafting tra le rapide: serve una guida esperta]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-rafting-tra-le-rapide-serve-una-guida-esperta-68354</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Sgombero subito il campo dagli equivoci: l'espressione "il pesce puzza dalla testa" non mi &egrave; mia piaciuta e continua a non piacermi. Non perch&eacute; non sia verosimile,...]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 Feb 2024 15:50:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sgombero subito il campo dagli equivoci: l'espressione <em>"il pesce puzza dalla testa"</em> non mi &egrave; mia piaciuta e continua a non piacermi. Non perch&eacute; non sia verosimile, ma perch&egrave; penso che la testa - da chiunque (salvo qualche eccezione...) venga rappresentata nella situazione contingente- agisca in buona fede, considerato che &egrave; anche interesse proprio far andare bene le cose. Dunque, nessun processo sommario, men che meno alcuna sentenza. Specie a carico dell'attuale propriet&agrave;, che ha rilevato la Sampdoria sul filo di lana del fallimento e ha dovuto organizzare in quattro e quattr'otto un campionato di serie B che rischiava di essere addirittura di due lettere sotto.</p>
<p>Premesso ci&ograve; che dovrebbe essere scontato, &egrave; innegabile che i nodi dell'inesperienza - nel momento in cui la stagione si &egrave; per varie ragioni increspata - stiano venendo a galla. Nella Samp &egrave; nuova la propriet&agrave; incarnata dall'azionista di riferimento Matteo Manfredi. E' neofita (del calcio) l'amministratore delegato Raffaele Fiorella. Sono neofiti del ruolo l'Head of performance Nicola Legrottaglie e il direttore sportivo Andrea Mancini, &egrave; neofita della serie B l'allenatore Andrea Pirlo, &egrave; nuovo nel ruolo il team manager Lorenzo Ariaudo, &egrave; nuovo e ora pure rivoluzionato lo staff medico. Troppe novit&agrave;, troppe "scommesse", troppe incognite laddove invece la Sampdoria - proprio per le difficolt&agrave; oggettive in cui &egrave; stata ed &egrave; costretta a muoversi - avrebbe bisogno di certezze, esperienza e mestiere.</p>
<p>Le dimissioni al buio di Marco Lanna dalla presidenza, le insofferenze e gli sfoghi di Pirlo (su campo di allenamento, staff medico e gestione di Verre), la mancanza di risultati sul campo e, forse, pure gli arbitraggi poco equilibrati, non sono frutto del caso, bens&igrave; si tratta di situazioni che danno l'impressione di essere sfuggite di mano, di rotolare come un pallone, di scorrere come un fiume senza argini. Si sta facendo per la prima volta rafting tra le rapide senza una guida esperta. Intendiamoci: quelle elencate sono cose e dinamiche che possono succedere nella vita di un club, ma vanno prevenute, gestite, indirizzate o, meglio, governate. Appunto con la conoscenza profonda della materia, che attualmente alla Sampdoria nessuno possiede pienamente. L'avr&agrave;, la maturer&agrave;, le competenze e l'impegno non mancano, ma occorre una cura immediata e urgente.</p>
<p>La soluzione? Nessuna ha la bacchetta magica. Ma se si vogliono (e si debbono) scongiurare conseguenze drammatiche al termine di questo trend, bisogna che qualcuno prenda in mano la situazione e se ne faccia carico. Con decisione e decisionismo. Se &egrave; Manfredi l'uomo forte, bene, si stabilizzi a Genova sette giorni su sette e viva quotidianamente la vita della societ&agrave; e della squadra, le problematiche dell'ambiente, assumendone il controllo e la responsabilit&agrave;. Oppure si cerchi&nbsp; un direttore generale navigato (butto l&igrave; un nome solo per rendere l'idea, non so quanto sia ancora sul pezzo, tipo Ariedo Braida) e gli si attribuiscano compiti ben precisi. Ma si eviti il fatalismo, si eviti di rimandare di partita in partita, si eviti di confidare nel riscatto immediato o nel recupero di Pedrola. Perch&eacute; poi si rischia di rendersi conto della realt&agrave; quando &egrave; troppo tardi.</p>
<p>Il tempo per mettere in sicurezza il campionato e quindi il futuro c'&egrave; tutto. Ma non &egrave; un tempo illimitato. E pi&ugrave; si va avanti, pi&ugrave; il margine di manovra per una societ&agrave; gloriosa come la Sampdoria, non abituata a lottare nei bassifondi della serie B, si restringe. Si batta subito un colpo forte. Di colpi se ne sono gi&agrave; presi abbastanza.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, è l'ora della difesa in campo e fuori]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-e-l-ora-della-difesa-in-campo-e-fuori-67641</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[A quasi due terzi della stagione calcistica e a circa quattro mesi dalla ricorrenza del primo anno del cambio di gestione, per la Sampdoria scocca l'ora di difendersi sia in...]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 15:10:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A quasi due terzi della stagione calcistica e a circa quattro mesi dalla ricorrenza del primo anno del cambio di gestione, per la Sampdoria scocca l'ora di difendersi sia in campo che fuori. Allo scopo di mettere in sicurezza il campionato e lo sviluppo del progetto societario. Intendiamoci: allo stato attuale n&eacute; l'uno n&eacute; l'altro risultano a rischio. Con la formazione al completo (l'infermeria si sta svuotando) e l'innesto dei nuovi arrivi la squadra di Pirlo non dovrebbe avere alcun problema a centrare il traguardo di una salvezza tranquilla, per non dire qualcosa di pi&ugrave;. Cos&igrave; come l'operazione di acquisizione del club appare "blindata" e un Tribunale, quello di Genova, ha gi&agrave; respinto il primo ricorso inoltrato dal proprietario precedente.</p>
<p>Esistono tuttavia due "per&ograve;"... Il primo riguarda appunto il rettangolo di gioco. La Samp ha gi&agrave; sub&igrave;to sei rimonte, segno che possiede la capacit&agrave; e il merito di imporre il proprio gioco e passare in vantaggio ma non l'abilit&agrave; di gestirlo. Nemmeno sopra di due gol, come accaduto con il Modena. Al netto della condizione fisica dei singoli (era logico che Esposito, Alvarez, Piccini, Kasami calassero alla distanza) probabilmente &egrave; anche una questione di equilibri. Abbiamo sempre sostenuto Andrea Pirlo e continuiamo a farlo, perch&eacute; ha idee e sa trasmetterle ai calciatori. Ma, forse, qualcosa in pi&ugrave; per conservare il risultato sabato scorso forse poteva farlo anche lui, magari anticipando la sostituzione di Alvarez che non riusciva pi&ugrave; a dare il suo contributo alla fase di non possesso, favorendo lo sfondamento degli avversari da quella parte parte. Magari un 4-4-2 con Stojanovic e Depaoli a protezione avrebbe potuto permettere di compensare la perdita fisiologica di energie. Siamo nel campo delle ipotesi, certamente, ma come mi suggerisce il saggio Enrico Nicolini "visto che non riesci pi&ugrave; ad attaccare e sei costretto a difenderti, almeno prova a farlo con le persone giuste".</p>
<p>Non sarebbe un'abiura alle proprie idee o un delitto grave rinunciare per qualche minuto, dentro alla singola partita, alle prerogative di partenza. Pirlo, che &egrave; grande in tutto, anche nell'umilt&agrave; e nella propensione a crescere come allenatore, potrebbe rifletterci e, specie quando finalmente avr&agrave; dolci "problemi" di scelta, potr&agrave; trovare le soluzioni pi&ugrave; idonee per sperperare meno il patrimonio meritocraticamente accumulato attraverso lo spirito di iniziativa della sua Sampdoria.</p>
<p>La seconda fase cosiddetta difensiva spetta alla propriet&agrave;, che sta cercando di non arrivare al 28 maggio (udienza sul ricorso di Ferrero al Tribunale di Milano) senza un accordo in tasca. Personalmente (ero presente) la conferenza stampa di Matteo Manfredi sabato dopo la partita con il Modena &egrave; piaciuta. Intanto, perch&eacute; ci ha messo la faccia. Poi, perch&eacute; ha suturato qualche "perdita" derivante, a mio parere, dalla visita nei giorni precedenti dell'amministratore delegato della Sampdoria, Raffaele Fiorella, alla Federclubs. Non che ci sia stato nulla di male, anzi, ma da quel momento in avanti in rete, attraverso i vocali di whatsApp e il passa parola &egrave; stato tutto un proliferare, verrebbe da scrivere un fiorire, di interpretazioni e frasi riportate riconducibili all'alto dirigente. Un conto &egrave; una visita "istituzionale", di cortesia. Un altro conversare di strategie.</p>
<p>Fiorella, che &egrave; un manager di alto livello, sapr&agrave; certamente che una cosa detta a una persona o a un gruppo di persone quando viene trasferita ad altre attraverso il tam tam assume via via significati diversi, ai limiti della stortura. Cos&igrave; se ne sono lette e ascoltate di tutti i tipi per non scrivere di tutti i colori. Questo tipo di comunicazione &egrave; sempre un pericolo e, secondo me, andrebbe evitato o ponderato bene. E lo dico non per tirare l'acqua al mio mulino informativo - dopo 33 anni di questo lavoro cerco di viaggiare un po' pi&ugrave; in alto dei personalismi - ma nell'interesse del club. Lo considero comunque un errore in buona fede e non cos&igrave; grave.&nbsp;</p>
<p>Bene tuttavia, secondo me, ha fatto Manfredi a parlare invece alla luce del sole, accettando il garbato contraddittorio (come non si pu&ograve; concedere credito e fiducia a chi ha salvato la societ&agrave; dal fallimento?) e illustrando con lucidit&agrave; e capacit&agrave; di sintesi, senza ghirigori, la situazione della Sampdoria. Il cui salvataggio &egrave; stato un capolavoro di ingegneria finanziaria che ora viene studiato nelle Universit&agrave; e copiato da altri e il cui sviluppo viene rallentato o frenato dai ricorsi (giuridicamente legittimi) di Ferrero. Ma la propriet&agrave; e la societ&agrave;, che pure hanno riconosciuto di non avere messo in conto durante la due diligence tanta veemenza da parte dell'ex proprietario, hanno voluto far sapere di non esserne intimoriti e al di l&agrave; di investitori futuri da accogliere in acque placide le risorse per andare avanti ci sono a prescindere. Quindi, fatta chiarezza, ora &egrave; giusto difendersi per poter tornare all'attacco pi&ugrave; forti di prima. Per ora &egrave; un auspicio, la speranza &egrave; che possa diventare una solida e concreta certezza.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, il "Ferraris" è diventato la casa dei fantasmi]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-il-ferraris-e-diventato-la-casa-dei-fantasmi-66973</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Ventisette sconfitte su 49 partite disputate al "Ferraris" negli ultimi due campionati e mezzo. Ecco il dettaglio che devo al collega Marco Marchegiano, dolorosamente diligente...]]></description>
			<pubDate>Sun, 21 Jan 2024 15:05:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ventisette sconfitte su 49 partite disputate al "Ferraris" negli ultimi due campionati e mezzo. Ecco il dettaglio che devo al collega Marco Marchegiano, dolorosamente diligente nei conteggi.&nbsp; Stagione 2021-2022: 10; stagione 2022-2023: 11; stagione 2023-2024: 6. E ancora: '21-'22: 10 sconfitte, 3 pareggi, 6 vittorie; '22-'23: 11 sconfitte, 7 pareggi, 1 vittoria; '23-'24: 6 sconfitte, 1 pareggio, 4 vittorie. In sintesi, nelle ultime 49 gare a Marassi la Samp ne ha vinto solamente 11.</p>
<p>Il "brutto" &egrave; che in panchina si sono alternati diversi allenatori (da D'Aversa a Giampaolo, da Stankovic a Pirlo), dietro la scrivania si sono avvicendati dirigenti e direttori sportivi ed &egrave; persino cambiata la propriet&agrave;, per non dire i calciatori. Gli unici a rimanere fedeli a loro stessi sono i tifosi, ai quali nulla &egrave; imputabile visto il sostegno perenne alla squadra e a chi la guida, in campo e fuori. E allora? Possibile che tanta discontinuit&agrave; non sia bastata e continui a non bastare per invertire un trend pluriennale? E' verosimile che l'anno scorso i giocatori della Samp fossero i peggiori della serie A e quest'anno tra i peggiori della serie B? L'attuale campionato assomiglia terribilmente a quello passato ma con una categoria di differenza.</p>
<p>Interrogativi destinati a restare senza risposta, poich&eacute; nessuno sembra in grado di offrire risposte convincenti bens&igrave; soltanto argomentazioni parziali che in un arco temporale cos&igrave; lungo faticano a spiegare tutto. Gli arbitraggi? Certo. Dal pestone non fischiato in area di Marusic a Quagliarella al rigore grottesco con il Parma (sfido chiunque a dire che lo sia o non lo sia guardando le immagini) c'&egrave; una sottolinea linea rossa di inquietudine. Ma possiamo ridurre la sostanza solo a questo? Durante l'attuale stagione prima Legrottaglie e poi Mancini hanno alzato la voce, chiedendo rispetto. Personalmente rispetto a mia volta la loro legittima richiesta ma contemporaneamente mi domando: non sarebbe pi&ugrave; utile e costruttivo, per il bene della Sampdoria, chiedersi perch&eacute; il rispetto, pur reclamato, non arriva? E semmai trovare una soluzione pi&ugrave; efficace per ottenerlo?</p>
<p>Gli infortuni. Fuori discussione che a Pirlo, senza sette titolari, non si possa chiedere pi&ugrave; di tanto (per questo non mi allineo, pur con tutta la stima possibile verso di loro, nell'invocare Iachini o Quagliarella affiancato da un allenatore patentato). Tra l'altro la squadra, sebbene falcidiata dalle assenze, continua a mantenere un'identit&agrave; accettabile. Al tecnico, tuttalpi&ugrave;, mi sento di suggerire umilmente di evitare per un po' la parola "play off", non foss'altro che per scaramazia. Dopodich&eacute; &egrave; anche vero che malanni e squalifiche non possono essere e non sono completamente casuali. Kasami e Benedetti si sono fatti cacciare fuori da soli, ad esempio. Per non dire degli infortuni: 17 di cui 14 muscolari. Durante la gestione Ranieri furono 4. Anche in questo caso, senza caccia alle streghe, non sarebbe meglio domandarsi il perch&eacute; e provare a correre ai ripari per evitare ingenuit&agrave;, stiramenti, ricadute, degenze geriatriche e quant'altro?</p>
<p>Voglio dire che piangersi addosso o continuare a cercare alibi (per quanto esistenti) a ogni costo non aiuta a spezzare una spirale tanto lunga e perversa, certificata dai numeri enucleati in apertura. Qui si continua a precipitare indicando i problemi, anzich&eacute; risolverli. Mica &egrave; facile, d'accordo, ma &egrave; l'unica cosa da fare se si vuole evitare il baratro. Sul mercato ci sono i paletti? Vero, lo sappiamo e sappiamo anche a chi e a cosa sono dovuti. Ma anzich&eacute; ribadirlo, si riuscir&agrave; a trovare un difensore centrale per fare numero? L'operazione Alvarez in attacco lo dimostra: chiaro che la Sampdoria ha dovuto prendere un giocatore fermo da otto mesi, per&ograve; &egrave; riuscita a prenderlo e senza spendere.</p>
<p>Ecco sarebbe pi&ugrave; facile remare nella direzione comune se si abbandonassero le lotte contro i mulini a vento e ci si concentrasse su quanto si pu&ograve; mettere davvero in atto per scongiurare il peggio. E' da tre anni ormai che si sentono sempre gli stessi discorsi da interpreti diversi. E nulla cambia, anzi, la situazione peggiora. Provare a invertire la rotta, a cambiare registro magari aiuta. Magari.&nbsp;</p>
<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, l'obiettivo è salvare il salvabile]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-l-obiettivo-e-salvare-il-salvabile-66679</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Falliti i "set ball" casalinghi di fine anno con Feralpi e Bari - che avrebbero potuto rilanciare le ambizioni di classifica - e inaugurato il 2024 con una nuova sequenza di...]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 Jan 2024 11:05:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Falliti i <em>"set ball</em>" casalinghi di fine anno con Feralpi e Bari - che avrebbero potuto rilanciare le ambizioni di classifica - e inaugurato il 2024 con una nuova sequenza di infortuni e squalifiche di big (Esposito, Kasami, Benedetti), con la rovinosa sconfitta di Venezia e il mercato bloccato, <strong>la Sampdoria si ritrova di nuovo nel bunker a otto mesi di distanza dal maggio pi&ugrave; caldo della sua storia</strong>. E' ritornato il momento di serrare le fila, asseragliarsi in trincea allo scopo di portare a casa l'unico obiettivo che conta: salvare il salvabile. Ovvero la categoria, quella serie B cos&igrave; preziosa da essere stata meritoriamente garantita dalla coraggiosa operazione di primavera firmata <strong>Radrizzani-Manfred</strong>i. Che, da quell'euforica fase in poi, ha visto l'avvicendarsi al comando dei due "soci" e successivamente una fase di stallo oggettivo. <em>"Vorrei ma non posso"</em>, sembra sussurrare <strong>Matteo Manfredi</strong> quando parla della Sampdoria. E si tratta di una posizione comprensibilmente verosimile.</p>
<p>Intanto, perch&egrave; <strong>i nuovi proprietari hanno trovato una situazione finanziaria pi&ugrave; complicata rispetto a quella che era emersa in sede di una pur accurata due diligence</strong>, tant'&egrave; che si parla della necessit&agrave; di iniettare altri 20 milioni oltre a quelli gi&agrave; messi per consolidare la continuit&agrave; aziendale. Poi, perch&eacute; <strong>l'inchiesta della Procura di Genova sulla gestione societaria dal 2018 al 2023 rappresenta una spada di Damocle sia per Manfredi che per nuovi, potenziali investitori</strong>: mettere soldi in un'azienda sotto investigazione da parte della magistratura ordinaria per malversazioni varie &egrave; un rischio troppo grande per chiunque. Da qui nascono la prudenza e l'attendismo, il rinvio di mosse come la convocazione dell'assemblea, la nomina di una nuovo cda, una rinnovata distribuzione della cariche. Insomma, la Sampdoria &egrave; ancora un cantiere aperto. E non per colpa di tizio o caio, ma per il pesante fardello che continua a portarsi dietro in eredit&agrave; dal passato.</p>
<p>La squadra per un momento aveva dato l'impressione di poter trainare la rinascita, ma alla lunga i nodi stanno venendo al pettine. <strong>I tanti infortuni non sono casuali bens&igrave; il frutto di un mercato di necessit&agrave;</strong>. Esposito &egrave; arrivato alla Samp gi&agrave; malandato, per non dire di Ricci, lo svincolato Kasami era reduce da un periodo di inattivit&agrave;, Vieira &egrave;... Vieira ovvero un mese s&igrave; e due no da quando mise piede in Italia. E si potrebbe continuare citando i lungodegenti. E tralasciando gli aspetti tecnici (tre terzini sinistri e appena due centrali di 20 anni), l'assenza di un bomber etc etc. Si tratterebbe di un mero esercizio accademico, mentre la Sampdoria ora ha bisogno di tanta sostanza.</p>
<p><strong>Ecco perch&eacute; occorre essere realisti, accantonare i sogni e concentrarsi solo sul presente</strong>. <strong>Senza isterismi</strong>. Lo devono fare la societ&agrave; (Manfredi lo sta gi&agrave; attuando, da tempo non parla pi&ugrave; di investitori bens&igrave; di <em>"progetto ambizioso che richiede tempo"</em>) e la squadra, indossando l'elmetto e rosicchiando punti qua e l&agrave; per evitare di trovarsi in acque insicure e pericolose per un ambiente non abituato a certe situazioni.<strong> Pirlo deve attingere di nuovo al serbatoio del pragmatismo</strong>, i calciatori hanno l'obbligo di abbandonare i <em>colpi di testa</em> (gli errori disciplinari di Kasami e Benedetti, l'assurda foga di Ricci in laguna stanno costando parecchio). Solo cos&igrave; si pu&ograve; sperare di mettere in sicurezza la stagione, l'unica cosa che conta allo stato attuale. Perch&eacute; il contrario sarebbe solo uno stillicidio e si tradurrebbe in un disastro di proporzioni incalcolabili. L'ambiente blucerchiato, gi&agrave; provato da mesi di sofferenze, non pu&ograve; permetterselo. E non lo merita.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, se "la felicità materiale riposa sempre sulle cifre"]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-la-felicita-materiale-riposa-sempre-sulle-cifre-65611</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Se &egrave; vero, come scriveva Balzac, che "la felicit&agrave; materiale riposa sempre sulle cifre" allora la Sampdoria ha pi&ugrave; di un motivo per essere felice. Nelle...]]></description>
			<pubDate>Sun, 17 Dec 2023 17:20:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se &egrave; vero, come scriveva <strong>Balzac</strong>, che <em>"la felicit&agrave; materiale riposa sempre sulle cifre"</em> allora <strong>la Sampdoria ha pi&ugrave; di un motivo per essere felice</strong>. Nelle prime otto partite del campionato di serie B la squadra di <strong>Pirlo</strong> aveva raccolto la miseria di 5 punti, frutto di una sola vittoria, due pareggi e ben cinque sconfitte. Nelle nove gare successive i blucerchiati hanno collezionato 19 punti, attraverso sei successi, un pari e due ko. La media attuale &egrave; di oltre 2 punti a incontro, ovvero play off sparati, raggiungibili da adesso in avanti persino con una media di 1,5 a match.<br />Dietro i numeri poi ci sono le prestazioni e la Sampdoria di oggi non &egrave; quella del'avvio di stagione, con un allenatore neofita della categoria, qualche senatore da rilanciare nel calcio italiano e una batteria di <strong>pulcini bagnati.</strong> Pirlo, che ha idee e sa costruire e gestire un gruppo, ha fatto un bagno di umilit&agrave; nel Bisagno, confermandosi campione anche in questo. I senatori come <strong>Borini, Depaoli, Murru, Kasami e lo stesso Vieira</strong> si sono calati nella parte. I giovani, sotto la guida sapiente del <strong>Maestro</strong>, stanno facendo passi da gigante: <strong>Stankovic, Facundo, Yepes, Esposito e per ultimo Giordano</strong> non sono i medesimi calciatori di tre, quattro mesi fa.<br />Ecco perch&eacute; questa rimonta e questi risultati non possono e non devono rappresentare un fuoco di paglia destinato a esaurirsi, se la testa e la concentrazione del gruppo reggeranno e la sorte assister&agrave; i rientri progressivi di Benedetti, Pedrola, Vieira e in primavera di Ferrari e Borini. I valori ci sono e di ci&ograve; va anche dato atto alla societ&agrave;, che a gennaio dovr&agrave; magari tentare di riequilibrare un po' l'organico (manca un difensore centrale, La Gumina &egrave; un corpo estraneo da "riciclare").<br />Centrare i play off &egrave; un obiettivo realistico, alla portata. Bisogna crederci. Dopodich&eacute;, vada come vada. Il resto. a proposito di cifre e finanza, &egrave; impegnato a farlo<strong> Matteo Manfredi</strong> con i suoi collaboratori: tutti gli impegni sinora sono stati onorati con seriet&agrave; e rigore. E tanto basta a portare la Sampdoria a concludere l'anno con un ottimismo che, a inizio 2023, soltanto un visionario avrebbe potuto coltivare.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, poker di vittorie al "Ferraris" nel segno del genietto ribelle]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-poker-al-ferraris-nel-segno-del-genietto-ribelle-65269</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[La Sampdoria prima ha sofferto - nei venti minuti iniziali c'&egrave; voluto uno strepitoso Stankovic per arginare il Lecco _ poi &egrave; venuta fuori sfoderando una delle...]]></description>
			<pubDate>Sat, 09 Dec 2023 15:55:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Sampdoria prima ha sofferto - nei venti minuti iniziali c'&egrave; voluto uno strepitoso Stankovic per arginare il Lecco _ poi &egrave; venuta fuori sfoderando una delle migliori prestazione stagionali che &egrave; valsa la quarta vittoria consecutiva al "Ferraris". Nel segno del genietto ribelle Seba Esposito, che prima della gara ha simbolicamente raccolto il testimone dall'icona monumentale Fabio Quagliarella, premiato da Matteo Manfredi e osannato dalla Sud. Mi piace pensare che l'ex capitano abbia trasmesso al giovane rampante un po' di quella disciplina mentale che sinora gli &egrave; mancata per emergere del tutto in carriera, pur possedendo doti fisiche, atletiche e soprattuttoe tecniche sontuose..</p>
<p>Ossigeno puro questo rotondo successo all'inglese per la classifica esangue della Sampdoria, che torna a respirare. Pirlo, privo dei tre cardini Depaoli, Vieira e Borini (uno per reparto),&nbsp; ha azzeccato la scelta di Giordano a centrocampo con il rientrante Murru nel ruolo naturale di terzino sinistro. Il genovese subito ha stentato a trovare la posizione, poi si &egrave; distinto tra recuperi e avanzamenti. Da sottolineare anche l'ottima prestazione di Yepes (suo un salvataggio che ha impedito la riapertura dell'incontro) , mentre Kasami ha confermato di attraversare una fase di declino fisico e De Luca di dover fare i conti con limiti notevoli per un attaccante.</p>
<p>Ma in questa giornata anche i difetti possono essere ammortizzati dalla vittoria di squadra, che riporta la Samp in una situazione di galleggiamento. Guai ad abbassare la guardia, la trasferta di sabato prossimo a Reggio Emilia andr&agrave; affrontata con la massima applicazione. Intanto, occhi puntati anche sulla missione di Matteo Manfredi a Jedda (Fifa World Cup 2023) in cerca di investitori. Pi&ugrave; difficili, probabilmente, reperirli su piazza, dove i facoltosi genovesi di fede blucerchiata al di l&agrave; di discutibili lettere di incoraggiamento alla Sampdoria e di critica al generoso Marco Lanna non sono mai andati.</p>
<p>Per ora vale la pena godersi questi tre punti, con due gol fatti, almeno altrettanti sciupati ma comunque creati nei presupposti e nessuna rete al passivo. Piano piano, passo dopo passo: l'esito di questo campionato di transizione va costruito cos&igrave;, con pazienza e umilit&agrave;.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria: Boskov, Novellino, Pirlo e quella sindrome del relax inconscio]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-boskov-novellino-pirlo-e-quella-sindrome-del-relax-inconscio-65026</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Np. Non pervenuta. La Sampdoria a Brescia non &egrave; scesa in campo e si &egrave; fatta prendere a sberle dagli avversari quasi senza reagire di fronte a oltre 1.000 tifosi...]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Dec 2023 11:30:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Np. Non pervenuta. <strong>La Sampdoria a Brescia non &egrave; scesa in campo</strong> e si &egrave; fatta prendere a sberle dagli avversari quasi senza reagire di fronte a oltre 1.000 tifosi attoniti. Non &egrave; la prima volta che accade, quest'anno e soprattutto nella storia della squadra blucerchiata, vittima di amnesie persino nell'epoca d'oro. Spesso vengono chiamati in causa gli allenatori, ogni tanto ma molto meno i calciatori, alcuni osservatori attribuiscono queste disfatte improvvise a un ambiente troppo soft e con pochi stimoli esterni.</p>
<p><strong> Sabato al <em>"Mugnaini"</em> si respirava un clima goliardico</strong>, <strong>con tanto di scherzi al giovane Malagrida</strong>. Niente di grave, sia chiaro, a patto che poi non si verifichino rovesci come quello di Brescia. Perch&eacute; allora diventa automatico collegare il risultato ad uno stato di <em>relax interiore, per quanto inconscio</em>. La Sampdoria &egrave; una <em>cosa</em> seria e come tale va trattata da tutti in ogni circostanza: con cura, senza superficialit&agrave;.</p>
<p><strong> Tecnici come Novellino</strong> in passato, specie quando le cose andavano bene, <strong>si inventavano liti improvvise per tenere alta la tensione nello spogliatoio</strong>. Resta il fatto che la Samp al <em>"Rigamonti"</em> &egrave; parsa davvero la brutta copia di quella che aveva inanellato tre vittorie consecutive e il salto indietro nella prestazione ha anestetizzato anche quei sogni di gloria che nel corso della settimana molti calciatori avevano alimentato, parlando apertamente di play off.</p>
<p>Ora la situazione &egrave; tornata grigia, la formazione di Pirlo &egrave; di nuovo in zona <strong>play out</strong> e sabato lo scontro diretto con il Lecco dell'ex Bonazzoli al <em>"Ferraris"</em> diventa determinante per non dissipare la rimonta dell'ultimo mese. Le reti di Jallow, Borrelli e dell'ex meteora Bjarnason sono arrivate con troppa facilit&agrave;, senza trovare resistenza. Proprio giocatori come<strong> Depaoli, Kasami ed Esposito</strong> che avevano trascinato la Sampdoria a novembre sono risultati tra i pi&ugrave; deludenti.</p>
<p><strong> La perla finale di Simone Giordano</strong>, genovese e tifoso blucerchiato dalla nascita, al suo primo gol con la maglia del cuore, non ha lenito l'amarezza di una sconfitta che lo stesso <strong>Pirlo</strong> ha definito <em>brutta perch&eacute; figlia della presunzione</em>. Un atteggiamento che la Sampdoria non pu&ograve; permettersi e che ha evocato i fantasmi di inizio stagione.</p>
<p>Oltre ad avere difettato in tutti i reparti, <strong>la squadra ha confermato di non avere risolto l'endemico problema del gol:</strong> De Luca, tornato titolare per l'assenza di Borini, non si &egrave; rivelato all'altezza, Esposito &egrave; sempre fermo a quota una rete, Verre non si &egrave; mai sbloccato, La Gumina &egrave; una comparsa. La speranza &egrave; di ritrovare al pi&ugrave; presto il capocannoniere (su azione) Pedrola.</p>
<p>Ma al di l&agrave; degli aspetti tecnici, alla Sampdoria servir&agrave; ritrovare la voglia di lottare e sacrificarsi. <strong>Perdere ci sta, come accaduto a Brescia proprio no</strong>. Se arriver&agrave; una reazione immediata, il ko del "Rigamonti" potr&agrave; essere archiviato alla <strong>Boskov</strong>: <em>"Meglio perdere una volta 3-0 </em>(o 3-1, n.d.r.)<em> che tre volte 1-0".</em>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, non era tutta colpa di Pirlo: le origini della svolta]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-non-era-tutta-colpa-di-pirlo-le-origini-della-svolta-64666</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/sampdoria-non-era-tutta-colpa-di-pirlo-le-origini-della-svolta-64666</guid>
			<description><![CDATA[Ci fa particolarmente piacere che la Sampdoria sia riuscita a invertire la tendenza del suo campionato mantenendo Andrea Pirlo in panchina. Anche quando le cose giravano storte,...]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Nov 2023 11:45:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci fa particolarmente piacere che la Sampdoria sia riuscita a invertire la tendenza del suo campionato mantenendo Andrea Pirlo in panchina. Anche quando le cose giravano storte, anzi stortissime con quattro sconfitte casalinghe di fila, avevamo sempre sostenuto la tesi che le colpe, o meglio le responsabilit&agrave;, della crisi iniziale, non fossero tutte dell'allenatore. Il che non significava assolverlo da ogni cosa: il pretendere tutto e subito (bel gioco e risultati) &egrave; stato un errore da parte del tecnico, che si era affidato a una formazione troppo sbilanciata in avanti (con tre attaccanti pi&ugrave; il trequartista Verre). Pirlo ha avuto il merito di fare un bagno di umilt&agrave;, stemperando anche la costruzione dal basso, senza rinnegare la sua volont&agrave; di mandare in campo una Sampdoria propositiva. Dalla sua ha sempre avuto un gruppo coeso, creato attorno a lui, un elemento che si percepiva al di l&agrave; di ogni irragionevole buonismo a tutti i costi. Ecco perch&eacute; non sussistevano le ragioni di un esonero.</p>
<p>Adesso la Samp viaggia al ritmo di tre vittorie di fila, quattro nelle ultime cinque, 13 punti raccolti nelle ultime sei partite. Non &egrave; ovviamente il caso di fare voli pindarici, come dice bene l'allenatore soltanto nella notte del 26 dicembre, dopo avere affrontato Brescia, Lecco, Reggiana, Feralpi e Bari, si potr&agrave; effettuare un bilancio attendibile. La squadra, inoltre, non ha un bomber, continua a faticare moltissimo a trovare la via della rete malgrado le numerose occasioni create e difetta di ricambi, specie in difesa. Tuttavia &egrave; giusto godersi il momento e sottolineare come la razionalizzazione del modulo e la crescita dei singoli siano andati di pari passo, insieme con le convinzioni (alimentate pure dal mental coach Roberto Re).</p>
<p>La famosa spina dorsale - Stankovic, Facundo, Yepes, Esposito - che all'inizio "mancava" adesso c'&egrave; ed &egrave; costituita da giovani che sulla carta possono soltanto crescere e migliorare. Purtroppo peser&agrave; da qui a Santo Stefano l'assenza di&nbsp; Fabio Borini, uno che sbaglia gol all'apparenza facili, &egrave; vero, ma si fa un mazzo enorme e ci sta di arrivare meno lucido sotto porta.</p>
<p>Se la Sampdoria riuscir&agrave; a capitalizzare al meglio il calendario che l'attende nei prossimi cinque incontri, sulla carta abbordabili con questa mentalit&agrave; finalmente da serie B, allora si potr&agrave; davvero alzare l'asticella delle ambizioni. Per arrivare dove? Molto dipender&agrave; dal mercato, condizionato dai paletti ma, come ha detto Matteo Manfredi al Dla Pier Forum, attento alle opportunit&agrave; e magari corroborato, come si sente nell'ambiente, dall'amichevole collaborazione di Beppe Marotta, il pi&ugrave; grande dirigente italiano e con i colori blucerchiati dentro.</p>
<p>A proposito di studio Dla, &egrave; notizia di oggi (riportata da Il Secolo XIX) che la propriet&agrave; della Sampdoria, proprio attraverso i suoi super consulenti, ha fatto causa a Massimo Ferrero per, riassumo grossolanamente, turbativa di mercato generata dal ricorso d'urgenza all'operazione di acquisizione del club (ricorso poi rigettato dal Tribunale). Cinque milioni di risarcimento, pi&ugrave; 800 mila euro bloccati. Un bel colpo. Se si viene attaccati, &egrave; giusto difendersi con le armi della legalit&agrave;. Una parola - legalit&agrave; - alla quale vogliamo riabituarci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, l'appetito vien mangiando e la società è appetibile]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-l-appetito-vien-mangiando-e-la-societa-e-appetibile-64003</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/sampdoria-l-appetito-vien-mangiando-e-la-societa-e-appetibile-64003</guid>
			<description><![CDATA[Le vittorie con i quotati avversari Cosenza, Palermo e Modena - inframmezzate dall'immeritata sconfitta di Bolzano - hanno restituito la Sampdoria al "suo" campionato, ovvero...]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Nov 2023 14:25:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le vittorie con i quotati avversari Cosenza, Palermo e Modena - inframmezzate dall'immeritata sconfitta di Bolzano - hanno restituito la Sampdoria al "suo" campionato, ovvero alla dimensione di una squadra che la scorsa estate non era stata costruita per vincere la serie B ma che aveva per il blasone di chi in C non &egrave; mai stato il dovere morale di non soffrire, di non far soffrire i propri incredibili tifosi e magari di guardare con attenta curiosit&agrave; a quanto accadr&agrave; da marzo in avanti nella zona play off (aperta sino all'ottava posizione, giova ricordare e l'appetito vien mangiando).</p>
<p>Personalmente abbiamo sempre sostenuto che non tutte le responsabilit&agrave; dell'avvio stentato e stentoreo in campionato erano di Pirlo, a cui spettava soltanto la sua quota, ovvero l'integralismo di chi - grande ex calciatore e poi allenatore della Juventus - voleva tutto e subito: bel gioco e risultati. Qualcuno gli ha "toccato il tempo", lui stesso si &egrave; messo in discussione e da campione anche di umilt&agrave; ha saputo modificare l'atteggiamento della Sampdoria, accettando il compromesso delle partite sporche e "piegandosi" di buon grado alla duttilit&agrave; tattica.</p>
<p>Nel frattempo - malgrado il "peccato" originale di un organico allestito (tra le note difficolt&agrave;) in maniera disomogea (tre terzini sinistri e due soli difensori centrali di 20 anni) - i giovani si sono fatti le ossa e sono cresciuti (l'emblema &egrave; Stankovic ma vale per Ghilardi, Facundo, Giordano, Yepes ed Esposito), i senatori hanno risposto all'appello di Pirlo di prendere in mano la situazione (su tutti Fabio Borini, che ho avuto il piacere di intervistare in esclusiva per Telenord tastandone lo spessore anche umano: a Modena ha disputato una gara monumentale per intensit&agrave; e sacrificio, un esempio per tutti), la condizione atletica ha finalmente supportato Kasami (quasi un lusso per la B) e il sempre pi&ugrave; volitivo Vieira. In ultimo il ritrovato De Luca, reduce da un lunghissimo calvario fisico e potenzialmente l'unico della rosa in grado di indossare i panni della prima punta, del "vecchio" centravanti, ruolo quanto mai importante nel gioco di Pirlo che prevede sempre in campo altri due calciatori ad alto potenziale offensivo (al "Braglia" appunto Borini ed Esposito).</p>
<p>La sosta di campionato, prima del derby regionale con lo Spezia, forse non capita al momento giusto sul piano emotivo e impedisce alla Samp di sfruttare la scia generata dall'autostima ma servir&agrave; comunque a recuperare energie, qualche infortunato e perch&eacute; no il desaparecido Matteo Ricci, uno che conosce la B come le proprie tasche e che potrebbe ulteriormente spostare gli equilibri verso l'alto se riuscisse a innescare, pi&ugrave; nella testa che nelle gambe, un circolo virtuoso.</p>
<p>Sistemate un po' (non ancora del tutto, ma la strada &egrave; tracciata) le cose sul rettangolo di gioco, adesso si apre la partita societaria che vedr&agrave; l'assunzione del ruolo di presidente da parte di Matteo Manfredi e la decisione di Marco Lanna se restare all'interno del club (o come presidente onorario e come membro del Cda con delega alla Fondazione Sampdoria, da lui stesso ideata ma allo stato attuale senza risorse economiche stanziate per avviarla). Di certo, qualunque sar&agrave; la scelta di Lanna, sar&agrave; fatta con la sobriet&agrave; e l'amore per i colori blucerchiati che hanno contraddistinto il suo operato da quando, nel dicembre 2021, subentr&ograve; al suo predecessore dopo che costui venne tradotto a San Vittore.</p>
<p>Il passo ulteriore - che spetter&agrave; a Matteo Manfredi, non senza il coinvolgimento di Andrea Radrizzani nelle vesti di primo investitore - sar&agrave; quello di trovare altri finanziatori del club. Che, grazie all'utilizzo impeccabile delle normative previste dall'ordinamento giuridico e sportivo, non solo &egrave; diventato un modello da replicare per altre societ&agrave; ma ha visto pure scendere il proprio debito di lungo periodo a livelli straordinariamente accettabili per il nostro calcio. Ecco perch&eacute; abbiamo sempre insistito sul fatto che la squadra avrebbe dovuto risollevarsi e trainare questo processo di uscita definitiva dal pantano e di proiezione al futuro. La Sampdoria &egrave; APPETIBILE, va detto a chiare lettere, purch&eacute; mantenga la categoria e getti le basi per il ritorno in serie A il prossimo anno (salvo miracoli anticipati che possono sempre accadere, sognare non costa nulla).&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria di lotta e di governo, adesso tocca alla società]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-di-lotta-e-di-governo-adesso-tocca-alla-societa-63709</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/sampdoria-di-lotta-e-di-governo-adesso-tocca-alla-societa-63709</guid>
			<description><![CDATA[La vittoria sul Palermo - seconda consecutiva al "Ferraris" e come con il Cosena senza subire reti - ha visto in campo una Sampdoria di governo nel primo tempo e di lotta nella...]]></description>
			<pubDate>Sun, 05 Nov 2023 16:20:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vittoria sul Palermo - seconda consecutiva al "Ferraris" e come con il Cosena senza subire reti - ha visto in campo una Sampdoria di governo nel primo tempo e di lotta nella ripresa. Una Samp che, finalmente, &egrave; sembrata una squadra sia nell'identit&agrave; tattica che nello spirito di gruppo. Lo stesso era accaduto nella precedente partita in casa e per almeno 75 minuti a Bolzano con il Sud Tirol. Questo significa che se &egrave; vero che la Samp non &egrave; da quartieri alti della classifica, altrettanto non lo &egrave; da bassifondi. Adesso servir&agrave; la prova definitiva a Modena, dove purtroppo mancher&agrave; lo squalificato Verre. Il 4-3-1-2 appare infatti il sistema pi&ugrave; adatto per far rendere questo organico, specie in assenza di Pedrola.</p>
<p>I problemi non sono ovviamente scomparsi: la mancanza di alternative in difesa, la non "utilizzabilit&agrave;" di Ricci e la carenza di un centravanti di ruolo (con il quale probabilmente la prima frazione contro il Palermo si sarebbe chiusa sul 2-0) pesano come macigni su un organico allestito in due fasi (prima e dopo l'avvento di Andrea Mancini), in fretta e con alcuni errori di valutazione. Tuttavia, in questa serie B anche una Sampdoria difettosa come l'attuale ci pu&ograve; stare senza risultare la vittima sacrificale bens&igrave; per dire la sua e trascorrere questa stagione all'insegna della preventivata transizione e non dell'imponderabile sofferenza sino all'ultimo.</p>
<p>Il prossimo e decisivo passo dovr&agrave; farlo la societ&agrave; stabilizzandosi al pi&ugrave; presto. C'&egrave; un dato che fa riflettere: da dicembre 2021 a novembre 2023, quindi nell'arco di 23 mesi, la Sampdoria avr&agrave; avuto quattro presidenti diversi: Massimo Ferrero, Marco Lanna, Andrea Radrizzani (per quanto virtuale e non nominato, a Livigno lo chiamavano cos&igrave; anche Pirlo e Legrottaglie) e Matteo Manfredi (prossimo all'insediamento). Quest'ultimo nella giornata di domenica &egrave; diventato pap&agrave; del piccolo Edoardo (auguri!) e ha rivisto la Sampdoria vincere. Segnali di nascita e speriamo rinascita.</p>
<p>Toccher&agrave; dunque a Manfredi guidare il club lontano dalle secche finanziarie (molto &egrave; stato fatto, molto rimane da fare) e la squadra fuori dai guai pilotando dall'alto il mercato di gennaio, dove non serviranno grosse operazioni (rese peraltro difficili dai paletti) ma correttivi s&igrave;: tre terzini sinistri e due soli difensori centrali non vanno bene. Lo stesso Manfredi dovr&agrave; scegliere se continuare a puntare sul tandem dirigenziale Legrottaglie-Mancini o affidarsi a un dirigente pi&ugrave; esperto (nel caso Paratici sarebbe l'ideale, ma non pu&ograve; agire per via della squalifica).</p>
<p>Insomma, a cavallo della sosta potrebbe esserci una doppia svolta. In caso di vittoria a Modena la squadra uscirebbe dalla terapia intensiva e successivamente Matteo Manfredi raccoglier&agrave; l'eredit&agrave; di Lanna (al quale &egrave; stato proposto di guidare la Fondazione Sampdoria, Marco da persona leale e corretta far&agrave; conoscere la risposta nei tempi giusti). Poi, si potr&agrave; aprire la terza partita: quella degli investitori.</p>
<p>Come spiega bene l'esperto di finanza e docente di economia Roberto Albisetti, Radrizzani ha dato in gestione alla societ&agrave; di Manfredi una parte dei sui fondi, in altre parole ha investito lui ma gestisce Gestio Capital. E lo stesso Radrizzani non avrebbe ora un interesse economico a disinvestire dopo appena sei mesi, cedendo a investitori in Asia o altrove. Difatti sabato col Palermo era allo stadio.</p>
<p>E' semai pi&ugrave; probabile che i due, soprattutto Manfredi, stiano tessendo relazioni e alimentando interessamenti per il futuro. La Sampdoria oggi &egrave; come un "brutto anatroccolo" in un bel cortile (Marassi che canta vestito di blucerchiato) ma di salute cagionevole e con un futuro incerto, reso pi&ugrave; complicato dalla spada di Damocle del procedimento aperto dalla Procura di Genova per falso in bilancio. Anche per questo gli attuali proprietari e i potenziali invesitori sono molto prudenti a metterci altri soldi. L'uscita dalla crisi, tecnica e societaria, pu&ograve; avvenire solo a piccoli passi. Che non bisogna sbagliare.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp; &nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, processo sommario a Bolzano. Ma i peccati sono tanti per potersi lamentare]]></title>
			<link>https://telenord.it/63422</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Che la Sampdoria sia una squadra costruita male, lo abbiamo detto e scritto dall'inizio. Che, al completo, possa tuttalpi&ugrave; aspirare al centroclassifica della serie B...]]></description>
			<pubDate>Sun, 29 Oct 2023 17:30:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che la Sampdoria sia una squadra costruita male, lo abbiamo detto e scritto dall'inizio. Che, al completo, possa tuttalpi&ugrave; aspirare al centroclassifica della serie B anche. Che la nuova societ&agrave;, giustificata dalla macerie ancora fumanti, stia faticando pi&ugrave; del previsto a ingranare pure. Che la situazione di classifica sia inquietante e barbara, dopo l'agonia dello scorso anno, &egrave; sotto gli occhi di tutti. Lo stillicidio, insomma, continua.<br />Ci&ograve; che non avevamo ancora previsto era che a tartassare la Samp ci si mettessero persino gli arbitri e gli arbitraggi. Ci&ograve; che abbiamo visto al "Druso", dove i blucerchiati non hanno dominato ma sicuramente gestito l'incontro quasi dall'inizio alla fine, &egrave; stato sconcertante, ai limiti del calcisticamente volgare: la superficialit&agrave; con cui sono stati giudicati (male) il tocco di braccio di Cisco in area del Sudtirol e il (non) fallo di Ghilardi su Merkaj getta ombre inquietanti sulla gestione futura del campionato.<br />Non tanto e non solo per le decisioni prese da direttore di gara e Var quanto per il modo in cui queste scelte sono maturate, ovvero alla stregua di processi sommari. Quasi sentenze gi&agrave; scritte, senza bisogno di un regolare "processo". Una sensazione di fastidio che ha espresso Legrottaglie, pur senza affondare i colpi della polemica.<br />Purtroppo la Sampdoria ha troppe responsabilit&agrave; proprie, per la situazione in cui si trova, per potersi concedere il lusso di attribuirne alcune ad altri. Ecco perch&eacute; non rimane che continuare a scontare i propri "peccati", ingoiare quanto visto e soprattutto non visto a Bolzano e tirare avanti, nella speranza di trovare una via di fuga da questo perenne calvario che i tifosi, certamente, non meritano.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, grandi manovre in campo e fuori]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-grandi-manovre-in-campo-e-fuori-63154</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[La vittoria sul Cosenza - la prima in campionato al "Ferraris", l'ultima risaliva addirittura al marzo scorso in serie A con il Verona - ha rinsaldato la panchina di Andrea...]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Oct 2023 13:00:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vittoria sul Cosenza - la prima in campionato al <em>"Ferraris"</em>, l'ultima risaliva addirittura al marzo scorso in serie A con il Verona - ha rinsaldato la panchina di <strong>Andrea Pirlo</strong>. E questa, al di l&agrave; dei tre punti, &egrave; una buona notizia per la <strong>Sampdoria</strong>, perch&eacute; quando un nuovo ciclo si apre e si interrompe subito con l'esonero dell'allenatore &egrave; una sconfitta per tutti, non solo per il tecnico: per la societ&agrave; e i dirigenti che lo hanno scelto, per i calciatori principali protagonisti sul terreno di gioco e per l'ambiente in generale.</p>
<p>Inoltre, i cattivi risultati sin qui ottenuti dalla squadra non possono interamente ricadere sulle spalle di Pirlo: errori di costruzione dell'organico in estate (al di l&agrave; dei paletti da rispettare, qualcuno era evitabile), infortuni a raffica, peccati di giovent&ugrave; di cui Stankovic &egrave; diventato l'emblema alternando grandi cose ad altrettante cadute (fa parte del processo di crescita), sono elementi sotto gli occhi di tutti. Pirlo sicuramente ci ha messo del suo proponendo dall'inizio un modello di gioco troppo votato all'offensiva senza possedere le armi giuste per realizzarlo: una difesa solida (in rosa dopo l'infortunio di Alex Ferrari sono rimasti due centrali di 20 anni e un terzino sinistro "riciclato", ora ai box pure lui), un centrocampo muscolare, da serie B e un centravanti in grado di fare spazio agli esterni e di far respirare i compagni quando necessario.</p>
<p>Ma lo stesso Pirlo - a cui &egrave; stato toccato il tempo, si dice cos&igrave; - ha dimostrato intelligenza calcistica rinunciando in parte al proprio mantra per adattarsi alla criticit&agrave; della situazione e della categoria, proponendo una Sampdoria meno intraprendente e un po' pi&ugrave; concreta. Con il Venezia la Samp aveva giocato benissimo per 70 minuti e poi aveva perso la gara. Con il Cosenza ha gestito il pallone, sofferto in qualche momento e sfruttato i guizzi che elementi di talento come Verre e Borini in serie B sono certamente in grado di tirare fuori dal cilindro. Risultato: gioco, partita, incontro. Senza con ci&ograve; omettere che la prestazione &egrave; stata tutt'altro che scintillante, ma proprio qui sta il punto: ora &egrave; il momento di badare al sodo.</p>
<p>Gi&agrave;, perch&eacute; se la squadra riuscir&agrave; a trovare un pizzico di continuit&agrave; (gi&agrave; a cominciare da sabato a Bolzano), togliendosi dalla zona rossa della classifica per assestarsi al centro, lo scenario a gennaio potrebbe mutare. La presenza allo stadio di un pool di potenziali investitori portati da <strong>Matteo Manfredi</strong> - supportato in quel di Singapore da Mark Chew di Morgan Stanley - ha una duplice valenza: la prima &egrave; certificare che adesso &egrave; lui, l'amministratore di Gestio Capital, il deus ex machina della Sampdoria, mentre <strong>Andrea Radrizzani</strong> &egrave;, per cos&igrave; dire, socio sostenitore del progetto, avendo fatto confluire nella Multi-Family Office che attraverso la Blucerchiati Spa controlla la Sampdoria parte delle sue risorse.</p>
<p>La seconda che la societ&agrave; blucerchiata mantiene comunque un forte potere attrattivo, grazie alla sua storia, all'immagine fantastica che ne tramandano i tifosi (da brividi la coreografia dedicata a Paolo Mantovani, applaudita persino dai rivali cosentini) e, ultima ma non ultima per importanza, l'omologa del Tribunale delle Imprese all'accordo di ristrutturazione del debito, che ora pone la Samp a un livello di indebitamento di lungo periodo inferiore a quello di moltissime altre concorrenti dei campionati professionistici italiani.</p>
<p>In tribuna, tra gli altri, c'erano anche i fratelli danesi <strong>Alexander e Christoffer Reedtz</strong>, 40 anni, fondatori dell'azienda di analisi e dati calcistici <em>&ldquo;Football radar&rdquo;</em> e proprietari del <strong>Notts County</strong>, retrocesso nella National League. Pi&ugrave; che potenziali investitori, sono amici personali di Matteo Manfredi, comunque appassionati di calcio. In passato, quando ancora c'era Ferrero di mezzo, un rilevante gruppo danese si era fatto avanti per la Sampdoria ma dopo la fase iniziale della due diligence aveva rinunciato. Gli era stato proposto l'Empoli, ma l'obiettivo era la Samp e non &egrave; escluso che lo stesso gruppo possa tornare a chiedere informazioni.</p>
<p>Negli ultimi tempi<strong> Manfredi e Gestio Capital hanno investito, con risultati eccellenti, nella cosiddetta new economy, in particolare nel settore dell'intelligenza artificiale</strong>, "rastrellando" risorse e accreditandosi sui mercato internazionali. Il prossimo passo sar&agrave; la patrimonializzazione del club, spolpato (per necessit&agrave;) dalle ultine sessioni di mercato. Con il Cosenza &egrave; scattato l'obbligo di riscatto per <strong>Pedrola</strong>, che dovr&agrave; essere pagato dalla Sampdoria tre milioni, salvo che poi il Barcellona non lo controriscatti a quattro. E se decider&agrave; di lasciarlo alla Samp, avr&agrave; comunque una congrua percentuale sulla futura rivendita del gioiellino spagnolo.</p>
<p>Per portare avanti i suoi programmi da sabato <strong>Matteo Manfredi avr&agrave; accanto a s&eacute; al "Druso", come consulente, un portavoce ad hoc che avr&agrave; il compito di veicolare la comunicazione societaria, ritenuta strategica</strong>. Si tratta di una<em> "vecchia conoscenza"</em> della Sampdoria, che ha maturato esperienze significative anche altrove e il cui nome sar&agrave; ufficializzato a breve. Il suo ruolo non interferir&agrave; con quello dello staff guidato a interim da Federico Berlinghieri, che continuer&agrave; ad avere in capo la gestione delle relazioni esterne sul piano tecnico-sportivo.&nbsp;</p>
<p>E' l'ora delle grandi manovre, insomma, che se condotte in porto potrebbero consentire alla Sampdoria anche di pianificare un mercato di gennaio, per quanto all'interno dei paletti delle Norme Federali, di correzione e potenziamento della squadra in virt&ugrave; dell'ingresso di nuovi investitori, sull'arrivo dei quali da Corte Lambruschini filtrano fiducia e ottimismo.</p>
<p>Quella di domenica con il Cosenza in tal senso &egrave; stata una giornata perfetta. Ecco perch&eacute; Pirlo e i suoi giocatori devono evitare di sprofondare in classifica e hanno l'obbligo, arrangiandosi con il mestiere, di mantenersi in linea di galleggiamento. Senza voli pindarici, ma il vorace campionato di serie B risucchia in basso e con altrettanta velocit&agrave; pu&ograve; "sputare" verso l'alto.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, da Ravaglia un inno alla positività che va cavalcato ]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-da-ravaglia-un-inno-alla-positivita-62561</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Il punto conquistato dalla Sampdoria ad Ascoli ha permesso ad Andrea Pirlo di portare avanti il suo lavoro sulla panchina. E questa &egrave; una buona notizia, perch&eacute;...]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 Oct 2023 13:50:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il punto conquistato dalla<strong> Sampdoria ad Ascoli</strong> ha permesso ad Andrea Pirlo di portare avanti il suo lavoro sulla panchina. E questa &egrave; una buona notizia, perch&eacute; l'esonero di un tecnico rappresenta sempre una sconfitta per tutti: per lui in primis, certo, ma anche per la societ&agrave; che lo ha scelto e i calciatori che hanno concorso alla penuria di risultati.<br />La stessa partita al <em>"Del Duca"</em>, tuttavia, ha ribadito che la Samp &egrave; ben lungi dall'avere risolto i suoi problemi tecnici e che dopo la sosta ci sar&agrave; la vera e propria prova del nove con il Cosenza al <em>"Ferraris</em>", dove i blucerchiati in questo campionato hanno sempre perso nel solco di una lugubre <em>"tradizione"</em> inaugurata un paio di stagioni fa.<br />E' vero che se De Luca avesse messo dentro il delizioso pallone che nel finale di gara gli ha servito il rinvigorito Giordano i punti conquistati sarebbero stati addirittura tre e magari si sarebbe innescata anche la famosa <em>"scintilla"</em>, ma &egrave; altrettanto vero che la prestazione &egrave; stata scadente, l'ennesimo cambio di modulo (stavolta il 3-5-2) non ha funzionato e i guai in tutti reparti sono rimasti irrisolti.<br />Del resto non si pu&ograve; sperare che Pirlo tiri fuori la bacchetta magica e trasformi La Gumina, Borini, Esposito e De Luca (i ben quattro centravanti che sinora si sono alternati senza successo nell'attacco blucerchiato) in macchine da gol, che Ricci e Kasami ritrovino d'incanto uno stato di forma accettabile, che Yepes non si limiti a fare sempre solo il passaggio pi&ugrave; che comodo e Verre esca dal letargo, che i tanti infortunati (da Depaoli e Benedetti, due che mancano come il pane essendo gli unici dotati di "gamba", per non parlare di Pedrola) lascino l'infermeria e si mettano a correre come lepri.<br />E allora? <em>"E' tutto sbagliato, &egrave; tutto da rifare"</em> come direbbe il grande <strong>Gino Bartali</strong>? No, perch&eacute; semplicemente non si pu&ograve;. Bisogna stringere i denti, andare avanti, evitare di farsi travolgere dalle negativit&agrave; (come ha detto al Derby del Luned&igrave; il mio amico e grande opinionista <strong>Franco Ordine</strong>), mettere da parte le facce da funerale e aggrapparsi alle positivit&agrave;. Che esistono, nonostante tutto.<br /><strong>Nicola Ravaglia</strong>, con il rinnovo di contratto, la prova di Ascoli (iniziata in salita con l'errore in uscita <em>"sanato"</em> sulla linea da Borini e poi proseguita alla grande) e la vivace intervista post gara <strong>ha lanciato un segnale in questa direzione</strong>. I tifosi ci sono e fanno sempre la loro parte. La sosta pu&ograve; aiutare Pirlo a riordinare le idee e magari a cominciare a recuperare qualcuno. La societ&agrave;, malgrado gli attacchi mediatici di ispirazione nostalgica, continua a portare avanti i suoi programmi di risanamento, si preparara a "incassare" l'omologa dal tribunale delle imprese, a procedere con ulteriori aumenti di capitale e, confidiamo, a investire sul mercato di gennaio, dove al netto di lacci e lacciuoli in presenza di denaro fresco si pu&ograve; comunque agire per colmare le lacune di cui anche i dirigenti sono a conoscenza. Nella puntata di domenica scorsa di Forever Samp, Roberto Albisetti ha spiegato magistralmente la situazione: senza dire bugie di comodo ma senza spacciare false verit&agrave;.<br />Immaginate cosa sarebbe stata questa Samp con <strong>Gian Marco Ferrari</strong> leader in difesa, <strong>Pereyra</strong> a centrocampo e <strong>Coda</strong> l&agrave; davanti. Insomma, le idee c'erano, &egrave; mancata (per varie ragioni ereditate dal passato) la possibilit&agrave; di attuarle. Ma si potr&agrave; ritentare, purch&eacute; la squadra rimanga a galla e il primo salvagente da prendere a ogni costo passa inesorabilmente dalla partita contro il validissimo Cosenza. Altrimenti ogni discorso sar&agrave; inutile. Perch&eacute; da qualcosa bisogna pur ricominciare a muoversi.<br /><strong>Ecco perch&eacute; l'invito rimane ancora quello alla speranza</strong>, alla fiducia e all'ottimismo, malgrado le avversit&agrave; siano sotto gli occhi di tutti. <strong>Non si tratta di buonismo, ma di una questione di sopravvivenza</strong>. Conditio sine qua non per tornare (anche) a vivere.<br />&nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria senza paracadute, è l'ora della responsabilità. Capitalizzazione ok]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-senza-paracadute-e-l-ora-della-responsabilita-62299</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/sampdoria-senza-paracadute-e-l-ora-della-responsabilita-62299</guid>
			<description><![CDATA[Cinquantadue (52) sconfitte su ottantaquattro (84) partite disputate dalla seconda parte del 2021 a oggi. E con quattro allenatori diversi in panchina. Il che significa due...]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 Oct 2023 16:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cinquantadue (52) sconfitte su ottantaquattro (84) partite disputate dalla seconda parte del 2021 a oggi. E con quattro allenatori diversi in panchina. Il che significa due cose: 1) sono tutti incompetenti; 2) &egrave; la qualit&agrave; (tecnica e caratteriale) dei calciatori a mancare. Personalmente propendo per la seconda ipotesi, senza con questo sgravare Pirlo &amp; company dalle rispettive responsabilit&agrave;: quando le cose vanno male, quando ti salvi per il rotto della cuffia in serie A, retrocedi da ultimo l'anno successivo e ti ritrovi poi penultimo (virtualmente ultimo, al Lecco mancano tre giornate di campionato) in serie B significa che ciascun componente dello staff ha sbagliato qualcosa: dai dirigenti, ai tecnici sino ai calciatori.</p>
<p>Adesso, per&ograve;, non &egrave; tempo di "processi", perch&eacute; intanto si sa che nel calcio a pagare alla fine sono soltanto i tifosi. Le propriet&agrave; cambiano (anche saltimbeccando da una societ&agrave; all'altra), gli allenatori e i calciatori non ci rimettono mai un soldo e si riciclano da qualche altra parte. Ma la Sampdoria non merita questa condizione, non merita di continuare a sentire l'ex proprietario dare dei delinquenti ai suoi successori (sino a prova contraria, <em>loro</em> hanno la fedina penale immacolata), non merita di vedere il quinto allenatore in meno di tre anni, non merita di finire in serie C, non merita di riassistere a stomachevoli tormentoni medio orientali (nemmeno se stavolta fossero veri: quando lo fossero, ben vengano. Ma <em>solo</em> quando effettivamente lo fossero).&nbsp;</p>
<p>E' il momento che chiunque possa mettere in campo qualcosa per evitare il disastro, lo faccia. Magari con sobriet&agrave;. Poi, si potr&agrave; provare a fare chiarezza, forse, su tante cose. Perch&eacute; &egrave; indubbio che attorno alla Sampdoria regni ancora molta oscurit&agrave;. Non importa che dipenda dall'omologa dal Tribunale (che potrebbe anche slittare di un paio di settimane perch&eacute; ci sarebbe un creditore pubblico da "soddisfare" prima del 6 ottobre). Non importa che dipenda dalla fugace e impalpabile presenza della nuova propriet&agrave;, la quale non sembra navigare nell'oro. Non importa che la squadra sia stata costruita oggettivamente male. Non importa che ci siano stati dieci infortuni. Non importa che pure la sorte sfavorevole ci stia mettendo lo zampino (con Venezia e Catanzaro &egrave; girata male).</p>
<p>Importa soltanto non farsi nuovamente travolgere da un'ondata di negativit&agrave;. Perch&eacute; male attira male. Bisogna spezzare la spirale e ora come ora possono farlo soltanto gli attori presenti sulla scena, sentendo su di s&eacute; il peso della responsabilit&agrave;: da Radrizzani-Manfredi, stando convintamente vicini all'ambiente e portando avanti il progetto di risanamento e bilancio (Il Secolo XIX ha rivelato che altri due aumenti di capitale sono stati fatti), a Pirlo (che sta persino provando a snaturare se stesso), dai dirigenti (Legrottaglie, Mancini, Giani) ai giocatori (soprattutto i pi&ugrave; esperti, Ricci e Borini battete un colpo). Se si riuscir&agrave; a invertire una tendenza che dura da tanto, troppo tempo, allora probabilmente si potr&agrave; ricominciare a vedere un po' di luce in fondo al tunnel e a programmare il futuro. Quale, lo vedremo e lo valuteremo. Ma avvitarsi su se stessi con altre manovre spericolate far&agrave; soltanto precipitare nel vuoto. E stavolta senza paracadute.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, non basta lucidare l'argenteria se non c'è la mentalità per fare (anche) il lavoro "sporco"]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-non-basta-lucidare-l-argenteria-se-non-c-e-la-mentalita-per-fare-anche-il-lavoro-sporco-61626</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/sampdoria-non-basta-lucidare-l-argenteria-se-non-c-e-la-mentalita-per-fare-anche-il-lavoro-sporco-61626</guid>
			<description><![CDATA[Ho molto apprezzato - ribadendolo a&nbsp;Forever Samp, dove abbiamo utilizzato il bel filmato ufficiale prodotto dalla societ&agrave; come copertina e controcopertina della...]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Sep 2023 12:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho molto apprezzato - ribadendolo a<strong>&nbsp;Forever Samp</strong>, dove abbiamo utilizzato il bel filmato ufficiale prodotto dalla societ&agrave; come copertina e controcopertina della trasmissione - <strong>l'iniziativa di Andrea Radrizzani di radunare squadra e i dipendenti all'Acquario per illustrare loro i valori fondanti del nuovo progetto blucerchiato</strong>. L'ho apprezzato, cos&igrave; come la prima puntata del docufilm sulla stagione, perch&eacute; comprendo la necessit&agrave; dei nuovi proprietari di rilanciare anzitutto l'immagine del club, deturpata da tanti, troppi anni di gestione clownesca.</p>
<p>Tuttavia, questa operazione - urgente e necessaria - funziona solo se va di pari passo non tanto con i risultati (una stagione di transizione pu&ograve; essere tranquillamente messa in conto, assorbita e digerita da tutto l'ambiente visto il rischio sparizione corso pochi mesi fa) quanto con il progressivo calarsi di dirigenti, allenatore e calciatori nella <strong>mentalit&agrave; della serie</strong> <strong>B</strong>, <strong>dove non basta chiamarsi Sampdoria per evitare guai seri.</strong> Gli avversari, ben rodati nella categoria, ti aspettano al varco, ti affrontano con il coltello tra i denti, anche se con quella stessa maglia prima di <strong>La Gumina</strong> c'era il compianto <strong>Vialli</strong>, prima di <strong>Ricci</strong> la regia era affidata a <strong>Veron</strong> e prima di <strong>Murru</strong> al centro della difesa giocava <strong>Vierchowod</strong>.</p>
<p>Voglio dire che non &egrave; sufficiente lucidare l'argenteria di casa se poi non ci si rende conto che quei tempi devono essere s&igrave; fonte di ispirazione quanto a stile, immagine e dignit&agrave;, ma non di emulazione. Almeno allo stato attuale. Ecco perch&eacute; tutti gli <em>"attori"</em> della Sampdoria, prima di dover ricorrere a soluzioni drastiche come pensare di risolvere i problemi sostituendo <strong>Andrea Pirlo</strong> magari con <strong>Pippo Inzaghi</strong>, devono compiere uno sforzo su se stessi cambiando registro mentale. Da <em>"sono quella Sampdoria"</em> a <em>"punto a tornare quella Sampdoria"</em>, ben sapendo per&ograve; che <strong>il percorso &egrave; lastricato di sacrifici, sudore, umilt&agrave;, buche, imprevisti e problemi.</strong> E che, probabilmente, a quei livelli non tornerai comunque pi&ugrave;. Questo significa fare quadrato: fissare un obiettivo, ma ragionare su come raggiungerlo. Non attraverso un'azione di cosmesi, bens&igrave; attraverso un lavoro profondo. Lucidare l'argenteria senza rinunciare a fare il lavoro <em>"sporco", </em>insomma.</p>
<p>Non &egrave; certo il caso di fare come quell'allenatore che chiese la rimozione dal <em>"Mugnaini"</em> dei poster di <strong>Gullit &amp; company</strong> perch&eacute; influivano negativamente a livello inconscio, secondo lui, sul tasso di combattivit&agrave; dei calciatori dell'epoca, ma il concetto rimane attuale. <strong>Walter Novellino</strong>, lo ha raccontato <strong>Gigi Turci</strong> al <em>Derby del Luned&igrave;</em>, si inventava una lite al giorno con questo e con quello per tenere alta la tensione ed evitare rammollimenti come quello visto con il Cittadella. Per un po' la terapia funzion&ograve;, poi &egrave; chiaro che alla lunga bisogna cambiare strategia (o stratega).&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Questa deve essere la base di partenza. Poi, <strong>&egrave; indubbio che esistano anche dei limiti tecnici</strong>. Gli acquisti della prima ora, <strong>Ricci e Borini</strong>, che dovevano rappresentare il fiore all'occhiello del mercato, allo stato attuale non solo non riescono a fare la differenza ma appaiono in palese difficolt&agrave;, fisica e psicologica. Per non parlare della retroguardia, imperniata su due giovani promesse in prestito (<strong>Ghilardi e Facundo Gonzalez</strong>) e su un terzino sinistro adattato <strong>(Murru)</strong> e reduce da una stagione in cui, a torto o a ragione (pi&ugrave; a torto, secondo me) &egrave; stato il capro espiatorio della retrocessione della Samp. Infine, il centravanti: <strong>La Gumina</strong> pu&ograve; avere dei lampi, ma non avr&agrave; mai la continuit&agrave; (lo dice la sua carriera) e soprattutto l'attitudine a rendersi utile per la squadra (non perch&eacute; non voglia farlo, ma perch&eacute; non &egrave; nelle sue corde).</p>
<p>La speranza &egrave; che, intanto, venga messa una pezza in difesa (lo svincolato <strong>Alessandro Tuia</strong>, ad esempio). Poi che a gennaio, dopo avere ottenuto l'omologa dell'accordo di ristrutturazione del debito, <strong>Radrizzani e Manfredi</strong> investano in <strong>due rinforzi importanti</strong>. Nella Samp hanno gi&agrave; messo <strong>sei milioni</strong>, convertendo parte del prestito obbligazionario con cui <strong>Banca Sistema ha evitato il fallimento della societ&agrave;</strong>. Comprendo che sino a quando non avranno la garanzia del Tribunale non possano avventurarsi in altre spese con il rischio (teorico, ma pur sempre di rischio si tratta, ancorch&eacute; calcolato) di perdere tutto quanto versato.</p>
<p>Nella frattempo, per&ograve;, <strong>Pirlo</strong> (che &egrave; intelligente e preparato) dovr&agrave; fare un passo indietro rispetto alle sue convinzioni e pensare prima di tutto a non prenderle. Se questa squadra non pu&ograve; reggere il <strong>4-3-3</strong> (anche per l'assenza di incontristi a centrocampo, ulteriore lacuna di mercato), trovi un'altra soluzione in base al materiale di cui dispone. Quel che conta &egrave; non sprofondare in un abisso dal quale dopo, specie sul piano mentale, sarebbe troppo complicato risollevarsi. Il ricordo della scorsa stagione &egrave; ancora molto fresco per non farsi sentire sulla pelle dei sampdoriani.</p>
<p>Ora come ora gli unici due giocatori <em>"veri"</em> sembrano essere <strong>Stankovic</strong> (al netto delle difficolt&agrave; a costruire il gioco con i piedi, ma un portiere deve soprattutto parare e lui lo fa) e <strong>Pedrola</strong> (il miglior calciatore della serie B). Entrambi, mi risulta, <strong>portati da Andrea Mancini</strong>. Che magari sar&agrave; anche il pi&ugrave; giovane della compagnia, ma ha idee, entusiasmo e voglia di fare. Ecco proprio lui, in virt&ugrave; del cognome "<em>pesante"</em> che porta, pu&ograve; essere di esempio agli altri: non bastano il nome o il cognome per fare strada. Servono immaginazione, impegno, fatica, umilt&agrave;, dedizione alla causa. Nessuno ti regala qualcosa.<strong> Neanche se ti chiami Sampdoria.</strong></p>
<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp;</p>]]></content:encoded>
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				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, è Filip Stankovic l'emblema della squadra di Andrea Pirlo]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-e-filip-stankovic-l-emblema-della-squadra-di-andrea-pirlo-61010</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[La sontuosa prestazione di Filip Stankovic a Cremona - dove la Sampdoria ha raccolto un punto meritato, poteva perdere ma poteva anche vincere - costituisce l'emblema di quello...]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Sep 2023 11:50:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sontuosa prestazione di Filip Stankovic a Cremona - dove la Sampdoria ha raccolto un punto meritato, poteva perdere ma poteva anche vincere - costituisce l'emblema di quello che &egrave; e forse sar&agrave; la squadra di Pirlo: un ottovolante, quasi una montagna russa fatta di alti e bassi, tanta imprevedibilit&agrave;, errori grossolani e pure amplissimi margini di crescita. Dopo quattro giornate di un campionato lunghissimo come quello di serie B &egrave; impossibile trarre conclusioni plausibili, ma qualche valutazione &egrave; fattibile. Considerato che, svincolati a parte, il mercato &egrave; chiuso e dunque il volto delle contendenti &egrave; sostanzialmente definito.</p>
<p>La Samp ha sinora collezionato una vittoria, un pareggio e due sconfitte, entrambe al "Ferraris". I primi dati dicono che la squadra ha saputo esprimersi meglio fuori casa, forse lontano dalle pressioni, ma potrebbe anche essere un caso, tant'&egrave; che con il Venezia per 70 minuti i blucerchiati hanno giocato alla grande. Il calendario, Ternana a parte, ha opposto alla Samp avversarie tra le pi&ugrave; accreditate alla conquista della serie A, insieme con le altre favorite (Palermo, Parma in primis). Quattro punti non sono molti, ma neppure pochissimi per una squadra partita da -2, ricostituita per dieci undicesimi (l'unico "sopravvissuto" &egrave; Murru), con un allenatore nuovo e tanti giovani.</p>
<p>Certo, il mercato - iniziato con i "botti" di Ricci e Borini, elementi che in B sono tanta roba - non si &egrave; concluso in maniera altrettanto scoppiettante. La societ&agrave;, attraverso il direttore dell'area tecnica Nicola Legrottaglie, ha ammesso di avere perseguito obiettivi prestigiosi: Ferrari, Pereyra, Coda. Nessuno dei tre &egrave; andato in porto, un po' per i ben noti paletti economico-finanziari, un po' forse per l'ancora acerba esperienza di chi ha condotto le trattative. Di Andrea Mancini nell'ambiente si dice un gran bene, ma pure lui nel ruolo cruciale di direttore sportivo potr&agrave; e dovr&agrave; maturare. Inoltre, non si pu&ograve; trascurare che i dirigenti hanno dovuto scontrarsi con un salary cap ancora ben lungi dall'essere in linea con i parametri fissati: il monte ingaggi va limato di altri cinque milioni almeno.</p>
<p>Al colpo Pedrola, peraltro, potrebbero aggiungersi con il tempo quelli Lemina e Facundo Gonzalez, due giovani interessanti e ancora tutti da scoprire mentre Ghilardi ha gi&agrave; mostrato qualcosa. E all'attivo manca ancora pure Esposito, talento dal carattere difficile che allo "Zini" si &egrave; tuttavia presentato con una punizione raffinatissima. Inutile nascondere che le lacune potrebbero derivare dall'assenza di un vero e proprio leader della difesa e da un centravanti da 20 gol: non poco per sperare di vincere il campionato, ma la Sampdoria non &egrave; chiamata a farlo. L'obiettivo sar&agrave; quello di restare il pi&ugrave; possibile agganciata all'area nobile della classifica, poi a gennaio si vedr&agrave;.</p>
<p>La nuova propriet&agrave; infatti, dopo avere messo fuori causa Massimo Ferrero, ha incassato l'accordo con l'agenzia delle entrate (<a href="https://telenord.it/sampdoria-accordo-con-agenzia-delle-entrate-debito-rimodulato-da-50-a-17-milioni-61009">https://telenord.it/sampdoria-accordo-con-agenzia-delle-entrate-debito-rimodulato-da-50-a-17-milioni-61009</a>) per la rimodulazione del debito ed &egrave; in attesa dell'omologa dell'accordo di ristrutturazione del debito stesso con agenti, fornitori etc. La decisione del Tribunale &egrave; attesa tra ottobre e novembre, ma potrebbe anche slittare all'inizio di dicembre. Una volta portato a casa anche questo fondamentale risultato, Radrizzani-Manfredi potranno realmente imprimere il loro marchio sulla Sampdoria attraverso nuovi aumenti di capitali (personali, eventuali investitori "terzi" saranno semmai attirati dopo, con il club lucidato) ed eventuali nuovi investimenti sulla squadra per compiere il salto di qualit&agrave;.</p>
<p>Nel frattempo i tifosi - sempre presenti e attaccatissimi - dovranno abituarsi alle montagne russe, tipiche dei giovani e di un tecnico ambizioso e sognatore. Giovani lo sono la maggior parte dei calciatori, lo sono anche i dirigenti e i proprietari, che vantano una solida esperienza al Leeds ma si presentano come neofiti nell'intricatissimo panorama del calcio italiano. Eppure, le prime mosse, una dopo l'altra, sono andate a dama. Ci vuole pazienza. Accompagnata da una vigilanza costruttiva (le critiche per la vicenda Women, brillantemente risolta, testimoniano come gli "stimoli" possano essere utili, specie in un ambiente talvolta troppo ovattato: Novellino si inventava di tutto pur di tenere alta la tensione). Anche la vittoria della totalmente ricostruita formazione Primavera contro l'Atalanta ha portato una boccata di aria nuova e fresca a un ambiente che, prima di ogni altra cosa, aveva bisogno di energia positiva.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Io (oggi) sto con Roberto Mancini: ecco perché]]></title>
			<link>https://telenord.it/io-oggi-sto-con-roberto-mancini-60291</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA["Traditore", "Opportunista", "Interessato soltanto ai soldi". In queste ore, successive all'addio di Roberto Mancini alla guida della Nazionale, se ne stanno leggendo e sentendo...]]></description>
			<pubDate>Mon, 14 Aug 2023 16:20:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>"Traditore"</em>, <em>"Opportunista"</em>, <em>"Interessato soltanto ai soldi"</em>. In queste ore, successive <strong>all'addio di Roberto Mancini alla guida della Nazionale</strong>, se ne stanno leggendo e sentendo di tutti i colori sul suo conto. C'&egrave; persino chi, a distanza di oltre 20 anni, riesuma il fatto che non possedesse il patentino di allenatore alla Fiorentina.&nbsp;<br />E poi <em>"fortunato"</em>, <em>"sopravvalutato"</em>, <em>"peggio di Ventura"</em>. Insomma, chi pi&ugrave; ne ha pi&ugrave; ne metta. Nel tipico sport italiano di essere forti non quando l'avversario lo &egrave; altrettanto o di pi&ugrave;, bens&igrave; nel momento in cui viene a trovarsi in una situazione di comoda esposizione e vulnerabilit&agrave; mediatica. Insomma, si fa presto a scaricare qualcuno che non pesa pi&ugrave; o ha smesso di pesare. Specie su di noi e sui vantaggi che un legame amicale pu&ograve; garantire.<br />Mi permetto di scrivere queste cose perch&eacute;, non certo eroicamente ma solo nel rispetto della mia coscienza, <strong>criticai aspramente il Mancio quando, a mio parere, era il caso di farlo</strong>. Ovvero, quando lasci&ograve; la <strong>Sampdoria</strong> in braghe di tela <em>"sfruttando"</em> una clausola verbale promessagli dall'ormai defunto <strong>Paolo Mantovani</strong> e rispettata dal figlio<strong> Enrico</strong>. Era il 1997. Una scelta che contribu&igrave; a dividere la tifoseria, che rimase spaccata per molti anni, a depotenziare la gestione dei figli dell'immenso Paolo al punto che <strong>Veron e Seedorf non bastavano pi&ugrave; a soddisfare gli appetiti dei sampdoriani</strong>. Semplicemente perch&eacute; si era tornati sulla terra, la Sampdoria aveva smesso di vincere, il calcio era cambiato ed Enrico (con lui Francesca, Ludovica e il compianto Filippo) non era Paolo, soprattutto non ne possedeva le disponibilit&agrave; economiche, dallo stesso grande presidente peraltro gi&agrave; ridimensionate con la cessione di Vialli alla Juventus.<br />Mancini, sia chiaro, soddisf&ograve; legittimamente i suoi appetiti di vincente andando alla Lazio (dopo avere fatto fuoco e fiamme per approdare all'Inter) ma da l&igrave; in poi l<strong>a storia della Sampdoria prese inesorabilmente una piega complicata</strong>, in un clima di grande esasperazione e tensione. Immaginavo per lui e per la Samp una storia alla <strong>Maldini con il Milan</strong> o alla <strong>Totti con la Roma</strong> e quella disillusione repentina determin&ograve; la mia presa di posizione avversa.<br />Intuisco gi&agrave; l'obiezione: <strong>oggi Mancini sta facendo la stessa cosa con la Nazionale. Ma non &egrave; cos&igrave;. Roberto Mancini ha preso la Nazionale dalle macerie di una mancata qualificazione ai Mondiali e l'ha condotta alla vittoria dell'Europeo</strong>. Fallendo a sua volta la qualificazione a Qatar 2022 ma al termine di una partita con la Macedonia del Nord che, rigiocata venti volte, avrebbe un risultato diverso. Non &egrave; colpa di Mancini se gli azzurri si sono divorati otto gol, compreso uno su rigore. Compito di un selezionatore &egrave; individuare i calciatori, plasmare un gruppo, dare un'identit&agrave; alla squadra e farla giocare creando occasioni da rete: tocca ad altri spingere il pallone in porta.<strong> Nel suo lavoro di ct il Mancio &egrave; stato un fuoriclasse</strong> mentre non altrettanto si pu&ograve; sostenere dei pur meravigliosi giocatori da lui traghettati sul gradino pi&ugrave; alto del podio. Quanti di loro sono autentici campioni?<br /><strong>Il successo agli Europei ha <em>"drogato"</em> il nostro calcio esattamente come lo fece l'Italia di Lippi nel 2006</strong>. I due trionfi hanno rappresentato la foglia di fico sotto cui nascondere le magagne di un sistema poggiato su fondamenta fragilissime, come dimostra la gestione della sezione femminile. Il presidente della Figc, <strong>Gabriele Gravina</strong>, ne ha bollato il recente insuccesso al Mondiale come originato da una <em>"mancanza di coccole"</em> verso le nostre atlete. Dichiarazione che (giustamente) ha fatto sobbalzare dal divano <strong>Ludovica Mantovani</strong>, "silurata" dalla presidenza della Figc femminile mentre la stava traghettando in maniera decisiva verso il professionismo. Un obiettivo in cui si crede, oppure no. Basta dirlo.<br /><strong>Ecco, io penso che Mancini abbia fatto di pi&ugrave; per l'Italia calcistica di quanto l'Italia, intesa come Nazionale, abbia fatto per lui</strong>. Non so, non posso sapere se abbia compiuto la scelta di mollare tutto a Ferragosto per dissapori sullo staff (indiscrezione rilanciata dagli ambienti azzurri), perch&eacute; <em>"non ha superato il trauma della morte di Vialli"</em> (lo ha detto sua mamma Marianna) o semplicemente perch&eacute; andr&agrave; in Arabia a prendere 40 milioni all'anno di stipendio per tre anni, sistemando con 120 milioni diverse generazioni future della sua famiglia. Di certo non &egrave; stato il massimo dell'eleganza e dello stile che lo hanno da sempre accompagnato, ma proprio per questo mi viene anche qualche dubbio sulle reali motivazioni del gesto.<br /><strong>E so che vederlo linciato, mediaticamente e sui social, cos&igrave; barbaramente dopo averci regalato una delle gioie pi&ugrave; grandi della storia calcistica di questo Paese mi fa male al cuore</strong>. E lo scrive uno a cui lui, il Mancio, per quasi 15 anni ha tolto il saluto a causa della presa di posizione pro famiglia Mantovani (o, meglio, pro Sampdoria) e all'apparenza contro di lui.<br />Un <em>"cinque"</em> scambiato in sala stampa dopo Italia-Ucraina al<em> "Ferraris"</em> nel 2018 pose fine a quel periodo di <em>"belligeranza"</em>, forse anche perch&eacute; Roberto nel frattempo aveva letto il mio libro, in parte dedicato a quella vicenda e questo lo aveva "<em>aiutato"</em> a calarsi meglio nella realt&agrave; di quel tortuoso periodo. Ma tutto ci&ograve; nulla c'entra con la mia personale posizione di oggi, che ho cercato di argomentare:<strong> Io sto con Mancini e basta</strong>. Perch&eacute; se tutto quello che si dice e si scrive contro di lui in queste ore &egrave; davvero ci&ograve; che gli autori pensano allora significa che non abbiamo vissuto una favola sportiva ma un inganno retrodatabile.<br />&nbsp; &nbsp;&nbsp;<br />&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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				<item>
			<title><![CDATA[Con quella faccia un po' così, quell'espressione un po' così: Andrea Pirlo alla genovese per il rilancio della Sampdoria ]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Dopo Dejan Stankovic, tocca dunque a un altro grande centrocampista della storia del calcio internazionale guidare la Sampdoria dalla panchina, stavolta in serie B: Andrea...]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Jun 2023 11:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo Dejan Stankovic, tocca dunque a un altro grande centrocampista della storia del calcio internazionale guidare la<strong> Sampdoria</strong> dalla panchina, stavolta in serie B: Andrea Pirlo, 44 anni, reduce dall'esperienza in Turchia con il Fatih Karag&uuml;mr&uuml;k, con cui ha risolto il contratto a tre giornate dal termine del campionato e la squadra al settimo posto in classifica.<br /><br />Se il Pirlo calciatore &egrave; un monumento, il Pirlo allenatore deve ancora <em>"farsi</em>", malgrado abbia gi&agrave; maturato alcune esperienze importanti, prima fra tutte quella con la Juventus. Dall'Under 23 bianconera, l'8 agosto del 2020, dopo l'esonero di Maurizio Sarri, venne infatti promosso alla guida della prima squadra. Ancora sprovvisto del patentino necessario per guidare club di Serie A, il successivo 14 settembre ottenne l'abilitazione a Coverciano e sei giorni dopo <strong>fece il suo debutto da allenatore proprio in occasione della vittoria casalinga della Juve per 3-0 sulla Sampdoria</strong>. Un segno del destino. L'esperienza alla Juventus si concluder&agrave; con due trofei in bacheca, la Supercoppa italiana e la Coppa Italia.<br /><br />Dopo un anno sabbatico, Pirlo &egrave; ripartito dall'esperienza in Turchia, costellata di luci e ombre. Ma<strong> il fatto di avere accettato la proposta della Sampdoria in serie B rappresenta un atto di umilt&agrave;</strong> che gli fa onore e conferma la sua volont&agrave; di rimettersi in discussione. <strong>Cos&igrave; come testimonia dell'intento di Andrea Radrizzani di imprimere, anche attraverso l'allenatore, subito un'impronta forte sulla "sua" Sampdoria</strong>. Se &egrave; vero che la prima scelta era <strong>Fabio Grosso</strong>, di certo Andrea Pirlo non costituisce un ripiego: <strong>semmai una scommessa forte</strong>, con un'alta posta in palio. Da un campione del mondo all'altro.<br />Di sicuro la serie B &egrave; un campionato infido, ma a rafforzare la posizione di Pirlo c'&egrave; il contratto biennale: il nuovo allenatore, che riparte dalle macerie di una "rosa" da ricostruire, ha davanti a s&eacute; due stagioni per riportare la Sampdoria dove merita, ovvero in serie A. Una comfort zone importante, fermo restando che prima si accorciano i tempi e meglio &egrave; per tutti.<br /><br />E poi nella figura di <strong>Andrea Pirlo</strong>, <em>con quella faccia un po' cos&igrave;, quell'espressione un po' cos&igrave; </em>e la tendenza a preferire i fatti alle parole, intravvediamo una smania di schiva concretezza che sa tanto di genovese. Buon lavoro, maestro. &nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sampdoria, lo scacco matto di Radrizzani-Manfredi ma Ferrero può "consolarsi": ecco perché]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-lo-scacco-matto-di-radrizzani-manfredi-ma-ferrero-puo-consolarsi-57990</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Venerd&igrave; scorso, al termine di una giornata memorabile per la Sampdoria, avevamo raccontato l'abile mossa con cui Andrea Radrizzani e Matteo Manfredi erano riusciti ad...]]></description>
			<pubDate>Mon, 19 Jun 2023 11:50:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerd&igrave; scorso, al termine di una <strong>giornata memorabile per la Sampdoria</strong>, avevamo raccontato l'abile mossa con cui <strong>Andrea Radrizzani e Matteo Manfredi </strong>erano riusciti ad acquisire la maggioranza azionaria della societ&agrave; blucerchiata <em>(https://telenord.it/esclusiva-la-sampdoria-e-gia-di-radrizzani-e-manfredi-ferrero-in-minoranza-azionaria-57934)</em> per una cifra di poco inferiore ai sei milioni di euro, far poi svolgere regolarmente l'assemblea dei soci, approvare il bilancio, prorogare il Cda in carica e di fatto garantire la ripartenza del club dalla serie B.</p>
<p>Certo non tutto &egrave; ancora andato in porto, ma <strong>in vista dell'iscrizione al campionato (marted&igrave; 20 giugno) continua a filtrare ottimismo</strong>. I pagamenti necessari sono stati avviati e la base per l'omologa dell'accordo di ristrutturazione del debito, anche con l'Agenzia delle entrate, &egrave; stata gettata. Entro settembre potrebbe dunque esserci il closing dell'operazione, ma intanto i nuovi proprietari stanno lavorando intensamente sul piano operativo: nel corso della prossima settimana dovrebbe essere svelato il nome del nuovo allenatore (<strong>Fabio Grosso &egrave; in vantaggio</strong>), quelli dei nuovi dirigenti dell'area tecnica (la terza volta di <strong>Riccardo Pecini</strong> alla Sampdoria e l'arrivo di <strong>Nicola Legrottaglie</strong>) e scelta la localit&agrave; del ritiro precampionato (in lizza Livigno, ma non solo).</p>
<p>Intanto, <strong>possiamo ricostruire con ragionevole certezza il percorso attraverso il quale Radrizzani e Manfredi sono riusciti ad acquisire la Sampdoria e nello stesso tempo trovare la maniera concreta di </strong><strong><em>"indennizzare" </em></strong><strong>Massimo Ferrero </strong>per scansare rischi di contenzioni o, peggio, revocatorie.</p>
<p>Intanto, <strong>i nuovi proprietari hanno riconosciuto un debito da parte di Unione Calcio Sampdoria verso Sport Spettacolo Holding </strong>(di Ferrero) <strong>per circa 8 milioni</strong>. Inoltre, a Ferrero sarebbero stati riconosciuti in via transattiva circa <strong>400 mila euro di emolumenti arretrati</strong>. Un <em>"risarcimento"</em> che probabilmente avrebbe riconosciuto anche l'altro pretendente alla Sampdoria, <strong>Alessandro Barnaba </strong>di Merlyn Partners.</p>
<p><strong>Ma la vera mossa vincente, quella che ha determinato la differenza tra le due proposte, &egrave; il fatto di avere lasciato Ferrero socio al 10/20 % con la cosiddetta opzione put/call </strong>(un contratto attraverso il quale l'acquirente acquista un diritto ad acquistare (call option) o vendere (put option) un determinato bene ad un prezzo specifico). In tal modo Ferrero potrebbe <em>"rivendersi</em>" il valore potenziale al concordato romano ancora in sospeso.</p>
<p>Una soluzione respinta da Barnaba (che non voleva rischiare di avere Ferrero come socio, sia pure di minoranza, anche per ragioni di comunicazione e immagine, essendo la sua operazione supportata dall'ex presidente <strong>Edoardo Garrone</strong>) mentre <strong>Radrizzani e Manfredi l'hanno pragmaticamente attuata</strong>. Insieme con la conversione pre assemblea di parte del prestito obbligazionario e la diluizione del capitale azionario di Ferrero, questa &egrave; stata l'altra mossa che ha portato allo scacco matto e al cambiamento di propriet&agrave; della Sampdoria. E che conferma come Radrizzani-Manfredi, pur lontano dalla luce dei riflettori, monitorassero da tempo la situazione della Sampdoria e, anche attraverso i loro avvocati, studiassero la maniera per diventerne i legittimi proprietari.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sampdoria, pericolo scampato. Ora apertura di credito a Radrizzani-Manfredi]]></title>
			<link>https://telenord.it/sampdoria-pericolo-scampato-ora-apertura-di-credito-a-radrizzani-manfredi-57930</link>
			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/sampdoria-pericolo-scampato-ora-apertura-di-credito-a-radrizzani-manfredi-57930</guid>
			<description><![CDATA[L'U. C. Sampdoria, numero di matricola 45950, &egrave; salva. W la Sampdoria. Al termine di un faticosissimo percorso, pieno zeppo di buche e ostacoli, il risultato che stava a...]]></description>
			<pubDate>Fri, 16 Jun 2023 15:50:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L'U. C. Sampdoria, <strong>numero di matricola 45950</strong>, &egrave; salva. W la Sampdoria. Al termine di un faticosissimo percorso, pieno zeppo di buche e ostacoli, il risultato che stava a cuore a tutti coloro che amano i colori blucerchiati &egrave; arrivato. Non &egrave; stato facile, anzi. La<em> "prigione"</em> a pi&ugrave; celle in cui era incapsulata la societ&agrave; (Trust, indebitamento e carenza di liquidit&agrave;) ha fatto s&igrave; che quello compiuto oggi si riveler&agrave; alla lunga un vero e proprio miracolo di ingegneria finanziaria. Compiuto da diversi attori, protagonisti e non.</p>
<p>Desidero partire dall'ultimo: <strong>Massimo Ferrero</strong>. Che ho contrastato apertamente, dal febbraio del 2019, quando (carte alla mano) avevo capito, insieme con il mio collega e amico Stefano Rissetto, il verso che stava prendendo la gestione della Sampdoria, sino a quel momento macchiata s&igrave; da un folklore sgradevole (anche perch&eacute; l'allora presidente pot&egrave; sempre imperversare a livello mediatico e non solo) ma tutto sommato in linea con le aspettative di un club medio per introiti televisivi, bacino di utenza, citt&agrave; di riferimento. Ma un conto, per quanto doloroso, era veder calpestato lo stile Sampdoria, un altro rendersi conto che l'andazzo avrebbe portato alla rovina, o quasi. Tuttavia, adesso che la Sampdoria ha un futuro, non solo non sparo addosso a Ferrero (come in tanti hanno iniziato a fare da quando &egrave; caduto in disgrazia ed &egrave; finito in carcere) ma gli riconosco l'onore delle armi. La sera del 30 maggio, nella puntata forse pi&ugrave; difficile di Forever Samp da me condotta, aveva annunciato di avere passato la mano ad Andrea Radrizzani, parlando di lui anche in termini positivi. Non senza umanamente rinunciare a dire "mi rimpiangerete". Ma ora che il fatto &egrave; compiuto, si pu&ograve; affermare che Ferrero ha mantenuto la parola data in diretta a decine di migliaia di sampdoriani (lo confermano i dati Auditel) che seguivano il programma con il cuore in gola.</p>
<p>Il passaggio naturale da Ferrero (il passato, sebbene tecnicamente il closing dell'operazione abbia a compiersi pi&ugrave; avanti) &egrave; poi ad <strong>Andrea</strong> <strong>Radrizzani</strong> (il futuro). Il grande merito che gli va ascritto non &egrave; <em>"solo"</em> quello di avere salvato la Sampdoria ma di avere creduto di potercela fare quando sembrava un'impresa impossibile, quasi titanica. Lui e il suo socio Matteo Manfredi hanno messo in questa trattativa tanta volont&agrave; e tanto cuore. Ecco perch&eacute; sono convinto che i tifosi blucerchiati sapranno concedere loro il tempo necessario. "RicominciAMO", ha scritto Radrizzani su Twitter. Bisogna essere consapevoli, come lo sar&agrave; lui, che non si riparte dalle situazione da cui part&igrave; Ferrero nel 2014 (con una societ&agrave; ripulita dai debiti, il pieno di benzina finanziaria nel motore, le fidejussioni garantite da San Quirico Holding e una squadra gi&agrave; competitiva al punto da arrivare settima sotto la guida del compianto Sinisa) bens&igrave; dalle macerie. Dalla serie B, intanto. Dove i ricavi, dai diritti tv agli sponsor, sono inferiori. Da un elevato indebitamento (per quanto opportunamente abbattuto dall'accordo di ristrutturazione). E da un parco giocatori non altisonante. Sono i tanti motivi per cui la nuova propriet&agrave; della Sampdoria merita un'apertura di credito, anche da parte nostra. Poi, come chiunque, Radrizzani-Manfredi alla lunga saranno "giudicati" sulla base dei risultati e della gestione, ma non si pu&ograve; non riconoscere che la ricostruzione debba essere profonda e dunque non possa essere immediata e agevole.</p>
<p>Tra i protagonisti della vicenda ci sono anche e soprattutto i membri del <strong>Cda della Sampdoria</strong>. Che dopo mesi di contatti, trattative, operazioni vere o presunte avallate dal trustee Vidal, hanno imboccato una strada percorrendola sino in fondo. Marco Lanna, Antonio Romei, Gianni Panconi, Alberto Bosco (e anche l'ex amministratore di Ssh Holding Massimo Ienca e il presidente del collegio sindacale Marcello Pollio) si sono assunti la responsabilit&agrave; di una scelta e l'hanno portata avanti con vigore e convinzione. Una scelta che appariva migliore per i creditori, ma poteva sembrare meno vantaggiosa per la Sampdoria, essendo a debito (il prestito obbligazionario di Banca Sistema) a fronte della proposta Barnaba-Garrone, che metteva sul piatto risorse proprie. Per&ograve; l'hanno condotta sino in fondo, garantendo sull'efficacia della manovra. E alla fine hanno avuto buon gioco.&nbsp;</p>
<p>Attori non protagonisti, <strong>i tifosi della Sampdoria</strong>. Che anche nel momento peggiore, con la societ&agrave; sull'orlo del fallimento e la squadra in serie B, hanno trasmesso all'esterno un'immagine tale da non poter lasciare insensibili potenziali acquirenti. E per quanto se non si potr&agrave; mai avere la misura di questo peso, sono sicuro che sar&agrave; stato enorme nelle trattative. Chi guardava, non poteva evitare di pensare: "Vale la pena salvare questo patrimonio di passione e di amore incondizionato".</p>
<p>Adesso, oltre alla metabolizzazione della gioia, non rimane che assistere alle prime mosse dei nuovi proprietari e confidare che Andrea Radrizzani, che &egrave; davvero amico di <strong>Tamim bin Hamad Al Thani, Emiro del Qatar</strong>, si riveli talmente abile e capace da convincere il proprietario del Paris Saint Germain a investire anche nella Sampdoria attraverso il <strong>Fondo QSI</strong>. Sarebbe la ciliegina sulla torta. Che &egrave; comunque ottima anche cos&igrave;, perch&eacute; colora di blucerchiato e profuma di U.C. Sampdoria numero di matricola 45950.&nbsp;</p>
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			<title><![CDATA[Sampdoria a piccoli passi verso il traguardo più importante della sua storia]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[Che la strada verso il traguardo pi&ugrave; importante della sua storia fosse per la Sampdoria lastricata di buchi, salite e complicanze era ormai ben chiaro a (quasi) tutti. La...]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 16:55:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che la strada verso il traguardo pi&ugrave; importante della sua storia fosse per la <strong>Sampdoria</strong> lastricata di buchi, salite e complicanze era ormai ben chiaro a (quasi) tutti. La situazione di degrado aveva portato la squadra in serie B e la societ&agrave; sull'orlo del baratro, equivalente al fallimento e alla perdita del titolo sportivo. Individuare le responsabilit&agrave; &egrave; un esercizio di stile puramente accademico, ma si pu&ograve; anche fare: dal "peccato originale" del 2014, a una gestione fondata solo sul trading di calciatori e sulle plusvalenze, in assenza delle quali il "progetto" prima o poi sarebbe inesorabilmente andato in tilt, dall'arresto del proprietario- presidente al commissariamento del club, dalle mosse sbagliate sul mercato a quelle tardive sulla gestione.</p>
<p>Tre allenatori, tre direttori sportivi, una salvezza per la quale sarebbero bastati 32 punti. Basta questo elenco a far comprendere come<em> l'era tutto sbagliato, tutto da rifare</em>, avrebbe esclamato <strong>Gino Bartali</strong>. E come nessuno sia immune da colpe, compresa quella di un ambiente nel suo complesso sempre incline a identificare il club con il patron di turno, anestetizzando uno spirito critico che sarebbe invece indispensabile affinch&eacute; il sistema si senta costantemente "osservato", sotto pressione. Il laissez faire, laissez passer non &egrave; il viatico per il bene comune, bensi per il suo contrario.</p>
<p>Eppure, in questi giorni la sindrome da fortino accerchiato - che aveva una sua indubbia valenza sino all'era Mantovani, poi oggettivamente no - &egrave; tornata a farsi forte, non senza una qualche giustificazione dovuta allo svilupparsi improvviso di un sentiment strisciante da sparizione imminente. Ma la Sampdoria, intesa nel suo insieme, ha reagito, ha saputo reagire collettivamente, manifestando anticorpi inattesi. Ecco perch&eacute; la partita, pur non essendo ancora chiusa, pu&ograve; risolversi positivamente.</p>
<p>Ad <strong>Alessandro Barnaba</strong> va riconosciuto il merito di avere lanciato alla lontana il piano di salvataggio, un'&agrave;ncora per arrestare lo scarrociamento verso la deriva: il suo progetto &egrave; stato giudicato, a torto o a ragione, pi&ugrave; pericoloso della conseguenze di un mancato e tempestivo intervento ed &egrave; scivolato in secondo piano, relegando il finanziere romano di Merlyn Partners, supportato in origine dall'ex presidente <strong>Edoardo Garrone</strong>, al ruolo comunque utile di piccolo azionista "vigilante".</p>
<p>Ad <strong>Andrea Radrizzani</strong> e ai suoi soci di cordata va invece ascritto il coraggio di stare provando ad affrontare le salite pi&ugrave; dure in una crono a tempo limitato. Da quanto ci risulta, lentamente e con qualche foratura qua e l&agrave; il traguardo potrebbe essere raggiunto in tempo utile per iscriversi al campionato di serie B e iniziare la graduale risalita: finanziaria (non si pu&ograve; nascondere che questo piano di risanamento sia a debito, come tale vada affrontato e Radrizzani dovr&agrave; essere abile a coinvolgere ulteriori investitori), tecnica e "morale".</p>
<p>Non &egrave; il momento di cantare vittoria, le insidie sono dietro l'angolo. Ma di combattere il pessimismo e il fastidio che pensavamo di avere rimosso, s&igrave;. E pazienza se qualcuno, dopo essersi volontariamente esposto al giudizio pubblico, ora si offende per essere stato tirato in ballo, giustamente o ingiustamente poco importa. Quando ti lanci in pista, sei costretto a ballare. Anche se non assomigli a John Travolta. E tutti ti guardano. E commentano. E' la febbre del sabato sera, &egrave; la febbre del calcio, &egrave; quella "malattia" che si chiama passione per un pallone che rotola, <em>"la pi&ugrave; importante tra le cose meno importanti della vita" </em>(Arrigo Sacchi).</p>
<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Samp, la serie B è dietro l'angolo: ora basta con la farsa del bond e via al piano di salvataggio della società]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Maurizio Michieli]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Sportivamente]]></category>
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			<description><![CDATA[La sconfitta con la Cremonese al "Ferraris" ha sancito il virtuale ritorno della Sampdoria in serie B. Manca la matematica - ed &egrave; giusto non emettere sentenze premature -...]]></description>
			<pubDate>Sat, 08 Apr 2023 19:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sconfitta con la Cremonese al <em>"Ferraris"</em> ha sancito il <strong>virtuale ritorno della Sampdoria in serie B</strong>. Manca la matematica - ed &egrave; giusto non emettere sentenze premature - ma purtroppo la strada verso il baratro &egrave; spianata, anche alla luce del fatto che i <em>"cugini"</em> alla lontana dello <strong>Spezia</strong> confermano meritoriamente di possedere un bomber vero (Nzola) ed una solidit&agrave; tale da sfiorare persino la vittoria in quel di Firenze.</p>
<p><strong>Ecco perch&eacute; &egrave; giunto il momento di distogliere le attenzioni dalla squadra e rivolgerle esclusivamente al futuro della societ&agrave;</strong>. La <strong>conditio sine qua non</strong> per evitare un doppio orrore - retrocessione e fallimento - &egrave; nelle mani del <em>"commissario"</em> <strong>Eugenio Bissocoli</strong>, l'avvocato che sta gestendo la cosiddetta composizione negoziata, in scadenza il 6 giugno.</p>
<p><strong>Bissocoli</strong> - professionista super partes e di acclarato valore - <strong>non <em>"deve"</em> ridursi all'ultimo momento per certificare il naufragio dell'operazione bond</strong> (non lo James 007, ma quella della ricerca grottesca di un prestito convertibile in azioni da parte dell'attuale proprietario della Sampdoria, ovvero <strong>Massimo Ferrero</strong>). Il professionista ha il dovere pratico e morale - davanti allo scenario di una Gradinata Sud talmente bella, anche e soprattutto nelle disgrazie da far capire che la Samp non avr&agrave; mai problemi "sinch&eacute; i suoi tifosi canteranno" - di <strong>alzare bandiera bianca in anticipo e dare spazio e tempo per la <em>"costruzione"</em> di un piano di salvataggio della societ&agrave; blucerchiata</strong>.</p>
<p>Un piano al quale devono partecipare le <strong>istituzioni genovesi</strong> (nel ruolo legittimo di "facilitatori", considerato che la Sampdoria &egrave; anche un patrimonio della citt&agrave;), l'ex presidente <strong>Edoardo Garrone</strong> (con il ruolo di regista, peraltro gi&agrave; messo in campo ai tempi della trattativa Vialli e ribadito attraverso un recente comunicato ufficiale), una<strong> sponda qualificata di imprenditori locali di antica e provata fede blucerchiata</strong> (alcuni si sono gi&agrave; esposti, da <strong>Marco Bisagno</strong> a <strong>Sandro Biasotti</strong>) ed infine, sia fa per dire, il <strong>finanziatore principe</strong>: che non pu&ograve; che essere un <strong>Fondo di investimento</strong> in grado di intravvedere nella Sampdoria un valore affettivo ma soprattutto un potenziale affare economico (<strong>Merlyn Partner di Alessandro Barnaba ha da settimane gi&agrave; predisposto un piano B</strong>, &egrave; il caso di dirlo).</p>
<p><strong>L'articolo 52 delle norme federali recita testualmente:</strong></p>
<p><em>Il titolo sportivo &egrave; il riconoscimento da parte della F.I.G.C. delle condizioni tecniche</em><br /><em>sportive che consentono, concorrendo gli altri requisiti previsti dalle norme federali, la</em><br /><em>partecipazione di una societ&agrave; ad un determinato Campionato.</em><br /><em>In nessun caso il titolo sportivo pu&ograve; essere oggetto di valutazione economica o di cessione.</em><br /><em>Il titolo sportivo di una societ&agrave; cui venga revocata l&rsquo;affiliazione ai sensi dell&rsquo;art. 16, comma</em><br /><em>6, pu&ograve; essere attribuito, entro il termine del 10 giugno della stagione in corso, ad altra societ&agrave;</em><br /><em>con delibera del Presidente federale, previo parere vincolante della COVISOC ove il titolo</em><br /><em>sportivo concerna un campionato professionistico, a condizione che la nuova societ&agrave;, con sede</em><br /><em>nello stesso comune della precedente, dimostri nel termine perentorio di cinque giorni prima,</em><br /><em>esclusi i festivi, di detta scadenza:</em><br /><em>1) di avere acquisito l&rsquo;intera azienda sportiva della societ&agrave; in stato di insolvenza;</em><br /><em>2) di avere ottenuto l&rsquo;affiliazione alla F.I.G.C.;</em><br /><em>3) di essersi accollata e di avere assolto tutti i debiti sportivi della societ&agrave; cui &egrave; stata revocata</em><br /><em>l&rsquo;affiliazione ovvero di averne garantito il pagamento mediante rilascio di fideiussione</em><br /><em>bancaria a prima richiesta;</em><br /><em>4) di possedere un adeguato patrimonio e risorse sufficienti a garantire il soddisfacimento</em><br /><em>degli oneri relativi al campionato di competenza;</em><br /><em>5) di aver depositato, per le societ&agrave; professionistiche, dichiarazione del legale rappresentante</em><br /><em>contenente l&rsquo;impegno a garantire con fideiussione bancaria a prima richiesta le obbligazioni</em><br /><em>derivanti dai contratti con i tesserati e dalle operazioni di acquisizione di calciatori. Il deposito</em><br /><em>della fideiussione &egrave; condizione per il rilascio del visto di esecutivit&agrave; dei contratti.</em><br /><em>I soci e gli amministratori della nuova societ&agrave; non devono aver ricoperto, negli ultimi 5 anni,</em><br /><em>il ruolo di socio, di amministratore e/o di dirigente con poteri di rappresentanza nell&rsquo;ambito</em><br /><em>federale, in societ&agrave; destinatarie di provvedimenti di esclusione dal campionato di competenza</em><br /><em>o di revoca dell&rsquo;affiliazione dalla FIGC.</em></p>
<p><strong>E' in questo perimetro ben delineato che il salvataggio della Sampdoria pu&ograve; realizzarsi</strong>, anche attraverso la salvaguardia del titolo sportivo (quasi certamente la serie B). Ma occorre il tempo per poter mettere in piedi l'operazione. Chiunque la ostacoli, da dentro e da fuori la societ&agrave;, &egrave; da considerarsi un nemico. Mentre la Samp, in questo drammatico momento storico, deve poter contare, oltre che sui suoi impeccabili tifosi, sugli amici, quelli veri. Chi lo &egrave; veramente, getti la maschera ed il cuore oltre le transenne. La Sampdoria lo merita sempre e a prescindere.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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