Boccadasse ricorda il “suo” Gino Paoli: “Sapore di sale è la mia gioventù”

di v.n.f.

Nel piccolo borgo marinaro di Boccadasse, incastonato tra mare e case dai colori pastello, il ricordo di Gino Paoli è ancora vivo e profondamente intrecciato alla quotidianità dei suoi abitanti.

 

Molti ricordano con particolare affetto Sapore di sale, brano simbolo degli anni Sessanta che evoca estati, primi amori e spensieratezza. Per qualcuno è il ricordo dei balli giovanili, come il “ballo della mattonella”, per altri è legato a momenti più intimi e personali, come l’incontro con il proprio marito o giornate passate in barca con un mangianastri acceso a diffondere le note di Paoli. Sono memorie semplici ma potentissime, che ancora oggi suscitano emozione.

 

Accanto a questo classico intramontabile, emerge con forza anche La gatta, canzone profondamente radicata nel borgo perché nata proprio tra queste vie. Gli abitanti la sentono “loro”, quasi fosse un racconto collettivo. C’è chi ricorda eventi e aneddoti legati a questo brano, come piccole manifestazioni locali o storie curiose che nel tempo hanno contribuito a costruire una memoria condivisa.

 

Dalle testimonianze emerge anche il ritratto di un uomo riservato. Paoli viene descritto come una presenza discreta, spesso silenziosa, con il suo cappotto scuro e gli occhiali neri. Non era una figura mondana: parlava poco, osservava molto. Qualcuno lo ricorda mentre passeggiava sul lungomare, fermo a guardare il mare, forse immerso nei propri pensieri o nei ricordi del periodo in cui viveva proprio lì. Altri lo hanno visto in compagnia di Ornella Vanoni, ma sempre mantenendo quell’aura schiva tipica degli artisti.

 

Non tutti, però, hanno avuto occasione di incontrarlo di persona. Alcuni abitanti raccontano di non averlo mai visto, pur sapendo che frequentava il borgo. Eppure, anche senza un incontro diretto, il legame resta forte grazie alla sua musica, che ha attraversato generazioni.

 

Un tema ricorrente nelle interviste è proprio l’idea della sua eredità artistica. Le canzoni di Paoli vengono definite “poesie”, destinate a rimanere nel tempo, al pari di quelle di Fabrizio De André. Secondo molti, anche i giovani di oggi continuano ad apprezzarle, proprio per la loro autenticità e profondità, caratteristiche che le distinguono dalla musica contemporanea.

 

Grande emozione suscita anche la notizia della dispersione delle sue ceneri nel mare di Boccadasse. Per gli abitanti si tratta di un gesto naturale e profondamente coerente con la sua storia: un ritorno simbolico in un luogo che ha segnato la sua vita e la sua arte. Il mare, spesso presente nelle sue canzoni, diventa così anche il luogo del suo ultimo saluto.

 

A Boccadasse, dunque, Gino Paoli non è solo un nome della musica italiana: è un pezzo di memoria collettiva, una presenza che continua a vivere tra le onde, nei racconti degli abitanti e nelle note delle sue canzoni, che ancora oggi risuonano tra mare e nostalgia.

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