Caro carburante e caos formazione, corteo di ambulanze in piazza De Ferrari. Anas: "Ignorati dalle istituzioni"

di Filippo Serio

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Il presidente regionale Coniglio: "Accordo quadro in scadenza, ma nessuno ci ha convocato per parlarne"

Corteo con ambulanze e automediche della pubblica assistenza da via XX Settembre fino a piazza De Ferrari: intorno alle 14.30 di oggi era attesa la protesta di Anas Liguria (Associazione Nazionale di Azione Sociale) che si è concretizzata con una 15ina di mezzi di soccorso posteggiati dagli operatori davanti al Palazzo della Regione.

Un blitz che non ha portato a un confronto con i rappresentanti delle istituzioni, come auspicato dagli operatori: "Ci aspettavamo almeno di essere ricevuti da qualcuno che potesse prendere in carico la nostra situazione" - afferma Giuseppe Coniglio, presidente di Anas Liguria.

I motivi della protesta girano intorno alla scadenza dell'accordo quadro per la regolamentazione dei rapporti tra aziende sanitarie locali ed ospedaliere e le pubbliche assistenze, attivo da luglio 2024 e in scadenza alla fine del 2026: "Un accordo non più attuabile - continua Coniglio - "ad oggi nessuno ci ha convocato per cominciare a stabilire cosa rinnovare per il prossimo anno. 

Problematica maggiore, l'aumento dei prezzi del carburante: "Impensabile poter mantenere il servizio attivo con un costo del gasolio tra i 2.20 e 2.25 euro al litro"

E poi c'è la formazione del personale tecnico non sanitario: nell'accordo era stato stabilito un percorso formativo con corsi tenuti dal personale di soccorso e trasporto sanitario, individuati tra volontari e dipendenti delle reti associative nazionali accreditate sul territorio (due moduli e un totale di 105 ore): "Prima non c'era, ora ci vengono a dire che non è più prevista. Noi come rete saremmo ben disposti a tenere i corsi, ma che si stabilisca un programma uguale per tutte le pubbliche assistenze"

Se non ci saranno feedback nei prossimi giorni, Anas promette una manifestazione più 'rumorosa': "Oggi volevamo far capire che esistiamo, ma la prossima volta non sarà così: porteremo tutte le nostre 150 ambulanze e gli altri mezzi: non c'è altro sistema, questa Regione ci sta costringendo a lavorare in questo modo."

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