Genova, quindici anni di aggressioni, minacce e pedinamenti: condannato a 3 anni e 8 mesi di carcere
di Claudio Baffico
È stato condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione un 46enne di origine tunisina, arrestato lo scorso luglio dopo aver violato il divieto di avvicinamento nei confronti dell’ex compagna. La sentenza è arrivata al termine del rito abbreviato e riguarda i reati di stalking e lesioni al termine di una vicenda di violenza e persecuzioni durata quasi quindici anni.
La vittima è una giovane infermiera genovese che per molto tempo non aveva mai denunciato l’uomo, nonostante minacce, pedinamenti, controlli ossessivi sui suoi spostamenti e aggressioni fisiche. La relazione, infatti, era proseguita per anni anche dopo i primi episodi di violenza e sopraffazione psicologica.
L’episodio che ha portato alla denuncia risale allo scorso giugno. In quell’occasione il 46enne avrebbe aggredito la donna in strada, colpendola più volte con il bastone di un ombrellone dopo che lei si era rifiutata di consegnargli del denaro. L’aggressione ha rappresentato il punto di rottura che ha spinto la vittima a rivolgersi finalmente alle forze dell’ordine.
La relazione tra i due era iniziata nel 2010. Dopo un breve periodo di convivenza, la donna era tornata a vivere con la propria famiglia, incapace di sopportare il comportamento violento e possessivo dell’uomo. Nonostante la separazione, però, aveva continuato a sostenerlo economicamente, pagando ogni mese l’affitto dell’appartamento e altre spese.
Durante la denuncia ai carabinieri, la giovane ha spiegato i motivi che per anni l’avevano trattenuta dal chiedere aiuto.
"All’inizio pensavo che con il tempo sarebbe cambiato", ha raccontato. "Poi è subentrata la paura che potesse fare del male a me o ai miei familiari".
Anche amici e colleghi hanno confermato agli investigatori di averla vista più volte con lividi sul volto e con un atteggiamento spaventato, ma per lungo tempo nessuno era riuscito a convincerla ad allontanarsi definitivamente da quell’uomo.
La svolta è arrivata grazie al supporto di un centro antiviolenza. "Solo iniziando il percorso con la psicologa ho capito che quello non era amore e che lui non sarebbe mai cambiato", ha spiegato la giovane, assistita dall’avvocata Ilaria Tulino.
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