Carlo Felice, bilancio 2026 tra nodi ereditati e conti da chiarire
di R.S.
Tra le principali anomalie emerge la valutazione di tre scenografie acquistate dalla Scala durante la precedente gestione
Tornerà a riunirsi lunedì prossimo il Consiglio d'indirizzo del Teatro Carlo Felice per portare a termine il varo del bilancio preventivo del 2026. In realtà il bilancio stesso sarebbe già stato approvato, ma ci sono alcuni problemi lasciati dalla precedente gestione che richiedono ulteriori approfondimenti.
Il bilancio del 2025 è in rosso per due milioni e 366 mila euro. Ma il rischio è che tale importo sia così solo sulla carta e nella realtà sia anche superiore. Il problema è legato alle tre scenografie acquistate dal Carlo Felice dalla Scala durante la gestione Orazi a prezzo, a suo tempo fu dichiarato, "stracciato": si tratta degli allestimenti dei "Due Foscari" e del "Falstaff" di Verdi e dell'"Idomeneo" di Mozart. Il valore delle tre scenografie (pagate, sembra, 30 mila euro) nel bilancio è salito a un milione e 400 mila euro.
L'attuale sovrintendenza, sin dalle prime settimane di insediamento nella scorsa primavera, ha dovuto fare i conti con una situazione alquanto diversa da quella che era stata ipotizzata, a cominciare dalla questione del Festival di Nervi, organizzato sulla carta ma senza alcun contratto firmato e senza la necessaria copertura finanziaria. Altro problema ancora in via di soluzione, l'acquisto di un magazzino nel Monferrato che sostituirà quello in affitto a Savignone. In questo caso la proprietà costituirà un valore patrimoniale da mettere a bilancio, tuttavia, c'è perplessità sulla scelta di una struttura così lontana dal Teatro.
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