Rossi (Lega Coop): "Una tecnologia non giusta rende ingiusta anche la distribuzione del valore"

di Carlotta Nicoletti

"Abbiamo voluto provare a declinare l'intelligenza artificiale in forma cooperativa, quindi dare una forma diversa a quella che oggi conosciamo, che è quella che porta un'accumulazione spaventosa di ricchezze e pertanto rischia di non essere così giusta. Una tecnologia non giusta tende a rendere ingiusta anche la distribuzione del valore. Questo è il tema della giornata, ripartendo e partendo dai valori costitutivi, per quello che abbiamo voluto mettere l'accento sugli aspetti dei principi valoriali e sulla filosofia per arrivare poi anche a delle progettualità vere e proprie, perché domani, la seconda parte della due giorni, affronterà proprio sei progettualità che immaginiamo e auspichiamo possono diventare delle start-up di piattaforme digitali cooperative. Quanti partecipanti ci saranno? Abbiamo da ieri un 400 iscritti e se ne aggiungeranno speriamo degli altri, perché noi vogliamo che ci sia l'avvio di una riflessione, il più possibile condivisa e che sia aperta. Non vogliamo chiuderci all'interno del nostro mondo, ma semmai parlare all'esterno. Sicuramente ogni innovazione che noi sappiamo cogliere migliora sia il profilo professionale delle competenze, delle imprese e questo è un aspetto, ma poi ce n'è un altro che è quello della capacità di trovare all'interno della modalità cooperativa una forma che sia una forma veramente redistributiva e che favorisca anche le competenze e soprattutto una conoscenza che sia validata, che sia una conoscenza non manipolata".

Lo ha detto Mattia Rossi, presidente di Lega Coop Liguria, alla Biennale dell'Economia Cooperativa di Genova.

 Oltre 600 partecipanti in presenza, più di 30 docenti universitari provenienti da atenei liguri, piemontesi e lombardi, e centri di ricerca, una forte presenza istituzionale nazionale ed europea: a Genova la tappa genovese della Biennale dell’Economia Cooperativa, dedicata al rapporto tra Intelligenza Artificiale, lavoro e disuguaglianze.
Palazzo Ducale ha ospitato un confronto tra cooperazione, università, imprese e nuove generazioni su una domanda centrale: chi governa i dati? Come viene distribuito il valore generato? Verso quali finalità sono orientate le  piattaforme dell’Intelligenza Artificiale?
 
L’iniziativa è stata promossa da Legacoop, insieme a Coopfond, Fondazione Pico e Fondazione Barberini.
 
In un contesto segnato dall’espansione della gig economy, dalla concentrazione del potere nelle grandi piattaforme globali e nel rischio di manipolazione delle informazioni, la Biennale ha quindi rilanciato i temi etici del sapere, del rapporto uomo macchina, della responsabilità morale dell’agire economico e della democrazia nell’era dell’algoritmo.
 
Nel suo intervento, il presidente nazionale di Legacoop, Simone Gamberini, ha posto l’accento sul rapporto tra trasformazione digitale e qualità del lavoro. «Vogliamo un’innovazione che non produca nuove esclusioni – ha sottolineato - ma che, in coerenza con i principi cooperativi di mutualità e partecipazione, sia inclusiva, trasparente e responsabile. Le piattaforme e l’Intelligenza Artificiale devono diventare strumenti per redistribuire valore, rafforzare i diritti e generare opportunità di lavoro di qualità. Solo così la trasformazione digitale potrà tradursi in un vantaggio concreto per le comunità, i territori e le persone, mettendo la tecnologia al servizio del bene comune»
 
Tra i temi centrali emersi nel dibattito, c’è stata la proposta di “Cooperative AI”, una visione che punta a superare i modelli estrattivi delle piattaforme digitali. «Attraverso Cooperative AI vogliamo affermare un cambio di prospettiva - spiega Piero Ingrosso, presidente di Fondazione Pico - sistemi capaci di cooperare tra loro e con le persone, generando valore condiviso. Per il movimento cooperativo questo significa lavorare su governance dei dati, tutela dei legittimi proprietari e modelli digitali che non estraggano valore, ma lo redistribuiscano in modo equo e partecipato. L’IA non può essere solo efficiente e autonoma: deve essere affidabile, inclusiva e con la persona al centro»
 
Concetti che saranno ripresi nella seconda giornata, domani venerdì 27 al Palazzo della Borsa, durante la quale i sei workshop rivolti a un pubblico di under 35 tradurranno questi principi in proposte operative, tra cui: un modello di cooperativa di proprietari di dati, sistemi di IA applicati alle mutue sanitarie, piattaforme cooperative orientate al lavoro di qualità, strumenti digitali per l’educazione e l’informazione cooperativa, un drone cooperativo per l’accessibilità delle aree interne, un podcast cooperativo dedicato all’identità e alla comunicazione.
 
Accanto alla dimensione economica, la Biennale ha dedicato ampio spazio alla riflessione etica. «L’intelligenza artificiale non è un destino da subire né uno strumento neutro da utilizzare senza riflessione. La vera sfida è comprendere a quali condizioni possiamo interagire con questi sistemi senza delegare loro la nostra responsabilità morale. La prospettiva cooperativa offre una chiave preziosa: superare i dualismi tra umano e artificiale, tra controllo e delega, e costruire invece forme di corresponsabilità e trasparenza. Solo così l’IA può diventare un partner in un processo condiviso di deliberazione, capace di ampliare le nostre capacità senza indebolire il giudizio umano», ha dichiarato Maria Silvia Vaccarezza, Professoressa di Filosofia morale all’Università di Genova e componente del Comitato scientifico della Biennale.
 
Oltre che della Sindaca Salis, la tappa genovese ha visto la partecipazione del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, l’assessore allo sviluppo economico della Regione Liguria Alessio Piana, il vicesindaco e assessore all’economia sociale del Comune di Genova Alessandro Terrile, Brando Benifei europarlamentare e co-relatore AI Act, Irene Tinagli europarlamentare e co-presidente dell’Intergruppo Economia Sociale (in collegamento), Edoardo Rixi viceministro delle infrastrutture e dei trasporti (che ha inviato un messaggio di saluto), Ilaria Cavo vicepresidente commissione attività produttive della Camera dei Deputati (in collegamento).
 
I risultati emersi confluiranno nel manifesto della Biennale dell’Economia Cooperativa, che sarà presentato nelle prossime settimane come contributo al dibattito nazionale ed europeo sulla governance dell’Intelligenza Artificiale.
La sfida lanciata da Genova è chiara: governare l’innovazione non per accumulare valore, ma per redistribuirlo.

 

 

 

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