Processo Nada Cella, pm: "Inconsistenti i dubbi della difesa". Sentenza il 15 gennaio
di R.C.
Gabriella Dotto respinge le tesi difensive e ribadisce la solidità dell’accusa contro Anna Lucia Cecere; la difesa parla di sospetti e forzature
Nel processo per l’omicidio di Nada Cella, la pubblico ministero Gabriella Dotto ha respinto con fermezza le tesi difensive, definendo “inconsistenti” i dubbi sollevati dagli avvocati di Anna Lucia Cecere, l’ex insegnante imputata per l’uccisione della segretaria, avvenuta il 6 maggio 1996 nello studio del commercialista Marco Soracco a Genova. Quest’ultimo è imputato per favoreggiamento, accusato di aver coperto la presunta assassina.
Secondo la procura, Cecere avrebbe ucciso Nada Cella perché intenzionata a legarsi sentimentalmente a Soracco e a prendere il suo posto di lavoro. Nel corso delle repliche, la pm ha sostenuto che il processo ha fatto emergere elementi ulteriori rispetto alle indagini iniziali, respingendo le accuse di omissioni o falsità rivolte ai carabinieri e ai testimoni. "Nulla è stato nascosto", ha affermato, criticando l’atteggiamento della difesa.
Di segno opposto la posizione dei legali Gabriella Martini e Giovanni Roffo, che hanno parlato di un quadro probatorio contraddittorio e basato su sospetti, non su indizi concreti. Roffo ha ribadito che il compito della difesa non è fornire una ricostruzione alternativa, ma sollevare dubbi, chiudendo la sua replica con toni ironici e polemici.
La sentenza è attesa per il 15 gennaio, dopo le repliche dell’avvocato Andrea Vernazza, difensore di Marco Soracco.
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