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Regione, bocciata la proposta leghista di referendum sulla legge elettorale nazionale

di Marco Innocenti

Il Carroccio punta ad abrogare la quota proporzionale nel Rosatellum ma serve il voto di 5 consigli regionali

Non è passata la proposta leghista di far avanzare, da parte del Consiglio Regionale della Liguria, la richiesta di un referendum abrogativo sulla quota proporzionale contenuta nel Rosatellum, l'attuale legge elettorale nazionale. La votazione in commissione Affari Istituzionali si è conclusa 15 a 15, con un pareggio che equivale ad una bocciatura da parte dell'aula.

"Si tratta di una legge inammissibile per due ragioni - ha sottolineato il gruppo Pd - non è immediatamente applicabile e quindi il Paese resterebbe senza una legge elettorale. Il quesito è poco chiaro e non univoco, visto che con una domanda modifica sia la Camera, sia il Senato". "Notevoli sono state in merito le testimonianze di illustri persone ascoltate - commenta la capogruppo M5S Alice Salvatore - che hanno illustrato tutti i profili di illegittimità e incostituzionalità del testo proposto".

"Chi prende un voto in più deve poter governare il paese  - spiega il capogruppo della Lega Franco Senarega - La nostra proposta di deliberazione sul 'referendum maggioritario' per la nuova legge elettorale che in sostanza elimina la parte proporzionale, oggi è stata votata in I^ Commissione. La proposta sarà portata in aula per la votazione in consiglio regionale giovedì prossimo. A differenza di quanto sostenuto dal Pd, siamo convinti della legittimità del provvedimento e dell'utilità dell'iniziativa di buonsenso per dare stabilità al paese consentendo a chi governa di sviluppare, in concreto, il programma proposto agli elettori".

L’obiettivo della Lega è quello di far approvare la richiesta per poter indire la consultazione popolare già nella primavera del 2020. Questo però sarà possibile solo se 5 Consigli regionali vareranno formalmente la domanda di referendum entro il prossimo 30 settembre.