Rogo di Ronco Scriva, il Nucleo Investigativo Antincendi formula un'ipotesi
di s.g.
L’attivazione del Nucleo Investigativo Antincendi dei vigili del fuoco di Genova punta a chiarire le cause del grave incendio scoppiato a Ronco Scrivia, in via Cambiaggio, che ha provocato la morte di un uomo di 76 anni e il ferimento di altre quattro persone. L’indagine tecnica è stata avviata nella giornata di venerdì 19 dicembre, all’indomani del rogo.
Indagini tecniche – Il Nucleo Investigativo Antincendi (NIA) opera con metodologie e strumenti scientifici per ricostruire l’origine e la dinamica degli incendi. L’obiettivo è fornire elementi utili alla magistratura e fare piena luce sugli eventi che hanno portato al decesso di Giancarlo Rossi, morto per intossicazione da fumo.
L’incendio – Il rogo è divampato nel pomeriggio di giovedì 18 dicembre, poco dopo le 15, all’interno di un garage situato in via Cambiaggio. Secondo una prima ricostruzione, una vettura ibrida parcheggiata nel box ha preso fuoco, sprigionando in breve tempo una grande quantità di fumo denso.
Le conseguenze – Il rapido sviluppo delle fiamme ha saturato di fumi le cantine e i locali della palazzina sovrastante. Oltre alla vittima, quattro persone sono rimaste ferite e hanno necessitato di cure mediche. Le condizioni degli intossicati non risultano gravi.
I soccorsi – Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno provveduto a spegnere l’incendio e a mettere in sicurezza l’area. In supporto hanno operato anche i sanitari del 118. Per precauzione è stata disposta l’evacuazione temporanea degli abitanti dello stabile, rientrati nelle abitazioni al termine delle operazioni.
Accertamenti in corso – Gli specialisti del NIA stanno ora analizzando i rilievi effettuati sul luogo dell’incendio per individuare le cause esatte del rogo e verificare eventuali responsabilità.
Gli investigatori ipotizzano che possa essere stato lo stesso uomo a provocarlo accidentalmente. Rossi, appassionato di auto, aveva allestito nel suo garage una piccola officina dove lavorava sulla sua vettura ibrida. Secondo le prime ricostruzioni dei vigili del fuoco, coordinati dalla pm Paola Calleri, l’uomo potrebbe aver utilizzato un saldatore sulla parte anteriore dell’auto lasciata in funzione, innescando un corto circuito che ha poi dato origine all’incendio.
La Procura ha aperto un fascicolo, ma con ogni probabilità non sarà disposta un’autopsia. Il corpo di Rossi è stato trovato in un locale adiacente al box, dove forse si era rifugiato o stava cercando di spegnere le fiamme. Il medico legale non ha riscontrato segni di ustioni sul corpo, rafforzando l’ipotesi che l’uomo sia deceduto per le esalazioni provocate dal rogo.
I vigili del fuoco del Nucleo Investigativo Antincendio hanno effettuato un sopralluogo per ricostruire le cause dell’incendio utilizzando tecniche scientifiche specializzate. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e i pompieri che hanno domato le fiamme e messo in sicurezza gli abitanti del condominio. Tre persone sono rimaste intossicate e trasportate in ospedale dalle ambulanze della Croce Verde di Busalla e della Croce Rossa di Ronco Scrivia, senza riportare ferite gravi.
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