"Più alberi, meno cemento": Paolo Becchi a Telenord, proposta per un'ecologia urbana tra Celentano e Heidegger
di Stefano Rissetto
Focus sul tema della vivibilità dei centri urbani, oggi al centro del dibattito pubblico tra cambiamenti climatici, ondate di calore e qualità della vita
Un accostamento insolito, ma volutamente provocatorio, quello proposto da Paolo Becchi nel corso della trasmissione Liguria Live di Telenord. Il filosofo del diritto ha messo a confronto Adriano Celentano, autore de Il ragazzo della via Gluck, e il filosofo tedesco Martin Heidegger, individuando un punto di contatto tra due figure solo apparentemente lontanissime: la riflessione sul rapporto tra l'uomo, l'ambiente e il territorio.
Secondo Becchi, il celebre brano di Celentano, pubblicato nel 1966, rappresenta una critica ancora attuale all'espansione incontrollata del cemento e alla progressiva scomparsa degli spazi verdi nelle città. Un messaggio che, a suo avviso, può essere accostato alle riflessioni di Heidegger sul modo in cui l'uomo abita il mondo e sul rischio di perdere un rapporto autentico con la natura.
L'intervento si è concentrato sul tema della vivibilità dei centri urbani, oggi al centro del dibattito pubblico tra cambiamenti climatici, ondate di calore e qualità della vita. Per Becchi, ripensare le città significa invertire una tendenza che per decenni ha privilegiato la cementificazione a discapito del verde pubblico.
Il filosofo ha sottolineato come gli alberi non rappresentino soltanto un elemento estetico del paesaggio urbano, ma una risorsa fondamentale per mitigare le temperature, migliorare la qualità dell'aria e rendere gli spazi cittadini più vivibili. Da qui il suo invito a investire maggiormente nella realizzazione e nella tutela delle aree verdi, riducendo invece il consumo di suolo e la costruzione di nuove superfici in cemento.
Attraverso il paragone tra la sensibilità artistica di Celentano e il pensiero filosofico di Heidegger, Becchi ha quindi lanciato una riflessione che va oltre la provocazione culturale: il futuro delle città passa dalla capacità di recuperare un equilibrio tra sviluppo urbanistico e tutela dell'ambiente, con una ricetta sintetizzata in poche parole: più alberi e meno cemento.
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