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Mobilità giovanile a Roma: il 46,3% usa il trasporto pubblico per andare a scuola, abbonamento annuale al 75,1% degli studenti

di Redazione

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Mobilità giovanile a Roma: il 46,3% usa il trasporto pubblico per andare a scuola, abbonamento annuale al 75,1% degli studenti

Da febbraio a maggio si è svolta la prima fase del progetto dedicato alla sicurezza stradale rivolto alle scuole superiori, promosso da Roma Servizi per la Mobilità. L’iniziativa ha coinvolto circa 1.600 studenti di otto istituti scolastici, che hanno partecipato a incontri formativi tenuti da esperti del settore della mobilità e della sicurezza.

Oltre alle lezioni, il progetto ha previsto la somministrazione di questionari sulle abitudini di spostamento e sull’uso dei social network, offrendo così un interessante quadro statistico sul comportamento dei giovani in tema di mobilità e sostenibilità. I dati evidenziano una tendenza positiva verso l’utilizzo del trasporto pubblico, sempre più preferito rispetto al mezzo privato sia per gli spostamenti casa-scuola sia nel tempo libero.

Secondo i risultati raccolti, il 75,1% degli studenti possiede un abbonamento annuale al trasporto pubblico, mentre il 40,5% beneficia di tariffe agevolate dedicate agli under 19. Inoltre, il 46,3% degli intervistati utilizza i mezzi pubblici come principale modalità per raggiungere la scuola, contro il 34,1% che si sposta in auto come passeggero e una percentuale minore che ricorre a mezzi a due ruote o alla micromobilità.

Anche nel tempo libero il trasporto pubblico resta la scelta più diffusa, utilizzato dal 43,5% dei ragazzi. Tuttavia emergono differenze nelle abitudini di spostamento, con una quota significativa che continua a preferire l’auto o la mobilità attiva come camminare o usare scooter e moto.

Il progetto ha anche messo in luce il tema della sicurezza percepita: il 45,4% degli studenti dichiarerebbe di utilizzare più spesso biciclette e monopattini se fossero disponibili infrastrutture più sicure, mentre il 21,8% individua nella mancanza di piste ciclabili il principale ostacolo alla mobilità leggera.

Sul fronte dei comportamenti quotidiani, emergono sia buone pratiche sia abitudini rischiose. La maggior parte degli studenti dichiara di attraversare sulle strisce pedonali e di utilizzare la cintura di sicurezza, mentre è ancora diffuso l’uso del telefono durante l’attraversamento o la mancata protezione con casco su bici e monopattini.

Le differenze tra ragazze e ragazzi mostrano alcune tendenze interessanti: le ragazze risultano generalmente più attente alla sicurezza, mentre i ragazzi mostrano una maggiore propensione all’uso della cintura in auto e alla richiesta di investimenti nel trasporto pubblico. Tuttavia, l’uso del casco resta ancora insufficiente in entrambi i gruppi.

Un altro aspetto significativo riguarda la percezione della mobilità sostenibile: per la maggioranza degli studenti la priorità resta la riduzione dell’inquinamento, seguita dalla diminuzione del traffico e dal miglioramento della vivibilità urbana.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle abitudini digitali. Il social network più utilizzato è TikTok, seguito da Instagram e WhatsApp, con una forte preferenza per i contenuti video brevi. Tuttavia, più della metà degli studenti non segue i canali ufficiali dedicati alla mobilità e molti non ricordano le campagne informative esistenti, segnalando la necessità di linguaggi più vicini al loro modo di comunicare.

Il progetto proseguirà tra settembre e dicembre con laboratori creativi negli istituti scolastici, durante i quali gli studenti svilupperanno campagne di comunicazione sulla mobilità. La conclusione è prevista con la Giornata della Mobilità scolastica, in cui le classi presenteranno i propri lavori a una giuria di esperti.

Tra le proposte emerse anche un contest creativo per l’identità visiva dell’iniziativa, che ha raccolto oltre 500 partecipazioni. Il logo più votato è stato “Flexiamoci”, simbolo di cambiamento e consapevolezza nelle scelte quotidiane di mobilità.

Il progetto si conferma così non solo un’attività formativa sulla sicurezza stradale, ma anche uno strumento di analisi delle abitudini giovanili e della loro evoluzione verso forme di mobilità più sostenibili.

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