Processo Morandi, l'ex ministro Costa: "Seppi dell'esistenza del ponte solo dopo la tragedia"
di Redazione
Il titolare del Lavori Pubblici nel primo governo Prodi è stato anche presidente di Spea, la controllata che si occupava della sorveglianza

"Ho scoperto l'esistenza del ponte Morandi un quarto d'ora dopo il crollo. Ero a un funerale di un amico a Venezia. Fu una sorpresa drammatica". A dirlo è stato l'ex ministro del Lavori pubblici del primo governo Prodi Paolo Costa, sentito oggi al processo per la tragedia del 14 agosto 2018, costata 43 vite umane. Costa è stato anche presidente di Spea, la controllata che si occupava della sorveglianza.ù
"Non avevo alcuna conoscenza tecnica del ponte. Ho letto le carte dopo. Quel giorno mi sono messo dalla parte di chi ha subito quella tragedia. Bisogna piangere con loro. Sì è parlato del retrofitting (il rinforzo delle pile 9 e 10, ndr). Se fosse partito sei mesi prima staremmo a raccontare una storia diversa".
Costa, chiamato come testimone dalla difesa dell'ex ad Giovanni Castellucci, ha ripercorso l'iter della privatizzazione del mercato autostradale e del suo ingresso in Spea, avvenuto nel 2011. Castellucci è tornato in aula dopo settimane.
"Il mio compito in Spea - ha detto Costa - era quello di accreditarla all'estero. Tutto all'interno funzionava e andava bene. La reputazione nazionale ci vedeva tra i primi e all'estero ci accolsero bene".
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