Piano regionale: i distretti sociosanitari restano 19

di Redazione

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Piano regionale: i distretti sociosanitari restano 19

Nonostante le forti contestazioni arrivate dai territori, la Regione Liguria non intende abbandonare il progetto di riforma contenuto nel nuovo Piano sociosanitario regionale. L’assessore alla Sanità Massimo Nicolò e il direttore generale del dipartimento Paolo Bordon continuano a difendere il lavoro svolto, definendolo un intervento «straordinario» e senza precedenti a livello nazionale.

Dopo il duro confronto con circa sessanta sindaci, che la scorsa settimana hanno espresso un netto dissenso nei confronti del documento, il piano è stato ritirato poche ore prima dell’esame previsto in Conferenza regionale. Tuttavia, la maggioranza regionale assicura che non si tratta di una marcia indietro, bensì di una fase di revisione e aggiornamento.

Il documento, composto da circa 200 pagine, delinea il futuro assetto della sanità ligure, con particolare attenzione all’integrazione tra servizi sanitari e sociali sul territorio. Tra i punti più contestati figurava la riduzione dei distretti sociosanitari da 19 a 7, una scelta che aveva provocato forti perplessità tra gli amministratori locali.

Proprio su questo fronte arriverà la modifica più significativa. Secondo le indicazioni del presidente Marco Bucci, l’attuale configurazione dei distretti sarà mantenuta. I 19 distretti esistenti resteranno dunque invariati anche nella nuova versione del piano, una correzione ritenuta necessaria dopo le critiche emerse nelle ultime settimane.

A confermare l’orientamento della Regione è stato Pier Luigi Vinai, direttore sociosanitario dell’Azienda tutela della Salute Liguria (Atsl), che ha partecipato alla stesura del documento sotto il coordinamento di Bordon. «Come richiesto dal presidente Bucci – ha spiegato Vinai – sarà preservato l’attuale assetto dei distretti sociosanitari».

La revisione del piano, però, non sembra sufficiente a chiudere il confronto con i Comuni. Alcuni sindaci intendono infatti rilanciare le proprie richieste. Tra i più determinati c’è il sindaco di Bogliasco e parlamentare Luca Pastorino, che punta a rafforzare il ruolo della Conferenza dei sindaci, chiedendo che il suo parere diventi vincolante su questioni strategiche come bilanci, nomine e programmazione sanitaria.

La Regione vorrebbe accelerare i tempi e arrivare all’approvazione definitiva entro l’inizio di luglio, come previsto dagli impegni assunti dal presidente Bucci. Prima di allora, tuttavia, sono attesi diversi incontri sul territorio per approfondire le osservazioni degli enti locali. L’ipotesi è che l’assessore Nicolò convochi una nuova Conferenza dei sindaci entro un paio di settimane, ma il clima resta teso e non tutti gli amministratori sono disposti a procedere rapidamente.

Parallelamente continua il confronto politico. Il segretario regionale del Partito Democratico, Davide Natale, insieme al capogruppo in Consiglio regionale Armando Sanna, ha criticato duramente la gestione della vicenda da parte della giunta.

Secondo gli esponenti dem, il presidente Bucci avrebbe sottovalutato il malcontento dei territori e soltanto dopo la protesta dei sindaci avrebbe aperto al dialogo. "I Comuni – sostengono – non sono stati coinvolti nella fase di elaborazione del piano. Per questo motivo non basta avviare ora un percorso di confronto per correggere un errore commesso all’origine".

Per il Pd la soluzione resta una sola: ritirare completamente l’attuale impianto del piano e avviare un nuovo percorso condiviso con amministrazioni locali, operatori sanitari e soggetti coinvolti quotidianamente nella gestione dei servizi. Nel frattempo il partito ha annunciato una serie di incontri sul territorio per raccogliere osservazioni, proposte e contributi utili al dibattito sulla futura organizzazione della sanità ligure.

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