Quando il passato torna a bruciare: Alfonso Fanella firma il romanzo "Il fuoco che abbiamo sepolto"

di R.S.

2 min, 15 sec

Tra memoria, traumi e ricerca di sé, il nuovo romanzo pubblicato da GraphoFeel racconta il peso delle scelte e il confine sottile tra salvezza e distruzione

Quando il passato torna a bruciare: Alfonso Fanella firma il romanzo "Il fuoco che abbiamo sepolto"

C'è un momento in cui il passato smette di restare sepolto e torna a reclamare spazio. È da questa tensione che prende forma Il fuoco che abbiamo sepolto, il nuovo romanzo di Alfonso Fanella, pubblicato da GraphoFeel nella collana Intuizioni. Un'opera intensa che affronta i temi dell'identità, della memoria e delle ferite interiori attraverso una narrazione capace di intrecciare introspezione psicologica e suspense.

Al centro della storia c'è Alberto Gastaldi, che dopo quindici anni decide di tornare a Rambàgo, piccolo paese sulle colline pisane dove aveva lasciato una parte fondamentale della propria vita. Quel ritorno riporta a galla un'estate lontana, vissuta quando aveva vent'anni, destinata a cambiare per sempre il suo destino.

In quei mesi Alberto aveva incontrato due persone profondamente segnate dal dolore. Milan Juric, ex combattente della guerra in Bosnia, porta con sé il peso della violenza e di un passato impossibile da dimenticare. Elisa, rientrata dall'Inghilterra dopo la perdita del figlio, cerca invece un nuovo equilibrio in una realtà che sembra averle tolto ogni certezza.

Entrambi vedono nel giovane Alberto una possibilità di rinascita, ma il loro rapporto con lui prende direzioni opposte: Elisa costruisce un legame fatto di parole, emozioni e ambiguità, mentre Juric lo trascina verso un universo dominato dalla forza, dalla rabbia e dall'attrazione per la violenza.

Gli eventi che seguiranno sconvolgeranno la comunità di Rambàgo. La misteriosa scomparsa di Elisa e le conseguenze di quell'estate continueranno a pesare sulla vita del protagonista fino al suo ritorno, quando finalmente emergerà una verità rimasta nascosta per anni.

Con questo romanzo Alfonso Fanella esplora la complessità dell'animo umano, raccontando come i ricordi possano diventare tanto una risorsa quanto una condanna. La memoria viene descritta come uno strumento capace di modellare l'identità, ma anche di trasformarsi in una forza distruttiva quando il dolore prende il sopravvento.

Il racconto riflette sulle grandi contraddizioni dell'essere umano, richiamando temi che attraversano la psicologia e la letteratura: il conflitto tra pulsioni opposte, il peso del trauma, la ricerca di una misura capace di contenere rabbia, rimorso e desiderio di riscatto. In un presente segnato da tensioni e divisioni, il romanzo invita a interrogarsi sul delicato equilibrio tra ciò che alimenta la vita e ciò che rischia di consumarla.

Nato in Sicilia nel 1989 e residente a Genova, Alfonso Fanella è laureato in Storia con una ricerca dedicata al conflitto serbo-croato e alla sua rappresentazione nel giornalismo italiano. Dopo l'esordio narrativo con Storia di un fiume in piena (2024), torna in libreria con un'opera che conferma il suo interesse per le dinamiche psicologiche, le fragilità dell'individuo e le ombre che accompagnano ogni percorso di crescita.

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