Plogging, correre e ripulire: lo sport che fa bene all’ambiente
di R.S.
L’iniziativa è stata lanciata dal runner svedese Erik Ahlstrom, che ha iniziato a ripulire le strade di Stoccolma durante i suoi allenamenti
Unire attività fisica e tutela del territorio: è questa l’idea alla base del plogging, disciplina nata in Svezia che combina jogging e raccolta dei rifiuti. Il termine deriva dallo svedese “plocka upp” (raccogliere) e dalla parola jogging: in pratica si corre fermandosi a raccattare cartacce e plastica lungo il percorso.
L’iniziativa è stata lanciata dal runner svedese Erik Ahlstrom, che ha iniziato a ripulire le strade di Stoccolma durante i suoi allenamenti, condividendo l’esperienza sui social. Da lì il fenomeno si è diffuso rapidamente in tutto il mondo, arrivando anche in Italia.
Eventi e “maratone green” sono stati organizzati in diverse città, da Milano a Firenze, coinvolgendo centinaia di volontari armati di scarpe da ginnastica, guanti e sacchi per l’immondizia. Nella prima edizione italiana sono stati raccolti quasi 800 chili di rifiuti.
Più che una moda, il plogging è diventato un modo concreto per fare sport e, allo stesso tempo, prendersi cura dell’ambiente.
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