Quando si parla di architettura sostenibile, la vera prova non è il progetto iniziale, ma la tenuta nel tempo. Come informa il sito specializzato architetturaecosostenibile.it, a Graffignana (Lodi), una villetta unifamiliare realizzata nel 2012 dallo Studio Paradisiartificiali è stata analizzata a distanza di 15 anni per verificarne prestazioni, consumi e qualità abitativa.
L’intervento consisteva in una sopraelevazione leggera su un edificio anni Settanta. La scelta della prefabbricazione in legno X-LAM, con struttura radiale “a ombrello” sostenuta da un pilastro centrale, ha permesso di ridurre i carichi e garantire precisione esecutiva. L’involucro, realizzato con materiali naturali ad alte prestazioni (isolamento in fibra di canapa e serramenti in legno con triplo vetro), è stato progettato per assicurare continuità dell’isolamento e tenuta all’aria.
Dopo 15 anni la struttura risulta stabile, energeticamente efficiente e predisposta per futuri aggiornamenti.
Sul piano impiantistico, l’edificio integra riscaldamento a pavimento con caldaia a condensazione, solare termico per l’acqua calda e ventilazione meccanica controllata. Alcuni sistemi domotici supportano la gestione dei consumi senza complicare l’uso quotidiano. I consumi reali si attestano intorno ai 30 kWh/m²/anno, con una riduzione superiore al 35% rispetto agli standard tradizionali dell’epoca.
La copertura con lanternino centrale favorisce inoltre la ventilazione naturale e il raffrescamento estivo attraverso effetto camino, dimostrando come la forma architettonica possa contribuire attivamente al comfort ambientale.
Al termine dei lavori l’edificio ha ottenuto la certificazione CasaClima in Classe A. La progettazione ha previsto fin dall’inizio flessibilità e adattabilità, ad esempio per l’eventuale integrazione futura di un impianto fotovoltaico con accumulo.
Secondo il proprietario, il comfort termico è rimasto costante negli anni, senza picchi di caldo o freddo, e la gestione della casa si è dimostrata semplice e intuitiva, senza necessità di manutenzioni straordinarie.
Il caso dimostra che la sostenibilità non è una dichiarazione d’intenti, ma un metodo progettuale: integrazione tra struttura, involucro, impianti e comportamento ambientale. Quando queste componenti sono pensate come un unico sistema, le prestazioni non solo si raggiungono, ma durano nel tempo.
