Ponte Morandi, sabato mattina l'esplosione per demolire la pila 8

di Redazione

L'operazione durerà appena due secondi, 250 microcariche per farla implodere

La pila 8 dell'ex viadotto Morandi sarà a terra in meno di due secondi. Lo ha detto Danilo Coppe titolare della Siag, la ditta di esplosivistica civile che si occupa della distruzione dei piloni del ponte crollato il 14 agosto a Genova. Per l'esplosione controllata, che dovrebbe essere effettuata sabato prossimo verranno utilizzate 250 microcariche di dinamite inserite nella struttura di cemento armato della pila.

L'esplosione verrà comandata con impulso elettrico alla distanza e dovrebbe effettuarsi nell'arco di tempo tra le 10,50 e le 11,05 momento in cui sulla vicina ferrovia non passano convogli. La struttura collasserà sulla sua verticale per finire su una sorta di 'cuscino' di detriti sistemato per mitigare le vibrazioni da caduta al suolo. Le polveri, in condizioni di bonaccia, smaltiranno in meno di due minuti.

La 'red zone' che sarà istituita a difesa della popolazione per l'esplosione controllata che abbatterà la pila 8 dell'ex viadotto Morandi avrà un raggio di 250 metri. I tecnici allestiranno una protezione attorno la palazzina di Ansaldo, nell'ipotesi che i detriti possano 'scavalcare' e arrivare all'immobile. La zona non è abitata: ci sono solo due residenze che sono vuote e fanno parte della struttura di Ireti. Attorno al pilone da abbattere è già stata scavata una trincea per attutire ulteriormente ogni possibile vibrazione.

"I carotaggi non hanno evidenziato presenza di amianto, ma abbiamo comunque chiesto indagini più approfondite che saranno terminate entro sabato", assicura il presidente Roberto Tedeschi. "Le polveri - spiega Claudio Coppe della Siag, l'azienda che si occuperà delle esplosioni - si dissolveranno in regime di bonaccia nel giro di 2 minuti. Se ci sarà vento ci metteranno ancora meno e sarà usata acqua nebulizzata per limitarne la dispersione. Sono comunque le stesse polveri che si solleverebbero se il ponte venisse tagliato".

Per far implodere la pila più esterna del moncone ovest saranno usati 150-175 chili di esplosivo: si tratta di 250 microcariche che nei prossimi giorni verranno installate in piccoli fori praticati sugli otto pilastri "che spariranno in pochi secondi", spiega Vittorio Omini, direttore tecnico del cantiere. Per attutire l'impatto sarà usato uno speciale 'cuscino' al suolo.

Nel raggio di 150 metri non potranno esserci persone. Saranno coinvolte realtà produttive e solo due alloggi di servizio in una palazzina di Ireti. Sono stati installati pannelli di protezione per l'edificio di Ansaldo Energia. Il secondo cerchio si estende invece per 250 metri e prevede la chiusura al traffico e l'assenza di persone in aree libere. La scelta dell'orario è dovuta al 'buco' temporale offerto dall'orario dei treni (tra le 10.50 e le 11.15 non passano convogli). "Alle 10.51, se tutto andrà bene, azioneremo il pulsante", ha spiegato ancora Coppe.

Ancora da definire il programma dell'abbattimento delle pile 10 e 11. Quello del troncone ovest sarà un banco di prova. Prima bisognerà comunque mettere in sicurezza il ponte con le torri e completare la bonifica delle case di via Porro, che non saranno demolite con l'esplosivo ma con gli escavatori. Secondo Omini, le operazioni preparatorie dureranno circa 40 giorni.