Peste suina, Coldiretti Liguria lancia l'allarme: "Serve un cambio di passo nel contenimento dei cinghiali"

di R.S.

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Secondo Coldiretti, la situazione impone un'accelerazione concreta delle operazioni di depopolamento e delle attività di controllo della fauna selvatica

Peste suina, Coldiretti Liguria lancia l'allarme: "Serve un cambio di passo nel contenimento dei cinghiali"

Cresce la preoccupazione del mondo agricolo ligure per l'avanzata della peste suina africana (PSA). A lanciare l'allarme è Coldiretti Liguria, che chiede un rafforzamento immediato delle misure di contenimento della popolazione di cinghiali, considerata il principale vettore della diffusione del virus sul territorio.

Gli ultimi aggiornamenti epidemiologici confermano infatti il continuo aumento dei casi di PSA riscontrati nei cinghiali in Liguria e il progressivo ampliamento delle aree sottoposte a restrizioni sanitarie. Particolare attenzione è rivolta alla provincia di Savona, dove il fronte epidemiologico continua a spostarsi verso ponente.

"Fin dall'inizio dell'emergenza abbiamo sostenuto la necessità di interventi tempestivi e straordinari per evitare la diffusione della malattia e tutelare il comparto agricolo e zootecnico", dichiarano Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, delegato confederale dell'organizzazione. "Di fronte al continuo rinvenimento di nuovi casi positivi riteniamo indispensabile un deciso rafforzamento delle attività di contenimento della popolazione di cinghiali".

Secondo Coldiretti, la situazione attuale impone un'accelerazione concreta delle operazioni di depopolamento e delle attività di controllo della fauna selvatica. L'associazione evidenzia come l'incremento dei casi stia prolungando una fase emergenziale che continua a generare forti preoccupazioni tra gli operatori del settore agricolo e zootecnico.

"I numeri continuano a crescere e non possiamo permetterci che questa emergenza si trascini senza risultati concreti", proseguono Boeri e Rivarossa. "Per questo chiediamo alla Regione di intensificare le azioni previste dai piani straordinari già annunciati e di fornire aggiornamenti puntuali sulle attività svolte e sui risultati ottenuti".

La peste suina africana, pur non essendo trasmissibile all'uomo, rappresenta infatti una seria minaccia per gli allevamenti e per l'intera filiera agroalimentare, con potenziali ripercussioni economiche significative per le imprese del territorio.

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