Merlo: "Chiudere i porto non è la soluzione all'importazione di merci contraffatte"

di Pietro Roth

Il presidente di Federlogistica: "Quella del ministro Bellanova è stata una battuta infelice"

Merlo: "Chiudere i porto non è la soluzione all'importazione di merci contraffatte"

 Chiudere i porti per bloccare la contraffazione? L’affermazione del ministro Bellanova, che suona come una provocazione, non piace a Federlogistica-Conftrasporto.  “Non è questa la soluzione al problema dell’importazione di merci contraffatte – replica il presidente di Federlogistica Luigi Merlo – Quella del ministro è stata probabilmente una battuta infelice, non sono certo i porti i responsabili della contraffazione e della circolazione di merci adulterate.

“La responsabilità è dei diversi esecutivi che si sono susseguiti negli anni senza dare attuazione allo Sportello Unico Doganale e dei Controlli voluto  dal governo Renzi – prosegue Merlo – Gli uffici preposti non sono infatti stati ancora dotati di personale adeguato  dal punto di vista numerico, a partire dagli addetti al controllo della sanità marittima”.

“Occorre dare più strumenti a Guardia di Finanza e Dogana per bloccare tutti i traffici illeciti senza rallentare la funzionalità dei porti – aggiunge il presidente di Federlogistica – Per tutelare infine i nostri prodotti sarebbe poi importante imporre i controlli all’origine invece di salutare trionfalmente gli accordi a senso unico con la Cina, Paese dal quale proviene la maggior parte dei prodotti contraffatti e imponendo a tutti i porti europei regole comuni sui controlli”.

“Mi auguro che il nuovo governo si impegni fin da subito su questi fronti visto il ruolo fondamentale che hanno i porti italiani nell’economia del Paese”, conclude Merlo.