Regionali, Salvatore (M5s) chiude all'alleanza col Pd: "Mai con partiti, solo liste civiche"

di Fabio Canessa

La capogruppo: "Esperimenti con la società civile, ma nessun accordo coi professionisti della politica"

Troppo presto per parlare di prove di alleanza. Di sicuro sarà interessante capire come si comporteranno nei prossimi mesi Partito Democratico e Movimento 5 Stelle in Regione. Alleati di governo, fino a ieri nemici in Liguria, ma comunque entrambi all'opposizione. E adesso che il blocco del centrodestra a sostegno di Toti appare tutt'altro che granitico, l'occasione di far fronte comune e tentare il ribaltone è davvero ghiotta.

Dopo il via libera di Orlando e Paita alla mediazione sono in corso da giorni riunioni alla caccia di una possibile candidatura comune. Uno dei nomi più vociferati è quello del rettore dell'università Comanducci. I pontieri dicono che non avrebbe accettato di correre solo col centrosinistra, ma una coalizione giallorossa gli offrirebbe almeno qualche tentazione.

Alice Salvatore però chiude la porta almeno per ora e ribadisce che i cinquestelle non faranno "alleanze elettorali con altri partiti, con i professionisti della politica. La grande novità che c'è nel M5S da quest'anno è che possiamo incominciare a fare degli esperimenti di alleanze con la società civile, quindi con le liste civiche, con movimenti civici, il che esclude i partiti. - continua - Parlare di alleanze con i partiti oggi è una visione da perdenti, noi contiamo di presentare un programma che convinca l'elettorato e vincere".

"Con il Rosatellum e il sistema politico tripolare in cui oggi viviamo è molto difficile che uno dei tre poli riesca a superare il 40 per cento, diventa gioco forza fare delle alleanze di governo e non elettorali. - ribadisce Salvatore - Nel caso della Liguria la legge elettorale ha un premio maggioritario cLa grhe consente a una sola lista di governare".

Tutto può succedere, anche che il centrosinistra rinunci ai simboli tradizionali e si presenti tutto unito sotto mentite spoglie, replicando e anzi esasperando il modello arancione di Toti. Al di là delle fantasie le divergenze sui programmi sono ben concrete. Ad esempio sul tema delle grandi opere, che restano forse lo scoglio principale in Liguria come anche a Roma. Intanto però in giornata è stata ritirata una interrogazione a favore della Gronda proprio da parte del Pd. "Pensano più alle alleanze che al bene dei liguri", è la replica al veleno di Toti. "A pensar male si fa peccato ma ci si azzecca", dicono dalle poltrone della maggioranza. "Era rivolta al vecchio governo e non serviva più", la replica dei dem.