Rinnovabili off-shore, la Consulta: sì all’autorizzazione unica con coinvolgimento della Regione costiera

di R.S.

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La nuova formulazione stabilisce che il provvedimento autorizzatorio unico per tali impianti sia rilasciato “sentita la regione costiera interessata”

Rinnovabili off-shore, la Consulta: sì all’autorizzazione unica con coinvolgimento della Regione costiera

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 13 del 2026, ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità sollevate dalla Regione Siciliana in merito alla disciplina dell’autorizzazione unica per gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, sia su terraferma sia off-shore.

Al centro del ricorso vi erano l’articolo 9, commi 1, 2 e 13, e l’Allegato C del Decreto legislativo n. 190/2024. La Regione lamentava un coinvolgimento ritenuto insufficiente nel procedimento autorizzatorio per gli impianti a terra e l’assenza di qualsiasi forma di partecipazione nel caso degli impianti off-shore.

Il quadro normativo, tuttavia, è nel frattempo mutato. L’articolo 4-bis del Decreto-legge n. 19/2025 ha modificato proprio il comma 13 dell’articolo 9 del decreto legislativo 190/2024, introducendo una previsione specifica per gli impianti off-shore indicati alle lettere t) e v) della Sezione II dell’Allegato C.

La nuova formulazione stabilisce che il provvedimento autorizzatorio unico per tali impianti sia rilasciato “sentita la regione costiera interessata”. Una modifica che ha inciso direttamente sulle censure avanzate dalla Regione Siciliana, determinando il venir meno dei presupposti per una pronuncia nel merito e portando la Corte a dichiarare le questioni inammissibili.

La decisione si inserisce nel più ampio processo di semplificazione delle procedure per le rinnovabili, confermando la centralità dell’autorizzazione unica come strumento di accelerazione degli investimenti, ma ribadendo al contempo la necessità di un coinvolgimento istituzionale delle Regioni nei procedimenti che incidono sui rispettivi territori.

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