Rapallo, arrestato l’imprenditore latitante legato ai lavori post mareggiata del 2018
di Emilie Lara Mougenot
Pasquale Capuano era ricercato da due mesi per reati ambientali con aggravanti mafiose legati al ripristino dopo la tempesta su Rapallo
Era ricercato da due mesi per una condanna definitiva a sette anni legata ai lavori di ripristino eseguiti dopo la mareggiata che colpì Rapallo nel 2018. Pasquale Capuano, imprenditore campano, è stato arrestato in una clinica di Pompei dagli agenti della Polizia di Stato nell’ambito di un’operazione congiunta tra le Squadre Mobili di Genova e Napoli, coordinata dal Servizio Centrale Operativo.
Operazione congiunta – L’intervento rientra nel progetto Wanted, promosso dalla Polizia di Stato per la cattura di latitanti di rilievo. Le indagini, dirette dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Genova, si sono concentrate sull’ambiente legato allo smaltimento illecito di rifiuti in Liguria, con particolare riferimento agli interventi di ricostruzione seguiti al disastro naturale.
Condanna definitiva – Capuano è stato condannato per una serie di reati ambientali, alcuni dei quali aggravati dal metodo mafioso. I fatti si riferiscono a operazioni eseguite in subappalto durante i lavori urgenti di messa in sicurezza a Rapallo. Le accuse comprendono gestione illecita di rifiuti e infiltrazioni mafiose nel settore degli appalti pubblici.
Tecniche di occultamento – Per sfuggire alla cattura, l’imprenditore aveva cambiato più volte telefono e schede SIM, tutte intestate a prestanome stranieri. Aveva tagliato i contatti familiari e si muoveva con documenti falsi, mantenendo un profilo estremamente basso.
Tracciato da una visita – È stato individuato grazie a un controllo medico in una clinica privata di Pompei. Gli agenti delle sezioni Criminalità Organizzata e Catturandi lo hanno sorpreso con una carta d’identità elettronica e una patente recanti generalità fittizie.
Ulteriori contestazioni – Uno dei documenti in suo possesso era valido per l’espatrio, motivo per cui l’arresto è avvenuto anche ai sensi dell’articolo 497 bis del codice penale, che sanziona il possesso di documenti falsi idonei all’espatrio.
Carcere di destinazione – Capuano è stato trasferito al carcere di Secondigliano, dove resterà a disposizione della magistratura per l’esecuzione della pena.
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