Aldo De Scalzi a Telenord lancia 'Voci dai carruggi': "Niente talent show, solo creatività"

di Katia Gangale - Stefano Rissetto

Il progetto nasce a Genova, nel quadro delle attività del locale Zenuino di vico del Fieno, e si lega anche alla tradizione artistica locale

Un progetto che nasce per dare spazio alla creatività autentica, fuori dalle logiche del mercato e dei talent tradizionali. È questa l’idea alla base di “Voci dai carruggi”, iniziativa ideata da Aldo De Scalzi, musicista e compositore, che nel corso di Liguria Live a Telenord la definisce con ironia “un non test, perché non è un contest”.

 

L’obiettivo è chiaro: non scoprire prodotti da vendere, ma valorizzare idee artistiche. “Non c’è una finalità di mettere sul mercato nessuno”, spiega De Scalzi, sottolineando come il focus sia su proposte “compositive, creative, musicali e anche teatrali”. Il progetto, infatti, si apre anche ad altri linguaggi, come la stand-up comedy.

 

La selezione riguarderà artisti di ogni età, senza barriere, con un unico criterio: “Il punto focale è la creatività”. I partecipanti saranno valutati da professionisti del settore e una decina di loro sarà accompagnata in un percorso di crescita. “Ti diamo una mano a portare avanti un tuo discorso, a capire qual è la strada migliore”, racconta.

 

Una delle caratteristiche distintive dell’iniziativa è il rifiuto delle logiche mainstream: “Non imponiamo modelli, non diciamo ‘va di moda questo, fai questo’”. Al contrario, si punta a valorizzare l’identità artistica individuale, spesso smarrita in un sistema discografico sempre più standardizzato. “Oggi chi ha una scintilla creativa si trova completamente disorientato”, osserva.

 

De Scalzi precisa di non voler attaccare i giovani artisti di successo, ma piuttosto offrire un’alternativa. Altro elemento centrale è l’accessibilità: la partecipazione è gratuita. “Quando c’è una tassa di iscrizione, vuol dire che qualcosa non torna”, afferma senza mezzi termini. L’idea è quella di garantire un vero “metro di merito”, senza barriere economiche.

 

Il progetto nasce a Genova, nel quadro delle attività del locale Zenuino di vico del Fieno, e si lega anche alla tradizione artistica locale, pur senza mitizzarla: “La cosiddetta scuola genovese non è una scuola, ma una somma di talenti individuali”. Proprio da questo spirito nasce la volontà di far emergere nuove voci del territorio, senza costringerle a cercare altrove il proprio spazio.

 

Infine, De Scalzi guarda anche ai giovani e al loro rapporto con la musica, in particolare nel cinema: “C’è una tensione altissima a uscire dai dogmi della musica pop”. Le colonne sonore, spiega, rappresentano ancora uno spazio di libertà creativa, capace di unire sperimentazione e formazione.

 

“Voci dai carruggi” si propone così come un laboratorio aperto, dove la creatività torna al centro: niente competizione, niente format preconfezionati, ma un percorso condiviso per dare forma alle idee.

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