Renzi attacca il governo Meloni: "Più debito, più tasse e industria in crisi. Con questi numeri un manager verrebbe licenziato"
di Luca Pandimiglio
RAPALLO – Un intervento a tutto campo tra economia, fisco, giovani, intelligenza artificiale e politica internazionale. È quello tenuto da Matteo Renzi al 55° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria, in programma oggi e domani al Porto Carlo Riva di Rapallo.
L'edizione 2026 dell'evento, dal titolo “PEOPLE. La nostra speranza di futuro”, pone al centro il capitale umano come motore della crescita economica e sociale del Paese. Sul palco, moderato dal giornalista David Parenzo, si confrontano esponenti delle istituzioni, del mondo produttivo e della politica sulle sfide che attendono l'Italia nei prossimi anni.
Intervistato nel pomeriggio, il leader di Italia Viva ha rivolto un duro attacco al governo guidato da Giorgia Meloni, contestandone i risultati economici.
«Abbiamo un debito pubblico più alto di quello della Grecia, una pressione fiscale al 43% quando Meloni aveva promesso di portarla al 40%, e una produzione industriale negativa per 36 mesi su 40», ha dichiarato rivolgendosi alla platea degli imprenditori. «Qui siamo tra giovani industriali: un amministratore delegato che porta in azienda questi risultati viene licenziato. Non so come facciano ancora ad applaudire Giorgia Meloni».
Tra i temi centrali dell'intervento, il futuro delle nuove generazioni e il fenomeno dell'emigrazione giovanile. Renzi ha rilanciato la proposta della "Startax", un sistema di incentivi fiscali pensato per attrarre talenti dall'estero e trattenere quelli italiani.
«Lo scorso anno 195mila giovani hanno lasciato il Paese. Dobbiamo creare le condizioni perché restino in Italia e perché altri scelgano di venire qui», ha sottolineato.
L'ex presidente del Consiglio ha poi collegato il tema dello spopolamento a quello dell'invecchiamento della popolazione, indicando nella cosiddetta "economia della longevità" una delle opportunità strategiche per il futuro del Paese.
«Si vive più a lungo e questo è un fatto positivo. Dobbiamo però vivere meglio, investendo in sanità, turismo e cultura. Penso a città come la meravigliosa Genova e alla Liguria, territori che possono diventare straordinari attrattori per un'economia legata alla longevità».
Sul fronte fiscale, Renzi ha difeso il principio della progressività previsto dalla Costituzione, invitando però a evitare misure che rischino di allontanare i contribuenti più facoltosi.
«I ricchi devono pagare più tasse dei poveri ed è giusto che sia così. Ma bisogna trovare un equilibrio. Se porti la tassazione a livelli troppo elevati, chi può scegliere andrà in Svizzera o in Lussemburgo. E se se ne va, non perdi risorse per i ricchi ma per la sanità, la scuola e la sicurezza».
La proposta dell'ex premier è quella di attrarre contribuenti ad alta capacità economica piuttosto che aumentare ulteriormente la pressione fiscale: «Bisogna portare tanti ricchi a pagare le tasse in Italia e, invece di aumentare le tasse ai ricchi, diminuirle ai poveri».
Non sono mancate le critiche all'azione del governo sul dossier bancario. Renzi ha definito «uno scandalo» la gestione del caso Unicredit e il ricorso al Golden Power.
«Aver considerato Unicredit come una banca straniera, aver attaccato il suo amministratore delegato e aver favorito, di fatto, la consegna di Banco BPM ai francesi è una scelta sbagliatissima. L'ho detto con forza anche in Parlamento».
Alla domanda su quale sia il giudizio complessivo sull'esecutivo, il leader di Italia Viva ha ribadito la propria posizione. «Quando un governo non ottiene i risultati che aveva promesso, è un governo che ha fallito. La domanda da fare ai cittadini è semplice: siete più sicuri, più ricchi e più fiduciosi rispetto a quattro anni fa? I risultati sono sotto gli occhi di tutti».
Ampio spazio anche al tema dell'intelligenza artificiale e alle sue ricadute sul mondo del lavoro. Secondo Renzi, l'AI trasformerà profondamente il mercato occupazionale, cancellando alcune professioni ma aprendone di nuove.
«Le macchine saranno sempre più in grado di programmare e svolgere attività tecniche. Quello che resterà centrale sarà la capacità di comprendere le emozioni, la filosofia, la poesia e l'umanesimo. È lì che nasceranno molti dei nuovi posti di lavoro».
Renzi ha criticato l'assenza della presidente del Consiglio da un recente vertice internazionale dedicato ai temi della pace e della sicurezza energetica. «È imbarazzante che la presidente del Consiglio non partecipi a un vertice in cui si discute di futuro, di pace e delle conseguenze economiche che questi temi hanno sulle famiglie e sulle imprese. Se c'è la pace, cambiano il prezzo dell'energia, le bollette e il nostro modo di vivere».
L'ex premier ha quindi accusato Meloni di essersi isolata sul piano europeo: «Se vuoi fare la presidente del Consiglio non puoi fare l'offesa. Sono comportamenti tardo-adolescenziali che fanno male all'Italia».
L'intervento di Renzi si è inserito in una giornata di confronto che ha visto alternarsi sul palco del Convegno dei Giovani Imprenditori rappresentanti delle istituzioni, del sistema finanziario e del mondo industriale, in un dibattito dedicato alle prospettive di crescita del Paese e al ruolo delle nuove generazioni nell'economia del futuro.
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