Parchi, il governo impugna la legge della Regione Liguria

di Pietro Roth

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L'assessore leghista Mai: "Scelta politica". Pd e M5S contro la giunta

Parchi, il governo impugna la legge della Regione Liguria
Il Governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge della Regione Liguria per il riordino dei parchi ritenendola in contrasto con la normativa nazionale. "Varie norme che riguardano il procedimento istitutivo, l'organizzazione amministrativa, la perimetrazione, la vigilanza e il Piano delle aree protette regionali - afferma il comunicato del Cdm - contrastano con gli standard di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema posti dal legislatore statale nell'esercizio della propria competenza esclusiva nella materia, violando l'117, secondo comma, lett. s), della Costituzione, nonché i principi di efficacia, efficienza ed economicità che devono presiedere all'esercizio dell'azione amministrativa sanciti dall'articolo 97 della Costituzione". "In parole semplici - commenta il consigliere della Regione Liguria Luca Garibaldi (Pd) - significa che le Regioni possono solo aumentare le tutele ambientali, che sono di competenze statale, mai diminuirle. Come invece è stato fatto, nonostante gliel'avessimo detto in tutti i modi. L'impugnativa l'ha fatta il Ministro degli Affari Regionali, dello stesso partito dell'assessore regionale ai Parchi Stefano Mai (Lega). Che dovrebbe prendere atto del suo ulteriore fallimento e trarne le conseguenze del caso". IL PD: "BRUTTA FIGURA DI TOTI, L'ENNESIMA" "L'ennesima brutta figura di una Giunta che non sa fare leggi visto che gliele impugnano praticamente tutte. Ieri era un Governo ostile, oggi? Il destino cinico e baro?". Così il capogruppo Pd in Consiglio regionale Giovanni Lunardon stamani via Facebook commenta l'impugnazione della legge regionale sui parchi davanti alla Corte Costituzionale da parte del Governo. "Resta il fatto che la visione di questa amministrazione sulle aree protette è totalmente inadeguata agli interessi della Liguria e fuori dal tempo. - sottolinea Lunardon - Tutti scommettono sulla biodiversità come volano economico, noi qui riduciamo le aree protette. Per fortuna la legge è uguale per tutti anche per Toti, Mai e compagnia". ITALIA NOSTRA: "MAI COLLEZIONA IMPUGNATIVE" "L'assessore regionale ai parchi, agricoltura e caccia Stefano Mai colleziona, assieme ai propri uffici, la quarta impugnativa di una legge regionale in materia di beni naturali da lui proposta al Consiglio Regionale, di cui una del dicembre 2017 già oggetto di una sentenza di illegittimità", sottolinea in una nota Augusto Atturo, che segue il settore aree protette per conto di Italia Nostra. Italia Nostra, assieme a Wwf e Legambiente aveva inoltrato un dettagliato esposto ai ministeri competenti a pochi giorni dalla pubblicazione del provvedimento, che aveva suscitato forti proteste dell'associazionismo ambientalista. I punti critici che verranno esaminati dalla Consulta, riassume Italia Nostra, riguardano: la ri-perimetrazione d'imperio, con legge regionale, dei parchi di Antola (ridotto di circa 400 ettari), Aveto, Beigua e Alpi Liguri, avvenuta scavalcando le procedure partecipative degli enti parco e i piani del parco già in vigore; l'illegittima possibilità di affidare la sorveglianza dei parchi a soggetti volontari privati anziché a guardaparco; le modifiche alla disciplina del funzionamento amministrativo delle aree protette ignorando gli statuti già esistenti degli enti parco; l'illegittima depenalizzazione delle violazioni più gravi ai regolamenti dei parchi; la prevaricazione dei piani dei parchi da parte di altri strumenti di pianificazione urbanistica. M5S: "LEGGE HORROR" "A causa dei soliti capricci della Lega e del centrodestra abbiamo perso due anni in commissione Ambiente e due mesi in Consiglio regionale su una legge assurda che oggi non esiste più e che non doveva neppure vedere la luce. E pensare che l'avevamo detto a più riprese, tanto a Toti quanto al suo assessore, che stavano portando avanti una legge horror fortemente a rischio impugnativa. Ebbene, come volevasi dimostrare, ecco quanto sapevamo sarebbe successo: Ddl 210 meglio noto come 'sfascia-parchi'... bocciato. E giustamente". Lo affermano la capogruppo regionale del M5S Alice Salvatore e il consigliere regionale Marco De Ferrari commentando l'impugnativa del Governo contro la legge sui parchi liguri. "Impugnata perché viola un'infinità di norme che riguardano il procedimento istitutivo, l'organizzazione amministrativa, la perimetrazione, la vigilanza e il Piano delle aree protette regionali - dice il M5S -. Contrasta con gli standard di tutela dell'ambiente e dell' ecosistema posti dal legislatore statale nell'esercizio della propria competenza esclusiva nella materia. Come se non bastasse, viola l'articolo 117, secondo comma, lett. s della Costituzione, nonché i principi di efficacia, efficienza ed economicità che devono presiedere all'esercizio dell'azione amministrativa sanciti dall'articolo 97 della Costituzione. Un gran bel risultato. Complimenti". "In questo modo il centrodestra dei 'competenti', per andar dietro alle sirene del mondo della caccia hanno buttato al vento tempo prezioso che avremmo potuto dedicare a salvaguardare il nostro fragile territorio e l'ambiente oltre a risolvere i concreti problemi dei cittadini liguri". L'ASSESSORE MAI: "SCELTA POLITICA" "È evidente che si tratta di una scelta politica ed elettorale e non di un fatto tecnico. Con questa scelta il ministro Costa ha palesato il fatto che risponda a tirate di giacca politiche e non al bene del territorio". Così l'assessore regionale ai Parchi Stefano Mai stamani a Genova interviene sull'impugnazione davanti alla Corte Costituzionale della legge regionale per il riordino dei parchi da parte del Governo. "Il sottosegretario Valente, che aveva già annunciato il ricorso prima di conoscere i contenuti della legge, ha mosso osservazioni senza fondamento, basate solamente su motivi elettorali dei Cinque stelle, e Costa ha ubbidito. Come Regione Liguria siamo certi che l'impugnativa cadrà nel vuoto e che la Corte Costituzionale ci darà piena ragione - sottolinea Mai -. È davvero grave che un Ministro della Repubblica e un Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri utilizzino strumentalmente il ricorso alla Corte Costituzionale nei confronti delle leggi della Regione, per fini politici e non tecnico normativi".

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