Reg4IA, Castanini (Liguria Digitale): "L'intelligenza artificiale può cambiare sanità e giustizia, ora dobbiamo guidarla"
di Luca Pandimiglio
«C’è stato un vero fiorire di iniziative grazie al PNRR e al lavoro del Dipartimento per la trasformazione digitale con il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alessio Butti»
La Liguria si candida a diventare uno dei principali poli italiani per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale applicata ai servizi pubblici. Durante l'evento "Reg4IA" che ha riunito rappresentanti di tutte le regioni italiane, è stato presentato un progetto nazionale guidato dalla Liguria Digitale per sviluppare nuove soluzioni digitali destinate a essere utilizzate su tutto il territorio italiano.
A illustrarne obiettivi e prospettive è stato il direttore generale Enrico Castanini: «È stato un bellissimo evento qui a Genova – ha spiegato – con la partecipazione di delegazioni da tutte le regioni. Abbiamo presentato un progetto molto importante in cui Regione Liguria e Liguria Digitale sono la struttura guida per tutta l’Italia. Svilupperemo una soluzione che sarà poi utilizzata da tutte le regioni».
Il progetto nasce nell’ambito delle opportunità offerte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e riguarda in particolare l’applicazione dell’intelligenza artificiale in settori strategici come sanità e turismo. «Siamo stati selezionati e abbiamo vinto questa opportunità PNRR, come è già accaduto per molte altre iniziative sul digitale», sottolinea Castanini.
Accanto a questi ambiti, la Liguria è già impegnata nello sviluppo di soluzioni di IA applicate anche alla giustizia. Un settore delicato, in cui le opportunità tecnologiche devono essere accompagnate da grande attenzione ai possibili rischi. «Proprio per questo – spiega Castanini – l'Associazione Nazionale Magistrati ci ha scelto per testare insieme alcuni prototipi di intelligenza artificiale applicata alla giustizia, valutando sia i vantaggi sia i possibili rischi».
Secondo il direttore generale di Liguria Digitale, l’impulso alla trasformazione digitale in Italia è stato particolarmente forte negli ultimi anni. «C’è stato un vero fiorire di iniziative grazie al PNRR e al lavoro del Dipartimento per la trasformazione digitale», afferma, citando anche il ruolo del sottosegretario Alessio Butti. «In quarant’anni di lavoro nel settore non ho mai visto un momento così dinamico e così ricco di opportunità».
Tra gli obiettivi concreti del progetto c’è soprattutto il miglioramento dell’efficienza dei servizi sanitari. «Vogliamo intervenire sulla gestione delle liste d’attesa – spiega – permettendo all’intelligenza artificiale di ottimizzare i flussi, riempire i vuoti e migliorare l’efficienza operativa».
L’idea è quella di creare anche una sorta di assistente digitale per i cittadini. «Molte persone si trovano davanti a un sistema sanitario sempre più complesso, con migliaia di prestazioni e procedure. L’intelligenza artificiale può diventare un vero tutor che aiuta a orientarsi tra esami, prenotazioni e pratiche burocratiche».
In prospettiva, l’obiettivo è ridurre il peso delle procedure amministrative e rendere più semplice l’accesso ai servizi. «Spero davvero che queste applicazioni siano al servizio del cittadino, limitando al massimo la burocrazia e offrendo soluzioni rapide e concrete».
L’impatto dell’intelligenza artificiale è particolarmente forte nei contesti in cui è necessario analizzare grandi quantità di documenti. Castanini cita ad esempio il caso delle richieste di cittadinanza italiana da parte di discendenti di emigrati. «Ci sono centinaia di migliaia di domande da analizzare e spesso i comuni impiegherebbero anni per esaminare tutta la documentazione. L’intelligenza artificiale può ridurre drasticamente questi tempi».
Per Castanini la rivoluzione dell’IA è inevitabile, ma deve essere guidata con responsabilità. «L’intelligenza artificiale oggi è come un bambino che sta appena nascendo. Sta a noi insegnarle a crescere bene e a essere utile alla società».
Per questo il direttore invita tutte le professioni coinvolte – medici, giudici, avvocati – a partecipare direttamente allo sviluppo degli algoritmi. «Devono essere loro a insegnare alla tecnologia come funzionare, non limitarci a farla progettare solo dagli ingegneri».
Alla base del ruolo crescente della Liguria nel settore ci sono diversi fattori. «Abbiamo un ambiente molto favorevole – conclude Castanini – con università di alto livello, grandi aziende tecnologiche e una forte capacità di calcolo».
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