“Gente di una certa”: musica, emozioni e solidarietà per la Banca degli Occhi

di Redazione

L'evento sarà anche occasione per valorizzare il mondo del volontariato, con la premiazione di tre associazioni particolarmente attive nel sociale

Un evento che unisce spettacolo e impegno sociale: è questo lo spirito di “Gente di una certa”, in programma domenica 29 marzo alle 16,30 al Teatro della Gioventù. Una serata musicale pensata non solo per intrattenere, ma soprattutto per sostenere la Banca degli Occhi Lions Melvin Jones.


A raccontarne il cuore artistico è Giorgio Primicerio, che descrive lo spettacolo come “un viaggio nelle melodie senza tempo”, capace di far riaffiorare ricordi ed emozioni: “lo spettatore potrà riconoscersi nelle canzoni, tra un sorriso e magari anche una lacrima”. Protagonista sarà Franco Fasano, definito “il mattatore della serata”, che accompagnerà il pubblico tra aneddoti e grandi successi, affiancato da musicisti di alto livello. Non mancheranno omaggi alla tradizione del cantautorato italiano, con un’attenzione particolare alla scuola ligure e un ricordo speciale dedicato a Gino Paoli.


Ma la musica, sottolinea Primicerio, è soprattutto connessione emotiva: “quando qualcuno racconta una storia attraverso una canzone, ci si ritrova nelle sensazioni più profonde”. Ed è proprio questa dimensione che rende lo spettacolo qualcosa di più di un semplice concerto.


Al centro dell’iniziativa c’è infatti la solidarietà. Come spiega Santo Durelli, presidente dell’Associazione Amici Banca degli Occhi, l’obiettivo è sostenere una realtà fondamentale: “la banca degli occhi è il collegamento tra la donazione delle cornee e il trapianto”. Un lavoro complesso e spesso poco conosciuto, ma essenziale per ridare la vista a chi l’ha perduta. “Siamo orgogliosi di dire che circa 3800 persone hanno potuto riacquistare la vista”, evidenzia.


La serata sarà anche occasione per valorizzare il mondo del volontariato, con la premiazione di tre associazioni particolarmente attive nel sociale. “Questo è fare rete solidale”, sottolinea Durelli, evidenziando l’importanza di creare collaborazione concreta tra realtà diverse.


“Gente di una certa” si presenta quindi come un intreccio di arte, memoria ed impegno civile, dove la musica diventa strumento per “ridare la luce”, non solo in senso simbolico ma anche reale. Un appuntamento accessibile a tutti, con un biglietto contenuto, che dimostra come cultura e solidarietà possano andare di pari passo.

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