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Ponte Morandi, è scontro sulla ripartizione degli indennizzi alla zona arancione

di Fabio Canessa

Nella prima fascia 20mila euro a famiglia, Belotti: "Non è quello che avevamo chiesto"

"È arrivato un risultato, ma non è quello che avevamo chiesto. Noi d'ora in poi ci dissociamo e prendiamo atto di ciò che viene deciso". Così il rappresentante degli abitanti ai confini della zona rossa, Fabrizio Belotti, dopo la riunione del comitato Pris in Regione che ha definito l'ipotesi di ripartizione dei 7 milioni di euro disponibili per indennizzare i cittadini che affrontano i disagi provocati dal cantiere di Ponte Morandi.

Confermate le tre zone concentriche con quote diverse di risarcimenti: a partire dal limite della zona rossa, 20mila euro a famiglia entro i 50 metri, 10mila euro entro i 100 metri e 4mila euro entro i 150 metri. Circa 890 i nuclei beneficiari, una platea più estesa rispetto al comitato di Belotti che riunisce solo chi abita nelle immediate prossimità della zona evacuata.

“Al momento si tratta di un’ipotesi di ripartizione, che sarà oggetto di ulteriori studi, anche alla luce delle audizioni svoltesi oggi con i comitati – spiega l’assessore regionale alle infrastrutture Giacomo Giampedrone – Sono d’accordo nel continuare a provare a mediare con il Governo, ma quanto raggiunto oggi deve essere vanificato da discussioni idealistiche lontane dalla realtà”.

L'ultimo incontro del comitato Pris avverrà l'8 maggio per mettere a punto gli ultimi dettagli prima dell'erogazione dei contributi. I cittadini ai confini della zona rossa chiedevano almeno 25mila euro per consentire a chi vuole trasferirsi, o lo ha già fatto, di sostenere le spese per l'affitto e il trasloco.