Porti del Sud in crescita, ma Napoli rischia lo stop: eolico offshore e traffici in aumento
di Carlotta Nicoletti
Augusta e Taranto al centro del piano eolico da 78 milioni. Gioia Tauro e Salerno crescono. A Napoli l’allarme: stop ai dragaggi per la Coppa America?
Il Sud Italia vive una fase di rilancio portuale, con traffici in crescita del 10% e investimenti sull’eolico offshore ad Augusta e Taranto. Ma a Napoli, i dragaggi per l’ampliamento del porto potrebbero bloccarsi a causa della Coppa America.
Eolico offshore – Un decreto interministeriale ha individuato le aree marittime di Augusta e Taranto come hub per l’energia eolica offshore. Il piano, da 78,3 milioni in tre anni, sarà finanziato con i proventi delle aste sulle emissioni di CO₂. Obiettivo: trasformare i porti in centri di produzione, assemblaggio e varo di componenti per i parchi eolici.
Traffici in aumento – Gioia Tauro ha movimentato oltre 2,1 milioni di teu nel primo semestre 2025, segnando un +10,5% rispetto al 2024. Salerno segue con 200 mila teu e 28 nuove assunzioni nel gruppo Gallozzi. Il trend conferma una ripresa solida del comparto portuale meridionale.
Lavoro portuale – L’Autorità di Gioia Tauro annuncia la trasformazione dell’Agenzia portuale in fornitore di manodopera. Saranno assorbiti 100 lavoratori, tra ex iscritti e nuove figure qualificate. “Un risultato atteso da anni” commentano da Filt Cgil.
Nodo Napoli – L’allarme arriva dal presidente di Uniport, Antonio Legora de Feo: un emendamento al decreto Sport prevede l’uso della cassa di colmata per i dragaggi di Bagnoli, rischiando di bloccare quelli interni al porto commerciale. “Così si ferma lo sviluppo dello scalo” avverte.
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