Nucleare del futuro: ecco i reattori di terza e quarta generazione, SMR e AMR
di R.S.
Restano però limiti legati all’efficienza del combustibile e ai costi elevati di gestione e riprocessamento
Dopo anni di rifiuto politico e sociale, il nucleare torna al centro del dibattito energetico per la necessità di ridurre le emissioni di CO₂ e garantire una produzione stabile di energia. Si parla soprattutto di nuove tecnologie come reattori di terza e quarta generazione, Small Modular Reactor (SMR) e Advanced Modular Reactor (AMR).
I reattori di terza generazione rappresentano l’evoluzione di quelli attuali: mantengono il raffreddamento ad acqua ma introducono sistemi di sicurezza passiva che funzionano senza intervento umano o elettricità, basandosi su leggi fisiche come gravità e convezione naturale. Questo li rende più sicuri, soprattutto in caso di blackout.
Restano però limiti legati all’efficienza del combustibile e ai costi elevati di gestione e riprocessamento. A livello globale, esistono diverse famiglie di reattori (europei EPR, americani AP, coreani), ma il progresso è disomogeneo: Asia e paesi come Corea e Cina hanno mantenuto continuità industriale, mentre Europa e Stati Uniti hanno subito ritardi e sforamenti di costi.
Un esempio positivo recente è la centrale di Barakah negli Emirati Arabi, completata in tempi rapidi grazie a competenze consolidate. Il futuro del nucleare si gioca quindi tra innovazione tecnologica e capacità industriale di realizzazione.
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