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Politica e opere pubbliche: solo confusione

di Paolo Lingua

Il ministro Paola De Micheli in Ponente e Matteo Salvini a Genova. Tra il centrodestra e il centrosinistra non manca la confusione sul piano operativo e i veri problemi, congelati da anni, non decollano. Questa è la sensazione diffusa del cittadino medio della Liguria dopo i blitz di maggioranza e opposizione sul territorio, dove si mescolano le velleità operative, senza concreti progetti e la campagna elettorale che ormai avrà il suo culmine con il voto dei giorni 20 e 21 settembre prossimo.

Il clima che si respira non è dei migliori, spiace dirlo. A Ponente abbiamo capito, ma c’era poco da capire, che la Liguria sopporterà per mesi il trauma dei lavori sulle sue autostrade e anche sulle linee ferroviarie. Si è anche parlato molto della nuova passeggiata ponentina in bicicletta, ma non si può mettere sullo stesso piano la questione della pista ciclabile con l’assetto autostradale e ferroviario. Ormai si è capito che la Liguria pagherà pesantemente una stagione turistica già compromessa dal coronavirus, ma anche perché la Società Autostrade punta a tagliare la strada alle pressioni interne al governo (in particolare il M5s) che chiedono la revoca della concessione. Lo stesso premier Conte non ha nascosto (insieme al Pd e anche ai renziani) le sue perplessità perché la revoca potrebbe dar luogo a una azione giudiziaria i cui esiti potrebbero poi dimostrarsi pesanti per le finanze pubbliche, per non parlare della lunghezza e della durata del procedimento.

Tornando ai problemi specifici della Liguria si ha la sensazione che tutto sia ancora per aria. I lavori sulle ferrovie avranno il loro tempo, la sistemazione delle autostrade, sia pure con qualche modifica operativa che alla fine prolungherà la durata dei lavori per lasciare un po’ di fiato a che viaggia di giorno  specialmente in questa stagione, durerà sino alla prossima primavera. Resta il punto interrogativo sulla Gronda, quanto mai necessaria e urgente, ma sulla quale, sia pure sul piano delle dichiarazioni generiche, la De Micheli è rimasta prudente, perché è nota l’ostilità storica del M5s con il quale a livello governativo i rapporti sono delicati a 360°.

A Genova e in levante, dopo un complicato blitz di natura elettorale di Matteo Salvini, non si è andati molto più avanti, anche perché il centrodestra controlla la regione ma non il governo.  Salvini ha ripetuto l’elenco delle opere da realizzarsi in Liguria, sulla quale si può essere certamente tutti d’accordo, ma non si è andati molto più in là della denuncia generica. Anche nel governo precedente, sempre per via dei “no” palesi o occulti dei grillini, non si era andati molto avanti. Vedremo nelle prossime settimane cosa potrà emergere, considerato che gli Stati Generali del Governo, con i quali anche l’opposizione si dovrà confrontare dovranno in qualche modo diventare in qualche aspetto  - si spera – operativi. Anche se l’ombra di strategie differenti all’interno della maggioranza resta pesante. Per non parlare dei contrasti che ogni giorni sorgono all’interno degli schieramenti della maggioranza sulle strategie da seguire. Per quel che riguarda la Liguria esiste anche, sul piano della strategia politica, il torvo contrasto interno sulle candidature per la presidenza della regione. Ma ormai è una vicenda sul filo di una grottesca farsa.