Ponte Morandi, Possetti: "Ricordiamo tutte le donne morte nella tragedia"

di Alessandro Bacci

"Vogliamo incontrare il premier Draghi ed il ministro delle Infrastrutture perché vedano i nostri occhi e sentano il nostro dolore"

Ponte Morandi, Possetti: "Ricordiamo tutte le donne morte nella tragedia"

"Oggi vogliamo ricordare in particolare tutte le donne morte nella nostra tragedia senza dimenticare tutte le altre vittime e tutte le donne maltrattate e uccise alle quali questa festa dovrebbe rendere onore". Lo scrive in una nota Egle Possetti, presidente del Comitato in Ricordo delle Vittime del Ponte Morandi. "I nostri morti al momento hanno alcuni segni tangibili di memoria e sono il grande impegno profuso per le indagini, l'impegno processuale e la Radura della Memoria a Genova - scrive ricordando, nel pomeriggio, la presentazione completamento dei lavori nella zona della Radura della memoria, sotto Ponte San Giorgio-. Oggi questa Radura, embrione di ricordo, in attesa del memoriale, acquisisce nuova luce e diventa parte della città. Vediamo anche sensibili movimenti sul fronte indagini anche in altri luoghi che ci fanno tremare, 20 strutture sequestrate in Sicilia perché a rischio crollo - prosegue - Il sistema marcio che ha consentito il crollo del Ponte Morandi è ancora più che vitale e inserisce rattoppi sulle falle, ma potrebbe mietere nuove vittime. I grandi lavori con disagi notevoli sulle autostrade rappresentano ciò che non è stato fatto e sono specchio del disastro. E alcuni indagati nascondono i patrimoni".

Alcuni, prosegue la nota "stanno ipotizzando un mantenimento ad Autostrade Spa dell'attuale concessione per impossibile accordo con Cdp, il tutto con rinegoziazione delle condizioni. Non ci sono operatori seri in Italia o fuori dal ns paese? Come cittadini non siamo in grado di rispondere, ma pensiamo che le nostre istituzioni debbano trovare soluzioni serie ed eque per risolvere il problema. Vogliamo incontrare il premier Draghi ed il ministro delle Infrastrutture perché vedano i nostri occhi e sentano il nostro dolore. Qualunque sia la decisione dovrà essere giusta e dare un segnale forte o non avremo futuro, e non lo avranno neanche coloro che al momento sorridono per le nostre parole".