Portofino Days, Eichberg (Capo di Gabinetto del MIMIT): “Le industrie creative sono il futuro competitivo dell’Italia”

di Luca Pandimiglio

"Eventi come questi sono un grande orgoglio per l’Italia e per la Liguria"

In occasione dei Portofino Days, Federico Eichberg, Capo di Gabinetto del MIMIT, ha tracciato un quadro chiaro sul ruolo e sul futuro delle industrie culturali e creative, definite come una delle filiere strategiche per lo sviluppo del Paese.

«Si tratta di un settore molto ampio – ha spiegato – che abbiamo recentemente censito nell’ambito del Libro Bianco sul Made in Italy 2030». Un comparto articolato, che comprende oltre cento codici ATECO e che testimonia la grande varietà e ricchezza del sistema produttivo culturale italiano.

Proprio per questa complessità, il settore richiede interventi mirati, inseriti all’interno di una strategia nazionale attualmente in fase di definizione. Un lavoro congiunto che coinvolge il Ministero della Cultura, il Ministero degli Esteri e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con l’obiettivo di rafforzare la presenza italiana sui mercati internazionali.

Sul fronte degli strumenti concreti, Eichberg ha sottolineato l’importanza di ampliare il perimetro delle imprese culturali e creative, anche attraverso la creazione di un albo dedicato e l’estensione del registro delle imprese. «Questo consente di accedere a incentivi fondamentali – ha evidenziato – come il Fondo centrale di garanzia per le PMI, le misure per la digitalizzazione e il sostegno alle start-up, che in passato erano escluse».

Non solo risorse economiche, ma anche competenze: «È fondamentale investire nella formazione – ha aggiunto – perché il settore ha sempre più bisogno di figure in grado di guidare la trasformazione digitale e l’innovazione, in particolare nell’audiovisivo».

Eichberg ha poi sottolineato il valore simbolico e concreto di eventi come i Portofino Days, capaci di attrarre talenti e produzioni da tutto il mondo. «È un grande orgoglio per l’Italia e per la Liguria – ha dichiarato – che si conferma un territorio attrattivo anche grazie al lavoro della Genova Liguria Film Commission e delle istituzioni locali». Il territorio, infatti, rappresenta uno scenario naturale ideale per produzioni cinematografiche e audiovisive, sempre più spesso scelte a livello internazionale.

Guardando al futuro, la sfida principale sarà quella tecnologica. «Ci aspettiamo una crescente competizione sulle tecnologie – ha concluso – ma vogliamo che questo non penalizzi il fattore umano, che resta imprescindibile». Intelligenza artificiale, metaverso e innovazione dovranno essere strumenti al servizio delle imprese e dei professionisti del settore, accompagnati da politiche capaci di sostenerne la crescita.

Un percorso che punta a rendere le industrie culturali e creative sempre più centrali nello sviluppo economico e nell’identità internazionale dell’Italia.

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