Sampdoria, Abildgaard a Telenord: "Travolto dall'entusiasmo dei tifosi. Il mio ruolo? Decide il mister"

di Filippo Serio

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L'intervista esclusiva dal ritiro di Ponte di Legno

Con i suoi 1.92 metri d'altezza svetta in mezzo al campo ed è spesso cercato dai compagni di squadra: Oliver Abildgaard è diventato un leader silenzioso della Sampdoria, impiegato sia da mediano sia da difensore non ha mai fatto mancare sostanza e corsa.

Con la Sampdoria affronta ora il primo ritiro estivo in Val Camonica, durante il quale ha rilasciato un'intervista esclusiva ai microfoni di Telenord: "È un bel posto qui, stiamo lavorando bene, siamo uniti e stiamo costruendo una squadra. Cosa mi ha colpito dell'ambiente? Ho sentito subito l'entusiasmo dei tifosi, la gente qui ama il calcio qui."

Abildgaard che è diventato l'uomo salvezza lo scorso anno siglando il gol vittoria contro il Sudtirol nella sfida del 1 maggio: "È un onore per me giocare allo stadio Ferraris davanti ai nostri tifosi. Spero che la prossima stagione possiamo fare molto meglio e non solo giocare salvarci"

Abildgaard nasce centrocampista ma durante la seconda parte di stagione Lombardo lo ha spesso arretrato  nella posizione di centrale di difesa: "Gioco dove vuole il mister, dove serve alla squadra" - dice il danese, colpito anche dalla città di Genova: "La mia famiglia si è sentita subito a casa qui, la gente ci ha fatto sentire a casa"

"Io leader? Provo sempre solo a dare il massimo ogni giorno e se posso aiutare sono contento" - aggiunge Abildgaard che ha accolto in squadra un suo connazionale, Stefan Gartenmann: "E' forte, parla già un po' italiano. Provo sempre a dare a lui qualche consiglio"

Abildgaard fuori dal mondo del pallone ama stare con la propria famiglia, e a Genova ha provato la cucina tipica: "Stregato dal pesto genovese, è famoso"

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