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Ripartono gli interventi del porto

di Paolo Lingua

Ripartono gli interventi del porto

Il porto di Genova non si può fermare, sia pur tenendo conto dei limiti che impone la pandemia (un esempio lampante è il blocco delle crociere che sono costrette  a continui rinvii), perché è la chiave di volta dell’economia della Liguria e di Genova. Per questo, dagli uffici della presidenza sono state confermate alcune ripartenze di progetti già di fatto approvate come quella della nuova diga foranea che consentirà l’approdo  delle navi – merci soprattutto ma anche passeggeri – cosiddette di “ultima generazione” ovvero con maggiore stazza tonnellaggio. La modifica della diga, il cui progetto è emerso dopo il “dibattito pubblico, comporterà importanti modifiche della profondità dei fondali ma in particolare dovranno essere ristrutturati i moli per gli attracchi. Non sarà il lavoro di un giorno, per dirla alla maniera popolare, ma si dovrà concludere entro cinque-sei anni, perché i mercati non possono attendere.

Nel frattempo è decollato un complesso progetto di “copertura” imponente sui cantieri navali  per limitare l’inquinamento, un progetto che è collegato, funzionalmente, anche alla presenza di energia elettrica su tutti ni moli in modo da evitare che i motori accessi (per via del carburante a gasolio) provochino ulteriori inquinamenti dell’acqua ma soprattutto dell’aria. Si andrà quindi verso uno sviluppo “green” del porto e del suo sistema. In questo quadro andrà la ristrutturazione dell’area della ex Fiera, con i canali e predisposizione di approdi per imbarcazioni turistiche. L’insieme della nuova fisionomia dell’area, su progetto di Renzo Piano, va sotto la denominazione di “Waterfront di Levante” e la conseguente crescita del cosiddetto “green” sarà importane perché sono previste abitazioni di lusso in vista mare e centri di accoglienza per studenti.  

Il porto del futuro comporterà quindi una crescita sostenibile e uno sviluppo senza danni all’ambiente. Siamo nella linea enunciata dal premier Mario Draghi per la ripresa economica italiana. A questo proposito è importante inquadrare – sempre sulla base di annunci che provengono dalla presidenza dello scalo – la ripresa dello studio per mettere a punto la collocazione dei depositi petrolchimici, un tema di cui si discute (e si polemizza) da quasi vent’anni. Si tratta dei depositi di Multedo delle società Superba e Carmagnani. Quest’ultima è presente nella zona da prima della guerra. Nel quartiere esistono comitati che chiedono da tempo il trasferimento per la presunta pericolosità dei depositi nei pressi di un quartiere densamente popolato, anche se va detto, per la verità, che sono molti gli edifici costruito dopo che i depositi erano stati localizzati. Ma purtroppo è una questione presente in molti altri quartieri della città, in particolare per le abitazioni a ridosso dei torrenti a rischio.

Nel corso degli ultimi anni sono state adombrate diverse soluzioni. La prima prevedeva una sistemazione sotto la Lanterna, ma è stata di fatto rimossa per la protesta di molti operatori portuali della zona e dagli abitanti dei quartieri vicini di Sampierdarena.  Si era poi ipotizzata una collocazione nelle aree di fatto ex Piaggio, ma ci sono state proteste degli abitanti di Cornigliano e sono emerse problematiche per la vicinanza  all’aeroporto. Inoltre le arre della Piaggio, così come eventuali recuperi di aree che saranno inutilizzate dalle acciaierie ex Ilva, sono ritenute importanti per ulteriori strategie imprenditoriali: una tesi sorretta non solo dal mondo imprenditoriale ma anche da Regione e Comune.

Una terza ipotesi riguardava la zona della foce del Polcevera: in questo caso  sono emersi minori dissensi e forse sarà possibile impostare una sorta di indagine di vasto respiro se non proprio un altro “dibattito pubblico”. Anche perché sembra ormai accolto da tutti e non solo dagli ambientalisti la necessità di allontanare i depositi dalle abitazioni. Ma è evidente che Carmagnani e Superba sembrano inclini al ragionamento collettivo pur non volendo subire un ridimensionamento della loro attività. Non resta che attendere, nella speranza che i dubbi si dissipino rapidamente e si trovi una soluzione utile per tutti.