Hub della cura: da settembre al via la sperimentazione
di Claudio Baffico
Una sperimentazione innovativa per rafforzare la domiciliarità, sostenere le famiglie e rendere più semplice, qualificato e trasparente l'incontro tra domanda e offerta di assistenti familiari. È questo l'obiettivo della manifestazione di interesse rivolta agli Enti del Terzo Settore per l'avvio della co-progettazione dell'"Hub della Cura", un nuovo modello organizzativo che sarà attivato in sette Case della Comunità sul territorio ligure: Sanremo, Savona, Genova Quarto, Fiumara, Genova Struppa, Chiavari, La Spezia.
L'Hub della Cura sarà un punto di raccordo tra persone, famiglie, caregiver, servizi territoriali, Terzo Settore e Registro regionale degli assistenti familiari, con l'obiettivo di costruire una rete di prossimità capace di orientare i cittadini, intercettare i bisogni di cura, accompagnare alla regolarità del lavoro di assistenza e favorire l'accesso a profili qualificati e adeguati alle esigenze di persone fragili, anziani non autosufficienti e persone con disabilità.
Elemento centrale del progetto sarà anche il nuovo Registro regionale degli assistenti familiari che, per la prima volta, sarà affidato a Filse. Non si tratterà di un semplice elenco, ma di uno strumento dinamico per favorire l'incontro tra famiglie e operatori della cura, con criteri trasparenti di iscrizione e aggiornamento e una progressiva articolazione per aree tematiche di competenza. Il sistema consentirà, tra l'altro, di raccogliere dati utili alla programmazione socio-assistenziale e di sostenere percorsi di qualificazione, aggiornamento e valorizzazione professionale.
"Con l'Hub della Cura e il nuovo Registro regionale degli assistenti familiari non introduciamo un intervento episodico o un contributo una tantum, ma una vera e propria infrastruttura di servizio per la domiciliarità - sottolinea l'assessore alla Sanità, Politiche sociosanitarie e sociali e Terzo Settore di Regione Liguria, Massimo Nicolò-. Vogliamo sostenere concretamente le famiglie nella ricerca di assistenti familiari qualificati, valorizzare le competenze di chi opera nel settore della cura e rendere le Case della Comunità punti di riferimento sempre più vicini ai bisogni delle persone e dei territori".
"Aiutare e sostenere le persone in difficoltà è uno degli obiettivi principali del Fondo Sociale Europeo dal quale discende questa nuova iniziativa del Hub di Cura che oggi presentiamo - spiega l'assessore regionale alla Programmazione FSE Marco Scajola -. Un milione di euro di investimento per offrire supporto a domicilio a chi più ne ha bisogno e dando, al tempo stesso, impiego di qualità agli assistenti che verranno coinvolti con il supporto di Alfa che certificherà le competenze. La linea è molto simile a quella del rodato bonus Badanti attraverso il quale, nella sola edizione 2025, abbiamo aiutato 705 famiglie investendo 5 milioni di euro. Proseguiamo su questa strada collaborando, proficuamente con l'assessorato alla Sanità e ai Servizi Sociali e con gli Enti del Terzo settore che svolgono un lavoro straordinario".
Il progetto si integra con ALFA, il sistema regionale per la qualificazione professionale degli assistenti familiari, attraverso percorsi di validazione e certificazione delle competenze, anche maturate in contesti informali e non formali, micro-credenziali e aggiornamenti specialistici. Particolare attenzione sarà riservata alle competenze tecniche e trasversali, tra cui relazione d'aiuto, sicurezza, gestione delle fragilità cognitive, mobilizzazione, comunicazione, competenze linguistiche e digitali, in attuazione delle Linee nazionali per la formazione degli assistenti familiari recepite da Regione Liguria.
"La qualità dell'assistenza passa prima di tutto dalla qualità delle competenze – dichiara il vicepresidente di Regione Liguria con delega alla Formazione Simona Ferro -. Per questo, nell'avvio della co-progettazione dell''Hub di Cura', il ruolo di ALFA sarà fondamentale: attraverso i percorsi di formazione, validazione e certificazione delle competenze, anche acquisite sul campo, contribuirà a valorizzare la professionalità degli assistenti familiari e a offrire alle famiglie maggiori garanzie nella scelta di figure preparate e qualificate. Il nuovo Registro regionale non sarà soltanto uno strumento di incontro tra domanda e offerta, ma rappresenterà anche un motore di crescita professionale continua, capace di promuovere l'aggiornamento e rafforzare un settore sempre più centrale per il welfare di prossimità".
L'iniziativa si inserisce nel percorso di attuazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS) e della riforma nazionale della non autosufficienza, in coerenza con l'istituzione dei Registri regionali degli assistenti familiari. L'impostazione regionale punta a tradurre l'integrazione sociosanitaria e sociale in processi concreti: accoglienza, orientamento, profilazione del bisogno, matching qualificato, accompagnamento alla qualificazione professionale e connessione con la rete dei servizi territoriali.
"Con l'Hub della Cura, Filse conferma il proprio ruolo di strumento operativo della Regione Liguria anche nell'ambito delle politiche sociali e sociosanitarie - ha precisato il Presidente di Filse, Gerolamo Taccogna-. Grazie alla collaborazione con gli enti del Terzo Settore e con i Distretti sociosanitari, stiamo costruendo un modello che unisce innovazione amministrativa, competenze tecnico-gestionali e vicinanza alle persone, trasformando gli indirizzi strategici della Regione in servizi concreti, accessibili e capaci di rispondere ai bisogni reali delle famiglie e delle comunità".
Il ruolo del Terzo Settore
L'avviso valorizza il metodo della co-progettazione con gli Enti del Terzo Settore, chiamati a contribuire alla costruzione operativa degli Hub della Cura all'interno delle Case della Comunità, in stretta collaborazione con i servizi territoriali, gli Ambiti Territoriali Sociali, i nodi sociosanitari e la rete di prossimità.
Le funzioni dell'Hub della Cura
• accoglienza e orientamento per famiglie e caregiver sui bisogni di cura e sui servizi territoriali;
• profilazione del bisogno e definizione della richiesta assistenziale;
• matching qualificato con assistenti familiari iscritti al Registro, selezionati in base a competenze ed esperienze pertinenti;
• supporto alla regolarità e alla qualificazione del lavoro di cura;
• presa in carico e orientamento verso la rete territoriale, le Case della Comunità, gli sportelli di prossimità, i servizi sociali, il Terzo Settore e i percorsi già attivi, tra cui MAC – Meglio a Casa;
• attivazione di percorsi di sollievo e supporto per le famiglie impegnate nell'assistenza di persone fragili.
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