Genova: adescava minori in rete, si autodenuncia dopo minacce del padre di una vittima
di R.C.
Trentenne in carcere con l’accusa di aver contatto in rete ragazze tra i 12 e i 14 anni, inducendole a incontri a pagamento per poi ricattarle
Si è presentato alla polizia dopo aver ricevuto minacce dal padre di una delle giovani vittime, facendo scattare un’indagine che ha portato al suo arresto. Un genovese di 30 anni è finito in carcere con l’accusa di aver adescato sui social network ragazze tra i 12 e i 14 anni, inducendole a incontri a pagamento e ricattandole con materiale registrato.
L’inchiesta è iniziata a gennaio, in seguito alla telefonata dello stesso indagato al commissariato di Sestri Ponente. Gli accertamenti degli investigatori hanno ricostruito un sistema in cui l’uomo contattava le minorenni online, instaurava un rapporto di fiducia e poi le spingeva a incontri, utilizzando successivamente i contenuti raccolti per minacciarle e costringerle a continuare o a coinvolgere altre coetanee.
Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati computer, telefoni e supporti digitali, sui quali sarebbero state trovate numerose conversazioni e video usati per i ricatti. Le vittime, secondo quanto emerso, provenivano spesso da contesti familiari fragili.
Ad agosto il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta della procura disponendo la custodia cautelare in carcere. L’uomo è detenuto in una sezione dedicata ai sex offender ed è accusato, a vario titolo, di induzione alla prostituzione minorile, pedopornografia ed estorsione.
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