Enrico Musso a Telenord ricorda Gino Paoli: “Libero e spiazzante. Uomo di sinistra, volle appoggiare alle elezioni un liberale come me”
di Redazione
"Dedicargli uno spazio nella nuova aerostazione? Un'idea da prendere in considerazione"
Nel ricordare Gino Paoli, il presidente dell'Aeroporto Enrico Musso traccia il ritratto di una figura fuori dagli schemi, capace di sorprendere tanto nella vita quanto nelle scelte pubbliche.
Musso chiarisce subito la natura del loro rapporto: «Non posso dire che fossimo amici, però abbiamo avuto occasione di conoscerci e l’impressione che mi ha lasciato vive ancora adesso». Un incontro nato in modo inatteso, durante la sua candidatura a sindaco, quando fu proprio Paoli a cercarlo: «In modo del tutto inaspettato mi chiamò per parlare del programma». Da quell’incontro nacque una sintonia che si tradusse in un gesto sorprendente: «Decise di sostenere la mia candidatura… una scelta veramente anomala, lui uomo di sinistra appoggiò un liberale come me». Per Musso, questo episodio conferma un tratto fondamentale del cantautore: «Era una persona spiazzante, soprattutto un uomo libero», capace di prendere posizione senza farsi condizionare, anche a costo di critiche.
Accanto al lato pubblico, emerge anche un ricordo più intimo e personale: una cena a casa sua con un’ospite d’eccezione, Ornella Vanoni. «A un certo punto si sedettero al piano… lui suonava e lei cantava “Senza fine”». Un momento spontaneo e indimenticabile: «Una cosa assolutamente non richiesta… un ricordo molto bello».
Musso sottolinea poi l’autenticità di Paoli: «Non c’era un personaggio pubblico… era lui, senza barriere, senza ipocrisie». Un uomo coerente anche nelle scelte artistiche e politiche, capace di esporsi: «Ha avuto la forza di sostenere un candidato perché lo convinceva, senza preoccuparsi delle critiche».
Un altro aspetto che ricorda con forza è il suo spirito indipendente, anche nel giudizio sul mondo musicale: Paoli «prendeva le distanze da un sistema che dava una chance a tutti per poi vedere chi emerge», rifiutando una logica industriale e casuale del successo.
Infine, Musso evidenzia come Paoli fosse refrattario a etichette, visto che amava dire «Non siamo stati una scuola, eravamo talenti individuali», a conferma di una personalità unica e difficilmente incasellabile. E non esclude l'idea di dedicare a Paoli uno spazio nella nuova aerostazione del 'Colombo'.
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