Omicidio a Villetta Di Negro, Viscogliosi a Telenord: "Le mie dimissioni? Le responsabilità sono del Governo"

di Luca Pandimiglio

"La sicurezza non dovrebbe essere un tema divisivo. Servirebbe un lavoro comune per migliorare la vivibilità delle città. Invece vedo spesso polemiche e poche proposte concrete"

GENOVA – A pochi giorni dal brutale omicidio avvenuto nei giardini di Villetta Di Negro, nel cuore della città, continua il confronto politico sul tema della sicurezza urbana. Dopo la dura presa di posizione dei gruppi di centrodestra in Consiglio Comunale, che hanno chiesto le dimissioni dell'assessora alla Sicurezza Urbana e Polizia Locale Arianna Viscogliosi, l'esponente della giunta ha risposto alle critiche nel corso di un'intervista a Telenord, affrontando non solo il caso specifico ma anche le problematiche più ampie legate al degrado e alla marginalità sociale.

L'omicidio, costato la vita al quarantottenne milanese Pietro Alberto Paolo Signor, ha profondamente colpito l'opinione pubblica. Per il delitto è stato arrestato il 42enne senegalese Cisse Camara, fermato dai carabinieri poco dopo i fatti. Le indagini sono ancora in corso e tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi è quella di una lite maturata nell'ambito del consumo o dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Le accuse del centrodestra

Nel giorno successivo all'omicidio, i consiglieri comunali e rappresentanti del centrodestra hanno parlato di una situazione della sicurezza "ormai completamente fuori controllo", definendo il delitto di Villetta Di Negro "la punta dell'iceberg" di un problema più ampio. Nel mirino dell'opposizione è finita in particolare l'assessora Viscogliosi, accusata di non aver fornito risposte adeguate alle richieste di intervento avanzate negli ultimi mesi.

I firmatari del documento hanno chiesto le sue dimissioni immediate, sostenendo che l'amministrazione comunale non sia stata in grado di affrontare efficacemente il crescente disagio presente in alcune aree della città.

La replica dell'assessora

Viscogliosi respinge le accuse e invita a una riflessione più ampia sul tema della sicurezza. "Mi dispiace che queste richieste provengano da consiglieri comunali, una dei quali siede anche in Parlamento", afferma. "Il Governo è il principale responsabile delle politiche di sicurezza e dovrebbe lavorare per creare accordi internazionali che consentano rimpatri più rapidi e strumenti efficaci di integrazione. Oggi ci sono situazioni che i Comuni si trovano a gestire senza avere le competenze e gli strumenti necessari".

Secondo l'assessora, i problemi che emergono nelle città italiane ed europee sono il risultato di fenomeni complessi che richiedono interventi coordinati tra enti locali e Governo centrale. "La sicurezza non dovrebbe essere un tema divisivo. Servirebbe un lavoro comune per migliorare la vivibilità delle città. Invece vedo spesso polemiche e poche proposte concrete".

"A Villetta Di Negro un caso di estrema marginalità"

Entrando nel merito dell'omicidio, Viscogliosi invita alla prudenza, ricordando che le indagini sono ancora in corso. "Parliamo di una situazione di estrema marginalità sociale", spiega. "Da una parte c'era una persona senza fissa dimora, seguita dai servizi sociali; dall'altra un soggetto sul quale dovranno fare chiarezza le forze dell'ordine, ma rispetto al quale si parla di consumo di sostanze e di una possibile condizione psichiatrica aggravata dalla droga".

Per l'assessora, il contrasto alla criminalità non può limitarsi alla sola repressione ma deve affrontare anche le cause sociali che alimentano il disagio. "Occorre investire maggiormente nei servizi per le dipendenze, nelle unità di strada e nei percorsi di presa in carico delle persone fragili. Sono mesi che chiediamo alla Regione un rafforzamento di questi strumenti".

I limiti d'azione del Comune

Uno dei passaggi centrali riguarda le competenze dell'amministrazione comunale. Viscogliosi sottolinea come la Polizia Locale possa intervenire per gestire situazioni di degrado o disturbo, ma non disponga degli strumenti necessari per risolvere in modo definitivo fenomeni come la presenza di senza fissa dimora o persone con problematiche psichiatriche e dipendenze.

"Spesso possiamo soltanto monitorare e spostare determinate situazioni da una zona all'altra della città", osserva. "Per questo servono interventi strutturali che coinvolgano servizi sociali, sanità e politiche nazionali". L'assessora evidenzia inoltre come il fenomeno della marginalità sia in crescita in molte città europee, alimentato dall'aumento delle disuguaglianze economiche e sociali.

Nuove regole contro degrado e abuso di alcol

È stato affrontato anche il nuovo regolamento di Polizia Urbana che approderà prossimamente in Consiglio Comunale. Le modifiche riguarderanno due aspetti principali: il decoro delle vetrine commerciali inutilizzate e il consumo di bevande alcoliche negli spazi pubblici.

Per quanto riguarda gli alcolici, il nuovo impianto normativo prevede il divieto generale di consumo dalla mezzanotte alle 6 del mattino e il divieto di vendita dalle 22 alle 6. Saranno inoltre individuate specifiche aree cittadine soggette a restrizioni più severe, in base alle criticità rilevate sul territorio. Secondo l'assessora, si tratta di un intervento volto a superare il sistema delle ordinanze temporanee e a fornire regole stabili e uniformi per tutta la città.

Il dibattito resta aperto

L'omicidio di Villetta Di Negro continua dunque ad alimentare il confronto politico sulla sicurezza a Genova. Da una parte l'opposizione accusa l'amministrazione di non aver saputo prevenire il degrado e garantire adeguati livelli di sicurezza; dall'altra la giunta rivendica il lavoro svolto e richiama la necessità di affrontare il fenomeno attraverso un approccio integrato che coinvolga istituzioni locali, Regione e Governo. Mentre le indagini dei carabinieri proseguono per chiarire ogni aspetto del delitto, il tema della sicurezza urbana si prepara a tornare al centro del dibattito nelle prossime sedute del Consiglio Comunale.

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