Radura della memoria vandalizzata: occhi puntati su minorenni della zona
di c.b.
Potrebbero essere giovanissimi residenti tra via Fillak e via Porro gli autori delle scritte e dei disegni osceni comparsi nei giorni scorsi sul murale dedicato alle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi, tragedia avvenuta il 14 agosto 2018. Gli investigatori della polizia locale stanno concentrando le ricerche su un gruppo di ragazzi che frequenterebbe abitualmente i giardini della Radura della Memoria. Secondo le prime ipotesi, i responsabili non avrebbero più di 15 anni.
L’indagine procede su più fronti. Gli agenti guidati dal comandante Fabio Manzo hanno acquisito i filmati della telecamera installata da Aster nell’area giochi del memoriale e stanno analizzando le immagini registrate tra venerdì sera e sabato mattina, il periodo in cui sarebbe stato compiuto il vandalismo. A far scattare l’allarme sono stati alcuni visitatori che, entrando nell’area progettata dallo studio Stefano Boeri Architetti, si sono accorti dell’imbrattamento dell’opera.
Le immagini della videosorveglianza potrebbero però non bastare. Per questo motivo la municipale ha avviato anche controlli tradizionali sul territorio, pattugliando la zona e cercando di individuare i gruppi di adolescenti che frequentano abitualmente i giardini sotto il ponte San Giorgio. Al momento si tratta ancora di sospetti, ma tra gli investigatori cresce la convinzione che l’identificazione dei responsabili possa arrivare in tempi brevi.
L’episodio ha provocato una dura reazione da parte delle istituzioni e dei familiari delle vittime. Dal presidente della Regione Marco Bucci alla sindaca Silvia Salis, passando per i municipi coinvolti e il comitato dei parenti, il messaggio è unanime: chi ha deturpato il murale deve comprendere la gravità del gesto. Anche perché il ripristino dell’opera richiederà tempi lunghi.
Per cancellare le scritte, infatti, non basterà una semplice pulizia. L’assessore comunale ai Lavori Pubblici Massimo Ferrante ha spiegato che sarà necessario contattare gli artisti che realizzarono il murale nel 2021, la coppia franco-spagnola Duorone, affinché possano intervenire direttamente sull’affresco. Solo dopo aver concordato la loro disponibilità sarà possibile definire le tempistiche del restauro.
Molto duro anche l’intervento di Michele Matti Altadonna, fratello di una delle 43 vittime del crollo. In un messaggio pubblicato sui social ha chiesto che i responsabili vengano individuati, puniti e obbligati a risarcire il danno. Ma ha anche sottolineato come la sola repressione non sia sufficiente, rilanciando la necessità di coinvolgere le scuole in percorsi educativi legati alla memoria della tragedia e al rispetto dei luoghi simbolici della città.
Intanto nell’area del memoriale proseguono i lavori di riqualificazione. Nei giardini sotto il ponte San Giorgio sono in corso le operazioni per la piantumazione delle 43 piante, ognuna dedicata a una vittima del disastro. L’intervento dovrebbe concludersi entro la fine del mese, mentre entro luglio è prevista la conclusione del restyling complessivo con la nuova pavimentazione realizzata da Aster sotto il coordinamento della Direzione lavori pubblici.
L’atto vandalico ha però riacceso il tema della sicurezza della zona. Oltre al futuro restauro del murale, il Comune sta valutando nuove misure di protezione per il memoriale, comprese ulteriori telecamere di sorveglianza. Ferrante ha escluso, almeno per ora, l’ipotesi di recinzioni, spiegando che ogni decisione verrà condivisa con il territorio.
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