Radar - come sta l'economia genovese? - I temi caldi sulla politica parte 1
di R.C.
L’economia genovese si conferma resiliente grazie a investimenti e fiducia degli imprenditori, con segnali positivi su occupazione e industria. Restano però criticità legate a cuneo fiscale, burocrazia e ritardo tecnologico europeo.
L’economia genovese mostra segnali incoraggianti nonostante un contesto globale complesso. Secondo il presidente di Confindustria Genova, Fabrizio Ferrari, i dati dell’ultimo semestre confermano una tenuta positiva del sistema economico locale, sostenuta anche dagli investimenti legati al PNRR e dalla ripresa post-pandemia. Dopo anni difficili, emerge un quadro in cui Genova e l’Italia appaiono più resilienti rispetto ad altre economie europee, come Germania e Francia.
Un elemento chiave è il clima di fiducia: le previsioni per il 2026 restano orientate all’ottimismo, segnale importante perché la percezione degli imprenditori influisce direttamente sulle dinamiche economiche. Tuttavia, Ferrari sottolinea come l’Europa debba affrontare una mancanza di visione strategica, soprattutto nei settori ad alta tecnologia come intelligenza artificiale e gestione dei dati, dove il divario con Stati Uniti e Cina è significativo.
Per recuperare competitività, la strada indicata è quella di puntare su soluzioni tecnologiche “verticali”, cioè specializzate nei processi industriali locali, valorizzando i dati senza dipendere dai grandi player internazionali. Questo approccio permetterebbe anche di contenere i costi energetici, oggi particolarmente elevati in Europa.
Sul piano occupazionale, i dati sono positivi: si registra una crescita tra +1% e +1,5%, segno di un tessore produttivo dinamico. Tuttavia, resta centrale la sfida di attrarre e trattenere talenti, migliorando non solo le retribuzioni ma anche welfare e condizioni di lavoro. In questo ambito pesa il problema strutturale del cuneo fiscale elevato, che rende costoso per le aziende aumentare i salari e riduce il beneficio percepito dai lavoratori.
Infine, viene evidenziato il peso della burocrazia e delle normative, spesso troppo complesse soprattutto per le piccole e medie imprese. Regolamenti come quelli sulla cybersecurity (NIS2) rischiano di creare difficoltà operative lungo tutta la filiera. Per questo, Ferrari propone un approccio più moderno: simulare l’impatto delle leggi prima di applicarle, così da evitare effetti negativi su interi settori economici.
In sintesi, Genova mostra segnali di crescita e solidità, ma il futuro dipenderà dalla capacità di semplificare il sistema, investire in innovazione e rendere il territorio più attrattivo per lavoratori e imprese.
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