Ponte Morandi, lo sfogo sui social: "Niente mi farà rivivere mio fratello"

di Alessandro Bacci

A parlare è la sorella di Matteo Bertonati: "Il dolore che avete seminato, che sia in carcere o meno, il momento arriverà"

"Niente mi farà rivivere mio fratello. Non un milione, non un miliardo, non un ergastolo''. A scrivere sulla sua pagina Facebook è Leri Bertonati, la sorella di Matteo, uno dei quattro giovani amici di Torre del Greco (Napoli) che, in viaggio per trascorrere le loro vacanze estive, persero la vita il 14 agosto 2018 nel crollo del ponte di Genova. Con il ragazzo, all'epoca dei fatti 26 anni, viaggiavano anche Giovanni Battiloro, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione. Leri Bertonati nel suo post social scrive a quelli che definisce i ''responsabili del crollo del ponte Morandi''.

''Vi parlo - dice - da sorella che sotto le macerie del ponte ha perso il suo fratello maggiore. Voglio dirvi che io non vi odio. Non cado nella trappola di odio che avete creato. Il vuoto che ho dentro lo colmerò con l'amore. Io tra le mie preghiere metto anche voi. Prego per il risveglio delle vostre coscienze anestetizzate dal potere. Non vi auguro il male, non vi auguro neanche un po' del dolore che ha distrutto i nostri cuori per sempre. Prego affinché un giorno qualunque, voi abbiate occhi per vedere davvero cosa la vostra negligenza ha causato. Il dolore che avete seminato, che sia in carcere o meno, il momento arriverà. E allora anche voi capirete quanto siamo piccoli in un disegno tanto immenso. Non sarà mai fatta giustizia. Niente riporterà indietro chi non c'è più''.

Infine un auspicio: ''Mi auguro chiaramente che la giustizia faccia il suo corso e chi è coinvolto paghi le conseguenze dei propri errori, sopratutto per evitare ulteriori danni e tragedie. Niente, però, potrà farmi dire un giorno 'è fatta giustizia''.