Valter Longo, premio Giannini 2026, a Telenord: "Dalla California a Quinto, per creare un centro di ricerca sulla longevità"

di Katia Gangale - Stefano Rissetto

Ricercatore di fama mondiale: "Studiamo come l’invecchiamento contribuisce alle patologie e come si possa intervenire"

La longevità non dipende soltanto dalla genetica, ma soprattutto dagli stili di vita e dalla prevenzione. È il messaggio lanciato dal professor Valter Longo, ricercatore di fama mondiale, direttore del Longevity Institute della University of Southern California, intervenuto a Liguria Live di Telenord, dopo aver ricevuto il premio Amadeo Peter Giannini 2026, per parlare di ricerca, alimentazione e salute.

 

Longo, tra i massimi esperti mondiali di longevità, ha spiegato che il suo lavoro si concentra sul rapporto tra invecchiamento e malattie: “Studiamo come l’invecchiamento contribuisce alle patologie e come si possa intervenire sia dal punto di vista preventivo sia terapeutico”.

 

Secondo il ricercatore, la genetica ha un peso importante, soprattutto nei casi di famiglie particolarmente longeve: “Seguiamo centenari in tutta Italia e molte di queste persone hanno una predisposizione genetica protettiva”. Tuttavia, aggiunge, lo stile di vita resta determinante. “In Italia meno del 20% delle persone segue la dieta mediterranea e probabilmente meno del 10% una dieta mediterranea rigorosa”.

 

Per Longo il sistema sanitario continua a intervenire troppo tardi: “È strutturato per aspettare che una persona sia malata”. La vera rivoluzione, invece, sarebbe puntare sulla prevenzione dell’invecchiamento più che delle singole malattie. “L’età biologica è il fattore di rischio numero uno per cancro, Alzheimer e malattie cardiovascolari”.

 

Grande attenzione anche al tema dell’educazione alimentare nei bambini. Longo ha lanciato l’allarme sull’aumento di obesità e sovrappeso infantile: “L’Italia è al secondo posto in Europa per sovrappeso e obesità infantile”. Un problema che, secondo lo scienziato, aumenta drasticamente il rischio di diabete e altre patologie in età adulta.

 

Tra i progetti annunciati, anche la nascita di una clinica a Genova Quinto dedicata all’educazione alimentare e alla prevenzione, con l’obiettivo futuro di creare “un ospedale di ricerca sulla longevità”.

 

Ampio spazio anche agli studi sulla cosiddetta “dieta mima digiuno”, sviluppata dal team di Longo. Si tratta di cicli alimentari di cinque giorni, ripetuti ogni tre o quattro mesi, pensati per ottenere gli effetti biologici del digiuno senza eliminare completamente il cibo. “È una dieta a basse calorie, pochi zuccheri e poche proteine, progettata per portare il corpo in uno stato rigenerativo”.

 

Secondo Longo, questo approccio potrebbe favorire la rigenerazione cellulare e migliorare alcune patologie croniche. Il ricercatore cita anche studi sperimentali su danni renali e malattie metaboliche, con risultati definiti “sorprendenti”.

 

Infine, Longo mette in guardia da una delle mode alimentari più diffuse degli ultimi anni: l’eccesso di proteine. “Si è diffusa la convinzione che bisogna mangiare tantissime proteine, soprattutto animali. Ma sono proprio quelle che accelerano l’invecchiamento”. Il consiglio resta quello indicato dalle linee guida mediche internazionali: “0,8 grammi di proteine per chilo corporeo al giorno sono sufficienti”.

Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagramsu Youtube e su Facebook.